Agaricus

Scheda n. 032           -        Gennaio 2009         -        Riferimento n. 756

 

 


AGARICUS PRAECLARESQUAMOSUS Freeman 1979


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Sinonimi

Agaricus placomyces Peck 1878, Fungus placomyces (Pecj) Kuntze 1898, Psalliota placomyces (Peck) Lloyd 1899. Agaricus xanthodermus var. obscuratus Maire 1910, Psalliota meleagris Jul. Schäffer 1925, Agaricus meleagris (Jul. Schäff.) Imbach 1946, Agaricus meleagris var. terricolor (F.H. Møller) F.H. Møller 1952, Psalliota meleagris var. obscurata (Maire) F.H. Møller 1952, Psalliota meleagris var. terricolor F.H. Møller 1952, Agaricus meleagris var. obscuratus (Maire) Heinemann 1965, Agaricus placomyces var. meleagris (Jul. Schäff.) M.M. Moser 1967, Agaricus moelleri Wassermann 1976, Agaricus praeclaresquamosus var. preclaresquamosus A.E. Freeman 1979, Agaricus praeclaresquamosus var. terricolor (F.H. Møller) Bon & Cappelli 1986, Agaricus placomyces var. meleagris (Jul. Schäff.) R. Pascual 1987, Agaricus praeclaresquamosus var. obscuratus (Maire) Quadraccia & Lunghini, 1990, Agaricus moelleri var. terricolor (F.H. Møller) P. Roux & Guy Garcia 2006
Volg: Prataiolo con odore di inchiostro.


Etimologia

Agaricus = campestre, prataiolo (dal greco agarikòn),
praeclaresquamosus = ricoperto di squame non chiare.


Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe Homobasidiomycetes, Sottoclasse Agaricomycetideae, Ordine Tricholomatales, Famiglia Dermolomataceae, Sottofamiglia Agaricaceae, Tribù Agariceae, Genere Agaricus, Sezione Xanthodermatei, specie praeclaresquamosus.


Commestibilità

Fungo tossico che provoca, circa un quarto d'ora dopo la sua ingestione, disturbi intestinali associati a diarrea, vomito, nausea e dolori addominali (sindrome pardinica).


Descrizione

Il Genere Agaricus (denominazione che sostituisce il desueto termine Psalliota) comprende una settantina di specie europee non sempre di facile determinazione senza l'ausilio di un esame microscopico. Carattere generale di tutti i funghi che vi appartengono è la colorazione delle lamelle che dall'avorio del carpoforo ancora in embrione tende via via a colorarsi di un rosa più o meno intenso, per divenire in seguito bruna e infine nera.

Tra gli Agarici (volgarmente noti anche come prataioli) una prima distinzione è quella tra specie che allo sfregamento o al taglio presentano una carne arrossante (Rubescentes) e quelle che, al contrario, presentano una carne ingiallente (flavescentes). Tra le prime vanno poi tenute separate le specie con anello infero ascendente (cioè asportabile dall'alto in basso) e quelle con anello supero discendente (asportabile dal basso in alto).

I prataioli sono abitualmente ricercati per le buone proprietà organolettiche (alcune specie come gli champignons de Paris sono coltivate e vendute sui mercati ortofrutticoli). Mentre gli agarici arrossanti non presentano abitualmente specie tossiche, lo stesso non può dirsi per gli Agarici flavescentes; in quest'ultimo caso è necessario rendere evidente un altro carattere: l'odore. Dopo aver strofinato la carne del carpoforo ed aver evidenziato il suo ingiallimento, sarà opportuno controllare che l'aroma del fungo sia simile a quello, gradevole, dell'anice o della mandorla amara; se al contrario dal carpoforo si sprigiona un odore, sgradevole, di iodoformio o di inchiostro di China, la specie esaminata andrà scartata perché sicuramente tossica.

