Hygrophorus

Scheda n. 056      -     Aprile 2009     -     Riferimento n. 264

 

 

HYGROPHORUS PERSOONII Arnolds

 

 

hygrophorus_personii-1_edited_20120314_1218930727.jpg






clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia


 

Sinonimi

Agaricus limacinus, Hygrophorus dichrous.
Volg.: Igroforo bicolore, Limacino.

Etimologia

Hygrophorus = portatore di umidità (dal greco Hugro = umido e dal latino fero = porto),
Persoonii
= dedicato al micologo olandese Christian Hendrick Persoon.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Hygrophoraceae, Genere: Hygro-phorus, Subgenere: Limacium, Sezione: Olivaceo-umbrini, Specie: Pesoonii.

Commestibilità.

Nonostante l'aspetto poco gradevole è un discreto commestibile, avendo l'accortezza di asportare la glutinosità che ricopre il cappello e il gambo e di pulire il fungo dai residui che vi sono rimasti appiccicati.

Descrizione

Tra gli Idrofori questa specie (e le altre due simili) non appare davvero invitante poiché i carpofori si presentano ricoperti  sia sul cappello quanto sul gambo di una sostanza glutinosa e appiccicosa alla quale aderiscono terriccio, foglie e residui di vario genere. Trattasi tuttavia di un fungo commestibile di discreto pregio, ma, prima di deporlo nel cestino, converrà asportare la vischiosità che lo ricopre anche a costo di sporcarsi le mani.

Il carpoforo oggetto del nostro esame ha un cappello di 3 / 8 centimetri di diametro che, da emisferico - conico, tende ad appianarsi conservando tuttavia un basso umbone ottuso. Il margine è un po' involuto negli esemplari giovani. La superficie cunicolare, di colore da bruno a olivastra più scura al centro e biancastra verso l'orlo, è spessa, separabile fino al disco, ricoperta di uno strato glutinoso a meno che quest'ultimo non sia stato dilavato da una pioggia abbondante.

Come per tutti gli Idrofori, la superficie imeniale è costituita da lamelle rade, spaziate e di consistenza cerosa. Si uniscono direttamente al gambo o vi decorrono per un breve tratto; hanno un colore biancastro grigiastro con qualche leggera ed occasionale sfumatura rosata o olivacea.

Il gambo (fino a 10 / 12 cm. di altezza) è slanciato, cilindrico, lievemente ingrossato nella parte mediana  ed affusolato in quella inferiore. E' pieno e sodo all'inizio ma poi fistoloso. La parte appena al di sotto delle lamelle appare asciutta, pruinosa e bianca. Il resto del gambo è glutinoso e decorato da bande brunastre-olivacee dello stesso colore del cappello. La base si colora di giallo-ruggine, probabilmente per effetto di glutine secco.

La carne è soda, compatta, poi spugnosa nell'esemplare adulto, bianca o appena colorata sotto la cuticola del cappello. Odore tenue e un po' fruttato, sapore gradevole, dolciastro.

Fungo terricolo, simbionte esclusivo di latifoglie con predilezione per le querce ed i faggi dove si può trovare, dalla tarda estate all'autunno inoltrato, in colonie abbastanza numerose.

Spore ellittiche, lisce, 9 / 12 x 6,5 / 7,5 micron; bianche in massa.

Reazione immediata al verde-blù con ammoniaca.

Possibilità di scambio

Alla sezione Olivaceo-umbrini del sottogenere Limacium, comprendenti miceti dal cappello e dal gambo glutinosi, appartengono altre due specie, del pari commestibili, non sempre facilmente differenziabili. L' H. latitabundus si distingue per la taglia più massiccia, il gambo più tozzo, il colore del gambo bianco grigiastro, la reazione color arancio all'ammoniaca e per essere esclusivo dei boschi di Pinus. L' H. olivaceoalbus di dimensioni ridotte, carne del cappello molto sottile, lamelle talora anastomosate sul fondo, ha invece un habitat di crescita in associazione con l'Abete rosso (Picea abies). Reazione nulla all'ammoniaca.

