Morchella

Scheda n. 020      -      Novembre 2008      -      Riferimento n. 13




MORCHELLA ROTUNDA (Pers. : Fr.) Boudier 1907



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Sinonimi

Phallus esculentus Linneo 1753, Morchella esculenta esculenta (L.) Persoon 1794, Helvella esculenta (L.) Sowerby 1797, Morellus esculentus (L.) Eaton 1818, Morchella esculenta rotunda Fries 2833, Morchella rotunda var. esculenta (L.) Jacquetan 1985, Morchella esculenta var. rotunda (Fr.) I.R.Hall, P.K. Buchanan, Wang (?) & Cole 1998. Morchella esculenta a rotunda Fries (1822).

Volg. Spugnola rotonda, spongiola


Etimologia

Morchella = spugnola (dal tedesco morchel);
rotunda = rotonda, per la conformazione arrotondata della mitra.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Ascomycota, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Morchellaceae, Genere: Morchella, Specie: rotunda.


Commestibilità

Ottimo ma sempre ben cotto


Descrizione

Le "morilles" sono funghi che in Francia sono spesso ricercati ancor più del porcino. In effetti le morchelle (o spugnole come anche vengono chiamate un Italia) sono funghi apprezzabili dal punto di vista gastronomico: alcune decisamente di ottima qualità, anche se necessitano di un attenta pulizia per togliere residui di terra o di sabbia oppure larve o insetti che potrebbero annidarsi tra gli alveoli del cappello, e di una cottura prolungata.

Tutto il genere Morchella è costituito da funghi primaverili, vuoti all'interno, con un cappello, globulare, conico o irregolare rivestito da costolature più o meno ordinate e simmetriche al cui interno si individuano gli alveoli, strutture imeniali tappezzate da lunghi aschi portanti le spore.

Le Morchelle vere e proprie hanno la base del cappello (chiamato anche mitra) che aderisce direttamente al gambo. Le Mitrophore invece aderiscono al gambo soltanto con parte della mitra, lasciando quindi scoperta una parte del gambo e formando così quella che tecnicamente viene chiamata "vallecola". Un altro genere assai prossimo alle Morchelle è il genere Verpa caratterizzato da carpofori nei quali la mitra, rivestita da pieghe più che da veri e propri alveoli, si innesta alla parte superiore del gambo come fosse un ditale.

Morchella rotunda è stata considerata da alcuni Autori come varietà di Morchella vulgaris o di Morchella esculenta. Il Boudier la considera specie a sé stante a causa dei suoi caratteri microscopici e del differente habitat di crescita. Ha una mitra tondeggiante del diametro di 10 / 15 cm. ed anche più, con alveoli profondi, irregolari, con plissettature al loro interno, di grandezza variabile. Il colore del cappello può essere giallo miele, ocraceo o nocciola con lievi sfumature aranciate. Le costolature sono di poco più chiare.

Il gambo ha di solito la stessa lunghezza del diametro del cappello, robusto, poco costolato, cilindrico o di poco allargato alla base, biancastro. Nel fungo maturo può essere rivestito da una pruinosità forforacea.

La carne è tenace ed elastica, dolciastra,  con lieve profumo.

Le spore, ovoidale e lisce, 22, 5/ 24 x 12,5/14 micron sono contenute in aschi molto allungati.

Cresce in primavera, nei boschi o anche fuori di essi, in luoghi umidi e sabbiosi spesso in prossimità di corsi d'acqua, qualche volta anche nei parchi o nei giardini.


Possibilità di scambio.

La possibilità di scambiare una specie di morchella con un'altra dello stesso genere non produce particolari conseguenze. Ai fini di una corretta determinazione si consiglia di sezionare il carpoforo e controllare in qual modo il bordo inferiore della mitra si innesta al gambo. Il maggior pericolo può avvenire per lo scambio di una Morchella con Gyromitra esculenta o con la montana Gyromitra gigas, fortemente tossici se mangiati crudi, ma che possono far male anche se ben cotti vengono consumati, in più riprese, ad intervalli ravvicinati (avvelenamento per accumulo). Il cappello delle Gyromitre non è alveolato e si presenta con forme cerebriformi, cioè come un cervello bitorzoluto, bruno e internamente bianco.


