Lepista

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Scheda n. 045 - Marzo 2009 - Riferimento n. 424




LEPISTA NUDA
(Bull. : Fr.) Cooke





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Sinonimi

Agaricus nudus, Tricholoma nudum, Rhodopaxillus nudus,
Volg. : Agarico nudo, Agarico violetto, Ordinello viola, Ordinello blù, Fungo di S. Catena

Etimologia

Lepista = (dal latino "lepista" o "lepesta") coppa, piccola brocca;
nuda = (dal latino "nudus") nuda, svestita (per la cuticola del cappello liscia e priva di ornamentazioni)

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Tricholomatoi-deae, Tribù: Lepi-steae, Genere: Lepista, Specie: nuda.


Commestibilità

Buon commestibile ma solo dopo adeguata cottura.

Descrizione

Abbiamo già avuto modo di incontrare un fungo di un bel colore uniformemente viola, il Cortinarius violaceus (vedi scheda n. 4, settembre 2008). Anche Lepista nuda presenta lo stesso colore in ogni sua parte ma differisce dal precedente basidiomicete per essere molto meno sviluppato in altezza, per non avere tracce di filamenti della cortina che, staccatisi dall'orlo del cappello, ricadono sul gambo formando nella sua parte alta una banda rugginosa, ed infine per il particolarissimo odore difficilmente definibile ma gradevole ed aromatico.

Il cappello, (da 6 o 7 cm. fino a 14 o 15 cm. di diametro), grigio-lilacino o più o meno violetto, si presenta inizialmente convesso per poi distendersi ed appianarsi, leggermente bombato al centro o con una leggera depressione attorno ad un umbone basso e poco pronunciato. Il margine per lungo tempo ripiegato su sé stesso tende poi a svolgersi e ad assumere un andamento diritto o leggermente ondulato. La cuticola è separabile e si presenta umida e brillante o, in presenza di tempo asciutto, vellutata e pruinosa.

Le lamelle ineguali e abbastanza strette, sinuate o di poco decorrenti sul gambo al quale si innestano con un uncino, si possono staccare a blocchetti dalla carne del cappello. Hanno anch'esse un colore fondamentalmente viola tendente a sbiadirsi in maturità

Il gambo liscio, alto una decina di cm., piuttosto tozzo, è cilindrico e consistente e termina con una bulbosità che affonda nel substrato ed ingloba i detriti del terreno con un micelio fitto e bambagioso. Ha un colore simile a quello del cappello ma, alla sommità dello stipite, appare decorato da fibrille longitudinali bianco-argentee.

Carne tenera, spugnosa quando si imbeve di acqua, biancastra con sfumature lilacine. Emana un odore non facilmente definibile ma gradevole (forse un misto di frutta acerba), molto simile a quello di Clitocybe nebularis, che un buon determinatore dovrebbe memorizzare; sapore dolciastro. Difficilmente attaccata dalle larve.

La sporata, rosata, è costituita da basidiospore ellissoidali, a volte a malapena verrucose, che misurano approssimativamente 4 / 6 x 4,5 / 5,5 micron.

Fungo probabilmente saprotrofo cresce in colonie anche numerose tra le foglie e i detriti del bosco su terreno ricco di humus, e anche nei giardini e nei parchi, dal tardo autunno fino alle prime gelate.

Possibilità di scambio

Abbiamo già accennato alla possibilità di scambiare L. nuda con Cortinarius. violaceus o con altri Cortinari della sezione Coerulescentes, con colori analoghi. Per evitare confusioni è sempre necessario esaminare se sulla parte alta del gambo persistono residui di cortina (color ruggine) e controllare l'odore emanato dalla carne del carpoforo. Al microscopio le spore delle due entità sono diverse.

Altre somiglianze si verificano con specie assai prossime a L. nuda, anche esse commestibili: Lepista glaucocana ha un cappello molto più chiaro (grigio-biancastro), odore e sapore insignificanti, Lepista sordida di piccola taglia e colore più scuro in tutte le sue parti, Lepista personata con la cuticola del cappello grigiastra o color caffellatte in contrasto con la tonalità violette del gambo.

Bibliografia

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Zeitlmayr L. : I Funghi, Ediz. Mediterranee, Roma, 1955, pag. 134, ill. 11;

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Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 158;

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Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 100.

