Entoloma


Scheda n. 016         -        Novembre 2008       -       Riferimento n.  947

 

 

ENTOLOMA  INCANUM (Fr. : Fr.) Hesler 1967

 

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Sinonimi

Agaricus murinus Sowerby (1799), Agaricus incanus Fries (1821), Agaricus carneovirens Junghuhn (1930), Agaricus euchlorus Lasch ap. Fries (1836), Agaricus sowerbyi Berkeley (1836), Agaricus chloropolius Friea (1857), Leptonia euchlora (Lasch) P. Kummer (1871), Leptomia euchlora Quèlet (1872), Leptonia chloropolia Gillet (1878), Leptonia incana (Fr.) Gillet (1878), Rhodophyllua euchlorus Quèlet (1886), Rhodophyllus chloropolius Quèlet (1886), Leptonia murina Saccardo (1915), Rhodophyllus incanus (Fr.) E. Horak (1980).


Etimologia

Entoloma = con l'orlo arrotolato verso l'interno (dal greco: entòs = interno, dentro, loma = orlo);
incanum = che diventa canuto.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione:  Basidiomycota, Classe:  Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Entolomatales, Famiglia: Entolomaceae,Genere: Entoloma, Sottogenere: Leptonia, Specie: incanum.


Commestibilità

Non commestibile.


Descrizione

Chi si accosta al mondo dei funghi rimane sorpreso non solo dalla diversità di forme che questi possono assumere ma anche dalla varietà di colori che presentano. Un gruppo di carpofori appartenente al Genere Entoloma si caratterizza proprio dall'avere colorazioni molto vivaci e ne costituisce il Sottogenere Leptonia.

Entoloma (o Leptonia incana) è di certo una delle specie più belle e interessanti e si riconosce facilmente sul terreno per avere il cappello giallo-brunastro, le lamelle che da bianche tendono a divenire rosate ed il gambo verde smeraldo che allo sfregamento diviene bluastro.

Il cappello, leggermente ombelicato, ha un diametro che di solito non supera i 2,5 / 3 cm.  Con l'umidità si presenta con colori brillanti mentre col tempo secco tende a impallidire. Dal centro del cappello fino al margine è percorso da striature più o meno profonde.

Le lamelle un po' spaziate e adnate, sono inizialmente bianche (con qualche tenue riflesso verdastro); poi, iniziandosi la sporulazione, tendono, come tutti gli Entoloma, ad assumere una colorazione rosata.

Il gambo può elevarsi fino a 7/8 centimetri di altezza ed è cilindrico, pieno e poi fistoloso, liscio, con la base un poco allargata e ricoperta da fibrille biancastre determinate da residui miceliari. Il colore è giallo verdastro nella parte alta e poi, in basso, assume colorazioni verde smeraldo o verde intenso, bluastre al taglio o allo sfregamento.

La carne ha gli stessi colori con odore sgradevole e sapore insignificante.

Spore rosa in massa, al microscopio si presentano oblunghe e angolose di dimensione 10/14,5 x 7,5/9 micron.

Si può trovare, isolato o gregario ma comunque poco frequente, in estate e in autunno, tra l'erba o il muschio, nei prati o nei boschi radi soprattutto di montagna.


Possibilità di scambio

La varietà di colori rende presso che inconfondibile questa specie. L'unico fungo col quale sarebbe possibile uno scambio è  Hygrocybe psittacina (psittacina = dai colori del pappagallo) che tuttavia ha cappello e gambo viscidi e lamelle bianche, cerose e spaziate. Anche H. psittacina non è specie consumabile.


Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 209;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 177;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 718;

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 260, tav. 73, fig. 5;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 346;

Bresadola J. : Iconographia micologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 1, tav. 575;

Moreau F. : Les champignons, Paul Lechevalier Ed., Paris, 1953, vol. 2, pag. 1889;

Costantin M.J. et Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 78, pl. 24, fig. 660;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 180, fig. 461;

Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 3, pl. 233A;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, pag. 253, foto n. 99;

Balletto C. - Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 319;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 209;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Ed. Saturnia, Trento, 1980, pag. 211;

Jamoni P.G. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag. 164;

Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1985, pag. 117;

Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. 6 pag. 216, pl. n. 183/I in vol. 2;

Bon M. : Champignons d' Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 194;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 290;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 117;

Noordeloos M.E. : Entoloma s.l., Fungi Europei, Vol. 5, Ed. Giovanna Biella, Saronno, 1992, pag. 512, Tav. 58°, fig. 232;

Zuccherelli A. : I fynghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, vol. 1, 1993, pag. 158, foto 199;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 208, scheda 137;

Courtecuisse R. & Duhem B.Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 298, fig. 947;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 1, pag. 128, tav. 77C;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1994, collez. 13, pl. 613;

Jordan M. : The Encyclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 208;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 162, Iconografia n. 240;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 165;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 144;

Courtecuisse R. : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000,  pag. 574,  foto 419;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, foto 151;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 76, foto 42;

Phillips R. : Les champignons du Quèbec, Broquet Inc., Ottawa, 2002, pag. 139;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag. 238.

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 256 n. 688;

Bielli E.
: Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 154;

Brotzu R: e Colomo S.
: I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 4, pag. 79, n. 358;

Eyssartier G. & Roux P.
: Le guide des champignons, Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 626.

 

Monografie

Noordeloos M. E. : Entoloma s.l. - Fungi Europaei Vol. 5, Ed. G. Biella, Saronno 1992, pag. 512, fig. 232, tav. 58a.



(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 113          -         Gennaio 2010           -          Riferimento n.  910


ENTOLOMA  RHODOPOLIUM (Fr. : Fr.) Kummer


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Sinonimi

Rhodophyllus rhodopolius Quèlet, Agaricus rhodopolius Fries, Agaricus hydrogrammus Bulliard, Hyporhodius hydrogrammus Schroeter.

Etimologia

Entoloma = con l’orlo arrotolato verso l’interno (dal greco: entòs = interno, dentro,  loma = orlo)
rhodopolium
= di colore rosa lucente (dal greco rhodòn = rosa e poliòn = luminoso, lucente)

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione:  Basidiomycotina, Classe:  Homobasidiomy-cetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Entolomatales, Famiglia: Entolomataceae, Gene-re: Entoloma, Sezione: Rhodopolia, Specie: rhodopolium.

Commestibilità

Come la maggior parte degli Entoloma, anche questa specie deve ritenersi tossica in quanto suscettibile di provocare disturbi di carattere gastro-intestinale.

Descrizione

Tra i funghi a lamelle, uno dei generi comprendenti il maggior numero di specie (circa trecento) è il Genere Entoloma. In linea generale possiamo dire che vi sono compresi carpofori di medie o grandi dimensioni, piuttosto carnosi, omogenei, terricoli (sovente saprotrofi), privi sia di velo generale che di velo parziale, con cappello più o meno igrofano e con margine uniforme o appena fessurato, con lamelle la cui inserzione al gambo può essere assai variabile (da lamelle libere, ad adnate o leggermente decorrenti) e nella maggior parte dei casi bianco avorio nel loro primo stadio di sviluppo per divenire progressivamente di color rosa salmone. Tra gli Entoloma, molte specie presentano un odore più o meno farinaceo.

A causa della notevole variabilità delle forme e delle colorazioni pileiche, non è sempre agevole pervenire ad una identificazione della specie e spesso si rende necessario l’esame, al microscopio, delle spore. E’ necessario quindi procedere con molta attenzione anche perché alcune specie tossiche potrebbero essere confuse con funghi commestibili: l’Entoloma lividum (chiamato in Francia “le perfide”) deve il suo…soprannome alla facilità con cui talora è stato scambiato con la Clitocybe nebularis, fungo di cui, proprio per questa ragione, abbiamo sconsigliato il consumo (vedi scheda n. 118).

L’aspetto dell’ Entoloma rhodopolium ricorda un po’ quello di un Tricholoma o di una Collybia; il cappello  può arrivare ad avere un diametro di circa 12 centimetri ed è carnoso, da convesso ad appianato, concavo con l’età, qualche volta munito di un basso umbone. Il margine è regolare e sottile, striato per trasparenza in presenza di umidità atmosferica. La cuticola è glabra e pallidescente lungo le striature radiali col tempo asciutto, moderatamente viscida con tempo umido. Variabile dal grigio-bruno all’ocra giallastro.