Bibliografia

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 395;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 264;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 74, fig. 138;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 3, foto n. 1113;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1971, vol. 2, tav. 152;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 59, fig. 47;

Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 2, pag. 496;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 86;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 87;

Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 242, foto 212;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1982, collez. 1, tav. 25;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 145;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 59;

Pandolfi M. e Ubaldi D. : Guida ai funghi d'Italia e d'Europa, F. Muzio Ed., Padova, 1987, pag. 61;

Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 118;

Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag. 112;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 185;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 90;

Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 329, n. 464;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, foto 99;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 167, foto 98;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 170, n. 264;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 102;

Epinat C. et  Starosta P. : Funghi, B. Taschen Verlag, Colonia, 1999, pag. 32;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 389;

Courtecuisse R, : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 617, foto 282;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 31;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag.  143;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 3,pag. 130;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 112;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 329;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 206.

Monografie

Galli R. - Gli igrofori delle nostre regioni, LaTipotecnica snc, S.Vittore Olona (Mi), 1984, pag. 140;

Candusso M. : Hygrophorus, Fungi Europei n. 9, Ed. Libreria Basso, Alassio, 1997, pag. 90;

Foiera F., Lazzarini E., Snabl M. & Tani O. : Funghi Igrofori, Ed agricole, Bologna 1998, pag. 262.

 

(Sandro Ascarelli)

 

Scheda n. 162         -        Agosto  2010      -       Riferimento n. 244




HYGROPHORUS RUSSULA
(Sch. : Fr.) Quèlet

 

162. Hygrophorus russula
foto G. Sperati
clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia



Sinonimi

Agaricus russula Schaeffer, Tricholoma russula Gillet, Limacium russula Ricken.
Volg.: Igroforo russula.


Etimologia

Hygrophorus = portatore di umidità (dal greco Hugro = umido e dal latino  fero = porto)
russula = rosseggiante (aggettivo russulus, dal latino, diminutivo di russus = rosso).


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Hygrophoraceae, Genere: Hygrophorus, Subgenere: Neocamarophyllus, Sezione: Rubentes, Specie: russula.


Commestibilità.

Commestibile gradevole e redditizio.


Descrizione

E’ un fungo di dimensioni medie o medio-grandi,, carnoso, ed anche per questo gastronomicamente conosciuto ed apprezzato.

All’inizio il cappello si presenta  in forma emisferica, convessa per assumere poi un aspetto piano, irregolare, provvisto talvolta di un basso umbone e con il margine per lungo tempo involuto. La compattezza e la carnosità del carpoforo lo fanno assomigliare ad una Russula, anche per il colore della superficie pileica percorsa da fibrille rosso amaranto o rosso vinoso su fondo biancastro. Il cappello, completamente disteso, può raggiungere un diametro di 12 / 15 centimetri. La cuticola del cappello, quasi completamente asportabile, è liscia e asciutta, tendente tuttavia a divenire vischio- setta col tempo umido.

Lamelle larghe, adnate o subdecorrenti, sinuose, mediamente fitte, intercalate da lamellule e forcate in prossimità dell’orlo. Sono essenzialmente biancastre ma a maturità possono assumere sfumature rosso-vinose o gialline alla manipolazione.

Il gambo, molto simile anch’esso a quello delle Russule, è cilindrico o un poco panciuto, talvolta incurvato, robusto, carnoso, pieno, liscio (senza alcuna traccia di anello) o lievemente pruinoso nella parte alta, biancastro ma tendente, con l’età, ad assumere le stesse colorazioni del cappello.

Carne soda e compatta. Bianca, appena arrossante alla sezione; reagisce all’idrato di potassio virando immediatamente al giallo-verdastro, reazione nulla con fenolo o con tintura di Guaiaco. Odore gradevole, fungino, sapore dolciastro ma talvolta un pochino amarognolo.

Spore ellittiche o sub sferiche, lisce, monoguttulate, fornite di apicolo evidente. Sporata bianca.

Cresce in ambienti mediterranei, dalla collina alla montagna, associato a latifoglie, gregario, in autunno.


Possibilità di scambio.

Simile nel suo aspetto ad una Russula non può con quest’ultima essere confusa se soltanto si ricorda che le Russule hanno carne cassante, tale da spezzarsi in tutti i sensi, mentre H. russula ha carne costituita da cellule allungate e alla frattura tende a sfibrarsi.