A. praeclaresquamosus fa parte di quest' ultimo gruppo di funghi e quindi è inserito nella sezione Xanthodermatei dove si trovano specie a carne ingiallente e con odore più o meno pronunciato di fenolo. Essendo specie tossica, va conosciuto bene per non confonderlo con altri prataioli eduli.

Il cappello, una volta disteso, può avere un diametro anche superiore ai 12 cm. . La cuticola è rivestita da squamosità o fibrille grigio/nerastre su fondo bianco, che più intensamente colorano il centro del cappello fino a farlo apparire quasi uniformemente nero.fuligginoso. L'orlo è per lungo tempo introflesso, a volte fessurato o orlato da residui del velo.

Le lamelle, come più volte abbiamo avuto modo di dire, sono di un colore avorio nel primordio, poi si tinge di rosa per passare successivamente al bruno e al nero; sono mediamente fitte, completamente libere e si innestano al gambo solo dopo una depressione annuliforme situato tra il cappello e il gambo stesso.

Quest'ultimo, alto e slanciato sino a raggiungere i 15 / 20 centimetri di altezza, presenta un bulbo basale submarginato. Nudo, liscio, da principio di un bel bianco sericeo, tende ad assumere un colore brunastro, soprattutto appena al di sotto delle lamelle. E' presente un anello supero, ampio, situato nella parte alta dello stipite, costituito da un tessuto persistente, denticolato e un po' fioccoso nella parte inferiore. Si colora subito di un bel giallo limone appena toccato.

Carne bianca, giallo cromo al tocco o al taglio, imbrunente con l'età; odore tipico di fenolo o di inchiostro di China.

Sporata bruno scura costituita da spore piccole (4,2/%,5 x  3,2/3,6 micron), ellissoidali

E' frequente nell'areale mediterraneo, dove fruttifica dalla tarda primavera all'autunno, nei boschi di latifoglie, in luoghi umidi ed aperti.


Possibilità di scambio

La taglia, la colorazione a volte biancastra del cappello, la presenza dell'anello inducono a scambiare molti "prataioli" con una delle Amanite mortali (in particolare con l'A. phalloides var. alba o con l' Amanita verna. Le Amanite tuttavia hanno le lamelle sempre bianche e non hanno gli odori tipici degli Agaricus cui abbiamo farro cenno. La possibilità di scambio con A. praeclaresquamosis è remota tenendo presente che quest'ultima specie ha, inoltre, il cappello rivestito di fibrille o squame concentriche nerastre.


Bibliografia

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 1003;

Essette H. : Les Psalliotes, P. Lechevalier, Paris, 1964, pag. 73, tav. 41

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 2, , foto n. 431;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 1, tav. 75;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 415;

Mayr C. : Funghi dei boschi alpini, Casa Editrice Athesia, Bolzano, 1975, pag. 32;

Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol.1, pagg. 171 e 172;

Griffiths D.A. : Hong Kong Fungi, Urban Council, Hong Kong, 1977, pag. 65;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 238;

Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 204;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 250;

Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 507, foto 152;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 1, tav. 178.

Togni N. : Funghi buoni e cattivi di collina e di pianura, Ed. Mundici & Zanetti, Modena, 1982, pag. 109;

Azzarelli G., Galli R., Bernini A. & Polani F. - Funghi velenosi, Ed. La Tipotecnica, S. Vittore Olona (MI), 1983, pag. 112;

Cappelli A. : Agaricus, Ed. Biella G., Saronno, 1984, pag. 325, tav. 62;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 111;

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Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 67;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 149;

Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 971, tav. 1331;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 192, foto  250;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 243, foto 170;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 258;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 453;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 226;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 207, Iconografia n. 329;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 160;

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Courtecuisse R, : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 395, foto 658;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 277;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 236;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol.  4, foto 188;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pagg. 170 e 171;

Nonis U: : 500 funghi d'Italia e d'Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 68 (in nota);

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 215;

Phillips R: : Les champignons du Quèbec, Ed. Broquet, Ottawa, 2002, pag. 195;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 72;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 193;

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Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 54;

La Chiusa L. : Il grande libro dei funghi d'Italia e d'Europa. DVE Italia s.p.a., Milano, 2007, pag. 188;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M.
: Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 70 n. 125;

De Angelis A., Di Massimo G., Materozzi G.
: I funghi, ED. U. Hoepli, Milano, 2008, pag. 213;

Tiberi G. e Sperati G. :
I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 114;

Brotzu R: e Colomo S.
: I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 4, pag. 155, n. 412;

Eyssartier G. & Roux P.
: Le guide des champignons, Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 272.





