Verpa

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Scheda n. 195 - Dicembre 2010 - Riferimento n. 15


VERPA DIGITALIFORMIS
(Mull. : Fr.) Swartz

 

195 Verpa digitaliformis Foto G. Sperati
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Sinonimi

Verpa conica Swartz : Persoon

Volg. : Verpa a forma di ditale

 

Etimologia

Verpa = fallo, membro virile (dal latino);

digitaliformis = a forma di ditale, riferito al cappello (dal latino digitalis = grande quanto un dito e forma = a forma di…).

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Ascomycota, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Morchellaceae, Genere: Verpa, Specie: digitaliformis.

Commestibilità

Questo fungo, come quasi tutte le specie commestibili ascritte alla classe Ascomycetes, necessita di una cottura adeguata, in quanto contiene delle sostanze denominate “emolisine”, che con il calore di 70 gradi si volatilizzano rendendo il consumo sicuro e di buona qualità.

Descrizione

È un fungo di piccole e medie dimensioni, alto fino a 16 cm e largo fino a 30 mm.

Il cappello (mitria), su cui è distesa la parte fertile del fungo (l’imenoforo) è corto, a forma di ditale, misura 2-4 cm di altezza e 1,5-3 cm di diametro, talvolta ombelicato, poco rugoso o liscio, è completamente libero al gambo tranne all’apice dove è ben saldata alla sommità di questo; la superficie esterna è di colore ocraceo, bruno ocraceo o miele di castagno, quella interna da bianca a grigiastro-ocra pallido.

Il gambo, di forma slanciata, cilindrico o debolmente dilatato dalla parte mediana fino alla base, è del tutto cavo e farcito di una sostanza bambagiosa di colore bianco, misura 5-12 x 1-1,8 cm, esternamente di colore biancastro-giallognolo, forforaceo, con rugosità anulari; al momento della raccolta si rompe nettamente in senso trasversale non appena si opera un minimo di pressione con le dita.

La carne è di consistenza acquoso-ceracea, cassante alla pressione delle dita, con odore leggero poco definito e sapore dolciastro.

Le spore sono ellissoidali, contenute in numero di otto all’interno degli aschi, misurano 20-26 x 11,5-15 micron e sono giallastre in massa.

Cresce singola o a piccoli gruppi in primavera sotto diverse latifoglie, in luoghi umidi e sabbiosi, come boschi golenali, o lungo i torrenti, gli argini fluviali e le rive dei canali..

 

Possibilità di scambio

Può essere scambiata con Gyromitra esculenta che, nonostante il nome di specie che significa “mangereccia”, non è affatto tale, anzi, contenendo un quantitativo molto elevato di "gyromitrina" , un intermedio volatile dell' idrazina, oltre a provocare intossicazioni mortali da cruda, dà luogo ad uno “shok anafilattico” da accumulo anche da cotta per chi se ne ciba più volte in una stagione. Da notare, inoltre, che l’ìdrozina è anche un composto cancerogeno. G. esculenta si riconosce perché la mitria è di aspetto circonvoluto-cerebriforme ed è colorata di bruno-rossiccio-cioccolato, inoltre cresce in boschi di conifere, sempre in primavera. Più pericolosa è la specie G. fastigiata, la cui mitra si presenta a tratti liscia, mentre la parte restante è circonvoluta-cerebriforme a causa di venature ed increspature senza un ordine apparente, di colore bruno-rossastro-marroncino. Inoltre cresce in boschi di faggio: per fortuna è una specie poco comune. Anche Verpa bohemica, ha una mitria a ditale, come V. digitaliformis, complicata da costolature ottuse che ricordano vagamente G. fastigiata; è considerata ancora dai più un fungo commestibile, mentre ultimamente è stato accertato che contiene quantità non indifferenti di “gyromitrina”, anche se non paragonabile a quella del genere Gyromitra ed è pertanto sicuramente velenosa da cruda, ma anche da cotta sembra essere responsabile di forme di sindromi gastroenteriche non costanti.

 

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(Gianfranco Sperati)