Nei boschi di conifere di montagna si può trovare l’ Hygrophorus erubescens nelle sue due varietà: var. erubescens e var. persicolor. Hanno ambedue dimensioni inferiori e colori pileici sbiaditi, quasi rosati.. Il primo tende ad ingiallire in vecchiaia. Non sono tossici ma è bene evitarne il consumo perché hanno un sapore più o meni amaro.


Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 38;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 262;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol.  1, tav. 67;

Bernardin Ch. : Soixante Champignons Comestibles, Weick, Saint-Diè. 1903, pag. 80;

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1920, pag. 9 n.27, tav. 4/1;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 293;

Michael E. e Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, vol. 2,tav. 252  ;

Jacottet J. : Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. 113;

Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964, pag.  97;

Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 617;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 13, tav. 4 n. 80;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 391, fig. 170;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 226 n. 591;

Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 4, tav. 263C;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n. 129;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 144;

Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 131;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1971, vol. 1, pag. 130, tav. 56;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 2, tav. 229;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 209;

Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol.  2,  pag. 518;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 84;

Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 114;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 85;

Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag.  667,  foto  345;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 114;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 1, tav.  113;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 305;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1982, collez. 1, tav. 27;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 145;

Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, pag.  427;

Pandolfi M. e Ubaldi D. : Guida ai funghi d’Italia e d’Europa, F. Muzio Ed., Padova, 1987, pag. 59;

Aguardi A., Lucchini G., Riva A e Testa E. : Funghi e boschi del Canton Ticino, Ed. Credito Svizzero, 1987, vol. 1, pag. 108, foto pag. 208;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 116;

 

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 143;

Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag. 115;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 186;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 89;

Caussanel C., Delange Y., Joly P. & Margerie D. : Les champignons de Jean Henri Fabre, Citadelles, Paris, 1991, pag. 278, tav. 106;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol.1, pag, 324, foto 453;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 171,  foto 102;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Delachaux et Niestlè,  Paris, 1994, pag. 166, n. 244;

Di Bella F: : Funghi di casa nostra, Editrice romana s.r.l., 1994, pag. 65;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 100, Iconografia n.106;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 199;

Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag.  152,  tav. 14/1 ;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag.  158;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 101;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 382;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 166, foto 244;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 22;

Thieme R. : I funghi di montagna, Ed. Grossi, Domodossola, 2000, pag. 71, pag. 133, foto 49;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 140;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 3, pag. 134, foto  129;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 112;

Nonis U: : 500 funghi d’Italia e d’Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 285;

Phillips R: : Les champignons du Quèbec, Ed. Broquet, Ottawa, 2002, pag. 81;

Mazza R. : Funghi commestibili e velenosi a confronto, RCS Libri s.p.a., Milano, 2002, pag. 230 n. 173;

A. Testi : Funghi d’Italia, Giunti Editore, Firenze, 2002, pag. 240;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 128;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 333;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 116;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 202 ;

Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 90;

La Chiusa L. : Il grande libro dei funghi d’Italia e d’Europa. DVE Italia s.p.a., Milano, 2007, pag. 104;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 112;

Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 116;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag.  255;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 1, pag.100.


Monografie:

Galli R. : Gli igrofori delle nostre regioni, LaTipotecnica snc, S.Vittore Olona (Mi), 1984, pag. 98;

Candusso M. : Hygrophorus, Fungi europei n. 6, Ed. Candusso, Alassio, 1997, pag.207, tav. pag. 706.

Foiera F., Lazzarini E., Snabl M. & Tani O. : Funghi Igrofori, Edagricole, Bologna, 1998, pag. 214 n. 59.

 

(Sandro Ascarelli)

Scheda n.316      -         Giugno 2012        -       Riferimenti n. 232
HYGROPHORUS KARSTENII Saccardo & Cuboni 1887

hygrophorus_karstenii_2_20120604_1855457302.jpg





foto di S. Ascarelli
Clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi dello stesso genere
Sinonimi

Agaricus melizeus Fries 1818, Hygrophorus melizeus (Fr. : Fr.) Fries 1838, Hygrophorus bicolor P. Karsten 1878, Camarophyllum bicolor P. Karsten 1879, Limacium karstenii Kühner 1926, Hygrophorus vaticanus Heim & Becker, 1952, Hygrophorus karstenuu var. vaticanus (Heim & Becker) Bon 1989.

Volg.: Igroforo di Karsten.

