Lycoperdon

Scheda n. 039            -          Febbraio 2009          -         Riferimento n. 1735

 

 

LYCOPERDON PERLATUM Persoon : Persoon 1801


 

lycoperdon_perlatum-6_20120313_2095369391.jpg

 

 

 


clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi dello stesso genere


Sinonimi

Lycoperdon gemmatum Batsch 1783, Lycoperdon gemmatum var. perlatum (Pers.) Fries 1829, Lycoperdon bonordenii Massee 1887, Lycoperdon perlatum var, bonordenii (Massee) Perdeck. 1950.
Volg. : Vescia, Loffa di lupo.


Etimologia

Lycoperdon = Loffa di lupo (dal greco: lùkos = lupo,  pèrdomai = emettere aria, scoreggiare)
perlatum = ricoperto di perline


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes , Subclasse: Gasteromycetideae, Ordine: Lycoperdales, Famiglia: Lycoperdaceae, Genere: Lycoperdon, Specie: perlatum.


Commestibilità

Commestibile finchè la carne (gleba) all'interno è bianca, soda e compatta. Gastronomicamente apprezzabile se consumato fritto con una lieve impanatura.


Descrizione

E' una delle vesce più comuni. Come tutti i Gasteromiceti, le spore maturano all'interno del carpoforo, racchiuse in una specie di sacchetto subgloboso o a forma di pera assieme alla carne del fungo (detto gleba) la cui parete forma il peridio. La porzione inferiore del ricettacolo è costituita da una parte sterile, con funzione di supporto e con l'aspetto di un breve gambo. Tutto il fungo può raggiungere un'altezza di 7 o 8 cm. ed un diametro di 3 o 4 cm.

La parete esterna (esoperidio) è inizialmente bianca e decorata da aculei conici, simili a perline o a minuscole gemme, facilmente asportabili, più minuti e persistenti verso il gambo. Man mano che il carpoforo raggiunge uno stadio di maturità, assume una colorazione bruno-grigiastra e gli aculei cadono lasciando sull'esoperidio le loro impronte che assumono l'aspetto di areolature a maglie più o meno poligonali. Sezionando il fungo, la parete interna (endoperidio) pare avere una consistenza papiracea e può evidenziarsi la demarcazione tra la gleba e la subgleba (parte non fertile) determinata da una linea sottile ed una lieve differenza di colore.

La gleba polverizzata, nella quale sono frammiste le spore, fuoriesce dal carpoforo attraverso una lacerazione apicale; da tale opercolo, comprimendo il carpoforo, si nota l'emissione di una polvere brunastra (da non inspirare perché può provocare fastidi respiratori).

La carne, facente parte della gleba, è inizialmente bianca e soda, poi assume un colore verdastro ed infine imbrunisce, passando ad una consistenza molliccia ed infine polverizzandosi completamente. Profumo leggero e sapore dolciastro.

Sporata giallo-bruna, bruno-olivastra o grigio-bruna a seconda dello stadio di maturità del fungo.

Le spore sono piccole (3,5 x 4,5 micron), rotonde, lisce o finemente verrucose gialle o subialine,

L. perlatum è specie normalmente terricola ma talvolta reperita anche su legno in decomposizione. Cresce dalla primavera al tardo autunno nei boschi di latifoglie e di aghifoglie a tutte le altezze (dal livello del mare sino ed oltre i 2000 metri).


Possibilità di scambio

Del L. perlatum si conoscono diverse varietà (bonordemi, excoriatum, albidum, nigrescens) tutte commestibili fintanto che la carne della gleba è completamete bianca e compatta. Del pare commestibile è Lycoperdon piriforme che cresce, in colonie molto numerose, su radici o legno in decomposizione e che presenta una subgleba bianca persistente.

Assai remota è la possibilità di scambio con uno Sclerodermia: le specie ascritte a quest'ultimo genere hanno sempre una gleba molto scura, addirittura nerastra.