Bibliografia

Micheli P.A. : Nova Plantarum Genera, Firenze, 1728, pag. 203, tav. 85 n. 1;

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Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 8, pag. 9;

Bresadola J. : Iconographia micologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 2, tav. 1151;

Pilat A. : Atlas Hub, Statni Pedagogiche Nakladatelstvi, Praga, 1952, pag. 7 pl. 1;

Moreau F. : Les champignons, Paul Lechevalier Ed., Paris, 1953, vol. 2, pag. 1554, fig. 887A;

Zeitlmayr L. : I Funghi, Ediz. Mediterranee, Roma, 1955, pag. 210, tav. 63;

Jaccottet J. : Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. 248, pl. pag. 250B;

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Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 492, fig. 387B;

Pilat A. & Usak O. : Champignons, atlas illustrè, Grund, Paris, 1966, pag. 26, pl. 1;

Costantin M.J. et Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 214, pl. 59;

Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag.213, fig. 71Aa;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 224, fig. 584;

Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 2, pl. 149;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, pag. 617, foto n. 359;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, pl. 216;

Bauer C.A. : Funghi vivi,   funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 354;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1971, vol. 1, pag. 202, pl. 92;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 2, pl. 332;

Balletto C. - Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 453;

Schlitter J. : Funghi, Ed. Silva, Zurigo, 1972, vol. 2, pag. 132, fig. a pag. 117;

Mayr C. : Funghi dei boschi alpini, Casa Editrice Athesia, Bolzano, 1975, pag. 99;

Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1977, pag. 242;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Isttituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 72;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 2, tav. 342;

Goidanich G. & Govi G. : Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 525;

Togni N. : Funghi buoni e cattivi di collina e di pianura, Ed. Mundici & Zanetti, Modena, 1982, pag. 30;

Jacquetant E. : Les Morilles, Ed. Piantanida, Lausanne, 1984, pagg. da 92 a 97, tavv. 27a, 27b, 27c, 27d e 28;

Jamoni P.G. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag. 237, foto 42;

Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1985, pag. 264;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1985, collez. 4, pl. 182;

Bon M. : Champignons d' Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 326;

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 20;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 244;

Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag. 107, pl. 111;

Zuccherelli A. : I fynghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, vol. 1, 1993, pag. 308, foto 426;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 130, fig. 13;

Di Bella F. : Funghi di casa nostra, Editrice romana s.r.l., 1994, pag. 89;

Rambelli A. e Pasqualetti M. : Nuovi fondamenti di micologia, Ed. Jaca Book spa, Milano, 1996, pag. 242, fig. 155, tav. 14D;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 95;

Sitta N. : Funghi epigei spontanei, CISNIAR e Museo di Ecologia e Storia Naturale di Marano s/P, 1997, pag. 69, scheda 21;

Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag. 168, tav. 22/22;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 286;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, foto 464;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 1, pag. 46, foto 4;

Nonis U. : 500 funghi d'Italia e d'Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 470;

Polese JM. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag.33;

Gruppo Micologico Bresaola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 2°, pag. 322;

Mazza R. : Funghi commestibili e velenosi a confronto, RCS Libri s.p.a., Milano, 2002, pag. 156, scheda 99;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 585;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag. 624;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 54;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 104, scheda 2.

Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 239;

De Angelis A., Di Massimo G., Materozzi G.
: I funghi, ED. U. Hoepli, Milano, 2008, pag. 330;

Bielli E.
: Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 273;

Tiberi G. e Sperati G. :
I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 516.



Monografie

Jacquetant E. : Les Morilles,ED. Piantanida, Losanna (Svizzera), 1984, pag. 92.

(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 374      -       Febbraio 2913       -        Riferimento n. 12






MORCHELLA DELICIOSA VAR. CONICA Fries 1822




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Sinonimi

Morilla deliciosa
(Fr.) Quèlet (1892), Morchella conica var. deliciosa (Fr.) Cetto (1988).
Volg. Spugnola conica.


Etimologia


Morchella
= spugnola (dal tedesco morchel);
deliciosa = deliziosa (dall'omonimo aggettivo latino);
conica = conico, a forma di cono (dall'aggettivo latino derivante da conus = cono)


Sistematica


Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Ascomycotina, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Morchellaceae, Genere: Morchella, Sezione: Distantes, Sottosezione: Carneosae, Specie: deliciosa, Varietà: conica.


Commestibilità


Le specie del Genere Morchella contengono sostanze tossiche termolabili per cui non vanno mai consumate se non prebollite ad una temperatura non inferiore a 70 gradi; o previa essiccazione. Le loro qualità gastronomiche fa sì che siano molto apprezzate e ricercate in Francia.