Etimologia
Hygrophorus = portatore di umidità (dal greco Hugro = umido e dal latino fero = porto)
Karstenii =
dedicato al botanico e geologo tedesco Gustav Karl Hermann Karsten (1817 - 1908)
Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Pleurotaceae, Genere: Pleurotus, Specie: cornucopiae, Specie: citrinopileatus.
Commestibilita'

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Hygrophoraceae, Genere: Hygrophorus, Subgenere: Neocamarophyllus, Sezione: Clitocyboides, Specie: karstenii.

Descrizione

E’ un elegante Igroforo, piuttosto raro e localizzato prevalentemente nella abetaie alpine.Il cappello, bianco o biancastro, ha un diametro le cui misure variano da 4 a 8 centimetri. Inizialmente convesso, poi appianato e volte lievemente depresso al centro, con orlo a lungo revoluto, è carnoso con superficie glabra ed asciutta con tempo secco ma leggermente viscida col tempo umido.Le lamelle sono spesse, larghe, spaziate, arcuate, intercalate da lamellule, più o meno decorrenti sul gambo, colorate in maniera caratteristica di giallo-rosa incarnato o giallo-albicocca che contrasta vistosamente con il colore del resto del carpoforo. Il tagliente è biancastro.Il gambo, non più alto di 7 o 8 centimetri, è cilindrico o appena attenuato in basso. Dello stesso colore del cappello, fibrilloso, presenta una superficie asciutta.La carne è biancastra, tenera, piuttosto fragile nel cappello, fibrosa nel gambo, n on presenta odore particolare ed avrebbe sapore lievemente dolciastro.Spore ellittiche, arrotondate, a forma di goccia, lisce, ialine, misurano 8 / 11 x 4,4 / 7 μm.Simbionte esclusivo di conifere, spesso associato ad Abete rosso, cresce in montagna sul finir dell’estate, tra il muschio o piante di mirtillo, solitario o in gruppi di pochi individui.

Possibilita' di Scambio

Una specie molto simile è Hygrophorus karstenii var, vaticanus (Heim & Becker) Bon che si distingue per il colore salmonato delle lamelle, il sapore amarescente e per il fatto di crescere prevalentemente sotto faggio.L’ Hygrophorus piceae Kühner condivide lo stesso ambiente di crescita dall’ H. karstenii ma ha lamelle di color giallo-crema.

Bibliografia


Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 83;
Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 389;
Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 260;
Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, tav. 332;
Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 15 n. 51, tav. 6 fig. 7;
Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 298;
Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 395, ;
Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 2, foto n. 660;
Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. fig. ;
Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 166;
Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpignan, 1971, vol. 2, pag. 155 in nota;
Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 58;
Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 83;
Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 83;
Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 144;
Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. pag. 427;
Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 114;
Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 183;
Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 88;
Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 164 n. 232;
Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 224;
Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 100;
Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 157;
Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 98;
Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 370 in nota;
Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 19;
Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 3, pag. 124;
Nonis U: : 500 funghi d'Italia e d'Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 320;
Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 110 n. 244;
Eyssartier G. & Roux P. : Le guide des champignons, Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 456.


Monografie:

Galli R. - Gli igrofori delle nostre regioni, LaTipotecnica snc, S.Vittore Olona (Mi), 1984, pag. 116;
Bon M. : Les Hygrophores, Documents mycologiques mèmoire hors serie n. 1, CRDP Amiens, 1990, pag. 62;
Foiera F., Lazzarini E., Snabl M. & Tani O. : Funghi Idrofori, Ed agricole, Bologna 1998, pag. 188 n. 48;
Candusso M. : Hygrophorus, Fungi Europei n. 9, Ed. Libreria Basso, Alassio, 1997, pag.168;

(Sandro Ascarelli)
Scheda n.301       -         Marzo 2012        -       Riferimenti n. 256
HYGROPHORUS EBURNEUS (Bull. : Fr.) Fries 1838
hygrophorus_eburneus_20120426_1413377085.jpg





foto di S. Ascarelli
Clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi dello stesso genere
Sinonimi
Agaricus lacteus Schaeffer 1762, Agaricus eburneus Bulliard 1791, Fries 1821, Agaricus nitens Krombholz 1843, Limacium eburneum Schroeter 1889.
Volg.: Igroforo color avorio..