Bibliografia

Micheli P.A. : Nova Plantarum Genera, Firenze, 1728, tav. 97, fig. 1;

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 3, pag. 37;

Bagnis C : Micologia romana, Reale Accademia dei Lincei, 1887, (2  centuria), pag. 5, n. 122;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 7, pagg. 107 e 479;

Cavara F. : Funghi mangerecci e funghi velenosi, Ed. Hoepli, Milano, 1897, pag. 149;

Bernardin Ch. : Soixante Champignons Comestibles, Weick, Saint-Diè. 1903, pag. 147;

Dufour L. : Les Mauvais et les Bons Champignons, Ed. E. Orlhac, Paris,  pag.  54, tav. 8;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 34;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol.  6, tav. 1139;

Pilat A. : Atlas Hub, Statni Pedagogiche Nakladatelstvi, Praga, 1952, pag. 9 tav. 5;

Moreau F. : Les champignons, Paul Lechevalier Ed., Paris, 1953, pag. 1928, fig. 1219;

Zeitlmayr L. : I Funghi, Ediz. Mediterranee, Roma, 1955, pag. 207, tav. 66;

Jaccottet J. : Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. 241, tav. pag. 231;

Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964, tav. 162;

Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 652,  fig. 514;

Pilat A. & Usak O. : Champignons, atlas illustrè, Grund, Paris, 1966, pag. 31, tav. 5;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 197, tav. 56, n. 1705;

Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 631, tav. 3;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 214,  fig. 554;

Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 2, tav. 147C;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n. 335;

Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 152, fig. 315;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, pag. 192, tav. 206;

Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 340;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpignan, 1971, vol. 4, pag. 142, foto 369;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 2, tav. 322B;

Balletto C. : Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 443;

Schlitter J. : Funghi, Ed. Silva, Zurigo, 1972, vol   2, pag. 92

Mayr C. : Funghi dei boschi alpini, Casa Editrice Athesia, Bolzano, 1975, pag. 91

Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 236;

Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 825 ,  foto 676;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 282;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 2, tav. 360;

Goidanich G. & Govi G. - Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 497;

Togni N. : Funghi buoni e cattivi di collina e di pianura, Ed. Mundici & Zanetti, Modena, 1982, pag. 34;

Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag.  349, foto  349;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1982, collez. 1, tav. 33;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 224, fig. 12;

Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1985, pag. 249;

Derek Reid : I funghi, Ed. Vallardi, Lainate (Mi), 1986, pag. 116;

Aguardi A., Lucchini G., Riva A e Testa E. : Funghi e boschi del Canton Ticino, Ed. Credito Svizzero, 1987, vol. 3, pag. 206;

Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 304;

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 377;

Julich W. : Guida alla determinazione dei funghi, vol. 2°, Saturnia, Trento, 1989, pag. 475;

Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag. 196;

Bauer C.A. : I miei funghi, Luigi Reverdito Ed., Gardolo di Trento, 1989, pag. 156;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 229;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 196;

Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol.1, pag, 169, tav. 210;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 312 , foto 432;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag.361, foto 281;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 444;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 281;

Di Bella F: : Funghi di casa nostra, Editrice romana s.r.l., 1994, pag. 85;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 357;

Rambelli A. e Pasqualetti M. : Nuovi fondamenti di micologia, Ed. Jaca Book spa, Milano, 1996, tav. 35A;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 76;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag.271, Iconografia n. 464;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 135;

Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag. 170, tav. 23/4;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 402;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 370;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 261;

Gerhardt  E., Vila J. e Llimona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 889;

Courtecuisse R, : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 919, foto 908;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 452;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 389;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 2, foto 518;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 310;

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 129;

Phillips R: : Les champignons du Quèbec, Ed. Broquet, Ottawa, 2002, pag. 275;

Venturella G.: L'iconografia micologica di Giuseppe Inzenga, , ISPE Archimede, Palermo, 2005, pag.  136, fig. 46;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 594;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 574;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 356;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 592;

Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag.227.