(Sandro Ascarelli)





Scheda n. 048      -     Marzo 2009      -      Riferimento n. 725


AGARICUS BITORQUIS
(Quèlet) Saccardo

 

 

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Sinonimi

Psalliota bitorquis, Psalliota edulis, Psalliota Rodmanii;
Volg: Agarico dell'asfalto.

Etimologia

Agaricus = campestre, prataiolo (dal greco agarikòn),
bitorquis = con due collane (dal latino bis = due volte e torquis = collana).

Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe Homobasidio-mycetes, Sottoclasse Agaricomycetideae, Ordine Tricholomatales, Famiglia Dermolomataceae, Sottofamiglia Agaricaceae, Tribù Agariceae, Genere Agaricus, Sezione Bitorques, specie bitorquis.

Commestibilità

Commestibile buono, carnoso e sodo.

Descrizione

Questo fungo, massiccio e sodo, cresce in colonie di numerosi esemplari appressati, in terreni argillosi e compatti o sotto l'asfalto che con la sua forza, paragonabile a quella stimata in almeno 10 atmosfere, riesce a bucare. Non è quindi infrequente trovarlo sotto la crosta asfaltica delle strade cittadine o addirittura sotto il manto delle piste aeroportuali che riesce a sollevare arrecando notevoli danni. Pur essendo un ottimo commestibile, va evitato se raccolto in aree urbane o comunque inquinate.

Inizialmente il cappello, bianco, biancastro o crema pallido, si presenta in forma emisferica e con l'orlo involuto; in seguito tende ad appianarsi ed anche il margine si distende. E' sodo, carnoso e compatto. Può avere un diametro superiore ai 10 / 12 cm.

Le lamelle sono fitte, strette, libere al gambo o leggermente adnate, intervallate da lamellule, da prima color avorio, ben presto rosate più o meno intensamente fino a divenire brunastre e nere in maturità.

Il gambo si sviluppa per circa 6 / 8 cm. di altezza ma rimane sempre un po' tozzo e compatto; cilindrico, tende ad attenuarsi verso la base; ha un colore biancastro lievemente rosato. Nella parte mediana e verso l'apice inferiore è ornato da due anelli inferi, bianchi, membranosi ricadenti verso il basso.

La carne è soda, quasi dura al taglio, compatta, bianca ma tendente ad assumere tonalità rossiccie e poi ad imbrunire. Gradevole il profumo e dolce il sapore.

Spore tondeggianti o largamente ellissoidali, lisce, guttulate, brunastre, tingono la sporata di un colore bruno porporino. Dimensioni: 4,5 / 6 x 4 / 5,2.

Come già detto, cresce in colonie numerose e compatte, lungo i viali, nei parchi, prediligendo zone bituminose ed asfaltate. Si può rinvenire dalla tarda primavera all'autunno inoltrato.

Possibilità di scambio

Facilmente identificabile per la presenza del doppio anello, potrebbe tuttavia confondersi con A. campestris che però ha un solo anello (e per di più fugace) e lamelle più vivacemente rossastre in età giovanile, o con A. bisporus, che è munito anch'esso di un solo anello, fungo ampiamente coltivato e commercializzato ma che difficilmente si trova, spontaneo, in natura.

