Volvariella

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Scheda n. 031        -        Gennaio 2009         -        Riferimento n. 901




VOLVARIELLA GLOIOCEPHALA
(DeCand. : Fr.) Boekhaut e Enderle 1986

 

 

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Foto S. Ascarelli

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Sinonimi

Agaricus gloiocephalus De Candolle 1815, Agaricus speciosus Fries 1818, Amanita speciosa Fries 1818, Pluteus speciosus (Fr.) Fries 1836, Volvaria gloiocephala (Fr.) Gillet 1876, Volvaria speciosa (Fr.) P. Kummer 1871, Volvariopsis gloiocephala (DC.) Murrill 1917, Volvariopsis speciosa (Fr.) Murrill 1917, Volvaria speciosa f. gloiocephala (DC.) Konrad & Maublanc 1924, Volvaria speciosa var. gloiocephala (DC.) R. Heim 1936, Volvariella speciosa (Fr.) Singer 1949, Volvariella speciosa var. speciosa (Fr.) Singer 1951, Volvariella speciosa f. speciosa (Fr.) Singer 1951, Volvariella speciosa var. gloiocephala (DC.) Singer 1951, Volvariella speciosa f. gloiocephala (DC.) Courtecuisse 1984, Volvariella gloiocephala (DC.) Wasser 1988, Volvariella gloiocephala var. speciosa (Fr.) Bon 1993, Volvopluteus gloiocephalus (DC.) Justo 2011.


Etimologia

Volvariella = con una piccola volva che avvolge la base del piede (diminutivo di Volvarius),
gloiocephala = con il cappello glutinoso (dal greco gloiòs = glutine e khephalè = testa, capo, cappello).


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Pluteales,, Famiglia: Pluteaceae, Genere: Volvariella, Specie: gloiocephala.


Commestibilità

Commestibile assai scadente per il sapore astringente e l'odore pronunciato di ravanello.


Descrizione

Secondo alcuni Autori Volvariella gloiocephala sarebbe una entità tassonomicamente diversa da Volvariella speciosa; secondo altri V. gloiocephala potrebbe presentarsi in due varietà: la varietà gloiocephala, con il cappello grigiastro con fibrille più scure che partono dal disco e si diradano verso l'orlo, e la varietà speciosa, con il cappello più chiaro, quasi bianco. Pensiamo che si possano ricondurre le due varietà alla specie tipo sul presupposto che le lievi differenze cromatiche, non costanti, possano essere attribuite a diverse condizioni atmosferi-che ed ambientali.

Il cappello dapprima conico-campanulato si espande fino a raggiungere la dimensione di 10/14 cm. Al centro può rilevarsi, ma non sempre, un umbone largo e basso; il margine è sottile e regolare, in vecchiaia striato per trasparenza. La cuticola, completamente asportabile, è vischiosa ed assume una colorazione che va dal biancastro al nocciola chiaro o al grigio fuligginoso, più accentuato al centro per la presenza di fibrille scure.

Le lamelle non si innestano al gambo ma direttamente alla carne del cappello: sono abbastanza fitte, ventricose, intervallate da lamellule e tendono ad assumere una tinta rosa, più o meno in-tensa, quando le spore mature le colorano.

Il gambo, privo di anello, arriva ad avere un'altezza di 15 / 18 cm. Si stacca facilmente dal cappello (è un fungo eterogeneo) lasciandovi una zona molto sottile, quasi trasparente, a ridosso della cuticola. Tende ad assottigliarsi nella sua parte più alta mentre la parte basale rigonfia e rivestita da una volva persistente e libera, a forma di sacchetto. Il colore del gambo è biancastro, di consistenza quasi sericea ma tende ad assumere tonalità brune al tocco.

E' un fungo poco carnoso, di consistenza molliccia, bianca, fibroso ed imbrunente alla base del piede. Odore poco gradevole di rapa o di ravanello; sapore astringente.

Sporata rosa carnicino prodotta da spore ellittiche di dimensioni 13/18 x 8/10 micron.

