Inocybe

Scheda n. 086 - Settembre 2009 - Riferim. : 1018




INOCYBE FASTIGIATA (Sch. : Fr.) Kummer



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Sinonimi

Inocybe rimosa, Inocybe virgatula.

Etimologia

Inòcybe = testa fibrosa (dal greco is, inòs = fibra delle piante e kùbe = testa)
fastigiata =con il cappello che termina a punta.

Sistematica

Regno : Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Cortinariaceae, Tribù: Inocybeae, Genere : Inocybe, Sottogenere: Ino-sperma, Sezione: Rimosae, Sottosezione: Rimosinae, Specie: fastigiata.

Commestibilità

Specie tossica contenente, nel fungo fresco, un tasso di muscarina dello 0,010%. Tutte le Inocybi sono da evitare perché variamente responsabili della sindrome muscarina che si manifesta con ab-bondanti secrezioni sudorali e nasali, lacrimazione, scialorrea, bradicardia, disturbi gastrointestinali, disturbi vasomotori e palpitazioni cardiache.

Descrizione

Tra i funghi a lamelle, il Genere che presenta la maggiore difficoltà per il determinatore è quello delle Inocybe, genere comprendente oltre 200 specie europee, per lo più omogenee e talvolta non indivi-duabili senza un approfondito esame microscopico. I carpofori ascritti al Genere Inocybe presentano monotoni caratteri di forma e di colore. Possiamo dire che si tratta di funghi prevalentemente terricoli, omogenei, caratterizzati da un cappello conico o campanulato, spesso terminante a punta, ricoperto da sottili fibrille radiali giallastre, ocracee o bruno-rossastre, In molti casi il cappello tende a fessurarsi lasciando intravedere il colore più chiaro della carne. Le lamelle da prima pallide assumono poi una colorazione bruno-ocracea (color cannella)

Tutti i basidiomi di questo genere sono più o meno tossici per cui, anche se troveremo qualche difficoltà nel pervenire ad una esatta identificazione di specie, sarà bene tener presente i caratteri tipici del genere ed astenersene dal consumo.

Una delle specie più frequenti, comuni e rappresentative è la Inocybe fastigiata (cioè con il cappello appuntito) il cui sinonimo Inocybe rimosa mette in evidenza l’altro carattere: quello di avere il cappello fibroso radialmente fessurato. Oltre ai caratteri ai quali abbiamo già accennato la I. fastigiata presenta una forma pileica particolare per l’umbone aguzzo che si eleva dal centro del cappello ed una margine lobato, ondulato, tendente a rialzarsi. Cuticola asciutta, feltrata, percorsa da fibrille radiali e presto fessurata. Il colore varia dal giallo paglierino al giallo-ocra, al giallo bruno, più scuro al disco, talora con qualche sfumatura olivastra.

Lamelle adnate o debolmente smarginate, fitte, intercalate da lamellule, di colore grigio brunastro o grigio olivastro, con il tagliente biancastro, fioccoso, dentellato.

Gambo subcilindrico, poco ingrossato alla base ma privo comunque di un vero e proprio bulbo, duro e poi fibroso, biancastro paglierino tendente al giallo ocra in maturità, pruinoso all’apice e forforaceo-fioccoso sul resto del gambo per i residui di una cortina bianca molto fugace.

Carne sottile e soda ne cappello, tendente a divenire fibrosa nel gambo, biancastra o grigiastra. Sapore nullo o poco acidulo; odore sgradevole, spermatico. Lieve reazione azzurrina alla tintura di guaiaco.

Carpofori acistidiati cioè privi di cistidi sulla faccia delle lamelle, con spore lisce, ellissoidali, 6 / 16 x 6,5 / 8,5 micron. Sporata brunastra.

Dalla tarda primavera all’autunno inoltrato cresce nei prati e nei boschi, dal livello del mare alla montagna, in particolare su terreno calcareo.

Possibilità di scambio

Si conoscono numerose varietà di I. fastigiata: la var. superba, di taglia molto grande, la var. argentea, caratterizzata dal cappello ricoperto da abbondanti fibrille sericee, la var. umbrinella dalle colorazioni più scure, la var. fastigiella, color caffè e latte e odore pepato, la var. melliolens, dall’intenso profumo di miele.

