Helvella

Scheda n. 063       -      Maggio 2009 - Riferimento n. 19




HELVELLA CRISPA
(Scop. : Fr.) Fries

 

helvella_crispa-1001_20120314_1742600947.jpg






clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia

 

 

Sinonimi

Volg. Helvella increspata


Etimologia

Helvella = erbetta, ortaggio;

crispa = increspata, ricciuta (dal lat. crispus)

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Ascomycota, Classe: Hymeno-ascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Helvellaceae, Genere: Helvella, Sottogenere: Helvella, Specie: crispa.

Commestibilità

A seguito di recenti studi si è potuto appurare che oltre all’acido elvellico (sostanza tossica ma termolabile ad una temperatura superiore ai 70°) l’Helvella crispa può contenere una miscela di sostanze denominata “giromitrina” la cui ingestione può provocare una pericolosa sindrome citottossica. Per tale ragione l’ H. crispa, considerata sino a non molto tempo fa come specie a commestibilità condizionata (soltanto previa prolungata prebollitura) è da iscriversi nella lista dei funghi velenosi e quindi da non consumare.

Descrizione

Il genere Helvella è caratterizzato da ascomiceti dalle forme assai varie, per lo più composti da una mitra a forma di coppa o di sella, e da un gambo a volte completamente liscio, a volte scanalato o solcato in tutta la sua altezza. Alla luce delle osservazioni precedenti, il Genere Helvella può essere suddiviso nei seguenti Sottogeneri: a) Macropodia con il cappello a forma di coppa sorretto da un gambo liscio e relativamente lungo; b) Leptopodia, con il cappello costituito da una sottile lamina ripiegata a forma di sella al di sopra di un gambo liscio; c) Helvella, formata da una mitra a forma di sella o a forma di coppia lateralmente schiacciata portata da un gambo irregolarmente scanalato.

L’ Helvella crispa appartiene a quest’ultimo sottogenere. Ha infatti un apotecio di circa 3,5 di diametro costituito da lamine elastiche, ripiegate a formare una mitra irregolarmente simile ad una sella, I lobi possono essere protesi verso l’esterno o verso l’alto in modo da assumere un aspetto più o meno arricciato. La parete esterna del cappello, sulla quale si distende la superficie imeniale, è glabra, lievemente pruinosa, di colore biancastra o bianco-crema; la parete interna è invece fioccosa e di colore più chiaro.

Il gambo, che può elevarsi per una decina di cm., è cilindrico, un po’ ingrossato alla base, e costituito da costolature longitudinali appressate e saldate tra loro; tra le costolature si può intravedere l’interno del carpoforo che è cavo. Anche il gambo ha un colore biancastro tendente ad ingiallire in maturità.

Carne bianca, cerosa, elastica, fragile e sottile nell’apotecio. Odore e sapore non apprezzabili.

Specie terricola, può rinvenirsi, isolata o in piccoli gruppi, in prossimità di fossati o in luoghi umidi e sabbiosi, in prossimità di boschi di aghifoglie e di latifoglie, dalla tarda primavera all’autunno.

Le spore, ialine, sono ellittiche (18 / 20 x 10 / 12 micron) e monoguttulate. Maturano all’interno di aschi cilindrici (lunghi fino a 300 micron) non amiloidi, ciascuno dei quali porta una serie di 8 spore.

Possibilità di scambio

L’ H. lactea ha dimensioni ridotte, cappello bianco avorio con superficie inferiore liscia, fruttifica prevalentemente su residui vegetali; l’ H. pityophila predilige invece i terreni sabbiosi delle leccete e riveste colori ocra-giallastro o grigio-giallastro. L’H. lacunosa, ubiquitaria, si riconosce per avere una mitra di colore molto scuro, talvolta nerastro ed un gambo inizialmente biancastro ma presto tendente al grigio-bruno.