 

(Sandro Ascarelli)

 

Scheda n. 231 - Maggio 2011 . Riferimento n. 422

 

LEPISTA PANAEOLA (Fr.) P. Karsten

231. Lepista panaeolaFoto S. Ascarelli

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Sinonimi

Agaricus calceus Fries, Agaricus luscinus Fries, Agaricus nimbatus Batsch, Secretan, Agaricus ectypus Secretan, Agaricus panaeolus Fries, Gyrophila panaeola Quàlet, Paxillus lepista Fries, Rhodopaxillus panaeolus R. Maire, Rhodopaxillus nimbatus (Batsch. : Secr.) Konrad & Maublanc, Tricholoma nimbatum Maire, Tricholoma panaeolus ss.Ricken, Tricholoma panaeolum subsp. calceolus (Fries) Starbäck, Clitocybe rickeni (Singer) Harmaja, Lepista luscina (Fr.) Singer, Lepista Rickenii Singer.

Volg. : Prugnolo autunnale

Etimologia

Lepista = nudo, pelato (dal greco lepistòs) quindi fungo privo di particolari ornamenti

panaeola = smagliante, picchiettato (dall’aggettivo greco panaìolus)

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricho-lomataceae, Sottofamiglia: Tricholomatoideae, Tribù: Lepisteae, Genere: Lepista, Specie: panaeola.

Commestibilità

Commestibile dopo cottura.

Descrizione

Questo fungo mi fu consigliato, tanti anni fa, da un amico di mio padre che lo chiamava prugnolo autunnale, perché credeva fosse la versione autunnale di Calocybe gambosa. Io lo mangiai e mi piacque e da allora lo raccolgo volentieri e lo ritengo più gustoso della versione…..primaverile! Naturalmente non ha niente di quest’ultima e ve ne do la descrizione qui di seguito.

È un fungo di medie dimensioni ed il cappello misura 60-130 mm di diametro, è emisferico nelle prime fasi di crescita poi diviene piano-convesso con leggera depressione centrale, ma spesso si presenta disteso e privo di depressione; il margine è involuto nei giovani esemplari poi disteso ed ondulato-lobato, raramente compaiono delle brevi striature; la superficie è liscia, glabra e pruinosa, di aspetto sericeo, brillante a tempo umido e decorata da fibrillature radiali innate e da guttule brunastre acquose; il colore varia dal beige al grigio-beige-rosato, punteggiato di grigio scuro verso il centro; margine di norma più chiaro.

Le lamelle sono fitte, da adnate a subdecorrenti, strette, con numerose lamellule frammiste e separabili “a pacchetto” dalla carne del cappello; la colorazione iniziale è crema chiaro poi grigiastro-rosa cupo nell’adulto.

Il gambo misura 45-100 x 10-25 mm ed è cilindroide, pieno nel giovane poi midolloso-stopposo; il colore va da biancastro a grigio-brunastro chiaro ed è percorso da fibrille longitudinali innate e concolori allo sfondo.

La carne è biancastra, tenera poi fibroso-spongiosa, con odore di farina un po’ rancida o vagamente un poco fruttato, sapore decisamente dolce.

Le spore misurano 5-7 x 3-4 micron e sono ellissoidali e di colore ocra-bruno-rosate in massa.

Vive dall’estate al tardo autunno, in zone erbose, come parchi e giardini, ma anche all’interno di boschi misti ove siano presenti radure erbose.

Possibilità di scambio

Confondibile con Calocybe georgii, ma come si è visto, oltre all’odore, al colore un po’ diverso ed all’assenza di guttule sul cappello, matura in primavera (vedi scheda 070). È privo di guttule anche l’apparentemente simile Clitocybe nebularis che, pur essendo consumato in molte parti d’Italia, è da considerarsi velenoso (vedi scheda 118).

Bibliografia

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Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag.130;

La Chiusa L. : Il grande libro dei funghi d’Italia e d’Europa. DVE Italia s.p.a., Milano, 2007, pag. 116;

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Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 329;

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Monografie:

Riva A. : Tricholoma, Ed. Biella G., Saronno, 1988, pag. 52;

(Gianfranco Sperati)

Scheda n. 483       -        Maggio 2014        -         Riferimento 425

 



LEPISTA SORDIDA (Fr.) Singer 1951



lepista sordida gs2 edited 20141002 2001940509Foto G. Sperati
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Sinonimi