Il Marasmius oreades, buon commestibile, potrebbe presentare qualche remota somiglianza con la I. fastigiata, soprattutto perché anch’essa è specie praticola; tuttavia il M. oreades ha sporata bianca e non brunastra, ha lamelle molto più rade e distanziate ed ha un odore assai gradevole di mandorle.

Bibliografia

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Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 282;

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(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 105 - Novembre 2009 - Riferimento n. 1013




INOCYBE JURANA
(Patouillard) Saccardo



Inocybe jurana
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Sinonimi

Agaricus juranus Patouillard, Inocybe adaequata Saccardo, Inocybe frumentacea Bresadola, Inocybe rhodiola Bresadola.



Etimologia

Inòcybe = testa fibrosa (dal greco is, inòs = fibra delle piante e kùbe = testa)
jurana = dei monti del Jura (tra la Svizzera e la Francia)


Sistematica

Regno : Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Cortinariaceae, Tribù: Inocybeae, Genere : Inocybe, Sottogenere: Inosperma, Sezione: Rimosae, Sottosezione: Rimosinae, Specie: jurana.


Commestibilità

Tutte le Inocybi sono da evitare perché variamente responsabili della sindrome muscarina che si manifesta con abbondanti secrezioni sudorali e nasali, lacrimazione, scialorrea, bradicardia, disturbi gastrointestinali, disturbi vasomotori e palpitazioni cardiache. I. jurana è data tuttavia come commestibile ma se ne sconsiglia il consumo ai principianti per la difficoltà di identificarla con certezza.


Descrizione

Il genere Inocybe annovera specie di non facile determinazione. Fa eccezione la I. jurana che presenta alcuni caratteri che permettono di individuarla abbastanza facilmente: le notevoli dimensioni del carpoforo, le sfumature vinoso-porporine o rossicce che si sovrappongono al colore fondamentalmente bruno della cuticola del cappello, odore acidulo un po’ fruttato, simile a quello della Inocybe piriodora.
Il cappello può superare anche i 19 centimetri ed ha una forma conico-campanulata e successivamente piana con un umbone centrale, largo e arrotondato. Il margine è involuto nell’esemplare giovane ma tende poi a rivolgersi verso l’alto ed a lacerarsi o fessurarsi profondamente. La cuticola è marrone ma con riflessi violacei o lilacini (ciclamino), disegnata da fibrille più scure; la consistenza è fibrosa o squamosa.
L’imenoforo è costituito da lamelle piuttosto fitte, arcuate, adnate o un poco decorrenti sul gambo al quale si innestano con un dentino. Il loro colore varia dal beige al bruno ocra con sfumature rossicce come quelle del cappello. Il tagliente è ondulato e biancastro.
Il gambo può ergersi fino a una decina di centimetri di altezza ed è cilindrico, attenuato verso la base, spesso contorto, percorso da scanalature o striature longitudinali, di colore simile a quello della superficie pileica.
Carne ocra-rossastra o rosso-vinosa alla sezione e soprattutto nel gambo; consistenza fibrosa. Reazione verde-oliva alla tintura di Guaiaco. Odore molto particolare, fruttato con lieve componente spermatica, di muffa nel carpoforo ormai vecchio. Sapore acidulo.
Spore lisce, elissoidali o a forma di fagiolo, che misurano 10 / 14 x 5,5 / 7,5 micron. Sporata bruno tabacco.
Gregaria, cresce nella tarda estate e in autunno, ai margini dei sentieri o in luoghi aperti, sotto latifoglie con preferenza per le querce e per i suoli calcarei.


Possibilità di scambio

Qualche Autore ritiene che possa essere confusa con Inocybe rhodiola che avrebbe una taglia minore e soprattutto colori della superficie pileica privi di tonalità lilacini. Altri ritengono che I. rhodiola altro non sia che la stessa I. jurana con lievi differenze determinate da particolari condizioni atmosferiche.


Bibliografia

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 767;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 231;

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Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1, pag. 373

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Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 194;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 121;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 626, foto 872;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 2, pag. 266, foto 857;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 2, pag. 567 foto 433;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 310, n. 1013;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 2, pag. 423, tav. 117;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 242;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 288;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 177, Iconografia n. 266;

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Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 164;

Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 282;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 5, pag. 42, foto 1;

A. Testi : Funghi d’Italia, Giunti Editore, Firenze, 2002, pag. 194;

La Chiusa L. : Il grande libro dei funghi d’Italia e d’Europa. DVE Italia s.p.a., Milano, 2007, pag. 218.