Le lamelle sono mediamente fitte, ventricose, unite al gambo con un dentino poco decorrente, inizialmente biancastre e poi rosate.

Gambo cilindrico, fistoloso, fragile, biancastro o bruno.grigiastro pallido, con base coperta da un tomento bianco. La carne è igrofana, più o meno bianca, fragile. Odore nullo o subfarinaceo. Sapore repellente, come di petrolio.

Spore lisce, pentagonali, 8 / 8,5 x  7,5 / 8 micron, rosate in massa.

Cresce nella tarda estate o in autunno nei boschi di latifoglie. Comune in tutta Europa


Possibilità di scambio

L’ Entoloma rhodopolium var. nidorosum è caratterizzato da colori più tenui e, soprattutto, da un odore acidulo-nitroso che diviene più marcato allo sfregamento

Elevata la possibilità di scambiare l’ E. rhodopolium con altri Entoloma del gruppo Rhodopolia. Non è da scartare la possibilità di confondere E. rhodopolium con Clitocybe nebularis che tuttavia ha lamelle che non divengono mai rosate.


Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 197;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 694;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 181;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 4, tav. 560;

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 257, tav. 73/2;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 250;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 77, tav. 24, n. 640;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag.477, tav. 37, fig.229 E e F;

Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 1, tav. 78B;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 2, foto n. 531;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 65;

Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 235;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 1, tav.145;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 304;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 195;

Arietti N. & Tomasi R: : I funghi velenosi, Edagricole, Bologna, 1975, pag. 149, tav. 16;

Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1, pag. 588;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 201;

Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 174;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 209;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 226;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 233;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1995, collez. 19,scheda 914;

Azzarelli G., Galli R., Bernini A. & Polani F. Funghi velenosi, Ed. La Tipotecnica, S. Vittore Olona (MI), 1983, pag. 130 (in nota) ;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 115;

Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. pag. 226,  tav. 197;

Aguardi A., Lucchini G., Riva A e Testa E. : Funghi e boschi del Canton Ticino, Ed. Credito Svizzero, 1987, vol. 1, pag. 129, vol. 2, pag. 143;

Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag. 105;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 154;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 117;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 668, foto 924

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 156, foto 198;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 2, pag. 544, foto 410;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 292, n. 910;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 1, pag. 126, tav. 75;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 177;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 198;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 159, Iconografia n. 232;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 191;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 258;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 68;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 620;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 565, foto 348;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag.  679;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 206;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 96, foto 70;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 232;

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 86 e 227;

A. Testi : Funghi d’Italia, Giunti Editore, Firenze, 2002, pag. 154;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 230;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 238;

La Chiusa L. : Il grande libro dei funghi d’Italia e d’Europa. DVE Italia s.p.a., Milano, 2007, pag.212;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 250, n. 668.

Monografie:

Noordeloos M.E. : Entoloma, Fungi Europei Vol. 5, Ed. Libreria Editrice G. Basso, Saronno, 1992, pag. 512, tav. 10, fig. 59;

Noordeloos M.E. : Entoloma, Fungi Europei, Vol. 5A, Ed. Candusso, 2004, pag. 855, foto 17A pag. 1180.

 

(Sandro Ascarelli)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scheda n.342         -       Setembre 2012      -        Riferimento pag. 946
ENTOLOMA MOUGEOTII (Fr.) Hesler 1967





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foto di G. Sperati
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Sinonimi

Agaricus mougeotii Fries (1874), Eccilia mougeotii Fr.) Quèlet (!873), Eccilia mougeotii var mougeotii (Fr.) Quèlet (1973), Leptonia serrulata var. berkleyi Maire (1920), Rhodophyllus mougeotii (Fr.) Lange (1921), Entoloma ardosiacum var, mougeotii (Fr.) A. Pearson & Dennis (1948), Leptonia mougeotii P.D.Orton (1960),Entoloma mougeotii var. mougeotii (Fr.) Hesler (1967).
Volg. : Entoloma di Mougeot.