Bibliografia

Micheli P.A. : Nova Plantarum Genera, Firenze, 1728, tav. 86, fig. 7;

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 2, pag. 14;

Bagnis C : Micologia romana, Reale Accademia dei Lincei, 1887, (1a centuria), pag. 13, n. 67;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 8, pag. 18;

Cavara F. : Funghi mangerecci e funghi velenosi, Ed. Hoepli, Milano, 1897, pag. 159, tav. 41B;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 5, tav. 1169;

Bernardin Ch. : Soixante Champignons Comestibles, Weick, Saint-Diè. 1903, pag. 150, tav. 12;

Dufour L. : Les Mauvais et les Bons Champignons, Ed. E. Orlhac, Paris, pag. 55, tav. 8;

Michael E. e Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, vol. 3, pag. 362;

Jacottet J. : Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. 258, tav. 253;

Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964, tav. 176;

Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 492, fig. 387D;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 214, tav. 59;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 215, fig. 72, tav. 3;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 38, fig. 23;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 2, foto n. 814;

Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 154, tav. 331;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, pag. 215, tav. 214;

Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 360;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1971, vol. 2, tav. 193;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 455;

Schlitter J. : Funghi, Ed. Silva, Zurigo, 1972, vol. 2, tav. pag. 123;

Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 243;

Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 333, foto 722;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 2, tav. 345;

Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 438, foto 366;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1982, collez. 1, tav. 22;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 239;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 267;

Aguardi A., Lucchini G., Riva A e Testa E. : Funghi e boschi del Canton Ticino, Ed. Credito Svizzero, 1987, vol. 1, pag. 197, foto 58;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 328;

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 26;

Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag. 194;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 173;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 216;

Caussanel C., Delange Y., Joly P. & Margerie D. : Les champignons de Jean Henri Fabre, Citadelles, Paris, 1991, pag. 275, tav. 96;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 104, n. 106;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, foto 450;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 2, pag. 659, foto 523;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 130, n. 19;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 211;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 52;

Rambelli A. e Pasqualetti M. : Nuovi fondamenti di micologia, Ed. Jaca Book spa, Milano, 1996, foto 14C;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 62;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 297, Iconografia n. 510;

Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag. 168, tav. 22/19, fig. pag. 65;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 419;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 277;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 207:

Epinat C. et Starosta P. : Funghi, B. Taschen Verlag, Colonia, 1999, foto pag. 100;

Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 86;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 308, foto 80;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 467;

Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 34;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 1, pag. 52, foto 14;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 326;

Nonis U: : 500 funghi d’Italia e d’Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 482;

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 34;

Phillips R: : Les champignons du Quèbec, Ed. Broquet, Ottawa, 2002, pag. 298;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 628;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 594;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 46;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 116;

Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 243.

 

Monografie

Medardi G. : Atlante fotografico degli Ascomiceti d’Italia, Associazione Micologica Bresadola, Trento 2006, pag. 75.

 

 


(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 188        -        Novembre 2010        -         Riferimento n. --

 

HELVELLA  MONACHELLA (Scop. : Fr.) Fries

 

Helvella monachella 2 GS.jpg

 

Foto S. Ascarelli

clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia

Sinonimi

Helvella spadicea Schaeffer, Helvella leucopus Persoon.

Etimologia

Helvella = erbetta, ortaggio;

monachella = per il  cappello lobato che ricorda il copricapo di alcuni ordini di monache.

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Ascomycota, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Helvellaceae, Genere: Helvella, Sottogene-re: Helvella, Specie: monachella.

Commestibilità

A seguito di recenti studi si è potuto appurare che oltre all’acido elvellico (sostanza tossica ma termolabile ad una temperatura superiore ai 70°) l’Helvella monachella, come l’ H. crispa (v. scheda n. 63) può contenere una miscela di sostanze denominata “giromitrina” la cui ingestione può provocare una pericolosa sindrome citottossica. Per tale ragione l’ H. monachella, considerata sino a non molto tempo fa come specie a commestibilità condizionata (soltanto previa prolungata prebollitura) è da iscriversi nella lista dei funghi velenosi e quindi da sconsigliare.

 

Descrizione

Per questa Helvella è usata anche la denominazione di specie spadicea (color dattero) per mettere in evidenza la colorazione bruno scura del cappello o “mitra”. E’ conosciuta tuttavia anche col nome di Helvella monachella per la singolare caratteristica di avere il cappello diviso in lamine o lobi che scendono verso il gambo così da somigliare al complicato copricapo di certe monache. Peraltro molti carpofori ascritti al genere Helvella hanno una mitra divisa in lobi disposti in modo da conferire al cappello l’aspetto di una sella.