Etimologia
Hygrophorus = portatore di umidità (dal greco Hugro = umido e dal latino fero = porto)
eburneus =
eburneo, d'avorio (dal latino), per il colore del carpoforo
Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Hygrophoraceae, Genere: Hygrophorus, Subgenere: Hygrophorus, Sezione: Hygrophorus ,Sottosezione: Eburnei, Specie:eburneus.
Commestibilita'
Non commestibile.
Descrizione
E' sicuramente difficile riuscire a distinguere le singole specie degli Igrofori raggrup-pati nella sottosezione Eburnei e cioè di quegli Igrofori aventi una colorazione bianca o avorio, tutt'al più con qualche sfumatura giallastra o ocracea al disco. Anche tra gli Autori persistono disparità di vedute e divergenze tassonomiche. La distinzione di Hy-
grophorus eburneus
dalla altre specie del medesimo gruppo (vedi "possibilità di scambio") potrebbe essere facilitata dalle seguenti osservazioni: 1) cappello e gambo rivestiti da glutine soprattutto a tempo umido, 2) odore nullo o appena percettibile (di giacinto o di nastro adesivo), 3) crescita sotto latifoglie (prevalentemente faggio), 4) spettacolare reazione chimica: a contatto con idrato di potassio (KOH) la base del gambo si colora di giallo-arancione.
Il cappello è all'inizio convesso-campanulato, tende poi a distendersi fino a raggiun-gere un diametro compreso tra i 2 e i 7 centimetri, con un basso, ottuso umbone al centro e con un margine a lungo involuto ed eccedente. La cuticola, separabile, è bianca (solo in vecchiaia possono apparire sfumature ocracee e carnicine al disco), vischiosa e brillante a tempo umido.
Le lamelle, spesse e spaziate come quelle di tutti gli Igrofori, sono adnate o poco decorrenti, arcuate, bianche o con qualche sfumatura rosata.
Il gambo è irregolarmente cilindrico, talvolta ricurvo, pieno, con superficie viscosa ma pruinoso al di sotto delle lamelle, bianco con toni ocracei o carnicini in maturità.
Carne bianca con qualche sfumatura rosata alla base del gambo dove reagisce vistosa-mente a contatto con la potassa. Sapore debolmente dolciastro ma odore nullo o piut-tosto sgradevole.
Spore ellissoidi o subcilindriche, lisce, 7,5 / 9,5 x 4,5 / 5,5 μm. , biancastre in massa.
Simbionte di latifoglie con preferenza per il faggio (la varietà Quercetorum predilige invece le quercete) cresce dalla fine dell'estate all'autunno inoltrato, in piccoli gruppi.