Etimologia
Entoloma = con l'orlo arrotolato verso l'interno (dal greco: entòs = interno, dentro, loma = orlo)
mougeotii
= dedicato al Dr. Antoine Mougeot (1815 / 1889) che fu uno dei fondatori della Sociète Mycologique de France.
Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Entolomatales, Famiglia: Entolomataceae, Genere: Entoloma, Subgenere: Leptonia, Sezione: Cyanula, Specie: mougeotii.
Commestibilita'
Non commestibile.
Descrizione

L'Entoloma di Mougeot è un fungo abbastanza comune che cresce nelle radure dei boschi (di latifoglie) o nei pascoli, tra l'erba. Fa parte della sezione Cyanula che comprende Entolomi del sub genere Leptonia caratterizzati dall'aspetto collibioide e quindi con il cappello un po' depresso a maturità, squamuloso e dai colori vivaci.
Il cappello è piano-convesso all'inizio, a volte lievemente umbonato al centro; poi si distende e si appiana fino ad apparire depresso al disco, raggiungendo un diametro di circa 5 centimetri. Margine involuto e irregolarmente lobato, non striato. La superficie pileica, non igrofana, risulta vellutata e feltrata, tendente in maturità a frazionarsi in piccole squame appressate. Il colore varia dal grigio ardesia al grigio violetto o grigio lilacino più o meno scuro.
Lamelle arcuate, adnate o smarginate, talvolta appena decorrenti, piuttosto fitte, da prima biancastre poi progressivamente bruno rosate.
Gambo cilindrico, percorso longitudinalmente da fioccosità e da fibrille scure, dello stesso colore del cappello o poco più chiaro. La base è tomentosa ricoperta da residui di micelio bianco o giallastro.
La carne è sottile, esigua, concolore ma più pallida nelle parti interne, con odore scarsamente avvertibile e sapore mite o poco gradevole, rancido.
Basidiospore di forma irregolare, poligonali, angolose (da 5 a 9 angoli), 9 / 11,5 x 6 / 8 micron, lisce, ialine, rosate. Sporata bruno aranciata.
Abbastanza comune in estate i un autunno, cresce prevalentemente su terreno calcareo, isolato o in piccoli gruppi, nelle radure erbose dei boschi di latifoglie o, in prossimità di quest'ultimi, nei prati o nei pascoli.

Possibilita' di Scambio

Altre specie del subgenere Leptonia, simili per la colorazione pileica, sono l' E. corvinum (Kühner) Noordeloos, che si caratterizza per il cappello con tonalità cromatiche molto più scure, quasi nerastre, l' E. nitidum Quèlet che ha il cappello liscio e privo di squamette, l'E. serrulatum (Pers. : Fr.) Hesler, che pressenta il filo delle lamelle colorato di blù, l' E. chalibaeum (Pers. : Fr.) Noordeloos i cui esemplari giovani hanno lamelle bluastre. E. euchroum è saprotrofo e cresce su legno marcescente.

Bibliografia
Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 685 n. 2829;
Quèlet L.
Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag.173;
Bresadola J. :
Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, tav. 549;
Ricken A.
: Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 270 n. 901;
Rea C.
: British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag.246 n. 729;
Costantin M.J. e Dufour M.L.
: Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 82 n. 702, tav. 25;
Heim R.
: Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 481;
Cetto B:
: I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 3,pag. 211, foto n. 980;
Balletto C.
- Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 314;
Kuhner R. e Romagnesi H.
: Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 206;
Moser M.
: Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 208;
Moser M.
: Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 218;
Jamoni PG.
: I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 164;
Konrad P. & Maublanc A.
: Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. 2, tav. 185/2;
Aguardi A., Lucchini G., Riva A e Testa E. : Funghi e boschi del Canton Ticino
, Ed. Credito Svizzero, 1987, vol. 4, pag. 195 n. 219 in nota;
Bon M.
: Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 194;
Zuccherelli A.
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Monografie:


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: Entoloma s.l., Fungi europaei n. 5, Ed. Libreria Basso, Saronno, 1992, pag. 497, tav. 56A, fig. 224.