Helvella monachella possiede quindi un apotecio di circa 4 o 5 cm, suddiviso in tre o quattro lobi lisci, lievemente ondulati, di colore bruno-nerastro più chiari verso gli orli. La superficie superiore è quella fertile recante gli aschi, quella inferiore, quasi biancastra, è liscia o un po’ pruinosa.

Il gambo può elevarsi per un altezza massima di 10 centimetri, più o meno cilindrico ma un po’ ingrossato alla base, liscio o poco rugoloso, internamente cavo e di colore bianco.

La carne è anch’essa biancastra, di consistenza ceracea, elastica, tenace, priva di odore o di sapore particolari.

Gli aschi cilindrici e non amiloidi contengono usualmente otto spore ellittiche, ialine, misuranti 18 / 22 x 10 / 13 micron, contenente una grossa guttula e centrale e, occasionalmente, altre guttule più piccole. La sporata è bianca.

Helvella monachella si può rinvenire lungo i sentieri, ai margini di boschi sabbiosi o calcarei, a piccoli gruppi durante la primavera. Predilige la vicinanza di eucalipti o di pioppi.

 

Possibilità di scambio

L’unico scambio possibile è con Helvella lacunosa (anch’essa non commestibile) che si distingue facilmente per il gambo non liscio ma percorso da profonde scanalature. Helvella atra ha invece un gambo liscio, ma i colori della mitra e dello stipite sono più grigiastri e, soprattutto, è specie autunnale.

 

Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 2, pag. 18;

Viviani D. : I Funghi d’Italia, Genova, 1834, pag.65, tav. 52;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 8, pag. 22;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 5, tav. 1168;

Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964, pag. 176, tav. 178;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 215, fig. 72;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 2, foto n. 810;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav.215;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1971, vol. 1, pag. 96;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 456;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 529;

Togni N. : Funghi buoni e cattivi di collina e di pianura, Ed. Mundici & Zanetti, Modena, 1982, pag. 20;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1987, collez. 6, tav. 273;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 239, foto 41;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 173;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 103, foto  105;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag.324, foto  449;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 213;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 296, Iconografia n.507;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 122;

Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag. 46;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 276;

Epinat C. et  Starosta P. : Funghi, B. Taschen Verlag, Colonia, 1999, pag. 100;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 88;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag. 973;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 34;

Nonis U: : 500 funghi d’Italia e d’Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 483;

A. Testi : Funghi d’Italia, Giunti Editore, Firenze, 2002, pag. 370;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 632;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 599;

La Chiusa L. : Il grande libro dei funghi d’Italia e d’Europa. DVE Italia s.p.a., Milano, 2007, pag. 170;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 526;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 8, pag. 122, n. 838.

 

Monografie:

Medardi G. : Atlante fotografico degli Ascomiceti d’Italia, Associazione Micologica Bresadola, Trento 2006, pag. 81.

 

(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 257      -      Settembre 2011      -      Riferimento ---

HELVELLA QUELETII Bresadola 1883

 

Helvella Queletii GS1.jpgFoto G. Sperati










clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia

Sinonimi

Helvella solitaria (P. Karst.) P. Karst. 1871, Acetabula  queletii (Bres.) Benedix 1962.

Volg.: Elvella di Quèlet

Etimologia

Helvella = erbetta, ortaggio;

queletii: nome di specie data dal micologo trentino Bresadola in onore del suo amico micologo francese Quélet.

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Ascomycota, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Helvellaceae, Genere: Helvella, Sottogenere: Helvella, Specie: queletii.

Commestibilità.

È  stato sempre considerato un fungo senza valore o, da taluni, commestibile. Come tutte le elvelle, contenendo dosi più o meno elevate di “gyromitrina”, anche questa specie è da considerarsi invece velenosa.

 

Descrizione

Questi funghi, dapprima compressi lateralmente, a maturità si allargano a conca e fanno pensare ad una piccola coppa da vino.

L’ascocarpo è pileato-stipitato, alto da 30 a 90 mm e largo da 15 a 50 mm.

