Lyophyllum

Scheda n. 161 - Luglio 2010 - Riferimento n. 473





LYOPHILLUM DECASTES
(Pers. : Fr.) Singer

 


161. Lyophillum decastes
Foto S. Ascarelli
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Sinonimi

Agaricus aggregatus Schaeffer, Agaricus molybdinus Fries, Agaricus decastes Fries, Agaricus tumulosus Kachbrenner, Clitocybe aggregata Gilbert, Clitocybe molybdina Gillet, Clitocybe decastes Quèlet, Clitocybe humosa Quèlet, Clitocybe tumulosa Saccardo, Clitocybe cartilaginea Bresadola, Gyrophila aggregata var.decastes Quèlet, Tricholoma cartilagineum Saccardo, Tricholoma decastes Nusch Tricholoma aggregatum Costantin et Dufour, Tricholoma loricatum Gillet, Lyophillum aggregatum Kuehner.


Etimologia

Lyophillum = con le lamelle libere, staccate dal gambo (dal greco lùo = io sciolgo, io libero e fùllon = foglia, lamella);
decastes = a decine (dal latino dècas = decina) per la crescita di numerosi individui aggregati.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Lyophilloideae, Tribù: Lyophilleae. Genere: Lyophillum, Specie: decastes.


Commestibilità

Buon commestibile. Gli esemplari più giovani sono particolarmente idonei per le preparazione e la conservazione sott’olio.


Descrizione

La suddivisione in generi della famiglia delle Tricholomataceae non è agevole poiché, da un punto di vista sistematico, vi sono ancora oggi correnti di pensiero dovuti ad Autori che preferiscono ricomprendere molti di queste specie tra le Lepiste, tra le Collybie, tra le Clitocybe o tra i Tricholoma in senso stretto. Si deve al micologo francese Robert Kuehner la creazione, nel 1938, del genere Lyophillum per comprendervi quelle Tricholomataceae caratterizzate dall’avere, ad una osservazione microscopica, basidi con granulazioni carminofile, basidi, cioè, che si colorano di granulazioni più o meno rossastre in presenza di carminio-acetico bollente. Attualmente nel genere Lyophillum si comprendono una ventina di specie europee.

Il Lyophillum decastes o aggregatum è un fungo ricercato e redditizio, cespitoso e spesso con una grossa base carnosa comune, che cresce in cerchi o in file nei luoghi erbosi o nelle radure soleggiate. I ricettacoli sono piuttosto bassi, infossati nel terreno e quindi a stento percepibili ed hanno un cappello che difficilmente raggiunge o supera i 10 centimetri di diametro, emisferico e convesso all’inizio, poi pianeggiante, talora con lieve umbone, con l’orlo quasi sempre ripiegato verso il basso. La cuticola è liscia, fibrillosa, brillante e untuosa col tempo umido di colore variabile dal bruno grigiastro al bruno più o meno intensamente scuro, impallidente con l’età, e sbiadente verso il margine. La carne del cappello ha una consistenza elastica.

Le lamelle, adnate o uncinate, biancastre o color crema, sono mediamente fitte e intervallate da lamellule.

Il gambo arriva ad un’altezza massima di 4 o 5 centimetri, cilindrico, ingrossato alla base dove si unisce ai gambi di altri esemplari formando così dei cespi fascicolati numerosi. Anch’esso ha consistenza elastica pur essendo pieno e sodo e cosparso da fibrille lungo tutto l’asse e leggermente pruinoso in prossimità delle lamelle.

La carne è pieghevole alla pressione delle dita, biancastra, con odore fungino (che ricorda talvolta quello della terra bagnata) e con gradevole sapore dolciastro.

Basidi tetrasporici, con granulazioni tendenti ad arrossare, recanti spore ialine, lisce, quasi globose, 5 / 6,7 x 5 / 6,5 micron, talora guttulate, Sporata bianca.

Cresce nella tarda estate o in autunno, tra l’erba e nelle zone aperte e soleggiate dei boschi o lungo i bordi dei sentieri, in gruppi di numerosi individui o in ampi cerchi; E’ possibile ritrovarli ogni anno nei medesimi luoghi.


Possibilità di scambio.

Si conoscono diverse altre specie di Lyophillum tra le quali ricordiamo il L. loricatum, morfologicamente molto simile al L. decastes dal quale differisce per la consistenza dura e tenace del cappello, privo tra l’altro di fibrille e di colore più chiaro, e per i gambi che crescono distaccati l’uno dall’altro, il L. littoralis che presenta gambo e cappello molto scuri, il L. connatum che cresce fascicolato lungo i margini dei sentieri montani, completamente bianco e con odore farinaceo.

