Russula

Scheda n. 036           -          Febbraio 2009          -         Riferimento n. 1415

 


RUSSULA VIRESCENS (Schaeffer)  Fries 1836

 



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Sinonimi

Agaricus virescens Schaeffer 1774, Agaricus aeruginosus Krombholtz 1845,   Russula aeruginosa Krombholtz 1845.
Volg. : Verdone, Colombina verde;


Etimologia

Russula =  piccola rossa (dal latino, diminutivo di russus = rosso),
virescens = colore tendente al verde.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Russulales,, Famiglia: Russulaceae, Genere: Russula, Specie: virescens.


Commestibilità

Ottimo commestibile. Può essere consumato anche crudo.


Descrizione

Come già abbiamo avuto modo di accennare (Vedi scheda n. 08), i Generi Russula e Lactarius fanno parte della grande famiglia delle Russulaceae. In quest'ultima vengono inseriti tutti i funghi aventi  carne a consistenza granulosa, a differenza degli altri funghi che hanno invece carne a consistenza fibrosa. Tale caratteristica risulta particolarmente evidente quando si spezza il gambo del fungo: se alla frattura il gambo si frantuma in maniera netta, come un cannello di gesso (frattura cassante), siamo in presenza di una Russula o di un Lattario; se invece il gambo si rompe sfilacciandosi (con termine preso a prestito dall'ortopedia potremmo dire che subisce una "frattura a legno verde"), ci troviamo di fronte a un altro tipo di fungo lamellato. La ragione di quanto abbiamo detto va ricercata nella struttura cellulare della carne che nelle Russule e nei Lattari è composta da cellule sferiche (sferocisti) mentre nei funghi appartenenti a famiglie diverse è costituita da cellule più o meno allungate.

Il Genere Russula comprende, in Europa, più di 250 specie non sempre di facile determinazione ma, ai fini della commestibilità, sarà sufficiente assaggiare un pezzetto della carne del carpoforo, scartando prudenzialmente tutte le Russale piccanti, oltre a quelle con odore repellente, e consumando soltanto quelle dolci e con odore e sapore gradevoli. Una sola specie a carne dolce sembra avere causato qualche forma di irritazione gastroenterica, soprattutto se non sufficientemente cotta. Per un'analisi più approfondita ai fini della determinazione delle varie specie, sarà necessario osservare in modo particolare il diverso colore della sporata (bianca, gialla o crema) e far ricorso a ulteriori prove con l'uso di reagenti chimici.

Una delle Russule più facilmente identificabili sul terreno è l'ottima Russula virescens, un fungo compatto, carnoso, dal notevole peso specifico, terricolo ed omogeneo (il cappello non si separa dal gambo se non frantumandosi).

Il cappello ha un diametro che può raggiungere anche i 10 cm. ed è globoso, a volte depresso al centro o lievemente ombelicato. La cuticola, asportabile con difficoltà ed usualmente colorata di verde nelle sue varie gradazioni ma talora sfumata o macchiata di giallo e di bruno-ruggine, è asciutta e un po' vellutata al centro; tende a fessurarsi e a screpolarsi in areolature o tasselli che negli interstizi lasciano intravedere la carne bianca sottostante. L'orlo è assottigliato ed uniforme.

Le lamelle sono biancastre o con un leggero riflesso carnicino, attenuate ma poi arrotondate, piuttosto fitte, intervallate da lamellule e talora forcate in prossimità dell'orlo.

Il gambo, inizialmente sodo e compatto, tende poi a diventare farcito al suo interno per un midollo soffice sotto una corteccia rigida e fragile. La sua forma è per lo più cilindrica ma a volte un po' rigonfia al centro e rastremata verso l'estremità inferiore. Si presenta corrugato o pruinoso, completamente bianco o biancastro ma con tendenza ad imbrunire nelle parti manipolate.

La carne, bianca, è soda, compatta ma fragile alla pressione; non ha odore particolare ma all'assaggio rivela un sapore dolce di nocciola o di noce.

Reazioni chimiche: la carne si tinge di rosa col solfato di ferro. Leggera reazione positiva col guaiaco, anilina negativa sulle lamelle.

