Peziza

Scheda n. 075      -     Luglio 2009     -     Riferimento n. 28



PEZIZA VESICULOSA
Bulliard : Fries



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Sinonimi

Aleuria vesiculosa
Volg. : Peziza vesciculosa

Etimologia

Peziza = fungo senza gambo o con gambo minuscolo (dal greco pèzis)
vesiculosa = piena di bolle (dal latino vesicula = vescicola, bolla)

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Ascomycota, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordi-ne:  Pezizales, Sotto-ordine:  Pezizaneae, Famiglia:  Pezizaceae, Genere: Peziza, Specie:  vesiculosa.

Commestibilità

Non commestibile

Descrizione

Nella Famiglia delle Pezizaceae vengono collocati funghi ad apotecio discoide o a forma di coppa, per lo più sessili e provvisti di spore racchiuse in lunghi aschi, ialini ma che reagiscono a soluzioni iodate divenendo bluastri.

Negli esemplari giovani P. vesiculosa si presenta con un apotecio semigloboso superiormente fessurato che in seguito si apre fino a formare una coppa di circa 12 cm. di diametro ed un'altezza di 4 / 5 cm., con il bordo sottile, irregolare, fioccoso e un poco introflesso. La superficie imeniale, interna, ha una parete liscia nocciola, caffellatte chiaro, bruno giallastra in maturità. In condizioni particolari di umidità atmosferica  può apparire traslucida. Invecchiando, la superficie della parete imeniale si distacca dalla carne sottostante sotto forma di placchette simili a vescicole.

La superficie esterna del carpoforo appare invece forforacea o pruinosa, rivestita da minuscoli granuli; il colore varia dal bianco sporco al giallastro chiaro.

La carne, biancastra o color isabella, è cerosa, sottile, fragile, cassante, piuttosto umida ma non succulenta.

Microscopicamente P. vesiculosa si distingue per le notevoli dimensioni delle spore (21,5 / 23,5 x 11,5 / 13 micron) lisce, ellissoidali, ialine, non guttulate, riunite in numero di 8 in ciascun asco, che è cilindrico, amiloide, e può arrivare a misurare 300 / 400 micron di lunghezze e 17,5 / 18,5 micron di larghezza. Secondo Brefeld il micelio di P. vesiculosa può produrre delle particolari spore miceliari, accessorie.

Questo fungo sessile predilige humus ricco di concimi (soprattutto letame equino) e cresce, dalla primavera all'autunno, isolato o in gruppi appressati, anche nei giardini o nelle serre.

Possibilità di scambio.

Non  è sempre agevole separare una Peziza dall'altra e quindi arrivare ad una identificazione certa senza l'osservazione delle caratteristiche microscopiche; così ad esempio si può essere sicuri di aver rinvenuto esemplari di P. vesiculosa solo osservando le dimensioni delle spore che differiscono da quelle di specie simili. Il particolare substrato di crescita di P. vesiculosa non è di per sé indicativo perché anche P. perdicina vive su sterco di diversa natura,


Bibliografia

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Monografie

Medardi G. : Atlante fotografico degli Ascomiceti d'Italia, Associazione Micologica Bresadola, Trento 2006, pag. 210.

 

(Sandro Ascarelli)

 

 

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PEZIZA BADIA Persoon 1800



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Foto Sandro Ascarelli

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Sinonimi

Helvella cochleata Bolton (!789), Scodellina badia (Pers.) Gray (1821), Plicaria badia (Pers.) Fuckel (1870), Galactinia badia (Pers.) Arnould (1893).


Etimologia

Peziza =fungo senza gambo (dal greco pèzis = gambo e a privativo);
badia = color baio, bruno-castagno (dall'aggettivo latino badius)..



Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Ascomycota, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Pezizaceae, Genere: Peziza, Specie: badia.



Commestibilità.

Non commestibile. Senza alcun valore.



Descrizione

Il genere Peziza riunisce ascomiceti senza gambo o con gambo molto corto, a forma di coppa irregolare nella cui faccia interna è disposta la parte fertile recante spore elittiche ialine e aschi che virano al blù a contatto con lo iodio. Ne esistono numerose specie, difficilmente separabili ed identificabili senza l' aiuto di indagini microscopiche. Assieme a Peziza varia (Hedw.) Fries e a Peziza vesiculosa Bulliard : St-Amans,Peziza badia è una delle specie più frequenti, riconoscibile per il colore bruno più o meno scuro all'interno, tendente al rossiccio nella superficie esterna.
L'apotecio è sessile, a forma di coppa più o meno profonda, con un diametro che può raggiungere i 7 o 8 centimetri. All'interno della coppa è situata la superficie imeniale, talvolta ondulato soprattutto al fondo, marrone o bruno scuro, con qualche riflesso violaceo. La parete esterna è concolore con qualche sfumatura rossastre verso l'orlo; quest'ultimo è intero e irregolarmente ondulato.
Il gambo è assente o molto poco evidente.
La carne è abbastanza sottile, cassante, di consistenza ceracea, di colore bruno-rossiccio, priva di odore o di sapore particolari.
Spore ialine, talora biguttulate, ellissoidali, irregolarmente reticolate, 16,5 / 18,5 x 8,5 / 10,5 μm. Aschi ottosporici, cilindrici, amiloidi, bluastri con soluzioni iodate.
E' una specie abbastanza comune che cresce nei boschi aperti di conifere o di latifoglie, usualmente in gruppi di più esemplari appressati o concresciuti, dalla primavera all'autunno.



Possibilità di scambio

Molte le specie simili che divergono solo per differenti tonalità di colore e per le varie dimensioni degli aschi e delle spore.




Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 2, pag. 46;
Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, tav. 1216;
Michael E. e Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, vol. 3, pag. 375;
Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 34 n. 11;
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Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 154 n. 536;
Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 367;
Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpignan, 1971, vol. 4, pag. 167, tav. 386 in nota;
Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 246;
Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 347 in nota;
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Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 440, foto 369;
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Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 330;
Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 217;
Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag. 91 tav. 84;
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Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 132, n. 26;
Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 347 in nota;
Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 285;
Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 46;
Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 125;
Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 266;
Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 73;
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Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 1, pag. 68, foto 37;
Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 327;
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Essartier G. & Roux P. : Le guide des champignons Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 1068.


Monografie:

Medardi G. : Atlante fotografico degli Ascomiceti d'Italia, Associazione Micologica Bresadola, Trento, 2006, pag. 179.



(Sandro Ascarelli)