(Sandro Ascarelli)



 

Marzo 2010   -    Scheda n. 129    -   Riferimento n. 1736

LYCOPERDON ECHINATUM Persoon : Persoon

 

Lycoperdon echinatum
clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia

Sinonimi
Lycoperdon hoylei Berk. & Broome
Volg. : Vescia spinosa, Vescia aculeata, Puzzola spinosa.

Etimologia

Lycoperdon = Loffa di lupo (dal greco: lùkos = lupo,  pèrdomai = emettere aria, scoreggiare)echinatum = irto di aculei, spinoso.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Suddivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes , Subclasse: Gasteromycetideae, Ordine: Lycoperdales, Famiglia: Lycoperdaceae, Genere: Lycoperdon, Specie: echinatum.

Commestibilità

Commestibile da giovane dopo aver tolto l’esoperidio.

Descrizione

La singolarità di questa “vescia” è di avere la superficie esterna (esoperiodo) ricoperto in gioventù da piccole spine brune di circa 5 o 6 mm. di altezza che si saldano a tre o a quattro, all’apice, assumendo una forma piramidale.

La forma del carpoforo è quella tipica di molti gasteromiceti: l’aspetto è quindi quello di una pallina di 5 o 6 centimetri di diametro, sorretta da una base sterile, attenuata e che si prolunga nel terreno tramite cordoni miceliari biancastri. L’esoperidio, biancastro ma poi imbrunente, è rivestito di aculei ripiegati e riuniti in piccoli gruppi nella parte superiore, brunastri. Gli aculei che fanno assumere al carpoforo le sembianze di un riccio di castagna, sono destinati a cadere non appena il carpoforo raggiunge la piena maturità: al loro posto rimangono delle areolature poligonali di color lilla o fulvastro.

Le spore sono frammiste alla carne bianca nella parte interna del fungo e si disperdono, assieme alla polvere bruna della gleba essiccata, attraverso un ostiolo apicale.

Spore sferiche, con un diametro di 4 o 5 micron, color cioccolata, rivestite da verruche e con brevi appendici (sterigmi per lo più spezzati).

Da giugno a ottobre prolifera su suoli calcarei, nelle lettiere di latifoglie come faggi e querce, solitario o in piccoli gruppi.

Possibilità di scambio.

Secondo qualche Autore, il carpoforo ancora giovane di L. echinatum potrebbe talvolta essere confuso con quello di L. foetidum che differisce dal primo sia per l’odore sgradevole, sia per i caratteri microscopici molto diversi. Riteniamo improbabile lo scambio con L. umbrinum e con il L. molle che hanno l’esoperidio privo di aculei.

Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 3, pag. 37;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 7, pag. 107;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pagg. 32 - 36;

Moreau F. : Les champignons, Paul Lechevalier Ed., Paris, 1953, vol. 2, pag. 1939 fig. 248;

Jacottet J. : Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. ill. ;

Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964,pag. 241, tav. 208;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag.197, n. 1727;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 631, fig. 337;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 216, n. 557;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n. 338;

Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 152, tav. 317;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav.207/2;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1971, vol. 4, tav. 366;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 443;

Schlitter J. : Funghi, Ed. Silva, Zurigo, 1972, vol. 2, pag. 94;

Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 237;

Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 824,  foto 649;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 226;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 2, tav. 358;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag.  502;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1983, collez. 2, tav. 81;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 225;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 247;

Reid D. : I funghi, Ed. Vallardi, Lainate (Mi), 1986, pag. 115;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 304;

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 378;

Julich W. : Guida alla determinazione dei funghi, vol. 2°, Saturnia, Trento, 1989, pag. 471;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 229;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 195;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag. 176 , foto  212 ;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 363, foto 283;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 444, n. 1736;