Boccardo F., Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli Editore, Bologna, 2008, pag. 364, n. 1008.

(Sandro Ascarelli)

Scheda n, 177 - Ottobre 2010 - Riferimanto 1064




INOCYBE GODEYI
Gillet

 

177. Inocybe Godeyi
foto di G. Sperati
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Sinonimi

Inocybe rubescens Gillet, Inocybe Rickenii Kallenbrenner, Inocybe hiulca sensu Kallehbrenner Cooke, Inocybe Trinii Bresadola, Inocybe repanda sensu Barbier Dumèe.


Etimologia

Inòcybe = testa fibrosa (dal greco is, inòs = fibra delle piante e kùbe = testa),
Godeyi = dedicato al micologo francese Louis Luc Godey (1813 – 1873), studioso di licheni e di funghi della Normandia.


Sistematica

Regno : Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Cortinariaceae, Tribù: Inocybeae, Genere : Inocybe, Sottogenere: Inocybe, Sezione: Splendentes, Sottosezione: Splendentineae, Specie: Godeyi.


Commestibilità

E’ considerata specie tossica; tutte le Inocybi sono da evitare perché variamente responsabili della sindrome muscarina che si manifesta con abbondanti secrezioni sudorali e nasali, lacrimazione, scialorrea, bradicardia, disturbi gastrointestinali, disturbi vasomotori e palpitazioni cardiache.


Descrizione

Il Genere Inocybe comprende un centinaio di specie italiane, per la maggior parte tossiche poiché contengono muscarina. I carpofori sono carnosi, piccoli o di media grandezza, con cappello dai colori per lo più smorti, radialmente fibrilloso e facilmente fessurantesi. Tipico è l’odore della carne, più o meno intensamente spermatico. La sporata è bruno o color tabacco.

Inocybe Godeyi presenta un cappello inizialmente emisferico o campanulato che via via tende a distendersi fino a raggiungere un diametro di circa 4 centimetri. Può possedere un occasionale umbone. L’orlo è sottile e tende, con l’età, a lacerarsi radialmente. Il colore iniziale è bianco, poi ocra, fino a divenire rossiccio con l’invecchiamento. Tutto il carpoforo si tinge di rosso alla manipolazione. La superficie pileica, liscia e sericea, può essere in alcuni casi leggermente vellutata.

Lamelle mediamente fitte, da annesse ad arrotondate all’inserzione col gambo, intercalate da lamellule, da bianco grigiastre divengono poi color cannella ma conservano sempre il filo regolarmente chiaro.

Il gambo è cilindrico, diritto o lievemente inclinato nella parte inferiore e termina con un bulbo marginato. Fibrilloso e pruinoso, è bianco paglierino in gioventù poi ocra rossastro o rosso fulvo ad eccezione del bulbo basale che è sempre biancastro.

Carne da bianca a rossastra, esigua, con debole odore acidulo.

Spore lisce, irregolarmente ellissoidali o ovoidali, 9 / 12 x 6 / 7,5 micron. Sporata bruna.

Specie termofila, cresce in autunno, prevalentemente nei boschi di faggi e di querce, su terreno calcareo.


Possibilità di scambio

Inocybe Godeyi è una piccola specie appartenente ad un gruppo di Inocibi dagli iniziali colori molto chiari ma arrossanti con l’invecchiamento o al taglio o alla manipolazione. Specie simili sono la I. Patouillardi , molto più grande, I. pudica dai colori chiari e che cresce prevalentemente sotto aghifoglie, I. pyriodora var. incarnata, con colori rosati e poi rossastri e con forte odore di frutta, I. jurana (v. scheda n. 105) che raggiunge dimensioni notevoli ed ha un odore fruttato simile a quello di I. pyriodora. Sono tutte specie date come tossiche.


Bibliografia

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 778;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 1, tav. 747 ;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 198;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 516;

Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 1, tav.73;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 5, foto n. 1831;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol.1, tav.138A;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 221;

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Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 339;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 202;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 254;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 180;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 148;

Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. 1, pag. 133, tav. 96;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 266;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 195;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 122;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 630, foto 879;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 262, foto 357;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d’Europe, Delachaux et Niestlè, Paris, 1994, pag. 318, n. 1064;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 2, tav. 419;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 252;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 177, Iconografia n. 269;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 99;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 2000, collez. 19, tav. 924;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 172;

Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 284;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 5, pag. 56, foto 24;

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 229;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 262;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 366;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 268.