Il maggior pericolo è quello di confondere uno dei Lyophillum sopra descritti, tutti commestibili, con una delle specie autunnali, tossiche, di Entoloma. Anche questi ultimi hanno odore più o meno intenso di farina ma, a differenza dei Lyophillum, negli esemplari adulti le lamelle tendono ad assumere colori rosati.


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Monografie:

Riva A. : Tricholoma, Ed. Biella G., Saronno, 1988, ill. a pag. 49;

(Sandro Ascarelli)

Scgeda n. 428          -         Ottobre 2013       -         Riferimento n. 468




LYOPHYLLUM TRANSFORME (Britz.) Singer (1943)




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Sinonimi
 

Agaricus semitalis Fries (1821), Collybia semitalis (Fr.) Quèlet (1872), Clitocybe semitalis var. trigonospora Bresadola (1883), Collybia semitalis var. trigonospora Quèlet (1886), Agaricus transformis Britzelmeir (1893), Tricholoma transforme Saccardo (1895), Collybia fumosa var. trigonospora Quèlet (1897), Collybia trigonospora Batailla (1911), Clitocybe transformis R. Maire (1911), Tricholoma trigonosporum (Bresadola) Ricken (1914), Clitocybe trigonospora Saccardo (1915), Lyophyllum trigonosporum (Bres.) Kühner (1938), Clitocybe trigonospora (Bresadola) Singer (1943), Lyophyllum semitale (Fr.) Kühner ex Kalamees (1994).

 

 

Etimologia

Lyophyllum = con le lamelle libere, staccate dal gambo (dal greco lùo = io sciolgo, io libero e fùllon = foglia, lamella);
transforme = che si trasforma (dall'aggettivo latino), a causa della carne che, al taglio, annerisce rapidamente.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Lyophylloideae, Tribù: Lyophylleae. Genere: Lyopyillum, Specie: transforme.


Commestibilità

Non commestibile.


Descrizione

L. transforme è uno dei Lyophyllum di maggiori dimensioni. Di conseguenza, il cappello, una volta aperto e disteso, può avere un diametro di circa 12 centimetri. Abbastanza carnoso, può presentarsi con una lieve depressione al centro e, a volte, con un piccolo umbone ottuso. La superficie è liscia e asciutta, con margine regolare qualche volta striato in maniera più o meno percettibile. Il suo colore varia dal bruno chiaro al bruno scuro o al bruno grigio ma, di solito, più chiaro in prossimità del margine.
La lamelle, adnate sinuate, sono mediamente fitte e intercalate da lamellule. Biancastre, anneriscono vistosamente allo sfregamento o alla frattura,
Il gambo è cilindrico, un poco attenuato in basso, liscio, biancastro o con leggere fibrille scure verso il basso, annerente alla pressione o per l'invecchiamento.
Carne bianca ma poi imbrunente e infine annerente al tocco o con l'età, elastica, con odore e sapore deboli ma sgradevoli, di farina rancida.
Fa parte di un gruppo di specie facilmente distinguibili, a livello microscopico, per la forma delle spore. Quelle di L. transforme sono tipicamente triangolari ma con gli angoli arrotondati) e misurano 8 / 10,5 x 6,5 / 7,5 micron. Si producono da basidi carminofili (reagiscono arrossendo con il carminio acetico).
Specie più o meno comune, spesso confusa con altri Lyophyllum, cresce gragario e talvolta cespitoso, in estate e in autunno sotto latifoglie e talvolta sotto aghifoglie montane.

 

Possibilità di scambio

Da un punto di vista macroscopico è abbastanza difficile distinguere L. transforme da altri funghi: ad esempio Collybia butyracea (Bull. : Fr.) Kummer (v, scheda n. 151) gli assomiglia molto, distinguendosene soltanto per il rivestimento pileico, in questo caso umido e burroso. E' quindi necessario ricorrere all'osservazione microscopica delle spore tenendo presente che mentre le spore di L. transforme sono approssimativamen-te triangolari, quelle di L. deliberatum (Britz.) Kreisel sono romboidali, quelle di L. semitale (Fr.) Kühner sono a forma di lacrima, quelle di L.leucophaeatum (Karsten) Karsten sono ovoidi ellittiche, quelle di L. immundum (Bk.) Kühner sono subglobose, quelle di l. crassifolium (BK.) Singer sono globose e quelle di L. capniocephalim (Bull. : Fr.) Kühner sono ovoidi e molto piccole.



Bibliografia

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(Sandro Ascarelli)