Di Bella F: : Funghi di casa nostra, Editrice romana s.r.l., 1994, pag. 130;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 356;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 76;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 271, Iconografia n. 465;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 134;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 405;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 372;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 261;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 887;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 920, foto  911;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 454 ;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 387;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol.  2, pag. 390, foto  512;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 311;

Phillips R: : Les champignons du Quèbec, Ed. Broquet, Ottawa, 2002, pag. 272;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 596;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 570;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag 357;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 594;

Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 229;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 536;

Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 262;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 456;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 8, pag.  32 n. 779.

Monografie:

Hennig M. e Pilat A. : Gastromiceti, traduzione a cura del Gruppo Micologico parmense “G. Passerini”, Parma, 1980, parte 2, pag. 79, tav. 17.

(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 465        -         Marzo 2014         -          Riferimento 1733




LYCOPERDON PYRIFORME Schaeff. ex Pers. 1774

 

 

 lycoperson pyriforme  
 Foto di Gianfranco Sperati
clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi dello stesso Genere
 


Sinonimi

Lycoperdonpyriforme var. tessellatum Persoon (1801), Lycoperdon serotinum Bonorden (1857), Lycoperson pyriforme var. intumescens J. Kichx (1867), Utraria pyriformis(Schaeff.) Quèley /1873), Lycoperdon pyriforme var. icterinum Kalchbrenner (1877), Lycoperdon pyriforme var. serotinum (Bonord.) Hollòs (1904), Lycoperdon pyriforme var. usambarense Eichelbaum (1906), Lycoperdon pyriforme var- flavum Lloyd (1915), Lycoperdon pyriforme var. echinosporum Naveau ( 1923), Lycoperdon pyrifirme subsp. globosum Sosin (1952), Lycoperdon pyriforme var. globosum (Sosin) F. Smarda (1958), Morganella pyriformis (Schaeff.) Kreisel & D. Krüger (2003).
Volg.: Vescia a forma di pera


Etimologia

Lycoperdon = peto (scoreggia) di lupo (dal greco lúkos = lupo e pérdomai = petare), per il modo in cui vengono disperse le spore.
pyriforme = a forma di pera (dal latino) dalla forma a pera del fungo.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes,Subclasse: Gasteromycetidee, Ordine: Lycoperdales, Famiglia: Lycoperdaceae,Genere: lycoperdon, Specie: pyriforme.


Commestibilità

Commestibile da giovane e, comunque, da consumarsi soltanto quando la gleba è ancora perfettamente bianca.


Descrizione

È una vescia che si riconosce facilmente per la caratteristica forma a pera rovesciata, per il crescere cespitoso, per l'habitat lignicolo e per l'esoperidio granuloso-verrucoso.
Il carpoforo misura 20-60 mm ed è piriforme, più o meno umbonato alla sommità e collegato con altri esemplari per mezzo di rizoidi bianchi ben visibili; la superficie esterna (esoperidio) è bianca, prima subliscia poi granuloso-verrucosa ed ornamentata da squamule appressate; con la maturazione volge al brunastro e perde gran parte delle ornamentazioni a partire dall'apice; l'endoperidio è di un crema opaco e di consistenza papiracea, a maturità si apre all'apice con un opercolo largo 4 o 5 millimetri, dal quale usciranno le spore mature; subgleba bianca persistente ed in parte confluente con la gleba sovrastante.
La gleba è inizialmente bianca per poi divenire verde-olivastra ed infine brunastra, con odore evocante quello del gas metano e con sapore mite-dolciastro.
Le spore, subglobose sono quasi lisce con sterigmi integri, misurano 3,3-4,4 micron e sono di colore bruno-oliva in massa.
Cresce cespitoso su legni in disfacimento, su vecchie radici interrate, occasionalmente sui rami o sui tronchi bruciati, dall'estate all'autunno con predilezione per Fagus sylvatica.


