Psathyrella

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Scheda n. 089 - Settembre 2009 - Riferimento n. 790





PSATHYRELLA CONOPILUS (Fr. : Fr.) Pearson & Dennis




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Sinonimi

Psathyrella subatrata, Psathyra conopilus var. superbus, Psathyrella conopilea.
Volg: Psatirella conica.

Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidio-mycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Agaricales, Famiglia: Coprinaceae, Genere: Psathyrella, , Sezione: Atomatae, specie : conopilus.

Etimologia

Psathyrella = piccolo fungo fragile (dal latino psathyrus = soffice, fragile),
conopilus = con il cappello conico (dal latino conus = cono, e pileos = cappello, berretto)

Commestibilità

Senza valore, anche per l’esiguità della sua carne.

Descrizione

E’ un peccato che questo elegante funghetto sia misconosciuto e di solito ignorato dal cercatore: dipenderà forse dall’esiguità della sua carne che lo rende irrilevante ai fini gastronomici, oppure dal fatto che, essendo estremamente fragile, diventa problematico metterlo nel cestino con gli altri funghi e portarlo a casa.

E’ tuttavia divertente incontrarlo ai margini dei sentieri o nelle aperte radure dei boschi. Lo si riconosce subito per il cappello conico-campanulato, di circa 4 o 5 cm di diametro, liscio ma striato sul bordo, con colori assai variabili che procedono dal bruno-rossastro, al grigio brunastro, al marrone scuro, ingiallente col tempo secco ad iniziare dal centro (trattasi infatti di un fungo igrofano, con colori, cioè, che variano a seconda del grado di umidità dell’aria).

Pur facendo parte della Famiglia delle Coprinaceae, le lamelle di P. conopilus non vanno in deliquescenza (v. scheda n. 44 “Coprinus comatus”). Mediamente fitte, annesse al gambo, sono brunastre chiare all’inizio per divenire poi bruno-porpora. Il tagliente è sempre biancastro.

Il gambo, alto e slanciato, può superare i 15 cm. di altezza ma è sottile, fragile e cavo. Liscio e glabro, un po’ pruinoso nella parte alta, è bianco o biancastro, lucente, a volte con sfumature color isabella. Alla base può notarsi un leggero ispessimento rivestito da irti peli biancastri .

La carne, generalmente biancastra, non ha odore o sapore apprezzabili.

Al microscopio le spore, piuttosto voluminose (14,5 / 16,5 x 7,5 / 8,5) lisce e nerastre, hanno una forma ellissoidale appiattita, vagamente somigliante alla forma irregolare di un fagiolo. Sulla superficie pileica si notano dei peli o setole scuri (setae): costituiscono una caratteristica microscopica esclusiva della P. conopilus, perché gli altri basidiomi appartenente allo stesso Genere ne sono privi. Sporata bruno-nerastra.

P. conopilus è una specie abbastanza frequente e gregaria, che fruttifica durante l’estate e l’autunno nei luoghi erbosi, nelle radure dei boschi, lungo i sentieri o le strade forestali, nei parchi.

Possibilità di scambio

Difficile confondere P. conopilus con altre Psatirelle simili che hanno il gambo molto meno alto e slanciato e colori più pallidi. La specie più vicina potrebbe essere Psathyrella ammophila che cresce nelle dune sabbiose. Psathyrella multipedata è costituita da un cespo di carpofori uniti tra loro perché saldati alla base del piede.

Bibliografia

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 1126;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 59;

Barla J.B. : Les champignons des Alpes maritimes, Nizza, 1988, ristampa ed. M. Candusso,

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 235;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 413;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Ensei-

gnement, Paris, 1967, pag.124, tav. 38, n. 1078;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 140;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 3, foto n. 890, vol. 7, foto 2618.