Bibliografia

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 998;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 72;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 119 (in nota), tav. 36 n. 1028;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 139, fig. 305;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n. 46;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, pag. 109;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1971, vol. 2, pag. 109;

Schlitter J. : Funghi, Ed. Silva, Zurigo, 1972, vol  1, pagg. 70 e 71;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 410;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 243;

Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 503, foto 157;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 1, tav. 175.

Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag.  46, foto  32;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 110;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1985, collez. 4, tav. 151;

Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 163;

Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985,  pag. 60;

Reid D. : I funghi, Ed. Vallardi, Lainate (Mi), 1986, pag. 69;

Pandolfi M. e Ubaldi D. : Guida ai funghi d'Italia e d'Europa, F. Muzio Ed., Padova, 1987, pag. 146;

Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 274;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 68;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 146;

Montegut J. : L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, tav. 964 n. 1324;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1,  foto 233;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 252 n. 725;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 2 , pag. 472, tav. 138D;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 381;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 222;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 201, Iconografia n. 313;

Sitta M. : Funghi epigei spontanei, CISNIAR, Modena, 1997, pagg. 14 e 18;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 162;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 282;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag.  161:

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 546;

Courtecuisse R, : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 388, foto 657;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol.  1, pag.  271;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 232;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 164, foto  173;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag 172;

Nonis U: : 500 funghi d'Italia e d'Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 409;

Phillips R: : Les champignons du Quèbec, Ed. Broquet, Ottawa, 2002, pag. 190;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 60;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 499;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 190;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 316;

Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 49.

Monografie

Essette H. : Les Psalliotes, P. Lechevalier, Paris, 1964, tav. 3;

Cappelli A. : Agaricus, Ed. Biella G., Saronno, 1984, pag. 368;

Galli R, : Gli Agaricus, Ed. Dalla Natura, Milano, 2004, pag. 66.

 

(Sandro Ascarelli)

 

 

 

 

Scheda n. 114          -         Gennaio 2010         -          Riferimento n. 748


AGARICUS ESSETTEI Bon

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Sinonimi

Agaricus abruptibulbus Peck, Psalliota abruptibulba Kauffman, Psalliota sylvicola Vittadini.
Volg. Psalliota bulbosa, Prataiolo bulboso..

Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe Homobasidio-mycetes, Sottoclasse Agaricomycetideae, Ordine Tricholomatales, Famiglia Dermolomataceae, Sottofamiglia Agaricaceae, Tribù Agariceae, Genere Agaricus, Sezione Arvenses Sottosezione: arvenses, specie: Essettei..

Etimologia

Agaricus = campestre, prataiolo (dal greco agarikòn),
Essettei = dedicato al micologo francese Henry Essette

Commestibilità

Buon commestibile.

Descrizione

La creazione di questo taxon è opera del micologo francese Marcel Bon il quale ha voluto così distinguere questa specie dall’ Agaricus abruptibulbus (denominazione dovuta alla maggior parte dei micologi europei) o dal suo sinonimo Agaricus arvensis var. sylvicola. In effetti l’ Agaricus Es- settei si caratterizza per avere la taglia più slanciata, un grosso bulbo basale nettamente smarginato, le spore mediamente più grandi e per crescere prevalentemente sul tappeto di aghi di pino.

E’ un prataiolo appartenente al gruppo dei “flavesventes”, cioè di quei carpofori che, strofinati, si colorano di giallo.

Facendosi strada attraverso la lettiera di aghi di pino, il cappello di A. Essettei, bianco e completamente sferico, è del tutto simile ad una “vescia”. Poi, spinto in alto da un gambo slanciato, tende ad allargarsi mantenendo però una forma più o meno campanulata, munita al centro di un leggero umbone e raggiungendo un diametro di 10 / 12 centimetri. Il rivestimento pileico è liscio, sericeo, bianco ma tendente a macchiarsi, al tocco, di giallo cromo. L’orlo è sottile, con margine fioccoso per i residui del velo parziale.

Le lamelle sono fitte, mediamente serrate, strette, libere al gambo, di color bianco-avorio all’inizio ma tendente, come tutti gli Agarici, a divenire rosate, poi brune e infine nerastre.

