Sarcosphaera

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Scheda n. 181 - Ottobre 2010 - Riferimento n. 25




Sarcosphaera crassa (Santi ex Steudel) Pouzar



181. Sarcosphaera crassa
foto di S. Ascarelli
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Sinonimi

Peziza coronaria
Jacq.; Peziza macrocalyx sensu auct. brit.; fide Cannon, Hawksworth & Sherwood-Pike L; Pustularia coronaria (Jacq.) Rehm; Sarcosphaera coronaria (Jacquin ex Cooke) Boud; Sarcosphaera eximia ( Durieu & Lév.) Maire; Sepultaria coronaria (Jacq.) Massee.
Volg.:


Etimologia

Sarcosphaera: parola composta dalle parole greche sarkòs = carne e soma = corpo, cioè corpo di carne;
crassa: dal latino crassus = sporco, a causa dell’aspetto.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Ascomycota, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizamycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Pezizaceae, Genere: Sarcosphaera, Specie: crassa.


Commestibilità

Sarcosphaera crassa è stata per anni considerata un buon commestibile, purché ben cotto, ma allo stato attuale, risulta sicuramente velenoso (sindrome gastroenterica) se consumato allo stato crudo o poco cotto e recenti studi indicano un suo grado di tossicità anche se consumato dopo cottura; pertanto se ne sconsiglia vivamente il consumo, poiché ha provocato avvelenamenti molto gravi, a volte anche con esito mortale.


Descrizione

È caratteristico il suo crescere semiipogeo, prima completamente chiuso poi appena aperto in un foro, talvolta decentrato, successivamente si fende in diverse lacinie o profonde fessurazioni che lasciano scoperta la parte fertile, l’imenoforo, liscio ed ondulato con il suo bel colore violetto che diviene successivamente brunastro-violaceo; l’esterno è liscio e colorato di biancastro-grigio pallido, fessurato irregolarmente sul tagliente del bordo.

La carne é molto fragile e cassante, ceracea, alla sollecitazione si rompe facilmente; sapore non particolarmente significativo ed odore spermatico.

Le spore di 15-18 x 8-9 micron sono ellissoidali ed incolori.

Cresce in qualsiasi tipo di bosco, su terreni umidi, raramente isolata ma sovente a gruppi di cinque o sei esemplari ravvicinati che fuoriescono dal terreno in tempi differiti, dando così modo di osservarne le modalità di dissociazione dell’apotecio; le fruttificazioni sono per lo più primaverili ed, in certe stazioni di crescita, freschi, ne possono crescere un gran numero di esemplari, mentre le fruttificazioni dei periodi secchi sono meno frequenti e occasionali sono quelle nell’autunno inoltrato.


Possibilità di scambio

A volte si incontrano esemplari completamente bianchi, con le stesse caratteristiche organolettiche e, quindi di tossicità e qualche autore, ad esempio Moser, ha creato una varietà nivea della stessa specie.

S. crassa è specie molto pericolosa in quanto facilmente confondibile con specie eduli (con riserva) del genere Peziza.

Inoltre è molto simile a Sepultaria sumneriana, anch’essa tipicamente primaverile, associata a Cedrus sp.; questa specie viene data da molti come commestibile dopo cottura, ma credo si debba diffidare perché, come S. crassa, sembra che abbia provocato seri avvelenamenti, soprattutto da cruda.

 

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(Gianfranco Sperati)