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 433;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 354, fig. 30;

Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1, pag. 195;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 270;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 285;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 2, tav. 301;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 2000, collez. 21, tav. 1041;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 194;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 266;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 158;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 559, foto 805;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 226, foto 302;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 264, n. 790;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 2, pag. 727, tav. 155D;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 221;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 109;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 470, foto 385;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag. 806;

Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 258;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 266, foto 326;

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 80;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 370;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag.180.

(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 136 - Aprile 2010 - Riferimento n. 803






PSATHYRELLA CANDOLLEANA
(Fr. : Fr.) Maire

Psathyrella candolleana
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Sinonimi

Agaricus Candolleanus Fries, Agaricus viola-ceuslamellatus De Can-dolle, Agaricus appen-diculatus Bulliard, Dro-sophila candolleana Quèlet, Hypholoma candolleanum Quàlet.
Volg: Psatirella di De Candolle.


Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidio-mycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Agaricales, Famiglia: Coprinaceae, Genere: Psathyrella , specie : candolleana.


Etimologia

Psathyrella = piccolo fungo fragile (dal latino psathyrus = soffice, fragile),
Candolleana: dedicato al botanico e micologo svizzero Augustin Pyrame De Candolle (1778 / 1841).


Commestibilità

Senza valore, anche per l’esiguità della sua carne.


Descrizione

Trattasi di una delle Psathyrelle più comuni, abbastanza facilmente riconoscibile per la assenza di anello, per i colori molto chiari della superficie pileica e per le lamelle tendenzialmente violette.

Si presenta con un cappello inizialmente emisferico ma che diviene poi conico-convesso o appianato fornito talvolta di un basso umbone. Margine sottile, striato o fessurato, festonato da giovane per la presenza di residui penduli e fugaci del velo generale. Bianco o biancastro ma con il centro tendente al color nocciola chiaro, diviene molto più scuro con il tempo umido. Per questa particolarità è considerato un fungo igrofano.

Lamelle abbastanza fitte, adnate o annesse al gambo da prima biancastre ma poi colorantesi di viola più o meno accentuato ed infine bruno scuro ma con il tagliente sempre bianco.

Gambo cilindrico o lievemente incurvato, cavo, privo di anello, con la superficie bianca e liscia, appena un po’ striato nella parte alta in corrispondenza delle lamelle.

Carne fragile ed esigua, biancastra, priva di odore e di sapore particolari.

Spore ellittiche, lisce, 7,5 / 8,5 x 4 / 5,5 micron, bruno rossastre. Sporata bruno porpora scuro.

Cresce dalla primavera all’autunno, in famiglie numerose, vicino ai tronchi o su radici interrate, nei boschi, nei parchi, nei giardini, in prossimità di siepi, lungo i sentieri o in prossimità di corsi d’acqua.


Possibilità di scambio.

Esistono molte altre specie simili e non agevolmente identificabili senza l’aiuto di un microscopio. Da Psathyrella conopilus (v. scheda n. 89) e da Psathyrella spintrigera si differenzia per i colori pileici generalmente più chiari e per l’assenza di anello.


Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 296;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag.63;

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Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 266, n- 800;

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Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 606;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 133 n. 328;

Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 1, tav. 514;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n.48;

Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 234, tav. 179;

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Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 271;

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Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1, pag. 199;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 275;

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Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 290;

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Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 2, tav. 297;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 146;

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Reid D. : I funghi, Ed. Vallardi, Lainate (Mi), 1986, pag. 73;

Pandolfi M. e Ubaldi D. : Guida ai funghi d’Italia e d’Europa, F. Muzio Ed., Padova, 1987, pag. 162;

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Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 273;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 279;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 158;

Caussanel C., Delange Y., Joly P. & Margerie D. : Les champignons de Jean Henri Fabre, Citadelles, Paris, 1991, pag.279, tav. 107;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 559, foto 803;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 232, foto 311;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 262, foto 189;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 268, n. 803;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, pag. 484, tav. 146;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 169;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 241;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 232;

Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, ill. pag. 182;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 317;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 95:

Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 578;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 476, foto 357;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 281;

Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 258;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 264, foto 322;

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 80;

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Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 364;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 520;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 181;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 338;

Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 70;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 396;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 379.