(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 179 - Ottobre 2010 - Riferimento 902




ENTOLOMA LIVIDUM
(Fr. : Bull.) Quèlet

 

179. Entoloma lividum
foto di S. Ascarelli
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Sinonimi

Agaricus lividus Bulliard, Rhodophyllus lividus Quèlet, Hyporhodius lividus Schroeter, Agaricus sinuatus Bulliard, Agaricus sinuatus var. cavipes Lasch, Entoloma sinuatun Kummer, Agaricus fertilis Berkeley, Entoloma fertile Gillet, Entoloma eulividum Noordeloos.
Volg. : Entoloma livido, Entoloma perfido.


Etimologia

Entoloma
= con l’orlo arrotolato verso l’interno (dal greco: entòs = interno, dentro, loma = orlo),
lividum = livido, smorto, grigiastro, per il suo colore..


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomy- cetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Entolomatales, Famiglia: Entolomataceae, Genere: Entoloma, Subgenere: Entoloma, Sezione: Entoloma, Specie: lividum.


Commestibilità

Specie velenosa, responsabile della sindrome gastroenterica oppure della sindrome parafalloidea, a seconda del grado di coinvolgimento della ghiandola epatica.


Descrizione

È un fungo ingannevole a causa del suo bell’aspetto e del suo buon profumo di farina fresca, per il quale i francesi hanno coniato l’appellativo di “le perfide”. I raccoglitori dei Castelli Romani ne sono spesso vittime perché lo scambiano con il commestibile Entoloma livido-album, un fungo da essi molto ricercato e che chiamano “stracciarolo”, forse a causa della sua deperibilità.

Di dimensione medio-grande con il cappello di 5-22 cm di diametro, conico-convesso all’inizio, poi convesso ed alla fine appianato oppure con un largo e basso umbone al centro; nei vecchi esemplari può avere il margine ondulato, a volte lobato ed assumere una forma concava; la cuticola, di aspetto sericeo e vergata in senso radiale da fibrillature innate, non è separabile ed è secca a tempo asciutto e viscida a tempo umido. Il colore va dal grigiastro livido al grigio-ocraceo-crema,

Le lamelle non molto fitte, con lamellule al margine, adnate prima e poi da profondamente smarginate a quasi libere, larghe e con il profilo irregolarmente ondulato, di colore crema giallastre per lungo tempo alla fine giallo-rosa-salmone con tonalità rossastre, gialline persistenti verso il margine del cappello.

Il gambo misura 05-18 x 0,5-4 cm., é abbastanza robusto, cilindrico, rigonfio in basso o più raramente attenuato, presto midolloso; il colore è prima bianco, bianco-crema o subconcolore alla superficie pileica, fibrillato, poi fioccoso e grigio-giallastro.

La carne é soda e compatta, leggermente fibrosa nello stipite, prima con odore grato di farina fresca, poi di odore nauseante di farina rancida, il sapore é dolciastro-nauseoso.

Le spore sono subglobuloso-poligonali e misurano 8-11 x 7-9,5 micron; sono rosa salmone carico in massa.

Vive nei boschi di latifoglia, sotto Fagus sylvatica e Quercus sp., su terreno argilloso, in estate ed in autunno dalla pianura alla montagna fino a quote superiori ai 1600 m.


Possibilità di scambio

Fungo pericoloso per la sua somiglianza con alcune specie eduli come il suaccennato E. livo-album o non commestibili come Clitocybe nebularis, sospetto di tossicità in quanto non da tutti tollerata anche dopo una adeguata prebollitura, che ha lamelle bianche e non rosa, decorrenti dal gambo e non libere, più fitte e regolari e con odore caratteristico non di farina.


Bibliografia

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Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 179;

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Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 142;

Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 203;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 80 , foto 48;

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Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 239;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 235;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 380 ;

Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 125;

La Chiusa L. : Il grande libro dei funghi d’Italia e d’Europa. DVE Italia s.p.a., Milano, 2007, pag. 212;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 248;

Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 153;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 227:

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 4, pag. 81.


