Xylaria

 

Scheda n. 202      -      Gennaio 2011     -     Riferimento n. 6

 

 

XYLARIA POLYMORPHA  (Pers. : Fr.) Greville

 

202. Xylaria polymorphaFoto S. Ascarelli 

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Sinonimi

Xylosphaera polymorpha  Dumortier.

 

Etimologia

Xylaria = attinente al legno (dal greco xùlon = legno)

polymorpha = multiforme, di svariate forme (dal greco polùs = molto e morfè = forma).

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Sottodivisione: Ascomycotina, Classe:  Hymenoascomycetes, Sottoclasse: Pyrenomycetideae, Ordine: Xylariales, Famiglia: Xylariaceae, Genere: Xylaria, Specie: polymorpha.

 

Commestibilità

Non commestibile.

 

Descrizione

Il genere Xylaria comprende ascomiceti per lo più saprotrofi, dalle forme più strane e di consistenza molto dura.

Comune su ceppaie marcescenti, prevalentemente di faggio o di quercia, Xylaria polymorpha si presenta con un ascoma alto circa 7 o 8 centimetri, claviforme o semigloboso, talora rastremato in basso, composto da numerosi periteci, affioranti da una crosta spessa, ruvida e scura, che veicolano le ascospore mature che si formano in minuscole cellette situate intorno alla carne interna, compatta, biancastra (stroma). Nel suo stadio iniziale di crescita la superficie del carpoforo può apparire rossiccia bruna per la presenza di conidi: tuttavia ben presto diviene nera per la sovrapposione delle spore che fuoriescono dai periteci.

La carne (stroma) è compatta, dura, biancastra;  alla sezione, con una buona lente, si possono osservare i minuscoli periteci situati appena al di sotto della crosta. L’odore e il sapore sono insignificanti.

Le ascospore sono brune, ellissoidali o cilindriche ma appiattite su un lato, lisce, mono o pluri guttulate, con una evidente fessura germinativa longitudinale; misurano 20 / 30 x 5 / 6 micron di diametro e sono contenute, in file ordinate di 8, in aschi cilindrici, amiloidi, lunghi fino a 180 μm. Sporata nera.

Cresce a gruppi dall’autunno alla primavera, su legno guasto di diverse latifoglie (soprattutto faggio e quercia), in gruppi appressati di numerosi esemplari.

 

Possibiltà di scambio

La forma più o meno clavata di X. plymorpha ricorda nel suo aspetto alcuni miceti  peraltro terricoli del Genere Geoglossum. Una Xylaria assai vicina a quest’ultimo genere è X. geoglossum molto più piccola di X. polymorpha. Si conoscono molte altre specie di Xylaria non sempre facilmente distinguibili senza un’attenta osservazione microscopica: X. longipes, X. carpophila, X. oxycanthae, X. filiformis, X. hippotrichoides. Molto comune è X. hypoxylon con stroma sub cilindrico e ramificato a forma di corna di cervo, bianchi nella parte superiore e neri in quella inferiore.

 

Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 2, pag. 326;

Bagnis C : Micologia romana, Reale Accademia dei Lincei, 1887, (2a  centuria), pag. 10 n. 151 ;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 1, pag. 309;

Michael E. e Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, vol. 3, n. 386;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 239;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 44 n. 46 ;

Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 4, tav.315A;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n.358;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1971, vol. 4, pag. 204, tav. 400;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 2, tav.348;

Griffiths D.A. : Hong Kong Fungi, Urban Council, Hong Kong, 1977, pag. 110;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 376, foto 697;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 2, tav. 354;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 535;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 258;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 278;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1986, collez. 5, tav. 250;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 334;

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag.  4;

Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag. 202;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 340;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 208;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 127, foto  141;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 354, foto 495;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Delachaux et Niestlè,  Paris, 1994, pag. 128, n. 6;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 501;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 78;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 309;

Dickinson C. e Lucas J.  : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 129;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag.  397;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 345;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 245: 

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 187;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 266, foto 10;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag. 996;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J.  : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag.  12;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 1, pag. 276 , foto  351;

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 31;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag,  654.

 

Monografie:

Dennis R.W.G. : British Ascomycetes, Ed. J. Cramer, Vaduz, 1981, pag. 320;

Medardi G. : Atlante fotografico degli Ascomiceti d’Italia, Associazione Micologica Bresadola, Trento 2006, pag. 384.