L’apotecio è alto 20-30 mm e largo 30-50 mm, a forma di coppa oblunga o cupuliforme, con il bordo sottile, lobato, revoluto ed inciso o leggermente fessurato negli esemplari adulti;  la superficie interna, in cui è disteso l’imenio, è inizialmente liscia poi rugolosa ed ondulata a maturità, brunastro chiaro o brunastro-grigio con tenui riflessi lilacini; esternamente è più chiara, da grigio-giallastra a grigiastro-ocra, granulosa per una coltre bianca forforacea evidente soprattutto in prossimità del margine.

Il gambo misura 30-60x3-15 mm, bianco alla base poi bianco-crema sfumato di grigio alla sommità, cavo e  ottusamente costolato-solcato, dalla base sino all’inserzione con la coppa, ma con le costolature tra loro separate, prive di congiunzioni sul fondo.

La carne si riduce allo spessore dell’intero ascocarpo, elastico-gommosa, brunastra nella trama pileare e biancastra e di consistenza più tenace nello stipite, con odore e sapore non particolari.

Le spore misurano 17-21x11-13 micron e sono ellissoidali, bianche in massa.

Cresce dalla primavera al primo autunno, associata a Populus sp., Salix sp. ed Alnus sp., talora sotto Quercus ilex e più frequentemente sotto Corylus avellana, dal piano alla media montagna.

 

Possibilità di scambio

Può somigliare a H. acetabulum, ma quest’ultima ha uno stipite più corto e le costolature continuano anche sotto la coppa che è ampia sin dall’inizio. Anch’essa è da considerarsi velenosa.

Bibliografia

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 8, pag. 19;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 5,  tav.  1172

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 215;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 36 n. 19;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 3, foto n.1204;

Selezione dal READER DIGEST: Guida pratica ai FUNGHI IN ITALIA, Milano, 1983, pag. 270.

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1987, collez. 6, tav. 274;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 173;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 326, foto 456;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 298;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 3, pag. 1473;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag.  35;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 1, pag. 54, foto  18;

A. Testi : Funghi d’Italia, Giunti Editore, Firenze, 2002, pag. 173.

Monografie:

Dennis R.W.G. : British Ascomycetes, Ed. J. Cramer, Vaduz, 1981, pag. 12 in nota

Medardi G. : Ascomiceti d’Italia, A.M.B. Centro Studi Micologici, Vicenza 2006, pag. 84.

(Gianfranco Sperati)

 

 

Scheda n. 234        -        Giugno 2011      -      Riferimento n.  24

HELVELLA LEUCOMELAENA (Pers.) Nannfeldt

 

Helvella leucomelaena GS2.jpgFoto G. Sperati










clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia

Sinonimi

Paxina leucomelas (Persoon) O. Kutze, Acetabula leucomelas (Pers.) Sacc., Acetabula leucomelas var. percevalii (Berk. & Cooke) Boud.,  Acetabula percevalii (Berk. & Cooke) Massee, Geopyxis cookei var. percevalii (Berk. & Cooke) W. Phillips,  Geopyxis percevalii (Berk. & Cooke) Sacc., Helvella leucomelas (Pers.) Nannf.,  Paxina leucomelas , Peziza leucomelas Pers.,  Peziza percevali Berk. & Cooke,  Pseudo-tis radiculata var. percevalii (Berk. & Cooke) Cooke.

Volg.: Elvella bianco-nera

Etimologia

Helvella = erbetta, ortaggio;

Leucomelaena: dal greco leukós = bianco e dal greco mélas = nero. Per la concomitanza dei due colori.

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Ascomycota, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Helvellaceae, Genere: Helvella, Sottogenere: Helvella, Specie: leocomelaena.

Commestibilità.

È  stato sempre considerato un fungo  senza valore ma, come tutte le elvelle, contenendo dosi più o meno elevate di “gyromitrina” anche questa specie è da considerarsi velenosa.

Descrizione

Questo fungo è caratteristico per avere uno stipite che appare come un prolungamento dell’apotecio che va a restringersi esternamente, evidenziando delle costolature in rilievo, che poi si protraggono fino alla base dello stipite. Io l’ho sempre rinvenuto a cominciare da febbraio in suolo sabbioso, fra l’umidità del muschio, in luogo aperto, ma in vicinanza di pini.