Il gambo, alto anche 20 cm., è cilindrico, liscio, bianco ma tendente anch’esso a tingersi di giallo, talora rosato in alto, squamuloso in basso e munito alla base di un grosso bulbo marginato ed inferiormente appiattito.  L’anello è supero, ricadente sul gambo a gonnellino, sottile e membranoso, ornato da squame angolose lungo il margine che appare quindi simile ad una ruota dentata.

Carne bianca nel cappello, con sfumature rosa-carnicino nel gambo, dalla quale promana un profumo di mandorle o di anice più intenso allo sfregamento. Sapore dolciastro.

Le spore sono ovoidi, lisce, talvolta guttulate, scure, di dimensioni 6 / 7,5 x 4 / 5 micron. Sporata brunastra.

E’ un fungo relativamente comune nelle radure soleggiate dei boschi di conifere dove cresce in estate e in autunno, isolato o in piccoli gruppi di due, tre esemplari talora uniti alla base.

Possibilità di scanbio.

La specie più prossima a A. Essettei, e talvolta sinonimizzata con quest’ultima, è Agaricus sylvicola che avrebbe un portamento meno slanciato ed un bulbo basale non marginato. Tra gli Agarici bianchi ed ingiallenti alla manipolazione troviamo anche A. tenuivolvatus, A. macrocarpus, A. arvensis ed altri ancora, tutti ugualmente commestibili. E’ necessario tuttavia che all’ingiallimento del carpoforo si accompagni sempre un gradevole profumo di mandorla o di anice, allo scopo di evitare di confondere i “prataioli” commestibili con gli Agarici della sezione Xanthodermatei, più o meno tossici nei quali all’ingiallimento della superficie si accompagna sempre un odore di fenolo, simile a quello dell’inchiostro di China (confronta Agaricus praeclarosquamosus, scheda n. 32).

E’ appena il caso di ricordare di fare attenzione alle variazioni di colore delle lamelle per evitare il pericolosissimo scambio di un Agaricus con una delle Amanite bianche, mortali, le cui lamelle sono sempre bianche in tutti gli stadi della loro crescita.

Bibliografia

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 567;

Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 131, fig. 159;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 28;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 381;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 415;

Arietti N. & Tomasi R: : I funghi velenosi, Edagricole, Bologna, 1975, pag. 183 ;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 235;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 132

Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 50, foto  35;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 168;

Pandolfi M. e Ubaldi D. : Guida ai funghi d’Italia e d’Europa, F. Muzio Ed., Padova, 1987, pag. 152;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 278;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 68;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 147;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 979, foto  1339;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 188, foto 244;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 256, n. 748;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 378;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 218;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 205;

Sitta M. : Funghi epigei spontanei, CISNIAR, Modena, 1997, pag. 17;

Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag. 136,  tav. 6/5;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag.  286;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 83;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 551;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 393, foto 654;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag.  275;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag.  240;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 166, foto  177;

Mazza R. : Funghi commestibili e velenosi a confronto, RCS Libri s.p.a., Milano, 2002, pag. 1104, n.47;

A. Testi : Funghi d’Italia, Giunti Editore, Firenze, 2002, pag. 68;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 68;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 66, n. 115.

Monografie:

Cappelli A. : Agaricus, Ed. Biella G., Saronno, 1984, pag. 269, tav. 44 a pag. 468;

Galli R, : Gli Agaricus, Ed. Dalla Natura, Milano, 2004, pag. 180, tav. a pag. 149a.

 

(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 081 - Agosto 2009 - Riferimento n. 752


AGARICUS PORPHYRIZON
P.D. Orton

Agaricus porphyrizon.jpg





 

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Sinonimi

Agaricus arvensis var. purpurascens, Psalliota porphyrizon, Psalliota purpurascens;

Volg: Agarico porporino.

