Spathularia

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Scheda n. 159 - Lugli0 2010 - Riferimento pag. 57





SPATHULARIA FLAVIDA
Persoon : Fries

 

159- Spathularia flavida
Foto S. Ascarelli
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Sinonimi


Etimologia

Spathularia = attinente alla spatola (dal latino spathula);
flavida = giallastra


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Sottodivisione: Ascomycotina, Classe: Hymenoascomycetes, Sottoclasse: Pezizomicetideae, Famiglia: Geoglossaceae, Genere: Spathularia, Specie: flavida.


Commestibilità

Senza alcun valore di commestibile.


Descrizione

Caratteristico fungo reperibile, dalla primavera all’autunno, prevalentemente nei boschi di aghifoglie in località alpine o subalpine.

Il ricettacolo è formato da una parte fertile, a forma di ventaglio appiattito o di flabello, con superficie ondulata e di un colore giallastro più o meno intenso, disposto a mo’ di raggiera intorno alla parte superiore del gambo.

Quest’ultimo è cilindrico nella parte mediana, rastremato verso il basso e nella parte alte dove si protrae fino al centro della testa, assumendo via via una forma appiattita. Il suo colore è molto più chiaro del colore della testa e sfuma verso il biancastro, talvolta con qualche tonalità rosata..

L’imenio è costituito dalle superfici laterali del cappello.

Carne poco consistente, un po’ gelatinosa, biancastra o giallino, priva di odori o sapori particolari.

Gli aschi, non amiloidi, hanno la forma di una clava molto allungata (fino a 130 x 12/13 micron): Ogni asco contiene 8 spore, ialine, allungate e disposte parallelamente all’asco, settate e lisce, lunghe fino a 50 micron e non più larghe di 2 / 3 micron.

Specie terricola, affiorante tra gli aghi caduti nei boschi di conifere di montagna o tra il muschio, su terreni umidi. Gregaria.

Possibilità di scambio

Un’altra Spathularia, abbastanza comune nel medesimo habitat, è la Spathularia rufa (ex Spathularia neesi secondo Bresadola). Differisce dalla S, flavida per avere un apotecio giallo-crema ed un gambo ambrato.

Altri carpofori simili possono ritenersi la Leotia lubrica, la Cudonia circinans e Mitrula paludosa che tuttavia hanno apoteci meno spatoliformi e di solito più arrotondati.


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Monografie

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(Sandro Ascarelli)