Tricholomopsis

Scheda n. 378        -         Febbraio 2013         -          Riferimento n. 420






TRICHOLOMOPSIS RUTILANS
(Sch. : Fr.) Simger 1939





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Foto Sandro Ascarelli
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Sinonimi


Agaricus variegatus
Scopoli (1772), Agaricus xerampelinus Scopoli (1772), Agaricus rutilans Schaeffer (1774), Agaricus aurantius Batsch (1783), Agaricus serratis Bolton (1788), Agaricus xerampelinus Sowerby (1796), Agaricus rutilans var. xerampelinus (Sowerby) Persoon (1801), Gymnopus rutilans (Schaeff.) Gray (1821), Tricholoma rutilans (Schaeff.) P. Kummer (1871), Cortinellus rutilans (Schaeff.) P. Karstem, Gyrophila rutilans (Schaeff.) Quèlet (1886), Tricholoma variegatum (Scop.) Saccardo (1887), Pleurotus rutilans (Schaeff,) Dumèe (1917), Tricholomopsis variegate (Scop.) Singer (1943), Tricholomopsis rutilans var. variegate (Scop.) Bon.


Etimologia


Tricholomopsis =
simile a un Tricholoma (dal greco la desinenza òpsis = simile a...)
rutilans = rutilante, rosso vivo, brillante (dal latino) per il colore del cappello.


Sistematica


Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Tricholomatoideae, Tribù: Tricholomateae. Genere: Tricholomopsis, Specie: rutilans.


Commestibilità


Commestibile ma sconsigliato per l'odore ed il sapore sgradevoli.


Descrizione


Nel 1936 il micologo tedesco Rolf Singer ha avvertito l'esigenza di istituire, nell'ambito della famiglia delle Tricholomataceae, un nuovo genere nel quale ricomprendere alcune specie molto simili per forma e per aspetto ai Tricholoma ma da questi differenziabili perché saprofiti per lo più lignicoli, per la superficie pileica ornata di piccole squame, per il colore giallo della carne e per alcuni caratteri microscopici come i cistidi di grandi dimensioni ed i giunti a fibbia nelle ife. Al nuovo genere è stato dato il nome di Tricholomopsis e cioè "simili ai Tricholoma", anche se a giudizio di Roger Heim vi si potrebbero riscontrare elementi ravvicinabili anche al genere Pleurotus.
Tra le 4 o 5 specie europee, merita particolare attenzione il Tricholoma rutilans che può crescere anche in maniera cespitosa sulle radici interrate di varie essenze arboree.
Si presenta con un cappello carnoso che da emisferico o conico si distende fino a raggiungere un diametro di 15 / 20 centimetri, provvisto talvolta di un largo umbone, con il margine sottile ed a lungo ricurvo verso l'interno. La superficie pileica è asportabile, asciutta, feltrata e dissociata in minuscole squame triangolari di colore variabile dal porpora lilacino, al rosso lampone, al rosso vinoso o rosso ciclamino su fondo giallastro.più evidente verso l'orlo.
Le lamelle aderiscono al gambo con un uncino e sono fitte e intercalate da lamellule. Hanno un bel colore giallo dorato o giallo solferino. Il tagliente è fioccoso.
Il gambo è cilindrico, spesso sinuoso soprattutto quando diversi esemplari sono tra loro appressati, pieno tendente a farsi cavo con l'età, giallo ma ornato da fibrille o squamette dello stesso colore di quelle che decorano la cuticola del cappello, più o meno fugaci soprattutto verso la base.
Carne compatta ma in seguito molliccia, giallastra ma più pallida sotto il cappello, fibrosa con odore leggero, un po' acidulo e sapore amarognolo. Reazione della carne rossastra in presenza di potassio, verde oliva col solfato di ferro.
Spore ialine, da sub globose a ellissoidi, non amiloidi, lisce e con parete sottile, per lo più guttulate, di dimensioni 6,5 / 8 x 5,5 / 6 μm.
Comune da metà luglio alla fine di novembre, dalla pianura all'alta montagna, spesso fascicolata su ceppi marcescenti di conifere o alla loro base (su radici interrate).


Possibilità di scambio


Le poche altre specie europee sono T. decora (Fr.) Singer, di dimensioni inferiori e con colorazioni giallo olivastre anche nelle fibrille radiali del cappello, T. flammula Mètrod, ancora più piccola e possiede colorazioni pileiche rosso vinose, T. ornata (Fr.) Singer, rara, minuscola specie con squamule bruno fulvastre su fondo giallo olivastro pallido.


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(Sandro Ascarelli)