Possibilita' di Scambio
Alla sottosezione Eburnei appartengono altre specie non facilmente differenziabili. H. cossus si distingue per l'odore penetrante e disgustoso di tarlo, di topinambur o di formaggio stantìo e per la reazione nulla alla potassa. H. discoxanthus presenta un cappello tendente a colorarsi precocemente di giallo e a reagire all'idrato di potassio assumendo colorazioni rugginose. H. gliocyclus caratterizzato da un copioso glutine tanto da formare uno pseudo anello sul gambo, simbionte esclusivo dei Pini. H. hedrychii con base del gambo che diviene leggermente ocra pallido con KOH e che simbionte esclusivo della Betulla.
Bibliografia
Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 33 n. 4;
Viviani D.
: I Funghi d'Italia, Genova, 1834, pag. 10, tav. 17;
Saccardo P.A.
: Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 388;
Quèlet L.
Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 260;
Cavara F.
: Funghi mangerecci e funghi velenosi, Ed. Hoepli, Milano, 1897, pag. 89 ;
Bresadola J. :
Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, tav. 303;
Ricken A.
: Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 15, n. 49, tav. 6/5;
Rea C.
: British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 292;
Michael E. e Schulz R:
: Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, vol. 1, pag. 77;
Jacottet J.
: Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. 111;
Von Frieden L.
: I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964, tav. 99;
Vignoli L.
: Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 617;
Costantin M.J. e Dufour M.L.
: Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 45 n. 370, tav. 14;
Heim R.
: Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 393;
Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L.
: Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 74 n. 136;
Romagnesi H:
: Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 4, tav. 261C;
Cetto B:
: I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 4, foto n.1958;
Peyrot A. & Cortin B.
: Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 123 n. 103 e 104;
Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 143;
Romagnesi H.
: Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 2, tav. 225A;
Balletto C.
- Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 206;
Kuhner R. e Romagnesi H.
: Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 58;
Arietti N. & Tomasi R:
: I funghi velenosi, Edagricole, Bologna, 1975, pag. 86;
Malencon G. & Bertault R.
: Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 2, pag. 510;
Moser M.
: Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 83;
Moser M.
: Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 83;
Lincoff G.H. & Nehring C.
: Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 659, Foto 236;
Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M.
: Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 114;
Galli M.
: Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, tav. 105 in nota;
Goidanich G. & Govi G.
- Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 295;
Blatto L.
: Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 294, foto 205 in nota;
Societat Catalana de Micologia
: Bolets de Catalunya, Barcellona, 1984, collez. 3, tav. 125;
Jamoni PG.
: I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 143;
A. Phillips R.
: Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 59;
Konrad P. & Maublanc A.
: Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. pag. 426;
Pandolfi M. e Ubaldi D.
: Guida ai funghi d'Italia e d'Europa, F. Muzio Ed., Padova, 1987, pag. 56;
Bon M.
: Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 114;
Chaumeton H:
: I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 141;
Lemay D. e M.
: Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag. 112;
Togni N.
: I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 182;
Buczacki S. & Wilkinson J. :
Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 88;
Caussanel C., Delange Y., Joly P. & Margerie D.
: Les champignons de Jean Henri Fabre, Citadelles, Paris, 1991, pag. 277, tav. 103;
Brancato G.
: Conoscere I funghi, G. Brancato Ed., Catania, 1991, pag. 55;
Montegut J.
: L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 317, n. 443;
Brotzu R.
Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1 pag. 168 n. 99;
Courtecuisse R. & Duhem B.
: Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 168 n. 256;
Lange J.E.
: Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, pag. 522, tav. 64E;
Stecchi G.
: Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 222;
Jordan M.
: The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 140;
Becker G.
: Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 137;
Lonati G.
: Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 101, Iconografia n. 112;
Dickinson C.
e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 198;
Fluck M.
: Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 156;
Pacioni G.
: Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 104;
Laessoe T.
: Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 106;
Epinat C. et Starosta P.
: Funghi, B. Taschen Verlag, Colonia, 1999, foto pag. 122;
Gerhardt E., Vila J. e Limona X.
: Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pagg. 384 e 386 in nota;
Courtecuisse R,
: Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 614, foto 229;
Papetti C., & Consiglio G..
: Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 27;
Hagara L., Antonin V. & Baier J.
: Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 139;
Breitenbach J. e Kranzlin F.
: Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 5, pag. 122, foto 111;
Polese J.M.
: Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 54;
Phillips R:
: Les champignons du Quèbec, Ed. Broquet, Ottawa, 2002, pag. 78;
Gerhardt E.
: Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 120;
Gennari A.
: Funghi, Arezzo, 2005, pag. 320;
Polese J.M.
: Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 112;
Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M.
: Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 112 n. 247;
Bielli E.
: Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 106.
Tiberi G. e Sperati G. :
I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 358.


Monografie:
Galli R. - Gli igrofori delle nostre regioni, LaTipotecnica snc, S.Vittore Olona (Mi), 1984, pag. 122;
Foiera F., Lazzarini E., Snabl M. & Tani O. : Funghi Idrofori, Ed agricole, Bologna 1998, pag. 244;
Candusso M. : Hygrophorus, Fungi Europei n. 9, Ed. Libreria Basso, Alassio, 1997, pag. 144, tav. pag. 696.

(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 393 - Maggio 2013 - Riferimento n. 268




HYGROPHORUS CHRYSODON (Batsch ex Fr.) Fries 1838



Foto S. Ascarelli
clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi dello stesso Genere



Sinonimi

Agaricus mugnaius Scopoli (1772), Agaricus chrysodon Batsch (1789), Hygrophorus crhysodon var. leucodon Albertini & Schweintz (1805), Limacium chrysodon (Batsch) P. Kummer (1871).

Volg.:


Etimologia

Hygrophorus = portatore di umidità (dal greco Hugro = umido e dal latino fero = porto);
chrysodon = dente d'oro (dal greco khrusòs = oro e odòn = dente).


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Hygrophoraceae, Genere: Hygrophorus, Subgenere: Limacium, Sezione: Olivaceoumbrini, Specie: chrysodon.


Commestibilità

Commestibile piuttosto mediocre.