Descrizione


Sono ben pochi i funghi che, come le Morchelle, si presentano in maniera tanto variabile, così capricciose per il loro aspetto e per il loro habitat. Anche elementi microscopici (come la dimensione delle spore) possono ritenersi un carattere costante. Nascono da tale considerazione le difficoltà di distinguere una specie dall'altra e dall'attribuire a ciascuna specie una definizione tassonomica certa e precisa. E' il caso della Morchella che stiamo prendendo in esame. Secondo alcuni Autori M. deliciosa e M. conica sarebbero due entità diverse ed autonome; secondo altri M. deliciosa altro non sarebbe che una varietà della M. conica; secondo altri ancora sarebbe la M. conica ad essere una varietà (o una forma) della M. deliciosa.
Trattasi, comunque, di un ascomicete terricolo, cavo all'interno, con il cappello a forma di mitra notevolmente alveolata.
Di taglia media (cm. 10 circa), ha un cappello (mitra) a forma di cono di pigna e quindi piuttosto ovale, con l'estremità superiore arrotondata e con quella inferiore annessa al gambo, dotato dall'alto in basso di profonde costolature irregolarmente parallele e tra loro unite da costolature trasversali in modo da formare degli alveoli. Colore variabile (anche in funzione dell' habitat di produzione) dal giallo ocra al grigio bruno fino al bruno nerastro, tendente a scurire con l'età.
La superficie imeniale è disposta lungo la parete esterna della mitra e in particolare riveste le alveolature principali del carpoforo.
Il gambo, cavo, è di solito meno alto della mitra, irregolarmente cilindrico, talora un po' rigonfio alla base, biancastro ma tendente a divenire ocraceo con l'invecchiamento.
Biancastra è anche la carne, di consistenza cartilaginea, alquanto fragile. Odore molto leggero, come di mela; sapore gradevole, dolciastro.
Gli aschi, non amiloidi, opercolati, cilindrici, virano al rosso col reattivo di Meltzer; ogni asco contiene otto spore, lisce, ialine, ellissoidi, internamente granulate, 19,5 / 24 x 12,5 / 14 micron. Sporata giallina.
Fungo primaverile, cresce ai bordi dei boschi o nelle radule aperte e soleggiate, non lontano da corsi d'acqua, in modo singolo o in piccoli gruppi.


Possibilità di scambio


Delle numerose varietà e forme proposte e non sempre ritenute valide, accenniamo alla M. deliciosa fo. carnea (Bresadola), dal colore rosato negli esemplari giovani, la M. conica var. costata (Ventenat), con il gambo soffuso di rosso, la M. conica var. rigida (Krombholz) con mitra sensibilmente più globosa ed alveoli meno marcati, la M. conica var. nigripes (Moser), dai colori molto scuri, nerastri.


Bibliografia


Fries E.
: Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 2, pag. 7;

Bagnis C : Micologia romana, Reale Accademia dei Lincei, 1887, (2a centuria), pag. 9 n. 142;
Cavara F. : Funghi mangerecci e funghi velenosi, Ed. Hoepli, Milano, 1897, pag. 162;
Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, tav. 1155;
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Schlitzberger S: : Illustrirtes Pilzbuch, Umthor'iche Bertagsbuchaudinung, Lipsia, 1910, pag. 26, tav. 18B;
Michael E. e Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, vol. 1, pag. 110;
Habersaat E. : Schweizer Pilzflora, Verlag Hallwag A.G., Berna, 1945, pag. 140, tav. 39;
Zeitlmayr L. : I Funghi, Ediz. Mediterranee, Roma, 1955, pag. 211;
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Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964, tav. 173;
Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 492;
Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 215, tav. 59;
Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 213 fig. 71, tav. 1;
Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 38, fig. 27;
Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 2, tav. 149B;
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Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas tav. 217;
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Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 327 in nota;
Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 74;
Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 2, tav. 344;
Togni N. : Funghi buoni e cattivi di collina e di pianura, Ed. Mundici & Zanetti, Modena, 1982, pag. 33;
Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1997, collez. 16, tav. 781;
Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 237;
Aguardi A., Lucchini G., Riva A e Testa E. : Funghi e boschi del Canton Ticino, Ed. Credito Svizzero, 1987, vol. 4, pag. 231, foto 240;
Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 326
Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 21;
Bauer C.A. : I miei funghi, Luigi Reverdito Ed., Gardolo di Trento, 1989, pag. 163;
Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 244;
Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 215;
Brancato G. : Conoscere I funghi, G. Brancato Ed., Catania, 1991, pag. 91;
Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 116, tav. 125a;
Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 322 , foto 445;
Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 130 n. 12;
Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 324 in nota;
Di Bella F: : Funghi di casa nostra, Editrice romana s.r.l., 1994, pag. 89;
Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 63;
Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 300, Iconografia n. 515;
Sitta M. : Funghi epigei spontanei, CISNIAR, Modena, 1997, pag. 69;
Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 55;
Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 124;
Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag. 168, tav. 22/20;
Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 415;
Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 285;
Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 462;
Thieme R: : I funghi di montagna, Ed. Grossi, Domodossola, 2000, pag. 369 n. 158;
Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 322;
Nonis U: : 500 funghi d'Italia e d'Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 464;
Phillips R: : Les champignons du Quèbec, Ed. Broquet, Ottawa, 2002, pag. 296;
A. Testi : Funghi d'Italia, Giunti Editore, Firenze, 2002, pag. 364;
Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 240;
La Chiusa L. : Il grande libro dei funghi d'Italia e d'Europa. DVE Italia s.p.a., Milano, 2007, pag. 175;
Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 271;.
Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag.518;
Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 8, pag. 132, n. 847.
Essartier G. & Roux P. : Le guide des champignons Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 1070.