E' un fungo comune che cresce in primavera, in autunno e talvolta in inverno su terreni grassi e concimati, in luoghi aperti come il margine dei boschi, i giardini, i parchi, gli orti.


Possibilità di scambio

Buona regola prudenziale è quella di astenersi dal consumare V. gloiocephala se non si conoscono molto bene le varie specie del genere Amanita. Le varietà cromatiche della V. gloiocephala potrebbero indurre in errore e far sì che quest'ultima specie possa essere scambiata con esemplari di A. phalloides, di A. verna o di A. virosa, facenti parte della triade delle Amanite mortali. Si ricordi che le Amanite sopraindicate hanno un anello evidente, ma possono perderlo in particolari condizioni atmosferiche; hanno anch'esse il gambo bianco e le lamelle bianche. La V. gloiocephala non ha mai l'anello e le sue lamelle, inizialmente bianche, tendono, con l'età, ad assumere una colorazione rosata.

E' necessario anche notare che esistono Amanite (del gruppo Amanitopsis) che l'anello non l'hanno mai, ma in quest'ultimo caso l'orlo del cappello è fortemente zigrinato a differenza della specie in esame che ha il margine del cappello completamente uniforme.


Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 278;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 662;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 189;

Cavara F. : Funghi mangerecci e funghi velenosi, Ed. Hoepli, Milano, 1897, pag. 108;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 4, tav. 529 ;

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 244, tav. 70;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 95;

Moreau F. : Les champignons, Paul Lechevalier Ed., Paris, 1953, pag. 1897, fig. 1199;

Jaccottet J. : Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. 157:

Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964, tav. 24;

Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 641;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 72, tav. 22 n. 602;

Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 589, tav. 46;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 119, fig. 269;

Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 1, tav. 35;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 2, foto n. 397;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, pag. 108, tav. 22;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpignan, 1971, vol. 1, pag. 44, tav. 13;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 1, tav. 61;

Balletto C. : Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 411;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 426;

Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1, pag.113;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 216;

Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 225,

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 226;

Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 678 , Foto 118;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 1, tav. 168;

Togni N. : Funghi buoni e cattivi di collina e di pianura, Ed. Mundici & Zanetti, Modena, 1982, pag. 83;

Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 32, foto 19;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 116;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1985, collez. 4, tav. 200;

Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1985, pag. 112;

Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. 6 pag. 52;

Derek R. : I funghi, Ed. Vallardi, Lainate (Mi), 1986, pag. 55;

Pandolfi M. e Ubaldi D. : Guida ai funghi d'Italia e d'Europa, F. Muzio Ed., Padova, 1987, pag. 120;

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Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 339;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 115;

Caussanel C., Delange Y., Joly P. & Margerie D. : Les champignons de Jean Henri Fabre, Citadelles, Paris, 1991, pag. 435, tavv. 220 e 221;

Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag,1006, tav. 1371;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 168, foto 215;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 203, foto 132;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 288;

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Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 498;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 205;

Rambelli A. e Pasqualetti M. : Nuovi fondamenti di micologia, Ed. Jaca Book spa, Milano, 1996, tav. 23e;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 200;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 210, Iconografia n. 332;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 265;

Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag. 134, tav. 5/13;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 155:

Gerhardt E., Vila J. e Llimona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 614;

Courtecuisse R, : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 732, foto 679;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 141;

Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 213;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, foto 130;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pagg. 238 e 239;

Nonis U: : 500 funghi d'Italia e d'Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 51;

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 223;

Mazza R. : Funghi commestibili e velenosi a confronto, RCS Libri s.p.a., Milano, 2002, pag. 182, foto 125;

Venturella G.: L'iconografia micologica di Giuseppe Inzenga, , ISPE Archimede, Palermo, 2005, pag. 115, fig. 8 e pag.206, fig. 188;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 50;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 251;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 233;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 378;

Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 47.


