Ganoderma

Scheda n. 131         -        Marzo 2010          -        Riferimento n. 81





GANODERMA LUCIDUM
(Curt. : Fr.) Karsten

 

Ganoderma lucidum 4.jpg
clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia

Sinonimi

Boletus lucidum Karsten, Boletus flabelliformis Leyss. & Opiz, Polyporus lucidum Fries, Fomes lucidus Saccardo, Polyporus laccatus Timm.,,Ganoderma flabelliformis, Ganoderma pseudoboletus Jacquin, Ganoderma ostreatum Lazaro.
Volg.  Ganoderma lucido, Poliporo verniciato.



Etimologia

Ganoderma = dalla pelle lucente (dal greco gànos = lucentezza e derma = pelle)
lucidum = lucido (dal latino).


Sistematica

Regno : Fungi, Divisione : Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Aphyllophoromycetideae, Ordine: Ganodermatales, Famiglia: Ganodermataceae, Genere: Ganoderma, Specie: lucidum.


Commestibilità

Non commestibile per la sua consistenza dura e coriacea. In Cina  (dove à conosciuto con il nome di Ling Zhi), e in Giappone (dove è chiamato Reishi), essiccato e polverizzato, viene utilizzato come uno dei dieci medicamenti più efficaci esistenti al mondo, tanto da meritarsi il nome di “Fungo dell’immortalità”.

 

Descrizione

Conosciuto ed apprezzato nei Paesi dell’Estremo Oriente per le sue proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, antivirali e antitumorali, questo curioso fungo è comune anche nei nostri boschi ed attira l’attenzione del cercatore perché somiglia più ad un singolare oggetto in ceralacca che ad un micete vero e proprio.

Il cappello ha la forma di un flabello o di un ventaglio con un diametro irregolare e lobato di 7 / 15 centimetri di diametro ed uno spessore di due o tre centimetri, ingrossato all’altezza del gambo che di solito è situato lateralmente. E’ ricoperto da una crosta dura, brillante, lucida, come di lacca, dal colore molto variabile, dal rosso vermiglio al rosso bruno al rosso aranciato al rosso nerastro, disposto in maniera concentrica e sbiadente verso il margine. L’orlo del carpoforo è piuttosto grosso e tendente ad assumere il colore biancastro o giallastro della sottostante superficie imeniale. Quest’ultima è costituita da tubuli lunghi da 0,5 a 20 millimetri, di solito monostratificati, fini ed appressati e separati dal gambo, color crema o color tabacco, brunastri in maturità. I tubuli terminano in piccoli pori rotondi, poco angolosi in un successivo stadio di maturazione del carpoforo, inizialmente biancastri e poi dello stesso colore dei tubuli.

Il gambo, laterale o eccentrico rispetto al cappello può avere una lunghezza variabile e presentarsi più o meno cilindrico, talora contorto o obliquo. Duro e coriaceo è anch’esso rivestito di una crosta laccata dello stessa consistenza e dello stesso colore della superficie pileica o più scuro, quasi nerastro nella parte inferiore.

La carne è coriacea, legnosa, tenace, con odore gradevole, leggero, di tannino. Non à soggetta a marcescenza ma lentamente raggrinzisce e tende a seccarsi: per tale ragione G. lucidum può costituire un interessante elemento ornamentale assieme a dei fiori secchi ed essere conservato a lungo fino a quando non si polverizza per effetto dei tarli.

Spore (8,5 / 10,5 x 5,5 / 6,5 micron), ovoidi, con apice tronco, esternamente ialine ma brunastre e verrucose al loro interno. Sporata brunastra.

E’ un fungo saprotrofo, talvolta parassita, agente di una carie biancastra che causa lo schiarimento del legno colpito.  E’ abbastanza comune nei Paesi temperati dove cresce, isolato o in piccole colonie, da giugno a novembre, nei boschi umidi, ai piedi di tronchi ormai morti o su ceppaie o legni interrati, in modo particolare di latifoglie.


Possibilità di scambio

Simile a G. lucidum è Ganoderma carnosum (= G. Atkinsonii  Jahn) che si produce però sotto aghifoglie (simbionte esclusivo di Abies alba?) e che ha colorazioni molto scure, anche da giovane, quasi nerastre. Tra le altre specie appartenenti al genere Ganoderma, ricordiamo il G. applanatum, il G. adspersum, il Ganoderma valesiacum e il G. pfeifferi che sono privi di gambo o hanno un gambo appena accennato.


Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 353;

Bagnis C : Micologia romana, Reale Accademia dei Lincei, 1887, (1 centuria), pag. 6, n.12;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 6, pag. 157;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 399;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol.  2, tav.  1004;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 597, n. 1987;

Moreau F. : Les champignons, Paul Lechevalier Ed., Paris, 1953, vol. 2, pagg. 1838 e 1845, fig. 1147;

Jacottet J. : Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. 201,  ill. pag. 272;

Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 608;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 143, n. 1238;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 308, fig.  n. 116;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 62 n. 107;

Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 4, tav.289;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol.2, foto n. 731;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 190;

Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 309;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1971, vol. 4, , pag. 50, tav. .323;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 2, tav. 295;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 113;

Schlitter J. : Funghi, Ed. Silva, Zurigo, 1972, vol   2, pag. 62;

Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 48;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 2, tav. 267;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 447;

Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag.  376, foto 324;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1984, collez. 3, tav.118;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 208, foto 10;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 224;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 320 ;

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag.  85;

Julich W. : Guida alla determinazione dei funghi, vol. 2°, Saturnia, Trento, 1989, pag. 293;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 161;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 177;

Caussanel C., Delange Y., Joly P. & Margerie D. : Les champignons de Jean Henri Fabre, Citadelles, Paris, 1991, pag. 416, tav.168 e 169;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 219, foto 288;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 48, foto  35;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 341, foto 261;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 81;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 187;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 107;

Rambelli A. e Pasqualetti M. : Nuovi fondamenti di micologia, Ed. Jaca Book spa, Milano, 1996, foto 33;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 294;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, Iconografia n. 44;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 150;

Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag.  172,  tav. 24, ill. pag. 201;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 264;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag.  206;

Epinat C. et  Starosta P. : Funghi, B. Taschen Verlag, Colonia, 1999, foto  pag. 82;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 265;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag.  348, foto 140;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag.  412;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag.  105;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol.  2,  pag. 332, foto  426;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag.  290;

Nonis U: : 500 funghi d’Italia e d’Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 432;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 548;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 524;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 79;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 152;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 568.

Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 241;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 499;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 7, pag.  50 n. 658.


Monografie:

Bernicchia A. : Polyporaceae s.l. in Italia, Ist. di Patologia Vegetale Università di Bologna, 1990, pag. 235, foto pag. 653.

(Sandro Ascarelli)