Rhodocybe

Scheda n.305       -         Aprile 2012         -       Riferimenti n. 972
RHODOCYBE GEMINA (Fr.) Arnolds 1987
rhodocybe_gemina_gs4_20120427_1391917080.jpg





foto di G. Sperati
Clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi dello stesso genere
Sinonimi
Hypophyllum geminum Paulet 1793, Gyrophila gemina (Paulet) Quélet 1886, Tricholoma geminum (Paulet) Sacc. 1887, Agaricus geminus (Paulet) Fries 1838, Clitopilus geminus (Paulet) Noordel. & Co. David 2009, Clitopilus truncates var. leucopus Kühner & Romagn. 1953, Rhodopaxillus truncatus var. typicus Maire 1926, Rhodocybe gemina var. subvermicularis (Maire) Quadr. & Lunghini 1990, Rhodocybe subvermicularis (Maire) Ballero & Contu, 1992, Rhodocybe truncata subsp. subvermicularis (Maire) Singer 1946, Rhodocybe truncata var. subvermicularis (Maire) Cetto 1993, Rhodopaxillus truncatus subsp. subvermicularis (Maire) Singer 1943, Rhodopaxillus truncatus var. subvermicularis Maire, 1924.

Volg.: Rodocibe troncata
Etimologia
Rhodocybe = cappello rosso (dal greco rhódon = rosa e kùbe = testa, cappello);
gemina
= nata insieme (dal latino gemina = raddoppiata), perché spesso due o più carpofori sono connati
Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Entolomatales, Fami-glia: Entolomataceae, Genere: Rhodocybe, Specie: gemina.
Commestibilita'
Commestibile.
Descrizione
Si tratta di un bel fungo e, fra le specie appartenenti al genere Rhodocybe, è sicuramente la più grande, la più soda e consistente. Si riconosce facilmente per l’odore che ricorda quello del gheriglio della noce. Specie poco diffusa è presente nelle radure boschive delle pinete, comprese quelle litorali. Cappello di 4-10 cm di diametro, inizialmente convesso poi appianato-convesso, infine disteso e debolmente depresso nella zona discale, il margine resta a lungo involuto, poi incurvato, alla fine disteso-ondulato-lobato ed assottigliato; la superficie è leggermente vischiosa a tempo umido, ma di aspetto glassato con il secco; è molto variabile nella colorazione che di solito è uniformemente ocra-rossastro-carnicino, ma può presentarsi anche con colori più chiari, ad esempio crema e senza sfumature di rosso. Le lamelle mediamente fitte, adnato-smarginate al gambo o leggermente decorrenti, basse, frammiste a lamellule di diversa lunghezza, inizialmente arcuate, nell’adulto subventricose; il colore iniziale è biancastro poi ocra-carnicino. Gambo di 40-75 x 10-25 mm, per lo più cilindrico, talvolta leggermente ingrossato nel terzo inferiore e rastremato alla base, sodo, pieno e compatto, biancastro nei primi stadi di sviluppo poi quasi concolore al cappello, sempre bianco-pruinoso all’apice. La carne è bianca, soda e compatta, leggermente sfumata di carnicino con l’umidità, con sapore indefinito farinaceo ed odore che ricorda, comegia detto, il gheriglio della noce. Le spore misurano 5,2-7 x 3,5-5 micron, sono ellissoidali, sono finemente verrucose e di colore rosa-carnicino in massa. È una specie saprofita, cresce a fine estate ed in autunno nelle radure dei boschi di conifere, isolata o gregaria a gruppi di pochi esemplari.
Possibilita' di Scambio
Le è simile R. nitellina, più slanciata, con tonalità di colore più aranciate (verso Lepista inversa) e odore di farina fresca; quest’ultima cresce anche nei boschi di latifoglie ed è senza valore alimentare.
Bibliografia
Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 108;
Quèlet L.
Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 282;
Costantin M.J. e Dufour M.L.
: Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 14 n. 106, tav. 5
Romagnesi H.
: Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 1, tav. 148B;
Kuhner R. e Romagnesi H.
: Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 172;
Moser M.
: Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 194;
Moser M.
: Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 202;
Bon M.
: Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 188;
Bozak
R. : Gljve, nasich krajeva, Graficki zavod Hrvatske, Zagreb 1989, fig. 92; pag. 172.
Montegut J.
: L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 647 n. 901;
Zuccherelli A.
: I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 182, foto 205;
Courtecuisse R. & Duhem B.
: Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 302 n. 972;
Laessoe T.
: Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 222 in nota;
Societat Catalana de Micologia
: Bolets de Catalunya, Barcellona, 1999, collez. 18, tav. 893;
Gerhardt E., Vila J. e Limona X.
: Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 635;
Courtecuisse R,
: Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 582, foto 273;
Papetti C., & Consiglio G..
: Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 153;
Hagara L., Antonin V. & Baier J.
: Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 202;
Breitenbach J. e Kranzlin F.
: Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 114, foto 99;
Gruppo Micologico Bresadola
: Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 236;
Gerhardt E.
: Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 226;
Gennari A.
: Funghi, Arezzo, 2005, pag. 250;
La Chiusa L.
: Il grande libro dei funghi d'Italia e d'Europa. DVE Italia s.p.a., Milano, 2007, pag. 133;
Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M.
: Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 246 n. 654;
Tiberi G. e Sperati G. :
I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 383;
Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 4, pag. 100, n. 372.
Galli M.
: Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 2011, pag. 128.
(Gianfranco Sperati)