(Sandro Ascarelli)

 

 

 

 

 

Scheda n. 166 - Agosto 2010 - Riferimento n. 899

Volvariella hypopithys (Fr.) Moser



166. Volvariella hypopithys
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Sinonimi


Volvariella pubescentipes (Peck) Sing., Volvariella plumulosa ss. Quél., Agaricus plumulosus Lasch, Agaricus pubescentipes Peck, Volvaria hypopithys (Fr.) P. Karst., Volvaria media var. biloba (Massee) A. Pearson & Dennis, Volvaria parvula var. biloba Massee.
Volg. : Volvaria piumosa


Etimologia

Volvariella = piccola volva che avvolge la base del piede (diminutivo di Volvarius);
hypopithys = parola greca composta da due parole: hypo = sotto e pitys = pino


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Pluteales,, Famiglia: Pluteaceae, Genere: Volvariella, Specie: hypopithys.


Commestibilità

È una piccola specie senza valore alimentare.


Descrizione

Cappello 15-25 mm di diametro, emisferico poi convesso, infine più espanso con basso umbone centrale; cuticola di aspetto feltrato, poi radialmente fibrilloso-feltrato; margine leggermente eccedente, plissettato e spesso frangiato; di colore bianco o biancastro, leggermente grigio-ocra al disco.

Lamelle libere, larghe, intervallate da lamellule, dapprima bianche, poi crema-rosate, rosa-salmone, infine rosa-brunastre; filo lamellare concolore, finemente fioccoso se osservato con la lente. Lamellule presenti.

Gambo 20-25 x 3-4 mm, bianco, cilindrico, cavo, leggermente allargato in basso, diritto, con superficie opaca, totalmente ricoperta da fine peluria.

Volva membranacea di colore beige, non viscosa, libera, inguainante per 1/3 della lunghezza del gambo, irregolarmente divisa in 2/4 lobi.

Carne biancastra, odore e sapore erbacei. Senza valore.

Spore, rose in massa, da ellissoidali ad oblunghe, lisce con parete spessa, di 5,9-8,5x3,5-6 µm.

Cresce su terra nuda in boschi di conifere, di latifoglie, ma anche fuori del bosco, fra l’erba, in estate-autunno. Poco comune.


Possibilità di scambio

Può essere confusa con V. pusilla var. pusilla che, a maturazione, presenta uno stipite completamente glabro o al limite con peli presenti solo nella parte apicale, mentre, come si è visto, V. hypopithys si riconosce per avere il gambo fortemente pubescente, particolarità che rimane costante durante tutto il suo ciclo biologico. Anche V. murinella, in individui con tonalità chiare, è molto simile a V. hypopithys, in quanto anche quest'ultima presenta peli sul gambo, ma più radi e meno evidenti.

Bibliografia

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 658;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 1, tav. 527/2;

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1920, pag. 247, tav. 813;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 94;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 72, tav. 22 n. 604;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag.589, fig. 309;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 4, foto n. 1271;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 426;

Malencon G. & Bertault R.
: Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1, pag. 109;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 217;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 228;

Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. 1, pag. 52, tav. 17/1;

Reid D. : I funghi, Ed. Vallardi, Lainate (Mi), 1986, pag. ;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 198;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 339;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 1009 n. 1375;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d’Europe, Delachaux et Niestlè, Paris, 1994, pag. 288 , n. 899;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 1, pag. 114, tav. 68D;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 210, Iconografia n. 333;

R. Mazza: I funghi, Sonzogno, Milano, 1997, pag. 67, fig. 4;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 731, foto 678;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag.675;

Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 214;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 136, foto 131;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 252.

(Gianfranco Sperati)

Scheda n. 429       -       Ottobre 2013        -       Riferimento n. 894





VOLVARIELLA BOMBYCINA (Sch. : Fr.) Simger 1951


Fotografia di Sandro Ascarelli
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Sinonimi

Agaricus bombycinus Schaeffer (1774), Agaricus bombycinus var. bombycinus Schaeffer (1774), Agaricus denudatus Batsch (1783), Amanita bombycina Persoon (1801), Pluteus bombycinus (Schaeff.) Fries (1836), Volvaria bombycina (Pers.) P. Kummer (1871), Volvariopsis bombycina (Schaeff.) Murrill (1911).
Volg. : Volvaria setosa



Etimologia

Volvariella = piccola volva che avvolge la base del piede (diminutivo di Volvarius);
bombycina = sttinente la seta, di seta (dal latino bòmbyx = baco da seta).



Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Pluteales,, Famiglia: Pluteaceae, Genere: Volvariella, Specie:bombycina.


Commestibilità

Non commestibile. Da proteggere.


Descrizione

E' uno dei funghi più belli che la Natura possa offrirci e si riconosce facilmente per la cuticola del cappello bianca e setosa, per la volva alta, ampia e avvolgente e per le lamelle tendenti al rosa. E' una specie non molto comune e pertanto va protetta.
Nasce all' interno di un "ovolo" simile a quello di una Amanita, costituito dal velo generale, completamente bianco, che ben presto si frantuma permettendo al carpoforo di elevarsi, rimanendo alla base del gambo come volva ampia e avvolgente.
Il cappello è inizialmente ovoidale, poi campanulato, quasi mai completamente disteso: può raggiungere dimensioni notevoli, di solito oltre i 15 centimetri (ma si ha notizia di un esemplare con un cappello di 30 cm. di diametro!). E' carnoso. Talvolta si presenta con un umbone appena accennato. La cuticola è tipicamente bianca o bian-castra nel fungo giovane, poi acquista tonalità rosate o ocracee oppure sfumature gialline, pelosa-sericea, uniformemente decorata da piccoli ciuffi di peli che eccedono oltre l'orlo
Le lamelle sono libere al gambo, ventricose, mediamente fitte e intervallate da lamellule, all'inizio bianche, poi rosate e alla fine rosa salmone.
Il gambo è liscio, robusto, sodo, pieno; E' piuttosto slanciato, molto spesso ricurvo, attenuato verso l'apice inferiore, talvolta bulboso. Ha un colore biancastro ma tendente ad ingiallire debolmente. Alla base del gambo troviamo la volva ampia e membranosa, persistente, di colore biancastro ma che, almeno esternamente, si tinge di bianco sporco o di brunastro.
Carne compatta all'inizio, poi molliccia, biancastra con qualche debole sfumatura giallina. Reagisce al guaiaco virando lentamente al blù o al verde smeraldo; con la sulfovanillina si colora di porpora-viola in maniera fugace. Odore rafanoide, come di cetriolo o di ravanello, sapore mite, gradevole.
Spore lisce, ellissoidali, 7,5 / 9,5 x 5 / 6 μm., rosa brunastre in massa.
Si produce dall'inizio dell'estate all'autunno su tronchi o radici marcescenti o anche nelle cavità di alberi viventi , ma degradati, usualmente latifoglie.


Possibilità di scambio

I suoi caratteri morfologici (cappello bianco e setoso, volva ampia e avvolgente, lamelle tendenti a divenire rosa) sono tali da rendere difficile qualsiasi possibilità di scambio. Le altre Volvarielle non hanno la cuticola del cappello setosa ma liscia e asciutta o, in alcuni casi, viscida-glutinosa.


Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 277;
Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 656 n. 2712;
Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 190;
Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, voll. 1 e 4, tav. 526;
Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 246, tav. 811;
Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag.94 n. 214;
Jacottet J. : Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag.157;
Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964, tav. 22;
Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 641;
Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 72 n. 607, tav. 22;
Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 589 fig. 87/1, tav. 46/2;
Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 118 n. 271;
Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 3, tav. 186;
Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, pag. 133, foto n.19;
Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 23;
Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 230;
Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpignan, 1971, vol. 2, pag. 18, tav. 105;
Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 1, tav. 63;
Balletto C. - Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 412;
Rinaldi A., Tyndalo V., Pace G. e G. : L'Atlante dei funghi, Ed. A. Mondadori, Milano, 1972, pag. 41, v. pag. 303;
Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 426, fig. 18;
Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1, pag. 108 n. 51;
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(Sandro Ascarelli)