Laccaria

Scheda n. 018     -      Novembre 2008      -      Riferimento n. 352






LACCARIA AMETHYSTINA (Huds.) Cooke 1884


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foto di Sandro Ascarelli

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Sinonimi

Agaricus amethystinus Hudson (1778), Agaricus amethystinus var, amethystinus Hudson (1778), Agaricus amethysteus Bulliard (1788), Agaricus lividopurpureus Withering (1792), Collybia amethystina (Huds.) Quélet (1888), Collybia laccata var. amethystina Quèlet (1888), Russuliopsis laccata var. amethystina (Huds.) J. Schröter (1889), Clitocybe amethystea Saccardo (1916), Laccaria laccata var. amethystina (Huds.) Rea (1922), Laccaria hudsonii Pázmány (1994).
Volg. Agarico ametistino.


Etimologia

Laccaria = attinente alla vernice (dal persiano lak),
amethystina
= color viola chiaro come l'ametista.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes , Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Laccarieae, Genere: Laccaria, Specie: amethystina.


Commestibilità

Commestibile ma di scarso valore organolettico. Il gambo va comunque asportato perché coriaceo. Può essere usato per dare una nota di colore al misto o al sott'olio. A qualcuno può provocare lievi disturbi di carattere gastroenterico.


Descrizione

Il nome che lo identifica rende bene l'idea: si tratta di un funghetto di modeste dimensioni ma che sorprende per la uniforme colorazione viola ametista, più intensa quando il fungo è fresco e tendente ad impallidire quando il carpoforo matura.

Il cappello difficilmente supera i 4 cm. di diametro ed è inizialmente convesso, poi appianato, spesso con una fossettina al centro. Per lungo tempo il margine si mantiene involuto, ondulato e leggermente solcato. La cuticola è opaca, liscia o feltrata, decorata da squamette visibili solo con l'aiuto di una lente, igrofana. La colorazione è, ovviamente, viola più o meno intensa.

Le lamelle, viola anch'esse, sono adnate o lievemente decorrenti sul gambo. Sono larghe, spesse e intervallate alla base da lamellule.

Il gambo fistoloso può essere lungo fino a 8 / 9 centimetri e si presenta cilindrico, a volte un po' ondulato, striato di fibrille biancastre su fondo violetto ametistino, con la base lievemente ingrossata e rivestita da residui miceliari biancastri.

Carne di una certa consistenza, soprattutto quella del gambo che risulta dura e coriacea, con odori e sapori dolciastri, gradevoli.

Le spore si formano su basidi tetrasporici, sono subglobose e ornamentale da aculei; misurano 9/10,5 x 8,6/9,5 micron. La sporata è bianca.

Laccaria amethystina cresce dall'estate all'autunno, in piccoli gruppi, su terreno ricco di humus, in collina e in montagna, sia nei boschi di latifoglia quanto in quelli di aghifoglia.


Possibilità di scambio.

Considerata da alcuni come una varietà di Laccaria laccata, la L. amethystina potrebbe essere confusa con quest'ultima solo se fosse stata raccolta in avanzato stato di maturità o durante un periodo di siccità; la L. laccata ha di norma colori diversi, bruno aranciato, bruno rosato o bruno sporco.  Ardua si presenta la possibilità di scambiare la L. amethystina con il Cortinarius violaceus o con il Cortinarius hercynucus: anche questi ultimi si presentano con una livrea di intenso colore viola ma differiscono dalla L. amethystina non solo per il diverso portamento e per le maggiori dimensioni ma anche per la presenza di una "cortina" che staccandosi dall'orlo del cappello e ricadendo sul gambo lo decora con striature di color ruggine per la sovrapposizione delle spore (v. scheda n. 4, settembre 2008).


Bibliografia

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(Sandro Ascarelli)

 

Scheda n. 046      -      Marzo 2009      -      Riferimento n. 355




LACCARIA LACCATA
(Scop. : Fr.) Cooke




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Sinonimi

Agaricus mitis, Clitocybe laccata..

Etimologia

Laccaria = attinente alla vernice (dal persiano lak),
laccata = (dal latino laccatus) per l'aspetto della superficie pileica simile alla lacca.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Laccarieae, Genere: Laccaria, Specie: laccata.


Commestibilità

Fungo commestibile ma poco carnoso e di scarso valore organolettico. Il gambo va comunque asportato perché coriaceo. Può essere usato per dare una nota di colore al misto o al sott'olio.


Descrizione

L. laccata è un fungo di dimensioni modeste che ha una struttura molto simile a quella di L. amethystina (vedi scheda n. 18, nov. 2008) ma ne differisce per il colore rosato o lievemente aranciato, simile a quello di un cannello di ceralacca.

Il cappello (1 a 4 cm. di diametro) da emisferico tende a divenire appianato e a presentare a volte una piccola depressione centrale. La cuticola è liscia, opaca e separabile e può assumere un colore rosa-carnicino, rosa-brunastro con sfumature aranciate che con l'età o il tempo secco tende a sbiadire fino a diventare quasi biancastra. Il margine è sottile, arrotondato, costolato e via via irregolarmente striato.

Le lamelle sono larghe, spaziate, ineguali, intervallate da lamellule, arcuate, da adnate a lievemente decorrenti, di un colore rosato di solito più chiaro di quello dalla superficie pileica.

Il gambo può elevarsi fino a 8 / 10 cm. e si presenta in forma cilindrica, talora contorto ed allargato verso l'estremità inferiore; la sua consistenza è coriacea, piena, un pò elastica, dello stesso colore del cappello ma solcato da leggere striature longitudinali biancastre.

La carne, esigua ed igrofana nel cappello, è invece fibrosa nel gambo; presenta un colore uniformemente rosato. Odore gradevole, sapore dolciastro.

Le spore, ialine al microscopio, sono quasi ellittiche, misurano 6,5 / 7,5 x 7 / 8,5 micron ed appaiono rivestite da spinule alte fino a 2 micron. La sporata è bianca.

Specie gregaria, cresce dalla primavera all'autunno inoltrato, in tutti i tipi di boschi.

Possibilità di scambio

La L. affinis è specie macroscopicamente identica a L. laccata, differendo da quest'ultima solo per avere spore rotonde e non ellittiche. Altre laccarie sono assai simili e difficilmente distinguibili senza l'uso di un buon microscopio che ne metta in evidenza la diversa conformazione delle spore. Citiamo la L. proxima che ha il cappello con colori brunastro-aranciati ed evidenti striature sul gambo, la L. tortilis, più piccola e con il cappello irregolare, striato e plissettato, la L. bicolor che ha il cappello rossastro contrastante con il color viola delle lamelle e del gambo.

Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 188;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 197;

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Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 152;

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(Sandro Ascarelli)