Sporata crema-biancastra. Spore ovoidi (7.2 / 8,8 x 5,6 / 6,6 micron) rivestite da grosse verruche isolate o unite tra loro da connessioni più o meno sottili.

E' un fungo che cresce isolato o in colonie poco numerose, in estate e in autunno, in boschi ariosi e caldi di latifoglie.


Possibilità di scambio

Cappelli tendenti ad assumere colorazioni verdastre e a presentare screpolature nella cuticola (tuttavia sempre meno marcate di quanto non avvenga in R. virescens) presentano anche Russula heterophylla, Russula cutefracta, Russula anatina, Russula aeruginea, ecc. Queste Russole (alcune dolci ed altre piccanti) non sono tuttavia così compatte come R. virescens e non hanno quell'elevato peso specifico al quale abbiamo fatto cenno

 

Bibliografia

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(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 053      -      Aprile 2009      -      Riferimento n. 1507




RUSSULA AUREA
Persoon



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Sinonimi

Russula aurata, Agaricus auratus, Agaricus alutaceus;
Volg. : Colombina dorata;

Etimologia

Russula =  piccola rossa (dal latino, diminutivo di russus = rosso),
aurea = d'oro, dorata.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Russulales, Famiglia: Russulaceae, Genere: Russula, Sezione: Polychromae, Subsezione: Aureatinae, Specie: aurea.


Commestibilità

Ottimo commestibile. Può essere consumato anche crudo in insalata. Ha lo stesso sapore della Amanita cesarea ma la carne è più consistente.

Descrizione

E' detta "Russula della Roma" perché ha gli stessi colori (giallo e rossi) della maglia della squadra di calcio tiberina.

Fungo terricolo, omogeneo (la trama della carne del cappello e del gambo è indifferenziata), molto fragile, si riconosce facilmente per i colori rosso-arancio o amaranto del cappello, con chiazze gialle o giallo-tuorlo d'uovo, e per quelli dal bianco al giallo (più o meno carico ed uniforme) delle lamelle e del gambo. Il sapore dolce della carne, all'assaggio, elimina qualsiasi ulteriore incertezza.

Il cappello, carnoso, può raggiungere e superare i 10 cm. di diametro ed è inizialmente emisferico, globoso, per poi distendersi e presentarsi un po' depresso al centro. Il margine è ottuso, liscio, uniforme, solcato in maniera molto lieve e soltanto in maturità.

Le lamelle, bianche con sfumature gialle o completamente gialle dorate soprattutto sul tagliente, sono mediamente fitte, adnate, spesso forcate verso il gambo o intervenate, molto fragili.

Il gambo può raggiungere un'altezza di 7 / 8 cm.; è centrale rispetto al cappello, cilindrico ma con l'estremità inferiore arrotondata, pieno negli esemplari giovani poi midolloso e cavernoso. Il suo colore può variare dal bianco gessoso con sfumature giallognole ad un giallo cromo più o meno uniforme.

Carne bianca, giallina sotto la cuticola del cappello, soda nello stadio giovanile del carpoforo, diviene via via più fragile nel fungo adulto. Tipica la sua frattura gessosa (come in tutte le Russule ed i Lattari). Profumo lievissimo, sapore dolce e gradevole.

Sporata giallastra (fino a color ocra) costituita da spore che al microscopio si presentano ovoidali (8 / 9,5 x 6,5 / 8 micron) chinate e con verruche coniche inserite in un reticolo a maglie allargate e irregolari.

Dalla primavera all'autunno può rinvenirsi in esemplari isolati o poco numerosi, nei boschi freschi sia di latifoglie che di aghifoglie. Da un anno all'altro lo si può ritrovare lì dove è stato individuato il micelio.

Possibilità di scambio

Esistono diverse altre Russule con colori pileici simili a quello della R. aurea. La Russula melliolens, del pari commestibile, cresce esclusivamente nei boschi di latifoglie ed ha un caratteristico odore di miele (soprattutto in maturità). La R. lundellii e la R. maculata possono somigliare alla R. aurea ma il sapore molto acre della carne dovrebbero poter escludere la possibilità di confusione.