Monografie:


Jacquetant E.
: Les Morilles,ED. Piantanida, Losanna (Svizzera), 1984, pagg. 60 e 62.


Medardi G. : Atlante fotografico degli Ascomiceti d'Italia, Associazione Micologica Bresadola, Trento, 2006, pagg. 135 e 138.



(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 437       -       Novembre 2013      -      Riferimento n. 12 in nota





MORCHELLA ELATA Fries 1822



morchella elata gs7 20140115 1186122269Foto Sandro Ascarelli
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Sinonimi

Morchella elata var. clusii Leveillè (?) , Boletus esculentus P. Micheli (1729), Boletus esculentus var. esculentus Withering (1776), Boletus pinquis Yhore (1803), Boletus esculentus var. pinquis (Thore) Persoon (1825), Boletus esculentus var. fuligineus Persoon (1825), Morchella elata var. purpurascens Krombholz : Boudier (1897), Morchella conica var. purpurascens (Krombh. : Boud.) Boudier (1907), Morchella elata var. nivea Konrad (1923), Morchella conica var. nlgripes M.M.Moser (1949), Morchella purpurascens (Krombh. : Boud.) Jacquetant (1984), Morchella elata var. nigripes (M.M.Moser) Kreisel (1984), Morchella purpurascens var. ionoviridis Jacquetant (1985), Morchella purpurascens f. heteroparaphysa Jacquetant (1985).


Etimologia

Morchella = spugnola (dal tedesco morchel);
elata = elevata, alta (dall'omonimo aggettivo latino)


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Ascomycotina, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Morchellaceae, Genere: Morchella, Sezione: Distantes, Sottosezione: Semi-Carneosae, Specie: elata.


Commestibilità

Le specie del Genere Morchella contengono sostanze tossiche termolabili per cui non vanno mai consumate se non prebollite ad una temperatura non inferiore a 70 gradi; o previa essiccazione. Le loro qualità gastronomiche fanno sì che siano molto apprezzate e ricercate in Francia.


Descrizione

Presenta un ascoma che può raggiungere i 15 centimetri di altezza, costituito da un cappello che, grosso modo, si eleva in misura uguale al piede.
La mitria è cilindrica con la sommità ottusa per divenire poi conica, raramente appuntita, con costolature sia verticali che orizzontali formate dagli orli degli apoteci regolarmente squadrati che possono debordare sul gambo senza vallecola. Colore bruno più o meno intenso, comunque più scuro lungo i bordi delle costolature.
La superficie imeniale è liscia e si posiziona all'interno delle costolature.
Gambo cavo, biancastro o color crema. Cilindrico o, in senescenza, leggermente appuntito alle estremità. Ruvido, talvolta solcato, forforaceo a causa di sottile peluria debolmente grigiastra.
La carne è elastica, debolmente brunastra, diviene rosa vinosa a contatto con fenolo diluito in acqua distillata. Sapore dolce, odore debole, gradevole.
Gli aschi (340 x 30 micron) sono cilindrici ed hanno una sommità non amiloide. Ciascun asco porta 8 spore ellissoidali, ialine, lisce, talvolta con minuscole guttule esterne; misurano 20 / 25 x 13 / 15 micron.
E' una Morchella che cresce, in primavera, isolata o in piccoli gruppi, su terreno fresco e ricco di materia organica, di solito in boschi di conifere, raramente sotto Quercus ilex.


Possibilità di scambio

In alcune recenti pubblicazioni è stata avanzata l'ipotesi brune o nerastre, tenute distinte l'una dall'altra, debbano invece considerarsi forme ecologiche di M. elata. In tal senso vanno intese M. elatoides e la M. elatoides var. elegans Jacquetant.
Simile a M. elata è M. conica Persoon (v. scheda n. 374) che, pur avendo i medesimi caratteri microscopici e l'habitat, ha costolature meno regolari.
La M. elata var purpurascens Krombholz differisce soltanto per la colorazione del carpoforo che tende al violaceo pallido.


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(Sandro Ascarelli)