Monografie:

Noordeloos M.E. : Entoloma, Fungi Europei Vol. 5, Ed. Libreria Editrice G. Basso, Saronno, 1992, pag. 111, tav. 2;

(Gianfranco Sperati)

 

Scheda n. 390         -          Aprile 2013        -          Riferimento n. 911





ENTOLOMA LIVIDO-ALBUM (Kühn. & Romagnesi) Kubicka 1975



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Foto: Gianfranco Sperati
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Sinonimi

Rhodophyllus lividoalbus
Kühner & Romagnesi 1954
Volg.: Entoloma a gambo bianco e cappello scuro.


Etimologia


Entoloma = con l'orlo arrotolato verso l'interno (dal greco entòs = interno e loma);
livido album = scuro e bianco (dal latino lividus = scuro e album = bianco), per i colori del gambo e del cappello.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione:  Basidiomycotina, Classe:  Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Entolomatales, Famiglia: Entolomataceae, Genere: Entoloma, Subgenere: Entoloma, Sezione: Rhodopolia, Specie: lividoalbum.


Commestibilità


È un commestibile mediocre; è inoltre confondibile con il tossico Entoloma lividum.


Descrizione

È una specie molto comune e diffusa ovunque. Nel Lazio viene raccolto tradizionalmente, con il nome di "Stracciarolo", nella zona dei Castelli romani, ove sembra sia preferito ad altri funghi notoriamente più pregiati; bisogna evitare di consumarlo per la sua notevole somiglianza con il tossico Entoloma lividum, che ha però lamelle gialle sin dall'inizio e rosa-salmone a maturità.
Cappello 50-100 mm di diametro, inizialmente quasi conico, arrotondato all'apice, irregolarmente convesso in seguito, con umbone largo ed ottuso, infine piano con il margine involuto poi diritto e sovente ondulato-lobato; la superficie è sericea, igrofana, appena vischiosa a tempo umido, liscia, di colore bruno, bruno-grigiastro o bruno-ocra, leggermente più scura al disco.
Lamelle mediamente fitte, adnato-smarginate al gambo, un po' panciute, comunque larghe e con il filo costantemente seghettato; la colorazione va dal biancastro, passante poi al crema e al rosa intenso con la maturazione delle spore; filo concolore.
Gambo 40-100x8-20 mm, cilindrico, appena rigonfio verso il basso ma stretto alla base e percorso longitudinalmente da fibrillature bianche, pieno nel giovane, poi cavo, uniformemente biancastro ed un po' fioccoso all'apice.
Carne bianca, ad esclusione della zona sottocuticolare, dove si presenta con tonalità brunastre; soda e tenace, spugnosetta ed un po' fibrosa nello stipite; odore e sapore farinacei.
Spore di forma poligonale, di 8,6-10,5x7-9,5 micron e di colore rosa in massa.
Si tratta di un fungo autunnale simbionte soprattutto di latifoglie.


Possibilità di scambio


Fungo pericoloso per la sua somiglianza con alcune specie velenose come il suaccennato E. lividum (vedi scheda nº179) o con E. rhodopolium (vedi scheda nº113) che ha il gambo striato da fibrille innate molto marcate, con l'apice cosparso di una pruina biancastra e con la base bianca tomentosa ed anche con E. nidorosum, che si riconosce facilmente per l'odore di candeggina.


Bibliografia

Cetto B:
: I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 2, pag. 530, foto n. 243;
Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 194;
Arietti N. & Tomasi R: : I funghi velenosi, Edagricole, Bologna, 1975, pag. 150;
Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, pag. 584;
Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 210;
Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag. 163;
Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 192;
Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag. 105;
Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1992, BC 11, tav. 518;
Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 276, n. 636;
Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 147;
Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 407;
Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 80, foto 48;
Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 233;
Nonis U: : 500 funghi d'Italia e d'Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 123;
Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 240;
Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 125;
La Chiusa L. : Il grande libro dei funghi d'Italia e d'Europa. DVE Italia s.p.a., Milano, 2007, pag. 106;
Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 252, n. 670;
Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 223;
De Angelis A., Di Massimo G., Materozzi G. : I funghi, ED. U. Hoepli, Milano, 2008, pag. 178;
Essartier G. & Roux P. : Le guide des champignons Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 640.





(Gianfranco Sperati)