Panaeolus

Scheda n. 102      -     Novembre 2009      -      Riferimento n. 1341

PANAEOLUS SPHINCTRINUS (Fries) Quèlet



102, Panaeolus sphinctrinus









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Sinonimi

Agaricus sphinctrinus Fries, Panaeolus campanulatus var. sphinctrinus Quèlet.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales,, Famiglia: Bolbitiaceae, Tribù: Panaeoleae, Genere: Panaeolus, Specie: sphinctrinus.

Etimologia

Panaeolus =   smagliante (dal greco  panaiolos)
sphinctrinus = stretto, fasciato, strozzato (dal greco sfinktèr = fascia, laccio)

Commestibilità

Specie velenosa. La sua ingestione provoca sindrome narcotica-psicotropa, con sintomatologia prevalentemente allucinogena (agitazione psicomotoria, depressioni, allucinazioni sensoriali e cenestetiche). Principali responsabili potrebbero essere la psilocibina e la psilocina, sostanze analoghe alla messalina e all’ LSD.

Descrizione

Le specie ascritte al genere Panaeolus sono costituite da funghi prevalentemente fimicoli, cioè da funghi che crescono su escrementi animali (soprattutto letame equino e bovino). Hanno lamelle deliquescenti tanto che molti Autori vi scorgono notevoli analogie con i basidiomiceti del genere Coprinus.
P. sphinctrinus (che da alcuni studiosi viene tenuto distinto da P. campanulatus) ha un cappello del diametro fino a 3 cm., di forma ovoide e poi campanulato, mai completamente disteso, leggermente igrofano col tempo umido ma asciutto, satinato e a volte screpolato col tempo secco. La cuticola è sottile, di colore variabile dal grigio ocraceo al nerastro qualche volta con sfumature olivastre. L’orlo del cappello è tipicamente frangiato per residui del bianco velo parziale che, non appena il cappello tende ad aprirsi, rimane aderente al margine festonandolo con fugaci dentelli triangolari.
Le lamelle, deliquescenti, sono mediamente fitte, ventricose, adnate, da grigio a nerastro, marmorizzate per la presenza di minuscole macchie bianche o leggermente rosate. Il tagliente è chiaro.
Il gambo  più alto del diametro del cappello, cilindrico, sottile, fistoloso o cavo, grigio alla sommità dove appare anche coperto da una finissima pruina, bruno-rosato alla base.
Carne esigua, grigio-bruna, con odore e sapore insignificanti.
Sporata nera. Le spore quasi ellittiche o citriformi, di  14 / 18 x  8 / 10,5 micron. Nere, dotate di marcato poro germinativo.
I ricettacoli possono crescere in colonie più o meno numerose, dalla primavera all’autunno, in pianura o in montagna, in terreni adibiti a pascolo animale.

Possibilità di scambio

Il genere Panaeolus annovera una ventina di specie non sempre facilmente identificabili. Secondo alcuni Autori P. campanulatus non sarebbe sinonimo di P. sphinctrinus ma specie a sé stante, caratterizzata dalle minori dimensioni del gambo. Citiamo il P. ater i cui esemplari appaiono di un colore uniformemente grigio-nerastro che schiarisce con l’essicazione, jl  P. papilionaceus col cappello biancastro sfumato di rosso e con le lamelle punteggiate, il P. acuminatus con un cappello fornito di un umbone a punta.

Bibliografia

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 1121;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 54;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 5,  tav. 894;

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 241;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 371;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 155, tav. 38, n. 1086;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 601, fig. 314A;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n. 47;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 35;

Balletto C. : Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 424;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 350, fig. 457;

Arietti N. & Tomasi R: : I funghi velenosi, Edagricole, Bologna, 1975, pag. 133, fig. 11 ;

Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1, pag. 300 ;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 268;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 282;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 186;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 272;

Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 62, foto  48;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1982, pag. 744;

Azzarelli G., Galli R., Bernini A. & Polani F. Funghi velenosi, Ed. La Tipotecnica, S. Vittore Olona (MI), 1983, pag. 100;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 172;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag.182;

Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985,  pag.  94. tav. 50I;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 264;

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag.  272;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 255;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 157;

Caussanel C., Delange Y., Joly P. & Margerie D. : Les champignons de Jean Henri Fabre, Citadelles, Paris, 1991, pag. 347, tav. 147;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 552, foto  796;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 224, foto  299;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 2, pag. 590, foto 456;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 366, n. 1341;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol.  2, pag. 491, tav.  150;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 337;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 239;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 231;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 193, Iconografia n. 302;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 231;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag.  316;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag.  107:

Epinat C. et  Starosta P. : Funghi, B. Taschen Verlag, Colonia, 1999,  pag. 52;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 744;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 424, foto 450;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag.  254;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag.  257;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 260, nota a foto  316;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pagg. 197 e 198;

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pagg. 13 e 105;

Mazza R. : Funghi commestibili e velenosi a confronto, RCS Libri s.p.a., Milano, 2002, pag. 184, n. 128;

A. Testi : Funghi d’Italia, Giunti Editore, Firenze, 2002, pag. 255;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 282.