(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 140 - Aprile 2010 - Riferimento n. 1028






INOCYBE PYRIODORA
(Pers. : Fr.) Kummer

 

Inocybe piriodora
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Sinonimi


Agaricus piriodorus Persoon, Inocybe fraudans Saccardo, Inocybe piriodora.Quèlet
Volg. : Inocibe dall’odore di pera.



Etimologia

Inòcybe = testa fibrosa (dal greco is, inòs = fibra delle piante e kùbe = testa),
pyriodora = con odore di bruciato (dal greco pur, puròs = fuoco e dal latino odorus = odoroso),
piriodora = con odore di pera (dal latino pirus = pera).


Sistematica

Regno : Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Cortinariaceae, Tribù: Inocybeae, Genere : Inocybe, Sottogenere: Inocybe, Sezione: Lactiferae, Sottosezione: Piriodorinae, Specie: piriodora.


Commestibilità

Tutte le Inocybi sono da evitare perché variamente responsabili della sindrome muscarina che si manifesta con abbondanti secrezioni sudorali e nasali, lacrimazione, scialorrea, bradicardia, disturbi gastrointestinali, disturbi vasomotori e palpitazioni cardiache. I. pyriodora è data come sospetta.


Descrizione

Permangono ancora delle perplessità tra gli Autori sulla esatta denominazione di specie di questa Inocybe. Secondo alcuni, il giusto termine sarebbe “pyriodora” con la “Y, secondo altri si dovrebbe invece usare l’espressione “piriodora” con la normale “i”. La distinzione non è priva di importanza perché dal punto di vista etimologico l’aggettivo pyriodora evidenzierebbe un odore proveniente dal fungo molto simile a quello della legna bruciata, dal greco pur, puròs = pira, fuoco di legna, mentre il termine piriodora metterebbe piuttosto in luce un profumo simile a quello di una pera. Questa premessa è importante ove si consideri che le oltre 350 tipi di Inocybi rinvenibili in Europa sono difficilmente determinabili senza l’ausilio di un approfondito esame microscopico. In alcuni casi tuttavia, come nella presente situazione, soccorrono odori particolari, aromatici, spesso fruttati.

I. pyriodora possiede un cappello di medie dimensioni (diametro massimo 8 / 10 cm.), conico-campanulato all’ inizio ma poi piano-convesso, con un umbone centrale più o meno pronunciato. Il margine è involuto e appendicolato per la presenza di fioccosità biancastre. La superficie pileica, ocra, bruno-nocciola, fulvo camoscio, talora con sfumature rossicce, è asciutta, feltrata o fibrosa, fibrillosa. Come moltissime altre Inocybi, anche la pyriodora ha un cappello che tende a fessurarsi radialmente.

Le lamelle sono sinuate-smarginate, larghe, mediamente fitte e intervallate da lamellule, inizialmente pallide poi brunastre o color cannella, con il tagliente che rimane biancastro e che può recare qualche fioccosità.

Il gambo può elevarsi fino a circa 8 centimetri, ed è sodo e compatto, fibroso, diritto o qualche volta incurvato, cilindrico o lievemente ispessito alla base, pruinoso-biancastro alla sommità, più in basso concolore al cappello oppure bruno rossastro.

Carne fibrosa, soda, biancastra, tendente ad assumere alla sezione tonalità rosate che si accentuano verso la base del gambo. Odore tipico, fruttato, come di pera cotta (talvolta odore lieve di geranio), sapore mite.

Le spore, brune, sono oblunghe, reniformi, lisce, 9 / 11 x 5 / 7,5 micron. Sporata fulvo-brunastra.

Specie abbastanza frequente, dalla metà di luglio a ottobre inoltrato, nei boschi di latifoglie o nelle pinete di pianura, spesso ai margini dei sentieri.


Possibilità di scambio

Altre Inocybi con odore aromatico sono I. corydalina, I, erinaceomorpha e I. incarnata. Quest’ultima, come anche la I. Patouillardi, è più robusta e possiede colorazioni che vanno dal rosa carico al rosso laterizio. Sono tutte specie tossiche.