(Sandro Ascarelli)

 

Scheda n. 197 - Gennaio 2011 - Riferimento n. 782

PSATHYRELLA LACRYMABUNDA (Bull. : Fr.) Moser

197. Psathyrella lacrimabunda

 

Foto S. Ascarelli
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Sinonimi

Agaricus vetulinus Persoon, Lacrymaria velutina Fries ex Persoon, Hypholoma velutinum Quèlet, Agaricus lacrymabundus Bulliard, Hypholoma lacrymabundum auct. diversi, Geophila lacrymabunda Quèlet, Lacrymaria lacrymabunda Patouillard, Glyptospora lacrymabunda Fayod, Cortiniopsis lacrymabundus Schroeter.

Volg. : Psatirella lacrimante

Etimologia

Psathyrella = piccolo fungo fragile (dal latino psathyrus = soffice, fragile), lacrymabunda = lacrimante, piangente, a causa delle goccioline che compaiono sulle lamelle del fungo in giovane età.

Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Agaricales, Famiglia: Coprinaceae, Genere: Psathyrella , Sottogenere: Lacrymaria, specie: lacrymabunda.

Commestibilità

Si tratta di un fungo commestibile anche se di scarso valore perché un po’ amaro, soprattutto se troppo maturo; pertanto si consiglia di raccogliere solo esemplari molto giovani. Inoltre, come si vedrà in seguito, è un fungo che preferisce prodursi in ambienti antropizzati, per cui bisogna evitare di raccogliere quelli che crescono in luoghi sporchi o lungo le vie (anche se questa regola deve valere per tutti i funghi commestibili).

Descrizione

È una specie di facile riconoscimento se si osservano le goccioline acquose sul filo lamellare e talvolta sulla parte alta del gambo; sono anche evidenti i resti del velo parziale che simulano una zona pseudoanulare evanescente quando vi si sovrappongono le spore mature nerastre.

Il cappello misura 40-100 mm di diametro ed è inizialmente campanulato, poi convesso e alla fine appianato con largo umbone ottuso; il margine è appendicolato-frangiato per i resti del velo generale; la cuticola è radialmente percorsa da fibrille squamuloso-tomentose ed è di colore bruno-ocra o bruno-rossastro, più pallida al margine.

Le lamelle sono mediamente fitte, da largamente adnate a debolmente smarginate, intercalate da numerose lamellule, inizialmente di colore giallastro-crema, in seguito bruno-porpora scuro, con il filo chiaro, fimbriato e gemente delle goccioline acquose trasparenti.

Il gambo misura 50-100 x 7-14 mm ed è cilindrico, leggermente attenuato alla base, cavo, interamente fioccoso e fibrilloso, segnato da screziature ocra-rugginose su sfondo giallastro-crema, pruinoso all’apice, che a volte può essere decorato da piccole goccioline acquose e da una zona pseudoanulare disegnata da resti di cortina che scurisce con la caduta delle spore.

La carne è esigua, un po’ più spessa al di sotto della zona discale, fragile ed acquosa, crema-giallastra con odore debole indefinito e sapore moderatamente astringente.

Le spore, ovoidali-subcitriformi, ornate con grosse verruche, misurano 8.5/11 x 5,5/6,5 micron e sono bruno-nerastre in massa.

P. lacrymabunda cresce isolata o gregaria in estate ed in autunno, lungo il margine dei viottoli, tra l’erba dei parchi, su detriti legnosi e, subcespitosa, su vecchie radici in fase di disfacimento. Come già detto è specie antropica.

 

Possibilità di scambio

È possibile confonderlo con Psathyrella pyrotricha, specie più rara, di minore dimensioni, di colori più accesi e non antropica.

Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 288;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 67;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 5, tav. 849;

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1920, pag. 220 n. 736, tav. 64/3;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 264 n.794;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 121, tav. 37, n. 1049;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 138 n. 327;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 34 in nota;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. \, tav.95;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 197, f ig. 513B;

A. Dermek: Atlas Našich húb, Bratislava 1977, fig. 193, pag. 268.

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 276;

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Togni N. : Funghi buoni e cattivi di collina e di pianura, Ed. Mundici & Zanetti, Modena, 1982, pag. 116;

Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 58, foto 44;

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Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1985, collez. 4, tav. 190;

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Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. pag. 90;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 268;

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 274;

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Caussanel C., Delange Y., Joly P. & Margerie D. : Les champignons de Jean Henri Fabre, Citadelles, Paris, 1991, pag. 280, tav. 112;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 909, foto 1251;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 256, foto 183;

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(Gianfranco Sperati)

Scheda n. 176 - Ottobre 2010 - Riferimento 818



PSATHYRELLA MULTIPEDATA
(Peck) Smith

 

Psathyrella multipedata
foto di S. Ascarelli
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Sinonimi

Psathyra stipatissima J.E.Lange, Psathyrella fasciculata Bertrand.


Etimologia

Psathyrella = piccolo fungo fragile (dal latino psathyrus = soffice, fragile),
multipedata = con molti gambi (dal latino pes, pedis = piede, gambo)


Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidio-mycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Agaricales, Famiglia: Coprinaceae, Genere: Psathyrella , specie : multipedata.


Commestibilità

Senza valore, anche per l’esiguità della sua carne.


Descrizione

Tra i funghi fascicolati, che nascono cioè da una base comune (pseudorhiza) radicante, in gruppi di numerosi individui uniti alla base del gambo, Psathirella multipedata è sicuramente una delle specie più rappresentative. Il corpo fruttifero, cespitoso, può essere costituito anche da una settantina di individui appressati.

Il cappello, conico campanulato, igrofano, ha dimensioni ridotte (da 1 a 3 cm. di diametro); è privo di cortina e debolmente striato al margine. La superficie è liscia e di colore che varia dal bruno al grigiastro con il centro bruno rosato che diviene ocra giallastro essiccando.

Lamelle adnate, larghe, ascendenti, inizialmente ocra chiaro per passare poi al bruno e infine bruno violetto scuro.

Il gambo può raggiungere un’altezza di una decina di centimetri; è cilindrico o lievemente ingrossato alla base, sottile, cavo e fragile, bianco ma ingrigente e ornato di fini fibrille radiali in maturità. La base del piede è unita a quella degli altri esemplari, talora con qualche feltrosità bianca.

Carne biancastra, bruno aranciata quando imbevuta di acqua. Odore nullo, sapore lievemente dolciastro.

Basidiospore ellittiche, lisce, di dimensioni 6,5 / 9 x 3,5 / 4,5 micron, con notevole, evidente poro germinativo. Sporata bruna.

Specie terricola, è’ relativamente comune in estate e in autunno nei boschi di latifoglie, lungo i sentieri e nei parchi. In gruppi cespitosi di molti individui.


Possibilità di scambio

Tra gli altri funghi cespitosi, va ricordata la P. piluliformis che tuttavia cresce soltanto su legno o alla base di tronchi (o radici interrate) ed ha i cappelli di dimensioni notevolmente maggiori (fino a 6 cm.) mentre le spore hanno dimensioni ridotte. Molte altre specie possono presentarsi variamente fascicolate; tra le Psathyrelle ulteriori differenziazioni possono rilevarsi soltanto microscopicamente.


Bibliografia

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Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 182;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 398.