Sistematica

Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe Homobasidio-mycetes, Sottoclasse Agaricomycetideae, Ordine Tricholomatales, Famiglia Dermolomataceae, Sottofamiglia Agaricaceae, Tribù Agariceae, Genere Agaricus, Sezione Minores, specie porphyrizon.

Etimologia

Agaricus = campestre, prataiolo (dal greco agarikòn),

porphyrizon = tendente al color porpora (dal greco porphyrìzon)

Commestibilità

Commestibile con cautela ed in modiche quantità perché un po’ indigesto.

.

Descrizione

Benchè tenda ad ingiallire soprattutto alla base del gambo e nonostante un leggero odore di fenolo avvertibile allo sfregamento della carne (elementi tipici della sezione Xanthodermatei) questo “prataiolo” si distingue dagli altri Arvenses per avere un rivestimento pileico dissociato in squame triangolari di colore porporino o vinoso, più o meno pronunciato, un gambo non bulboso e delle lamelle che pur cambiando il loro aspetto cromatico con lo sviluppo del carpoforo, conservano tuttavia un filo biancastro.

Il cappello, inizialmente emisferico, tende a divenire appianato-espanso ed a raggiungere un diametro di 8 / 10 centimetri. Il centro è talvolta depresso. La cuticola, sericea, colora il disco, più o meno uniformemente, di una colorazione bruno-porporina o vinaccia, poi si dissocia in squamette triangolari (non in rilievo ma soltanto disegnate sul cappello) che si diradano procedendo verso il margine lasciando intravedere il colore biancastro della carne. L’orlo del cappello è sottile, un po’ ondulato, talora festonato da lembi biancastri, residui del velo generale,

Le lamelle, libere, fitte, mediamente larghe, sono da principio biancastre o color avorio per divenire bruno-rosate ed infine nerastre, il taglio, denticolato, sterile, rimane biancastro.

Il gambo, alto circa 8 o 10 centimetri, è cilindrico, raramente bulboso alla base, centrale, bianco ma ingiallente verso l’estremità inferiore che può essere munita da cordoni miceliari. Anello supero, pendulo, membranoso, bianco ma poi ingiallente.

Anche la carne da bianca tende ad assumere colorazioni giallastre nel fungo adulto e in modo particolare nella parte inferiore del gambo. Sapore e odore di mandorle amare; talvolta si avverte un odore di fenolo assai lieve e comunque destinato a sparire cucinando il fungo. Caratteristica reazione positiva incrociando anilina ed acido nitrico: nel punto di intersezione compare una colorazione aranciata (reazione di Schaeffer), (RS+).

Basidiospore ovoidali (4,5 / 5,5 x 3 / 4 micron) monoguttulate. Sporata bruno-porpora.

Agaricus porphyrizon cresce, in estate e in autunno, isolato o in piccoli gruppi, nei boschi di latifoglie ed anche in parchi o in giardini. Predilige tuttavia ambienti caldi, mediterranei.

Possibilità di scambio

Agaricus purpurellus ha un cappello molto più esile, con colorazioni assai simili ma la superficie pileica è dissociata non in placchette triangolari ma in fibrille che si irradiano dal centro verso la periferia. Agaricus silvaticus (a carne arrossante) e Agaricus purpurellus (che cresce sotto aghifoglie) hanno odori completamente diversi e sono di taglia minore.

Bibliografia

Micheli P.A. : Nova Plantarum Genera, Firenze, 1728, tav. 75, fig. 2;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 84;

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Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 415;

Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 2, pag. 513;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 236;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 249;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1994, collez. 13, tav. 601;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 110;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag.

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 148;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 980, foto 1340 ;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 188, foto 246;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 247, foto 174;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 258, n. 752

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 206, Iconografia n. 326;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 163:

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 394, foto 663;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag. 803;

Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 242;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 174, foto 187;

Nonis U: : 500 funghi d’Italia e d’Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 69;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 193.