Agaricus sordidus Schumacher (1803), Tricholoma sordidum (Schumach.) P. Kummer (1871), Tricholoma sordidum var. sordidum (Schumach.) P. Kummer (1871), Tricholoma sordidum var. ionidiforme Voglino (1886), Gyrophila sordida (Schumach) Quèlet (1886), Gyrophila nuda var. lilacea Quèlet (1888), Clitocybe tarda Peck (1897), Rhodopaxillus sordidus (Schumach.) Maire (1913), Rhodopaxillus sordidus var. sordidus (Schumach.) Maire (1913), Rhodopaxillus sordidus f. sordidus (Schumach.) Maire (1913), Melanoleuca sordida (Schumach.) Murrill (1914), Lepista domestica Murrill 1915, Lepista nuda var. sordida (Schumach.) Maire (1916), Lepista sordida var. sordida (Schumach.) Singer (1951), Lepista sordida var. gracilis Reichert & Avizohar-Hershenzan(1959),Rhodopaxillus sordidus f. obsuratus Bon (1970), Rhodopaxillus sordidus f. umbonata Bon (1970),Rhodopaxillus sordidus var. aianthinus Bon (1970), Lepista sordida var. calathus (Quèl.) Urbonas (1974), Lepista sordida var. ianthina Bon (1979), Lepista nuda var. ianthina Bon (1979), Lepista sordida var.lilacea (Quèl.) Bon (1980), Lepista sordida var. aianthina (Bon) Bon (1980), ), Lepista sordida var. obscurata (Bon) Bon (1980), ), Lepista sordida var. umbonata (Bon) Bon (1980).
Volg. : Agarico violetto minore


Etimologia

Lepista = nudo, pelato (dal greco lepistòs) quindi fungo privo di particolari ornamenti;
= sordida, sporca (dall'aggettivo latino sordidus = sordido, sudicio, sporco)



Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Tricholomatoideae, Tribù: Lepisteae, Genere: Lepista, Sottogenere: Rhodopaxillus, Specie: sordida

Commestibilità


Commestibile dopo una adeguata prebollitura.


Descrizione

Il Genere Lepista (Fr.) W.G.Smith comprende una trentina di specie europee, terricole, che hanno i seguenti caratteri specifici: aspetto che ricorda quello dei Tricholomi o delle Clitocybi, taglia media, colori variabili tra il giallo e il rosso mattone, lamelle facilmente separabili dalla carne e molto decorrenti sul gambo, spore bianche o più o meno rosate o lilacine, a volte finemente punteggiate o rugulose.
Lepista sordida ha un cappello di 30-90 mm di diametro, all'inizio campanulato-convesso poi sempre più aperto ed alla fine spianato con bassa depressione centrale e presenza di un umbone ottuso; la cuticola è un po' igrofana, liscia e glabra; il margine è sottile, a lungo involuto, poi ricurvo ed infine disteso con leggere striature che compaiono in trasparenza con tempo particolarmente umido; la colorazione si mantiene costantemente sul grigiastro-lilla-viola, appena più scuro al disco e sbiadente su dei toni ocraceo-brunastri con il tempo secco.
Lamelle adnato-smarginate, talora appena decorrenti sul gambo, abbastanza fitte e con numerose lamellule frammiste; nel giovane crema-lilacino con riflessi rosati poi viola-lilacino o viola intenso.
Gambo di 40-80 x 8-15 mm, cilindrico in buona parte, leggermente rigonfio e ricurvo alla base, colore grigio-lilaceo poi identico al colore del cappello con superficie longitudinalmente fibrilloso-striata, alla base è presente un fitto intreccio di ife biancastre che inglobano parte del substrato all'atto della raccolta; internamente è pieno negli esemplari immaturi poi farcito ed infine da midolloso a cavo.
Carne soda, fibrosa ed un po' elastica nello stipite, tenera e fragile nel cappello, talora acquosa per la igrofaneità, biancastra all'inizio poi grigio-lilla, fino a concolore al resto del carpoforo; il sapore è mite-dolciastro, l'odore è netto fungino con altra componente indefinita.
Le spore ovo-ellissoidali, misurano 6-7,5 x 3,5-4,5 micron e sono di colore grigio-lilacino in massa.
Fruttifica verso la fine dell' autunno o più raramente in primavera nei parchi, nei giardini, nei tratti erbosi all'interno dei boschi o tra i detriti vegetali marcescenti.


Possibilità di scambio

È quasi un sosia di Lepista nuda (Bull. ex Fries) Cooke (vedi scheda n. 45), ma di dimensioni inferiori e, come quest'ultima, è dotata di una certa igrofaneità che ne determina un imbrunimento in determinate condizioni atmosferiche.


Bibliografia

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Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 11 n. 76, tav. 11;
Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 458;
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Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 117, tav. 52;
Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 81 in nota;
Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 123;
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Balletto C. - Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 299;
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Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 171;
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Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 3, pag. 216, foto 250 ;
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Essartier G. & Roux P. : Le guide des champignons Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 608;
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Monografie:

Bon M. : Les Clitocybes, omphales et ressemblants - Documents mycologiques Memoire hors sèrie n. 4, CRDP de l'Academie d'Amiens, Amiens, 1997, pag. 111, tav. 3G.