Bibliografia

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Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 98;

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Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 98, n. 348, tav. 30/);

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Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 633;

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Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 58;

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Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1, pag. 389;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 320;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 339;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 1, tav. 163;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 252;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 179;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 151;

Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, pag. 132, tav. 93;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 236;

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 296;

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Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 194;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 123;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 612, foto 854;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 223, foto 151;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 312, n. 1028;

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Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag 242;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 160;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 179, Iconografia n. 274;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 329;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 525, foto 570;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 169;

Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 283;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 5, pag. 52, foto 18;

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 90;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 302;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 364;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 267.

(Sandro Ascarelli)

 

 

Scheda n. 203 - Gennaio 2011 - Riferimento n. 1009

 

 


INOCYBE HEIMII Bon

 

Foto G. Sperati
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Sinonimi

Inocybe caesariata (Fr.) Karst. Sensu Heim.

Volg. : Inocybe di Heim

Etimologia

Inòcybe = testa fibrosa (dal greco is, inòs = fibra delle piante e kùbe = testa)
heimii =dedicato al micologo francese Roger Heim (Parigi 1900-1979).

Sistematica

Regno : Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Cortinariaceae, Tribù: Inocybeae, Genere : Inocybe, Sottogenere: Mallocybe, Sezione: Terrigenae, Specie: Heimii.

 

Commestibilità

È un fungo che possiamo vedere affiorare in abbondanza nelle sabbie dei litorali marini insieme ad altre specie sabulicole, che sono molto più numerose di quello che si pensi. Specie sospetta, quindi da non prendere in considerazione riguardo alla commestibilità, come tutto il genere Inocybe.

Descrizione

Generalmente sono piccoli funghi con cappello di 3-6 cm di diametro ma, a volte, ne possono raggiungere anche 9, di forma convessa, poi piano-convessa, quindi spianata con depressione centrale, senza umbone. Margine involuto per lungo tempo, poi dritto, a volte festonato sul bordo. La superficie dapprima fibrillosa, poi diviene fibrilloso-lanosa con squame più o meno concentriche e appressate mentre al centro divengono quasi erette; residui di velo color bruno-ocra chiaro si evidenziano maggiormente al margine. Il colore è omogeneamente bruno-ocra o fulvastro-ocra.

Le lamelle sono prima annesse, poi adnate, dritte nel giovane, ventricose nell’adulto, spesse, non fitte, di colore giallo-olivastro poi ocra-rossastro ferruginoso; il filo lamellare è appena fioccoso-fimbriato (lente), di colore più chiaro, soprattutto nel fungo giovane.

Il gambo misura 30-50(80) x 6-16 mm, regolarmente dritto e cilindrico, tozzo, a carne compatta, pieno nel giovane, cavo a maturità, leggermente rastremato verso il basso; nella porzione superiore è ricco di cortina che simula una sorta di braccialetto, di consistenza cotonosa e, sotto di esso, presenta delle squamette in rilievo; subito sotto le lamelle è glabro e di colore ocra.

La carne nel cappello è soda e compatta; nel gambo è di consistenza spugnosa; da crema ad ocra chiaro, al taglio vira debolmente al bruno. Il sapore è amarognolo e l’odore è come di miele.

Le spore misurano 9-13 x 4,5-6 micron, sono lisce, da cilindrico-faseoliformi a quasi cilindriche; colore giallo-ocra.

Vegeta nelle zone retrodunali tra muschio o su sabbia nuda vicino a Juniperus oxycedrus ssp. macrocarpa, ma anche, più internamente, in vicinanza di pini.

Possibilità di scambio

Si può confondere con altre inocibi crescenti sulla sabbia, come I. rufuloides, con cappello ugualmente fibrilloso e di colore bruno-rossastro, ma con gambo privo di braccialetto cotonoso; con I. dulcamara, più piccola e meno lanosa e con cortina fugace, di sapore, come dice il nome, dolceamara. Naturalmente sono ambedue non commestibili.

Bibliografia

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 7, foto n.2692;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 234;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 632, foto 884;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 2, pag. 266, foto 856;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 2, pag. 570, foto 436;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d’Europe, Delachaux et Niestlè, Paris, 1994, pag. 310 n. 1009;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1994, collez. 13, tav. 617;

Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 651

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 513, foto 548;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 225;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 360;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2009, vol. 3, pag. 1179;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 96;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 6, pag. 37 n. 538 .

(Gianfranco Sperati)