Possibilità di scambio.

È simile a molti altri gasteromiceti del genere Lycoperdon, ma basta osservare l'habitat legnoso per riconoscerlo facilmente.


Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 3, pag. 38;
Bagnis C : Micologia romana, Reale Accademia dei Lincei, 1887, (1a centuria), n. 23;
Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 427 n. 1693;
Cavara F. : Funghi mangerecci e funghi velenosi, Ed. Hoepli, Milano, 1897, pag. 151 in nota;
Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931,Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, tav. 1139/2;
Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag.35 n. 44;
Michael E. e Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, vol. 3, pag. 349;
Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964, tav. 165;
Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 652;
Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 197, n. 1730, tav. 56;
Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 620, fig. 336B;
Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 216 n. 556;
Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 4, tav. 204A;
Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, pag. 587, foto n. 336;
Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 152, tav. 316;
Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 206;
Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 2, tav.324;
Balletto C. - Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 443;
Rinaldi A., Tyndalo V., Pace G. e G. : L'Atlante dei funghi, Ed. A. Mondadori, Milano, 1972, pag. 231;
Schlitter J. : Funghi, Ed. Silva, Zurigo, 1972, vol. 2, pag. 90;
Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 236;
Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 826, foto 664;
Goidanich G. & Govi G. - Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 493;
Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 408, foto 348;
Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 224;
Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 249;
Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 304;
Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, n. 376;
Julich W. : Guida alla determinazione dei funghi, vol. 2°, Saturnia, Trento, 1989, pag. 470;
Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag. 196;
Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag.229;
Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 196;
Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 168, n. 208;
Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 314 , foto 433;
Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol.1, pag. 362 n. 282;
Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 444 n. 1733;
Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 282;
Di Bella F: : Funghi di casa nostra, Editrice romana s.r.l., 1994, pag. 131;
Rambelli A. e Pasqualetti M. : Nuovi fondamenti di micologia, Ed. Jaca Book spa, Milano, 1996, pag. 361, fig. 180;
Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1996, collez. 5, tav. 235;
Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 272, Iconografia n. 468;
Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag.358;
Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 135;
Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag. 170, tav. 23/6;
Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 404;
Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 373;
Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 260;
Milagro Mata Hidalgo : Macrohongos de Costarica, Instituto Nacional de Biodiversidad, Santo Domingo, 1999, pag. 170;
Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 888;
Courtecuisse R, : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 918, foto 909;
Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 453;
Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 387 n. 24;
Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 2, pag. 394, foto 519;
Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 311;
Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 129;
Phillips R: : Les champignons du Quèbec, Ed. Broquet, Ottawa, 2002, pag. 275;
Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 598;
Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 575;
Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 356;
AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 590 n. 225;
Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 228;
Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 536 n. 1498;
Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 262;.
Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 454;
Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 8, pag.38, n. 783.
Essartier G. & Roux P. : Le guide des champignons Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 1042;
Bellù F. & Veroi G.: Per non confondere i funghi, Casa Editrice Panorama, Trento 2014, pag. 306..


Monografie:

Hennig M. e Pilat A. : Gastromiceti, traduzione a cura del Gruppo Micologico parmense "G. Passerini", Parma, 1980, pag. 77.
Sarasini M. : Gasteromiceti epigei, A.M.B.- Fondazione Centro Studi Micologici, Vicenza, 2005, pag. 216



(Gianfranco Sperati)

Scheda n. 146         -        Maggio 2010        -       Riferimento n. 1734

 



LYCOPERDON MAMMIFORME 
Persoon : Persoon


 


Lycoperdon mammiforme
clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia
 


Sinonimi

Lycoperdon mammaeforme Persoon, Lycoperdon velatum Vittadini;
Volg. : Vescia a forma di mammella


Etimologia

Lycoperdon = Loffa di lupo (dal greco: lùkos = lupo,  pèrdomai  = emettere aria, scoreggiare);
mammiforme = a forma di mammella (dal latino mamma = seno, mammella e forma = forma, aspetto).