(Gianfranco Sperati)


Scheda n.346         -       Ottobre 2012      -        Riferimento 287




LEPISTA INVERSA (Scop.: Fr.) Patouillard 1887





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foto di G. Sperati
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Sinonimi

Agaricus inversus Scopoli (1772), Agaricus flaccidus Sowerby (1799), Agaricus lobatus Sowerby (1799), Agaricus lobatus var. lobatus Sowerby (1799), Agaricus splendens Persoon (1801), Agaricus gilvus Persoon (1801), Agaricus gilvus var. flaccidus (Sowerby) Persoon (1801), Agaricus gilvus var. gilvus Persoon (1801), Omphalia gilva (Pers.) Gray (1821), Omphalia lobata (Sowerby) Gray (1821), Agaricus fimbriatus var. lobatus Fries (1821), Agaricus gilvus var. splendens (Pers.) Fries (1838), Agaricus lentiginosus Fries (1838) , Clitocybe flaccida (Sowerby) P. Kummer (1871), Clitocybe gilva (Pers.) P. Kummer (1871), Clitocybe gilva var. splendens (Pers.) P. Kummer (1871), Clitocybe inversa (Scop.) Quélet (1872), Clitocybe splendens (Pers.) Gillet (1874), Omphalia inversa Quèlet (1886), Omphalia flaccida Quèlet (1886), Lepista inversa (Scop.) Patouillard (1887), Lepista flaccida Patouillard (1887), Omphalia inversa var. flaccida Quèlet (1888), Lepista gilva (Pers.) Patouillard (1900), Lepista splendens (Pers.) Konrad (1927), Lepista flaccida var. lobata (Sowerby) Romagnesi & Bon (1987), Lepista flaccida f. gilva (Pers.) Krieglsteiner (1991), Paralepista gilva (Pers.) Raithelhuber (1996), Lepista flaccida var. inversa (Scop.) Chiari (2001).







Etimologia

Lepista = fungo pelato (cioè senza particolari ornamenti) (dal greco lepistós = nudo, pelato);
inversa = invertita (dal latino inversus = invertito), perché il cappello possiede margine involuto.



Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Tricholomatoideae, Tribù: Clitocybeae, Genere: Lepista, Sezione: Gilvoideae, Specie: inversa.


Commestibilita'

Commestibile. Privilegiare i giovani esemplari.


Descrizione

Credo sia una delle ultime risorse fungine prima dell'inverno perché, soprattutto lungo le pinete del litorale se ne trovano in abbondanza fino ai primi freddi dell'inverno. Bisogna però fare molta attenzione quando si raccolgono in quanto possono aver subito dei periodi più o meno brevi di congelamento: in questo caso i cappelli dei funghi si sfaldano facilmente alla pressione delle dita ed è quindi opportuno lasciarli dove sono perché, se ingeriti in quello stato, anche se cotti, possono provocare seri avvelenamenti gastroenterici.

Il cappello misura 4-10 cm di diametro, è prima appianato poi depresso, alla fine imbutiforme, con il margine lungamente involuto poi incurvato, disteso e ondulato-lobato nell'adulto; la superficie è liscia, untuosa e lucente a tempo umido; la colorazione varia dal giallo-aranciato-fulvo al rossastro-arancio con centro sempre leggermente più scuro, decorata da fibrillature radiali compenetrate, più evidenti verso il margine e da guttule brunastre sparse grossolanamente, soprattutto con i primi freddi; con il secco la colorazione degrada su tonalità giallastro-alutacee.

Le lamelle sono molto fitte, strette, molto decorrenti sul gambo, frammiste a numerose lamellule, separabili in blocco dalla carne del cappello; quasi bianche nel giovane, poi crema-aranciate, con macchie brunastre in vecchiaia.

Il gambo è di 30-60 x 6-12 mm, cilindrico, leggermente svasato sotto le lamelle, pieno all'inizio poi cavo, fibroso-elastico e tenace, bianco nel giovane poi concolore al cappello, con fibrille longitudinali e un feltro basale bianco che ingloba il substrato nell'atto della raccolta.

La carne è tenace, fibrosa nel gambo, biancastra con sfumature fulve, odore fungino marcato e sapore mite-dolciastro con retrogusto un po' astringente.

Spore 3,5-5 x 3-4 micron, largamente ellissoidali o subglobose, bianco-crema in massa.

Cresce, nell'autunno inoltrato ed anche all'inizio dell'inverno, in boschi di aghifoglie, in gruppi numerosi o in cerchi delle streghe.



Possibilita' di Scambio

Confondibile con Lepista flaccida, che è più piccola e vive in boschi di latifoglie. Può essere confusa anche con Lepista gilva, ma quest'ultima presenta delle guttule innate ocracee soprattutto al margine del cappello. Da Clitocybe gibba è facile distinguerla perché si tratta di una clitocibe e quindi le lamelle non si staccano a blocco dalla pagina inferiore del cappello (vedi scheda n. 13).



Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 81;
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(Gianfranco Sperati)