(Sandro Ascarelli)

 

Scheda n. 174        -        Settembre 2010         -         Riferimento 1340





PANAEOLUS CAMPANULATUS
(L. : Fr.) Quèlet


174. Panaeolus campanulatus
foto di S. Ascarelli
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Sinonimi

Agaricus campanulatus Linneo, Agaricus callosus Fries, Agaricus papilionaceus Bulliard, Panaeolus papilionaceus (Bull. ex Fries) Quélet,  Chalymotta campanulata Karsten.
Volg. : Paneolo campanulato


Etimologia

Panaæolus = smagliante (aggettivo latino dal greco panaìolos);
campanulatus = a forma di piccola campana (dal latino campanula = piccola campana): si riferisce alla forma conico-campanulata del fungo.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales,, Famiglia: Bolbitiaceae, Tribù: Panaeoleae, Genere: Panaeolus, Specie: campanulatus.


Commestibilità

È un fungo velenoso perché contiene psilocibina e psilocina sostanze responsabili della sindrome allucinogena a breve incubazione; può quindi causare intossicazioni di natura psicotropica (allucinazioni)


Descrizione

La vista di questi funghi saprofiti coprofili mi ricorda come in natura si riciclino anche gli escrementi degli animali, dai quali il fungo prende la parte di carboidrati necessari al suo nutrimento e cede i sali minerali alla terra, a disposizione delle piante.
Si tratta di funghi di piccolo-medie dimensioni, di aspetto slanciato ma esile e fragile con

cappello di  2-4 cm di diametro, inizialmente conico-campanulato poi emisferico con presenza di un basso umbone ottuso al centro; la cuticola è sottile, generalmente liscia e lucente, appena squamosetta a tempo secco o più di frequente screpolata, leggermente vischiosa con l’umidità o con la pioggia quando diviene facilmente asportabile; la colorazione varia da un biancastro-crema, crema-grigiastro a bruno-fuligginoso, a volte con sfumature rossicce, più scuro al centro e biancastro al margine; sovente si presenta appendicolato da resti di velo bianco-grigiastri.
Lamelle  rotondato-adnato-ascendenti, subventricose, intercalate da numerose lamellule, grigie pallide nei giovani con macchie nere (marezzate); ciò è dovuto alle spore che, come in molte altre specie dello stesso genere, non maturano contemporaneamente; infine divengono nerastre, con il tagliente biancastro, decorato qua e là da guttule sparse.
Gambo cilindrico di 12 x 0,4 cm, debolmente dilatato verso la base, diritto e rigido, fistoloso, esternamente striato in prossimità della zona apicale e più debolmente verso la parte mediana, cosparso di pruina biancastra su fondo bruno, a volte con riflessi fulvi e con toni incarnati verso la zona basale, bianco-crema nel terzo superiore.
Carne inconsistente, meno che nella zona sottodiscale, grigio-biancastra sfumata di toni fulvo-rossicci; quasi inodore ed insapore.
Spore 13-18 x 8,5-10x9,5-13 micron, lenticolari, amigdaliformi, nere in massa.
Vive dall’inizio dell’estate al tardo autunno, solitario o in piccoli gruppi nei pascoli sulle deiezione di bovini ed equini o nelle loro vicinanze.


Possibilità di scambio.

A causa del portamento e della variabilità di colorazione può essere confuso con P. sphinctrinus che però è di dimensioni più piccolo e non presenta tonalità rossastre oppure con P. rickenii che possiede gambo più scuro essudante goccioline acquose o con P. papilionaceus, di taglia più piccola, cappello più chiaro e mai campanulato. Tutte e queste specie sono comunque responsabili di sindrome allucinogena.


Bibliografia

Roger Phillips: Mushrooms of Great Britain & Europe, Londra, 1981, pag. 181;

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 295;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 1121;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 54;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 2,  tav. 893;

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1920, pag. 240 n. 794,  tav. 69/8;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 371;

Moreau F. : Les champignons, Paul Lechevalier Ed., Paris, 1953, vol. 2, pag. 1911;

Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 631, fig. 500;

G. Bresadola: Funghi mangerecci e velenosi, Ed. G.B. Monauni, Trento 1965, pag. 206, tav. 58

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 125, tav. 38 n. 1089;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 600, figg. 10 e 37;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 142 n. 337;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n. 47;

Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 277;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 424;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 350, fig. 292;

Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1, pag. 296;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 268;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 282;

Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 602,  foto 87;

Roger Phillips: Mushrooms of Great Britain & Europe, Londra, 1981, pag. 181;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 186;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol.  1, tav. 188;

Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 64, foto  49;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 172 ;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 181;

Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. 1, pag. 94, tav. 48;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 264;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 254;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 157;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 554, foto  800;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Delachaux et Niestlè,  Paris, 1994, pag.366 n. 1340;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 2, pag. 491, tav.  150;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 239;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 231;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 218;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 424, foto 450;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag. 781;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 257;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 260,  foto 316;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 360;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 5, pag. 34.