Sistematica

Regno: Fungi,  Divisione: Amastigomycota,  Suddivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomyce- tes ,  Subclasse: Gasteromycetideae,  Ordine: Lycoperdales,  Famiglia: Lycoperdaceae,  Genere: Lycoperdon,  Specie: mammiforme.


Commestibilità

Commestibile da giovane quando la gleba è ancora bianca.


Descrizione

La denominazione di questo Gasteromicete evidenzia la sua forma: quella di una mammella  simile all’aspetto di molte Vescie. Ma il nome specifico usato dal sinonimo “Lycoperdon velatum” mette in luce un particolare carattere di questa entità fungina, tale da renderla subito facilmente determinabile. Un velo bianco, bambagioso, ricopre all’inizio la superficie esterna (esoperidio) del carpoforo, ma ben presto tale velo si rompe e si spezzetta disponendosi in placchette basse, frangiate, simili a stelline, e asportabili .

Il basidioma, subgloboso e piriforme, può raggiungere gli 8 o 9 centimetri di altezza, con un diametro di circa 6 o 7 centimetri, bianco all’inizio poi crema con qualche riflesso rosato. L’esoperidio è dotato di piccoli aculei sui quali permangono residui del velo presto dissociato in basse placche, dense, frangiate, bianche e caduche. Endoperidio liscio, lucente, piuttosto molle che, invecchiando, passa dal biancastro al crema rosato, al color isabella. La base è costituita da un peduncolo breve e poco delineato, sterile e al suo interno differenziato dalla carne della gleba. In quest’ultima risulta ben sviluppata una columella con funzione di sostegno. Odore debole, fungino, sapore gradevole.

Nella parte apicale del fungo è situato un forellino (capillizio) dal quale escono le spore mature frammiste alla polvere della carne una volta essiccata. Le spore, opache, porpora-grigiastre, sono rotonde e prive di peduncolo, sono aculeate e misurano 4 / 5 mucron di diametro..

E’ un fungo abbastanza raro che può crescere su terreno calcareo, isolato o gregario, nei periodi più caldi dell’estate e dell’autunno, nei boschi di latifoglie e sporadicamente anche nei boschi di aghifoglie.


Possibilità di scambio

Dati i suoi caratteri peculiari, dovrebbe essere improbabile confondere L. mammiforme con altre specie. Quella più prossima potrebbe essere Lycoperdon molle ma soltanto se le ornamentazioni del L. mammiforme siano state completamente dilavate da una pioggia abbondante.


Bibliografia

Micheli P.A. : Nova Plantarum Genera, Firenze, 1728, tav. 97, fig. 3;

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 3, pag. 37;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 34 n. 40;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 197, n. 1721;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 632, fig. 337;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 2, foto n. 788;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1971, vol. 4, pag. 138, tav. 367;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 224;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 247;         

Aguardi A., Lucchini G., Riva A e Testa E. :
Funghi e boschi del Canton Ticino, Ed. Credito Svizzero, 1987, vol. 1, pag. 196;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 304;

Julich W. : Guida alla determinazione dei funghi, vol. 2°, Saturnia, Trento, 1989, pag. 472;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 229;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1989 collez. 8, tav. 380;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag.  196;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 169, foto  209;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag.  444 n. 1734;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 337;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 271, Iconografia n. 4;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag.  261:

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 893;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 919, foto 910;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag.  951;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J.  : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag.  388;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol.  2, pag. 392, foto 515;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 571;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 536;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol.  8, pag. 36, n. 782.


Monografie:

Hennig M. e Pilat A. : Gastromiceti, traduzione a cura del Gruppo Micologico parmense “G. Passerini”, Parma, 1980, pag. 73.

(Sandro Ascarelli)