Descrizione

H. chrysodon è uno degli Igrofori più belli e interessanti caratterizzato dalle fioccosità giallo-oro che all'inizio decorano prevalentemente il margine del cappello e la superficie più alta del gambo ma che poi con la maturità si estendono progressivamente fino a far assumere all' intero carpoforo, fatta eccezione per le lamelle, una colorazione dorata.
Di medie dimensioni, il cappello carnoso dapprima convesso e bianco-avorio tende a spianarsi e a rivestirsi di fioccosità granulose giallo-oro, raggiungendo un diametro medio di 7 / 8 centimetri, con un basso umbone ottuso al centro e con il margine a lungo involuto. La superficie è glabra e asciutta col tempo secco, leggermente vischiosa col tempo umido.
Le lamelle, adnate e poi decorrenti, sono rade, spaziate, arcuate e bianche o bianco-crema ma col tagliente tendente ad assumere tonalità gialline.
Gambo cilindrico, regolare, un po' attenuato in base, pieno poi fibrilloso e cavo, con superficie lubrificata o quasi asciutta, rivestita di pruina bianca e fiocchi gialli che dall'apice si estendono poi verso l'estremità inferiore-
Carne sottile, bianca ma che reagisce lentamente al bluastro con tintura di Guaiaco, e al rosso bruno con fenolanilina. Odore insignificante o debolmente fruttato, sapore tenue e mite-
Spore 7,5 / 8,5 x 4 / 5 μm, ellittiche o ellittiche-ovoidali, lidce, monoguttulate; sporata bianco crema.
Cresce, comune e gregario, tanto nei boschi di latifoglie quanto in quelli di aghifoglie. In autunno.


Possibilità di scambio.

Facilmente identificabile, è difficile che venga confuso con altre specie. A H. chrysodon potrebbe avvicinarsi H. discoxanthus (Fr.) Rea (= H. chrysaspis, ingiallente ma con superficie vischiosa. Agaricus chrysodon var. leucodon Albertini & Schweinitz è una specie rara con ornamentazioni non gialle ma completamente bianche.


Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 32;
Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag.387 n. 1538;
Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, tav. 301;
Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 14 n. 47, tav. 6/4;
Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag.291 n. 890;
Michael E. e Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, vol. 2, pag. 250;
Jacottet J. : Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. 111, tav. pag. 97;
Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964, tav. 99;
Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 617;
Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 45 n. 373, tav. 14;
Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 393, fig. 171;
Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 427, tav. 364;
Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 4, tav. 261B;
Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 3, pag. 379, foto n.1091;
Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 146;
Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 2, tav. 225B;
Balletto C. - Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 207;
Rinaldi A., Tyndalo V., Pace G. e G. : L'Atlante dei funghi, Ed. A. Mondadori, Milano, 1972, pag. 165;
Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 58;
Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 2, pag. 492;
Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 82;
Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 82;
Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 657, foto 260;
Goidanich G. & Govi G. - Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 302;
Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1984, collez. 3, tav. 124;
Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 143;
A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 59;
Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. 4, pag. 364;
Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 114;
Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 139;
Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 182;
Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 88;
Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 319, n. 445;
Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol.1 pag. 166 n. 97;
Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 170, n. 268;
Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, pag. 520, tav.164G;
Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag.220 in nota;
Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 137;
Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 102, Iconografia n. 113;
Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 198;
Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag. 152 , tav. 14/3;
Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 155;
Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 384 in nota;
Courtecuisse R, : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 618, foto 233;
Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 32;
Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 138;
Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 3, pag. 120, foto 108;
Phillips R: : Les champignons du Quèbec, Ed. Broquet, Ottawa, 2002, pag. 78;
Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 122;
Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 318;
Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 110 n. 241;
Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 112;.
Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 245;
Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 1, pag.88, n. 47;
Essartier G. & Roux P. : Le guide des champignons Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 452.


Monografie:

Galli R. - Gli igrofori delle nostre regioni, LaTipotecnica snc, S.Vittore Olona (Mi), 1984, pag. 120;
Foiera F., Lazzarini E., Snabl M. & Tani O. : Funghi Idrofori, Ed agricole, Bologna 1998, pag. 270 n. 81;
Candusso M. : Hygrophorus, Fungi Europei n. 9, Ed. Libreria Basso, Alassio, 1997, pag. 159, tav. pag. 699.



(Sandro Ascarelli)