(Sandro Ascarelli)

 

Scheda n.344         -       Ottobre 2012      -        Riferimento 804




PSATHYRELLA PILULIFORMIS (Bull. : Fr.) Orton





psathyrella_piluliformis-1_20120926_2035463356.jpg








foto di G. Sperati
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Sinonimi

Agaricus piluliformis Bulliard (1783), Agaricus hydrophilus Bulliard (1791), Hypholoma hydrophilum (Bull.) Quélet (1872), Bolbitius hydrophilus (Bull.) Fries (1874), Hypholoma piluliforme (Bull.) Gillet (1878),
Hypholoma subpapillatum P. Karsten (1879), Drosophila hydrophila (Bull.) Quélet (1886), Drosophila hydrophila var. piluliformis (Bull.) Quélet (1886)
Drosophila piluliformis (Bull.) Quélet (1886), Psathyrella hydrophila (Bull.) Maire, (1937), Drosophila subpapillata (P. Karst.) Kühner & Romagnesi (1953),
Drosophila appendiculata var. piluliformis (Bull.) Kühner & Romagnesi (1953),
Psathyrella subpapillata (P. Karst.) Schulmer (1955),
Psathyrella appendiculata var. piluliformis (Bull.) Svrček & Kubička (1964),
Psathyrella subpapillata (P. Karst.) Romagnesi (1982).







Etimologia

Psathyrella = piccolo fungo fragile (dal latino psathyrus = soffice, fragile),
piluliformis =
a forma di pallina, di pallottolina (dal latino pilula = pallottolina, pillola e forma = forma


Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Agaricales, Famiglia: Coprinaceae, Genere: Psathyrella , Sottogenere : Pseudostropharia, specie : pilulifor-Mis.


Commestibilita'

Non commestibile.


Descrizione

Alla famiglia delle Coprinaceae appartiene il controverso genere Psathyrella, sinonimizzato con il termine Drosophila anche se quest'ultimo venne utilizzato dal Quèlet e da altri micologi per unire i generi Psathyra e Psathyrella, affini tra loro ed affini ad altre specie che in tempi successivi si sono affiancate i generi suddetti.

Al genere Psathyrella si ascrivono un centinaio di specie (il micologo americano A. H. Smith ne menziona addirittura circa 400!), di non facile determinazione, comprendenti carpofori di taglia piccola o media, fragili, a sporata scura, omogenei, terricoli o lignicoli, che si nutrono di sostanze organiche o in via di decomposizione (letame, marcite di foglie, legno degradato etc.).


Al sottogenere Pseudostropharia appartiene la specie in esame che cresce in maniera fascicolata, a volte in colonie di numerosi esemplari. Il cappello (con un diametro di 5 o 6 centimetri) ha una forma da emisferica a piana-convessa, da bruno castagna a bruno scuro con sfumature rossastre o rosate, che, a secco, tende a sbiadire. Il margine è sottile, striato per trasparenza, talora appendicolato per residui di una cortina che si dissolve rapidamente.

Le lamelle sono mediamente fitte, adnate, inizialmente di color ocra ma poi brune o color cioccolato.

Gambo fragile, cilindrico, fibrilloso, liscio, bianco o color ocra, striato o debolmente pruinoso all'apice, privo di anello o con anello ma precocemente fugace.

Carne marrone pallida nel cappello o alla base del gambo, biancastra altrove. Odore e sapore insignificanti.

Spore marroni più o meno scuri, ellissoidali, lisce. Prive di evidente poro germinativo. Dimensioni: 4,5 / 7 x £ / 3,5 micron. Sporata bruno-porpora.

P. piluliformis cresce in estate e in autunno, fascicolata, in luoghi umidi e ben concimati, soprattutto tra le foglie cadute o in possimità di tronchi, nei boschi di latifoglie.



Possibilita' di Scambio

Potrebbe confondersi con Kuehneromyces mutabilis (vedi scheda n. 97), commestibile, che tuttavia ha colori pileici più chiari, un gambo che si tinge di scuro nell'estremità basale e un anellino membranaceo sempre evidente.
Lo scambio (pericoloso) con alcuni Hypholoma che crescono anche essi cespitosi sui tronchi appare poco probabile, tenendo presente il colore delle lamelle che varia dal giallo oliva al violetto.

Altre specie simili: Psathyrella spadicea e Psathyrella candolleana (v. scheda n. 136).



Bibliografia

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(Gianfranco Sperati)