Bibliografia

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Monografie

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Romagnesi H. : Les Russules d' Europe et d'Afrique du Nord, Bordas, France, 1967, pag. 810;

Foiera F., Lazzarini E:, Snabl M., Tani O. : Funghi Russule, Edagricole, Bologna, 1993, pag. 188, tav. pag.27;

Galli R. : Le Russule, Edinatura s.r.l., Milano, 1996, pag. 442;

Sarnari M. : Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Ed. Gruppo Micologico Bresadola, Trento, 1998, vol. 2, pag. 1072.

 

(Sandro Ascarelli)

 

Scheda n. 078     -     Agosto 2009      -      Riferimento n. 1481


RUSSULA LEPIDA (Fr. : Fr.) Fries



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Sinonimi

Russula rosacea
Volg. : Colombina rossa dolce


Etimologia

Russula = piccola rossa (dal latino, diminutivo di russus = rosso),
lepida = graziosa, piacevole.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Russulales,, Famiglia: Russulaceae, Genere: Russula, Sezione: Paraincrustatae, Subsezione: Lepideae, Specie: lepida.

Commestibilità

Commestibile mediocre (non consumabile nella sua varietà amarissima).

Descrizione

Non è facile districarsi tra le tante Russule dal cappello rosso e spesso per raggiungere una determinazione più o meno esatta, è necessaria l’osservazione dei caratteri microscopici e delle variazioni cromatiche prodotte da reagenti chimici.

La Russula lepida ha tuttavia una particolarità che ne facilita il riconoscimento; è infatti l’unica Russula, dalla colorazione pileica rossastra, le cui lamelle hanno un sapore caratteristicamente fresco e mentolato. L’”assaggio” va effettuato masticando un pezzettino di una lamella perché le altre parti del carpoforo hanno un comune sapore dolciastro, come di nocciola.

Il cappello, carnoso e duro, è piuttosto grande, giungendo a misurare anche 12 cm. ed oltre di diametro. Convesso all’inizio, tende ad appianarsi. L’orlo è rigido, arrotondato e ottuso. La superficie pileica può assumere varie tonalità di rosso, dal rosa al rosso scarlatto, al rosso carminio, al rosso porpora con tendenza a decolorarsi ed a presentare qualche chiazza biancastra. La cuticola è separabile molto brevemente in prossimità del margine ed è uniformemente opaca e vellutata.

Lamelle semilibere, ottuse in avanti e arrotondate verso il gambo, mediamente fitte, talora biforcate e intervenate. Hanno un colore bianco con qualche riflesso crema e con il tagliente che può assumere colorazioni rossastre verso il margine del cappello.

Il gambo (cm 7 in altezza) è duro e compatto, cilindrico o appena svasato all’estremità, dapprima pruinoso poi ruguloso, completamente bianco o soffuso più o meno intensamente di rosso o di rosa.

La carne è compatta, bianca ma con sfumature rossastre appena sotto la cuticola. Tenue odore fruttato, sapore dolciastro, resinoso ma con retrogusto amarognolo, mentolato nelle lamelle.

Spore rotonde, verrucose, reticolate, (8/9 x 7/8 micron). Sporata crema pallido.

Reazione variabile alla tintura di Guaiaco, si colora debolmente di rosa col solfato di ferro.

E’ specie comune nei boschi di aghifoglie e di latifoglie dove cresce, frequente ed ampiamente distribuita, dal principio dell’estate all’autunno.

Possibilità di scambio

E’ una Russula difficilmente confondibile con altre specie per la sua taglia, per la compattezza della sua carne, per le colorazioni della superficie pileiche e soprattutto per il carattere già accennato del sapore dolciastro-mentolato delle lamelle. Esistono tuttavia delle varietà tra le quali segnaliamo la Russula lepida var. amarissima, la Russula lepida var. lactea, quasi completamente bianca, e la Russula lepida var, speciosa che, soprattutto in maturità, tende ad assumere colorazioni giallastre.

Ricordiamo che le altre Russale rosse, di piccola taglia, con sfumature rossastre sul gambo, sono di solito molto piccanti e quindi non commestibili. Tra queste si trova anche la Russula emetica e le specie a quest’ultima vicine, tutte tossiche.