L’apotecio misura 30-50 mm di altezza e 40-65 mm di larghezza, inizialmente subgloboso poi simile ad una coppa ampiamente spianata al centro, ondulato-lobata e talora incisa al margine delle lobature; la superficie interna è liscia, di colore grigiastro-bruno o grigio-fuligginoso, quella esterna con toni grigiastro-bruni in prossimità del margine dei lobi, pallidescente fino a tonalità biancastre man mano che si scende verso lo stipite.

La parte fertile è spalmata su tutta la superficie interna dell’apotecio.

Il gambo di 15-40 x 8-18 mm, bianco, lacunoso, spesso poco differenziato, allargato a guisa di supporto che può invadere una parte dell’apotecio con alcune costolature rilevate partenti dalla base, che è inoltre interessata da deboli  e corte solcature bianche.

La carne è di consistenza elastica e nello stesso tempo di una certa fragilità, più cassante negli individui vecchi, interamente bianca con odore debole e sapore mite-dolciastro.

Le spore di 19-23 x 10,5-13,5 micron, strettamente ellissoidali, sono bianche in massa.

Cresce nei boschi di conifere, con predilezione per Pinus pinea, da fine inverno alla primavera ed inizio estate, in zone umide sabbiose, ricche di humus.

 

Possibilità di scambio

Si potrebbe confondere con  H. helvellula, che ha un apotecio più scuro, spesso nero, generalmente più ondulato all’interno ed uno stipite più evidente e più costoluto.  Oppure con H. acetabulum, con apotecio decisamente più chiaro e stipite corto, ma grosso che prosegue con evidenti venature fino ad abbracciare quasi completamente l’esterno della coppa. Infine con Helvella queletii, che ha uno stipite costoluto, ritto ed elevato, portante un apotecio più chiaro rispetto a quello di H. leucomelaena e un po’ ristretto a sella.

Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. II, pag. 150;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 8, pag. 61;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol.  5, tav.  1193/1;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 213;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag.218;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 36 n. 19;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 4, foto n. 1647;

Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 332,  foto 622;

Roger Phillips: Mushrooms of Great Britain & Europe, Londra, 1981, pag. 268;

Selezione dal READER DIGEST: Guida pratica ai FUNGHI IN ITALIA, Milano, 1983, pag. 270;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 240;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 269;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 328;

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag.  28;

Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag.  194;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 65;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 217;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 97, tav. 96;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 330, foto 458;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 2, pag. 664, n. 528;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 132 n. 24;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 54;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 288, Iconografia n. 493;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 408;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 82;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 310, foto 76;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 471;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 1, pag. 160, foto 27;

G. Monti, M. Marchetti, L. Gorreri, P. Franchi: Funghi di ambienti dunali, Univ. Di Pisa, Parco Migliarino, S. Rossore, Massaciuccoli, Pisa, 2001, pag. 21;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 636;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 597;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 2006, collez. 25, tav. 1248;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 2006, collez. 25, tav. 1248;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 529;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 8, pag. 120,  n. 837.

(Gianfranco Sperati)

 

Scheda n. 370          -       Gennaio 2013       -       Riferimento 21




HELVELLA ELASTICA Bulliard : Fries (1785)



helvella_elastica_20121230_1430620922.jpg







Foto di Sandro Ascarelli

clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altre immagini dello stesso Genere.



Sinonimi


Helvella albida Schaeffer (1774), Peziza hispida Hudson (1778), Helvella fuligginosa Dickson (1789), Peziza hirsuta Holmskjold (1799), Helvella pulla Holmskjold (1799), Peziza hemisphaerica Schumacher (1803), Helvella klotzschiana Corda (1831), Helvella guepinioides Berkeley & Cooke (1879), Sepultaria albida (Schaeff.) Morgan (1902), Leptopodia elastica (Bull.) Boudier (1907), Leptopodia elastica var. guepinioides (Berk. & Cooke) Boudier, Leptopodia pulla (Holmsk.) Boudier (1907), Leptopodia klotzschiana (Corda) Boudier (1907), Tubipeda elastica (Bull.) Falck (1823), Patella albida (Schaeff.) Seaver (1928).
Volg.: Elvella elastica


Etimologia

Helvella = erbetta, ortaggio;
elastica = elastica (dall'aggettivo latino elasticus) per la consistenza della carne.


Sistematica


Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Ascomycota, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Helvellaceae, Genere: Helvella, Sottogenere: Helvella, Specie: elastica.


Commestibilità.