(Gianfranco Sperati)

Scheda n. 498       -        Luglio 2014        -        Riferimento 1335





PANAEOLUS RICKENII Hora 1960




panaeolus rickenii gs4 20141117 1740940599Foto G. Sperati
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Sinonimi

Agaricus acuminatus Schaeffer (1774), Agaricus carbonarius Batsch (1783), Agaricus caliginosus Junghuhn (1830), Agaricus carbonarius var carbonarius Fries (1818), Coprinarius acuminatus Quèlet (1886), Coprinarius caliginosus (Jungh.) Quèlet (1886), Panaeolus acuminatus f. acuminatus Quèlet (1874), Panaeolus caliginosus(Jungh.) Gillet (1878), Stropharia acuminate (Scop:) Murrill (1922),Panaeolus acuminatus var. Rickenii (Hora) P. Roux, Guy Garcia & Charret (2006)


Etimologia

Panaæolus = smagliante (aggettivo latino dal greco panaìolos);
Rickenii = dedicato al micologo tedesco Adalbert Ricken (1851 / 1921).


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Cortinariales,, Famiglia: Bolbitiaceae, Tribù: Panaeoleae, Genere: Panaeolus, Specie: Rickenii.


Commestibilità

È un fungo velenoso perché contiene psilocibina e psilocina sostanze responsabili della sindrome allucinogena a breve incubazione; può quindi causare intossicazioni di natura psicotropica (allucinazioni)


Descrizione

Nella scheda n. 102 abbiamo avuto modo di fornire i caratteri salienti del Genere Panaeolus che comprende una dozzina di specie europee, tutte a spore brune e con un portamento che può ricordare quello dei carpofori del Genere Mycena.
A lungo sinonimizzato in particolar modo con Panaeolus acuminatus Schaeffer ex Quèlet, Panaeolus Rickenii ha assunto una sua propria specifica autonomia ad opera di Watling ed altri che nel 1987 hanno messo in evidenza la circostanza che P. Rickenii avrebbe, rispetto al P. acuminatus, un gambo molto più lungo (circa quattro volte il diametro del cappello).
Il cappello è conico campanulato, parabolico, mai completamente disteso, con un diametro che non raggiunge i 3 centimetri, fortemente igrofano, con il margine striato a tempo umido, bruno vinoso con tonalità nerastre o violacee, un po' più pallido al centro. Superficie cosparsa di pruina biancastra ed essudante goccioline acquose.
Lamelle più o meno adnate, piuttosto ventricose, screziate, grigio-nerastre con orlo biancastro, secernenti minute goccioline soprattutto quando il carpoforo è giovane.
Coperto di goccioline lattiginose è anche il gambo, sottile, fragile, cilindrico e terminante con un bulbillo. E' alto rispetto al cappello (all'incirca quattro volte il suo diametro); pruinoso per tutta la lunghezza, rosso vinoso o rosso bruno, più scuro nella parte inferiore.
Carne sottile, esigua, rosso vinosa, con odore e sapore insignificanti.
Spore ellittiche-amigdaliformi se viste di profilo, lenticolari se osservate frontalmente, lisce, con poro germinativo centrale, brunastre o nerastre, 12,5 / 14,5 x 8 / 10 micron. Sporata nera.
Cresce isolato o in gruppi di pochi esemplari dall'estate all'autunno. E' abbastanza comune nelle radure o nelle zone erbose soleggiate dei boschi di latifoglie o nei pascoli. Vuole terreni ricchi di humus e talvolta cresce direttamente su sterco bovino.


Possibilità di scambio

Panaeolus acuminatus (Schaeff.) Gillet è stato a lungo sinonimizzato con Panaeolus Rickenii ma differisce da quest'ultimo per avere un cappello conico-emisferico e dotato di uno stretto umbone, nonché un gambo meno lungo e sottile.
Simile è Panaeolus sphinctrinus (Fr.) Quèlet che ha un cappello bruno nerastro o grigio argilla privo di tonalità rossastre o rosate, con orlo festonato per residui del velo generale e che cresce di solito su terreno molto concimato o addirittura su escrementi animali.



Bibliografia

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 2, pag. 87, foto n. 434;
Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1, pag. 296 n. 218;
Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 268;
Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 283;
A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 181;
Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 264;
Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 255;
Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 157;
Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 557, foto 794;
Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 224, foto 300;
Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d'Europe, Delachaux et Niestlè, Paris, 1994, pag. 366 n. 1335;
Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David& Charles, Devon, 1995, pag. 239;
Courtecuisse R, : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 424, foto 378;
Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag. 780;
Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 256;
Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag
198;
Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 396;
Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 518;
Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 270 n. 731;
Bellù F. & Veroi G. : Per non confondere i funghi, Casa Editrice Panorama, Trento, 2014, pag. 349.





(Gianfranco Sperati)