Bibliografia

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 451;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 350;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 4, tav. 413;

Bernardin Ch. : Soixante Champignons Comestibles, Weick, Saint-Diè. 1903, pag. 73, tav. 7;

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 42, tav. 16/4;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 460;

Michael E. e Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, vol. 1, pag. 69;

Moreau F. : Les champignons, Paul Lechevalier Ed., Paris, 1953, pag. 1876;

Jacottet J. : Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. 129, ill. pag. 187;

Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964, tav. 107;

Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 647;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 60, tav. 19, n. 502;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 373, tav. 25;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 198;

Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 1, tav. 19;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n. 208;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 130;

Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 211;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1971, vol. 5, pag. 72, tav. 431;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 1, tav. 40;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 189;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 447;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 437;

Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag.106;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 466;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 268;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 1, tav. 38;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 350;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 159;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 109;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1985, collez. 4, tav. 192;

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Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 368, foto 521;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 198, foto 127;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 392, n. 1481;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 2, pag. 805, tav. 183B;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 419;

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Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 320;

Rambelli A. e Pasqualetti M. : Nuovi fondamenti di micologia, Ed. Jaca Book spa, Milano, 1996, tav. 44D;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 93;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 243, Iconografia n. 397;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 247;

Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag. 150, tav. 13/2 ;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 139;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 126:

Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 769;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 755, foto 780;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 315;

Thieme R. : I funghi di montagna, Ed. Grossi, Domodossola, 2000, pag. 71, pag. 313, foto 140;

Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 314;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 6, pag.234, foto 194;

Nonis U: : 500 funghi d’Italia e d’Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 249;

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 111;

Mazza R. : Funghi commestibili e velenosi a confronto, RCS Libri s.p.a., Milano, 2002, pag. 238, foto 181,

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 448;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 393;

 

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 297;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag.462 n. 1303;

De Angelis A., Di Massimo G., Materozzi G. : I funghi, ED. U. Hoepli, Milano, 2008, pag. 162;


Bielli E.
: Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 136.


Tiberi G. e Sperati G. :
I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 405;


Brotzu R: e Colomo S.
: I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 3,
pag. 137, n. 303.



Monografie

 

Blum J. : Les Russules, P. Lechevalier, Paris, 1962, pag. 42;

Romagnesi H. : Les Russules d’ Europe et d’Afrique du Nord, Bordas, France, 1967, pag. 413, fig. 346, 347 e 348;

Foiera F., Lazzarini E:, Snabl M., Tani O. : Funghi Russule, Edagricole, Bologna, 1993, pag. 126;

Galli R. : Le Russule, Edinatura s.r.l., Milano, 1996, pag. 190;

Sarnari M. : Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Ed. Gruppo Micologico Bresadola, Trento, 1998, vol. 2, pag. 1128.

 


(Sandro Ascarelli)

 

 

 

 

Scheda n. 061 - Maggio 2009 -      Riferimento n. 1351




RUSSULA CHLOROIDES
(Krombh.) Bresadola


 


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Sinonimi

Agaricus chloroides, Russula delica var. chloroides, Russula brevipes, Russula delicula.

Etimologia

Russula = piccola rossa (dal latino, diminutivo di russus = rosso),
chloroides = dai riflessi verdognoli (dal greco khloròs = verde-azzurro e oìdes = simile a).

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agari-comycetideae, Ordine: Russulales,, Famiglia: Russulaceae, Genere: Russula, Sezione: Plo-rantes, Subsezione: Delicineae, Specie: chloroìdes.

Commestibilità

Commestibile molto mediocre.


Descrizione

Russula delica e Russula chloroides fanno parte della difficile sottosezione Delicineae (o Plorantineae) che comprende carpofori morfologicamente analoghi ad alcuni Lattari, (come L. piperatus o L. vellereus), ma dai quali si distinguono per essere privi di latice, tanto che qualche Autore ha proposto per loro la denominazione Lactarius exsuccus (= senza latice) e per avere un sapore privo di acredine. Russula chloroides differisce poi da Russula delica perché ha una taglia di poco inferiore e dei riflessi smeraldini tra le lamelle e frequentemente un cerchio verde-azzurro sulla parte superiore del gambo in prossimità della superficie imeniale.