Monografie

Essette H. : Les Psalliotes, P. Lechevalier, Paris, 1964, tav. 46;

Cappelli A. : Agaricus, Ed. Biella G., Saronno, 1984, pag. 290, tavv. 51 e 51bis;

Galli R, : Gli Agaricus, Ed. Dalla Natura, Milano, 2004, pag. 150..

(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 132       -        Marzo 2010          -          Riferimento n. 719


AGARICUS  CAMPESTRIS
L. ex Fries

Agaricus campestris.jpg






Sinonimi

Psalliota campestris Quèlet, Pratella campestris Gillet;
Volg: Prataiolo, pratello.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Dermolomataceae, Sottofamiglia: Agaricaceae, Tribù: Agariceae, Genere: Agaricus, Sezione: Agaricus, specie: campestris.


Etimologia

Agaricus = campestre, prataiolo (dal greco agarikòn),
campestris = campestre, che cresce nei campi.


Commestibilità

Ottimo commestibile. Può essere consumato anche crudo, in insalata, in modica quantità. Si presta ad essere essiccato e ad essere conservato sott’olio.

 

Descrizione

E’ il ben noto “prataiolo”, conosciuto ed apprezzato per le sue buone proprietà organolettiche. Appartiene al gruppo degli Agarici rubescentes, anche se l’arrossamento della carne è piuttosto debole e usualmente localizzato nel punto d’intersezione del cappello con il gambo.

Le sue dimensioni sono abbastanza modeste, con un cappello inizialmente globoso poi disteso ed appianato che non raggiunge mai un diametro superiore ai 10 / 12 centimetri. L’ Agaricus campestris var. campestris è considerato il fungo-tipo di questa specie e differisce dalle altre sue varietà per avere la cuticola asportabile del cappello asciutta e glabra o tutt’al più con qualche residuo fioccoso. Il colore è prevalentemente bianco a volte con lievi sfumature rosate. Margine a lungo involuto, ornato da qualche residuo del velo.

Lamelle color avorio allo stato embrionale, che si tingono poi  di rosa per passare al brunastro e infine al nero in vecchiaia.  Sono fitte, intercalate da lamellule, larghe e libere al gambo.

Il gambo, bianco, rosato sopra l’anello, tendente ad imbrunire al tocco o in maturità, è carnoso, cilindrico ma svasato inferiormente, piuttosto basso.  E’ fornito di un anello di consistenza cotonosa, supero, stretto, talora effimero.

Carne compatta e poi morbida, bianca, appena arrossante nel punto d’intersezione del cappello con il gambo, con un gradevole profumo fungino appena anisato e sapore buono, dolciastro.

Spore munite di poro germinativo, lisce, ovate, misuranti 6,5 / 8 x 4,5 / 5,5 micron. Sporata brunastra.

E’ comune, dalla primavera all’autunno, nei campi erbosi, nei prati concimati con letame naturale, nei parchi e nei giardini e forma ampi cerchi delle streghe. E’ specie simbionte di essenze erbacee.

 

Possibilità di scambio

Esistono numerose altre varietà, non sempre universalmente accettate. Tra le più note l’ A. campestris var. squamulosus con il cappello ricoperto da squamule brune, l’analogo Agaricus pampeanus con basidiospore più grandi, l’ Agaricus moellerianus o floccipes che ha dimensioni maggiori, si tinge al tocco di giallo ed ha un buon profumo di mandorle, ecc.: sono tutte specie commestibili. E’ necessario non confondere questi Agarici con quelli della sezione Xenthodermatei, tossici, ingiallenti alla manipolazione ed emananti odore di fenolo (inchiostro di China). V. Agaricus praeclarosquamosus (scheda n. 32).

 

Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag.281;

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Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 105;

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Monografie:

Essette H. : Les Psalliotes, P. Lechevalier, Paris, 1964, tav. 26 ;

Cappelli A. : Agaricus, Ed. Biella G., Saronno, 1984, pag. 128, tav. 9;

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(Sandro Ascarelli)