Xerula

Scheda n. 369      -      Gennaio 2013      -      Riferimento n. 626



XERULA MEDITERRANEA (Pac. & Lalli) Quadraccia 1990



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Foto G. Sperati
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Sinonimi

Hydropus mediterraneus Pacioni & Lalli (1985), Flammulina mediterranea (Pacioni & Lalli) Bas & Robich (1988), Oudemansiella mediterranea (Pacioni & Lalli) E. Horak (1988), Xerula mediterranea (Pacioni & Lalli) Ballero & Contu (1990),
Volg.: Collibia mediterranea


Etimologia


Xerula = piccola e secca (diminutivo dell'aggettivo greco xeròs = arido),
mediterranea = mediterranea (con riferimento alla sua crescita lungo le coste del mar Mediterraneo)


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Dermolomataceae, Genere: Xerula, specie: mediterranea


Commestibilità

Senza valore anche per l'impossibilità di emendare questi funghi dai numerosi granuli di sabbia.


Descrizione

Per poter fotografare interamente alcuni esemplari di questi funghi ho dovuto scavare la sabbia attorno ad essi per oltre venti centimetri di profondità fino ad arrivare allo strato di materia vegetale organica su cui era installato il micelio. La sostanza organica morta è composta da piante della duna sepolte dalle sabbie mobili trasportate dal vento che aumentano lo spessore della sabbia sulla sostanza stessa, per cui i funghi debbono allungare viepiù i gambi per portare alla luce i loro cappelli. Una volta fatto lo scavo inizia il lavoro arduo per poter trasportare i funghi interi fuori delle buche e depositarli delicatamente in piano sulla sabbia senza danneggiarli
Il cappello misura 1-3 cm di diametro ed è convesso solo all'inizio, poi diviene spianato con centro leggermente depresso ed a volte ombelicato; il margine è acuto e leggermente involuto, la superficie è liscia e viscosa tanto da trattenere per questo molti granelli di sabbia; il colore è subito arancio-fulvo, poi brunastro-ocra, infine bruno-arancio.
Le lamelle, da adnate a decorrenti al gambo, vistosamente spaziate e spesse sono colorate da bianco a beige chiaro ed hanno il filo lamellare integro e dello stesso colore..
Il gambo misura da 4 ad 8 e fino a 18 cm di lunghezza ed è largo 0,3-0,4 cm, di sezione cilindrica, fistoloso, elastico ed un po' fibroso, con aspetto sericeo. Inizialmente è bianco ma ben presto assume le tonalità del cappello tranne che nella porzione superiore. È sempre immerso nella sabbia per un lungo tratto. Una fitta peluria del gambo, colorata di ocra, trattiene molti granelli di sabbia nella parte ricoperta.
La carne è appena presente, senza odori e sapori particolari ed è di colore beige chiaro. Le spore di forma ellissoidale o ellittico-ovoidale misurano 12-15 x 8-10 micron e sono ialine.
Cresce su dune mobili con presenza di Juniperusoxycedrus ssp. macrocarpa e vicino a graminacee dunali, come Ammophila arenaria.


Possibilità di scambio

Non è possibile scambiarla con altri funghi.


Bibliografia


Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 2, pag. 146, foto 675;
Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol.2, pag. 495 n. 361;
Courtecuisse R, : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 234, foto ;626;
Nonis U: : 500 funghi d'Italia e d'Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 127;
Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 89;.
Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 2, pag. 133, n. 190.
Essartier G. & Roux P. : Le guide des champignons Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 572.


Monografie:

G. Monti, M. Marchetti, L. Gorreri, P. Franchi: Funghi di ambienti dunali, Univ. Di Pisa, Parco Migliarino, S. Rossore, Massaciuccoli, Pisa, 2001, pagg. 160, 161.



(Gianfranco Sperati)