Il cappello ha un diametro compreso tra i 5 e i 12 cm.; inizialmente convesso tende a divenire depresso ed ad assumere un aspetto imbutiforme a causa di una evidente incavatura centrale. Ha consistenza dura e compatta. La cuticola è parzialmente asportabile ed è asciutta, glabra e feltrata, di colore che dal bianco tende poi a macchiarsi di giallo ocra e poi di ruggine nell’esemplare vecchio. L’orlo è regolare, talvolta un po’ involuto.

Le lamelle sono arcuate, talvolta brevemente decorrenti, ineguali, sottili e serrate, intervallate da lamellule e intervenate soprattutto in prossimità del gambo. Di colore bianco sordido ma con riflessi verde glauco distinguibili in modo particolare quando si fa ruotare la superficie imeniale alla luce del sole.

Il gambo è usualmente corto e tozzo ma tende a divenire più alto e slanciato nelle stazioni umide. Cilindrico, duro e compatto, si presenta con colorazioni biancastre, poi brunastre. Talvolta si nota una banda anulare bluastra nella parte superiore dello stipite, in prossimità delle lamelle.

La carne è soda e compatta, biancastra ma tendente a sporcarsi di ocra. Odore poco gradevole come di aringa, sapore dolciastro nella carne del gambo ma piccante nelle lamelle. Debole reazione positiva al solfato di ferro, di media intensità alla tintura di guaiaco.

Al microscopio si osservano basidi clavati tetrasporici: le spore (8 / 10,5 x 7 / 9 micron) hanno forma da subglobosa a ovoide con fitte ornamentazioni costituite da verruche piramidali, a volte amiloidi, collegate tra loro a formare un reticolo irregolare. Sporata biancastra.

Abbastanza frequente in tutta Europa, cresce isolata o in piccoli gruppi da agosto a fine ottobre nei boschi di latifoglie o di conifere (querce, faggi, castagni, abeti) in collina e in montagna, su suoli freschi e umidi, basici o leggermente acidi.


Possibilità di scambio

Come si è visto lo scambio più probabile potrebbe esser fatto con R. delica, soprattutto con la sua varietà glaucophylla; R. chloroides differisce soprattutto per il gambo talora più alto e slanciato, per il cappello notevolmente depresso al cemtro, per le lamelle fitte e basse con sfumature glauche, per la reazione rosso-arancio al solfato di ferro, per le diverse dimensioni delle spore.

Secondo Sarnari, della R. chloroides sarebbe possibile distinguere tre varietà: la var. chloroides, la var. trachyspora e la var. parvispora.

La mancanza di latice dovrebbe essere sufficiente per differenziare R. chloroides dai Lattari della sezione Albati, avvertendo tuttavia che in condizioni climatiche di siccità anche nei Lattari può diventare difficile percepire l’emissione di latice.

Bibliografia

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 9, pag. 59;

Bresadola G. : Fungi tridentini novi vel nondum delineati, J.B.Monauni, Trento, 1892, ristampa Ed. Ed agricole, Bologna, 1976, vol. 2, pag. 89, tav. 202;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 1, pag. 402, vol. 4, tav. 402 ;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 458;

Michael E. e Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, vol. 2, pag. 226;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 370, ;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 128;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 178;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 440;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1977, vol. 5, pag. 12, tav. 401;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 431;

 

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 460;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 278;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 1, tav. 40, v. nota;

Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 346, tav. 298 in nota;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 154;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1987, vol. 5, foto n. 1943;

Pandolfi M. e Ubaldi D. : Guida ai funghi d’Italia e d’Europa, F. Muzio Ed., Padova, 1987, pag. 262;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 54;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 294;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 101;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol.1, pag, 338, tav. 474;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. pag.;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 368, n. 1351;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 2, pag. 549, tav. 177C;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 413;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 242;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 120:

Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 749 in nota;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 736, foto 752;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag. CXXV;

Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 305, foto 468 a e b ;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 6, foto 108;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 241;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 385 in nota;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 269;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 437 in nota;

Monografie

Blum J. : Les Russules, P. Lechevalier, Paris, 1962, pagg. 205 e 207;

Romagnesi H. : Les Russules d’Europe et d’Afrique du Nord, Bordas, France, 1967, pag. 219;

Foiera F., Lazzarini E:, Snabl M., Tani O. : Fumghi Russule, Edagricole, Bologna, 1993, pag. 70;

Galli R. : Le Russule, Edinatura s.r.l., Milano, 1996, pag. 68;

Sarnari M. : Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Ed. Gruppo Micologico Bresadola, Trento, 1998, vol. 1, pag. 196.