È stato sempre considerato un fungo senza valore o, da taluni, commestibile. Come tutte le elvelle, contenendo dosi più o meno elevate di "gyromitrina" anche questa specie è da considerarsi invece velenosa.


Descrizione

Dal nutrito Genere Helvella è stato selezionato dal Boudier, nel 1885, un gruppo di specie denominate Leptopodia (dal greco leptòs = sottile e podos = piede) , che sono caratterizzate dall'avere una mitra (cappello) a forma di sella ed uno stipite tutt'altro che costolato ma invece sottile e liscio. Helvella o Leptopodia elastica è una delle più frequenti.
L'ascocarpo presenta una mitra usualmente composta da due lobi lisci e tondeggianti, saldati al gambo nella parte superiore e disposti in modo da formare una specie di sella da cavallo. Inizialmente di colore biancastro, la mitra tende ad imbrunire fino ad assumere tonalità ocracee o grigiastre.
Il gambo è sottile, slanciato, a volte ricurvo o sinuoso, pruinoso da giovane ma presto perfettamente liscio e privo di costolature, biancastro, eccezionalmente con qualche sfumatura rosata.
Carne a consistenza cerosa, elastica ma fragile, bianca. Odore leggero, gradevole.
Spore lisce, ellissoidali, talvolta appiattite sui lati, ialine, monoguttulate, inserite in serie di otto negli aschi cilindrici, con apice clavato, non amiloidi. Le spore hanno dimensioni di 18 / 20,5 x 11 / 12,5 micron.
Non molto frequente ma ubiquitaria, cresce dalla tarda primavera all'autunno, isolata o in piccoli gruppi, su terreno umido o in prossimità di corsi d'acqua.


Possibilità di scambio

Forme simili di mitra "a sella di cavallo" hanno anche H. sulcata Afzelius : Fries, alta circa 13 centimetri e di colore grigiastro, H. ephippium Lèveillè, molto più piccola e con mitra e gambo grigio-brunastri, H. stevensii (Peck) Le Gal, con i lobi internamente grigio-bruni ed esternamente grigio-ocracei e finemente vellutati. H. atra (König : Fr.) Boudier ha colorazioni nerastre tanto nella mitra quanto sullo stipite.


Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 2, pag. 21;
Cavara F. : Funghi mangerecci e funghi velenosi, Ed. Hoepli, Milano, 1897, pag. 160 in nota;
Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, tav. 1176;
Jacottet J. : Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. 259, tav. a pag. 253;
Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964, tav. 176;
Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. fig. 492;
Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 214, tav. 59;
Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag.217, fig. 73A;
Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 36, fig. 21;
Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, pag. 621, foto n. 363;
Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 154 fig. 332;
Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 215;
Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpignan, 1971, vol. 1, pag. 210, tav. 96 in nota;
Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 2, tav. 337 in nota;
Balletto C. - Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 456;
Rinaldi A., Tyndalo V., Pace G. e G. : L'Atlante dei funghi, Ed. A. Mondadori, Milano, 1972, pag. 234;
Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 244;
Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 334, tav. 723;
Goidanich G. & Govi G. - Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 529 in nota;
Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1983, collez. 2, tav. 70;
Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 240;
A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 267;
Aguardi A., Lucchini G., Riva A e Testa E. : Funghi e boschi del Canton Ticino, Ed. Credito Svizzero, 1987, vol. 4, pag. 206, foto 255;
Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 328;
Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag. 194;
Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 173;
Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 216;
Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag. 103, tav. 104;
Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol.2, pag. 661, n. 525;
Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 130, n. 21;
Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 211;
Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 62;
Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 297, Iconografia n. 508;
Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 53;
Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 60;
Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 274;
Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 89;
Courtecuisse R, : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 309, foto 77;
Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 370;
Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 33;
Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 1, foto 56;
Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 326;
Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 630;
Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 595;
Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 47;
De Angelis A., Di Massimo G., Materozzi G. : I funghi, ED. U. Hoepli, Milano, 2008, pag. 326;
Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 277;.
Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 528;
Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 8, pag. 118, n. 835;
Essartier G. & Roux P. : Le guide des champignons Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 1072.


Monografie:


Medardi G. : Atlante fotografico degli Ascomiceti d'Italia, Associazione Micologica Bresadola, Trento, 2006, pag. 76;


(Sandro Ascarelli)