 

(Sandro Ascarelli)

 

 

 

 

 

 

Scheda n. 373       -       Febbraio 2013       -       Riferimento n. 7







XYLARIA HYPOXYLON (L.: Hooker) Greville 1824



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Foto di Gianfranco Sperati
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Sinonimi

Clavaria hypoxylon
Linneo (1753), Sphaeria hypoxylon (L-) Persoon (1796), Xylosphaeria hypoxylon (L.) Dumort (1822).


Etimologia


Xylaria =
attinente al legno (dal greco xùlon = legno)
Hypoxylon = poco meno che legnoso (dal greco hupòs = sotto, poco meno che... e xùlon = legno), per la sua dura consistenza.


Sistematica


Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Sottodivisione: Ascomycotina, Classe: Hymenoascomycetes, Sottoclasse: Pyrenomycetideae, Ordine: Xylariales, Famiglia: Xylariaceae, Genere: Xylaria, Specie: hypoxylon.


Commestibilità


Non commestibile.


Descrizione


Questi funghi ascomiceti crescono gregari in numerosi insediamenti e possono essere scambiati per licheni, di 2-7 cm di altezza. In un primo momento hanno aspetto subcilindrico per poi diventare appiattiti e ramificati come corna di cervo, di colore bianco, in quanto cosparsi da una polvere bianca, facilmente asportabile, costituita da numerosi conidii.
La parte del gambo in genere è nero e peloso.
Da questa forma conidiofora (vedi immagine in alto), quindi asessuata, si origina, in primavera, la forma perfetta ascogena (vedi immagine 2), sessuata, con superficie granulosa, nera, bitorzoluta per la presenza degli ostioli dei singoli periteci che vi affiorano, e che sono affondati a centinaia in uno stroma bianco.
Ogni singolo peritecio ha un diametro di circa 1 mm, è globoso, nero, ha consistenza coriacea ma fragile. La carne, dura e tenace in entrambi gli stadi, diviene carboniosa nella forma ascogena. Le due forme, la conodiofora e la ascogena si possono trovare insieme.
Nella forma ascogena le spore sono fusiformi, reniformi, ottuse, bianche in massa, guttulate, lisce, misurano 12-14 x 5-6 micron e sono contenute in aschi cilindrici di 8 spore.
È una specie molto diffusa e cresce tutto l'anno su ceppaie marcescenti di latifoglie.


Possibiltà di scambio


Si può confondere con altre specie di XylariaX. longipes, X. carpophila, X. oxycanthae, X. filiformis, X. hippotrichoides, ma basta osservare che X. hypoxylon è l'unica ad avere la parte terminale dei rami a forma di corna di cervo.


Bibliografia


Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 2, pag. 327;
Bagnis C : Micologia romana, Reale Accademia dei Lincei, 1887, (2a centuria), pag. 11 n. 152;
Michael E. e Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, vol. 3, pag. 385;
Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 533;
Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 215, tav. 59;
Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 239, fig. 81;
Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 44, fig. 45;
Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 4, tav. 315B;
Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 2, pag. 687, foto n. 832;
Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpignan, 1971, vol. 4, pag. 204, tav. 400 in nota;
Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 2, tav. 347;
Griffiths D.A. : Hong Kong Fungi, Urban Council, Hong Kong, 1977, pag. 109 n. 95;
Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 325, foto 738;
Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 64;
Phillips R.: Mushrooms of Great Britain & Europe, Londra, 1981, pag. 278.
Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 2, tav. 337;
Goidanich G. & Govi G. - Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 573;
Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1983, collez. 2, tav. 100;
Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 258;
A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 278;
Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 334;
Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 3;
Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag. 202;
Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 310;
Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 207;
Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 127, tav. 142;
Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 354, foto 494;
Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol.1 pag. 392 n. 310;
Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 128 n.7;
Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 501;
Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 309;
Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 78;
Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 129;
Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, fig. a pag. 71;
Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 395;
Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 344;
Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 248;
Epinat C. et Starosta P. : Funghi, B. Taschen Verlag, Colonia, 1999, foto pagg. 112 e 113;
Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 185;
Courtecuisse R, : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 266, foto 11;
Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 495;
Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 12;
Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 30;
Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag. 654;
Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 620;
Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 35;
Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 270;.
Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 545;
Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 8, pag. 185, n. 887.
Essartier G. & Roux P. : Le guide des champignons Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 1074.


Monografie:


Medardi G. :
Atlante fotografico degli Ascomiceti d'Italia, Associazione Micologica Bresadola, Trento, 2006, pag. 382.



(Gianfranco Sperati)