(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 092      -      Ottobre 2009      -      Riferimento n. 1408




RUSSULA CYANOXANTHA 
(Schaeffer) Fries


Russula cyanoxantha

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Sinonimi

Agaricus cyanoxanthus, Russula cutefracta, Russula langei.
Volg. Colombina grande, Colombina maggiore.

 Etimologia

Russula  =  piccola rossa (dal latino, diminutivo di russus  = rosso),
cyanoxantha = turchino e giallo (dal greco kuanòs = azzurro, e xanthòs = giallo)

Sistematica

Regno: Fungi,  Divisione: Basidiomycota,  Classe: Homobasidiomycetes,  Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Russulales,,  Famiglia: Russulaceae, Genere: Russula, Sezione: Heterophyllae, Subsezione: Cyanoxanthinae,  Specie: cyanoxantha.

Commestibilità

Buon commestibile. Gli esemplari freschi e giovani possono essere consumati anche crudi, in insalata.

 Descrizione

E’ una Russula a carne dolce e quindi commestibile di buon pregio, redditizia  perché carnosa e di dimensioni a volte notevoli.

Il cappello può raggiungere un diametro di circa 15 cm. e si presenta, soprattutto all’inizio, duro e compatto; da subgloboso tende con l’età a distendersi, ad appiattirsi e a presentare una lieve depressione centrale. Il margine rimane un poco incurvato ed è completamente liscio. La cuticola, grassa e brillante col tempo umido, può essere asportata fino a metà del diametro lasciando intravedere la carne sottostante, quasi sempre di color lilacino. I colori della superficie pileica sono molto variabili, dal violetto al verde bluastro, al verde oliva, al grigio verde, all’ocra-brunastro, spesso frammisti tra di loro: nella forma cutefracta, la cuticola può presentarsi grossolanamente screpolata.

Le lamelle sono bianche, lardacee, abbastanza fitte, arcuate e poi adnate e infine leggermente decorrenti. Intervallate da lamelluile verso il margine possono apparire biforcata.

Il gambo, duro e compatto quando il carpoforo è ancora giovane, tende a farsi farcito a causa di un midollo cotonoso che ne riempe le cavità. Il candore del primo stadio tende poi ad ingrigire ed eventualmente a divenire brunastro in vecchiaia o se imbibito di acqua; vi si possono rintracciare sfumature color lilla chiaro. Ha forma cilindrica o di poco più grossa verso la base.

Carne cassante, lilacina sotto la cuticola del cappello, altrove bianca. Odore poco avvertibile, sapore mite. Reazione forte e rapida con guaiaco. Con anilina le lamelle si colorano lentamente di arancio.

Le basidiospore sono ovoidali, con evidente poro germinativo, ricoperte da minuscole verruche rotonde. Misurano 7 / 9 x 5,5 / 7 micron. La sporata è bianca.

Russula cyanoxantha è specie ubiquitaria che cresce, dalla primavera al tardo autunno, sia sotto latifoglie, sia sotto aghifoglie.

Possibibità di scambio

Le varietà cromatiche della R. cyanoxantha possono ingenerare confusioni con diverse altre specie di Russule, come ad es. con la verde R. heterophylla, con la R. grisea la cui cuticola può talvolta assumere una colorazione lilacina, con la R. ionochlora dai colori viola, verde e gialla. Ad evitare possibilità di scambio con Russule acri e piccanti converrà fare attenzione alle lamelle cedevoli al tatto e di consistenza untuosa e lardacea, alla colorazione lilacina rinvenibile sotto la cuticola del cappello, all’assenza di tonalità rossastre sul gambo e soprattutto al sapore dolce e gradevole della carne. La reazione al solfato ferroso è negativa.

Bibliografia

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 465;

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(Sandro Ascarelli)