Abortiporus

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Scheda n. 150 - Giugno 2010 - Riferimento n. 85



ABORTIPORUS BIENNIS
(Bull. : Fr.) Singer

Abortiporus biennis
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Sinonimi

Boletus biennis Bulliard, Polyporus biennis Fries, Daedalea biennis Fries, Heteroporus biennis Làzaro.


Etimologia

Abortiporus = dai pori prematuri (dal latino abortus = aborto, nascita prematura e porus = poro),
biennis = biennale


Sistematica

Regno : Fungi, Divisione : Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomyce-tes, Sottoclasse: Aphyllophoromycetideae, Ordine: Polyporales, Famiglia: Grifolaceae, Genere: Abortiporusa, Specie: biennis.


Commestibilità

Non commestibile.


Descrizione

La denominazione di specie ha fatto erroneamente ritenere che i corpi fruttiferi si sviluppassero nell’arco di un biennio. Non è così: i basidiomi di Abortiporus biennis sono annuali e si sviluppano, da giugno a ottobre inoltrato, su essenze vive o morte, a volte interrate, di latifoglie.

Il cappello, sessile o brevemente stipitato, è piuttosto irregolare e informe soprattutto all’inizio e può assumere poi una forma a ventaglio, ad imbuto, a spatola. Gli esemplari tendono ad unirsi e ad avvilupparsi gli uni agli altri spesso inglobando fili d’erba o rametti. Ciascun carpoforo può raggiungere e superare un diametro di 10 centimetri. La superficie è feltrata o tomentosa, qualche volta leggermente zonata, biancastra all’inizio e di seguito bruno rosata tendente ad assumere tonalità sempre più rossastre con l’invecchiamento, anche per la presenza di macchioline che scuriscono con l’età. L’orlo del cappello, lobato e irregolare, ha colori più chiari.

L?imenio è composto da tuboli decorrenti sul gambo, a parete sottile, non stratificati, biancastri che terminano con pori mediamente fitti, disuguali, denticolati, angolosi, biancastri negli esemplari giovani ma viranti in seguito al rossastro o al bruno ruggine.

Il gambo, rastremato alla base, è corto, tozzo, eccentrico e irregolare. Rivestito di tomentosità presenta una superficie morbida e vellutata all’esterno ma legnosa e dura all’interno, rosa brunastra verso l’estremità.

La carne, soffice e spugnosa nelle superfici esterne, è coriacea e fibrosa all’interno. Sapore dolciastro, odore debole, gradevole.

Spore da subglobose a ellissoidi, monoguttate,, 4,5 / 7 x 3 / 4,5 micron, ialine ma bianche in massa.

Cresce nei boschi di latifoglie (raramente di aghifoglie), provocando una carie bianca, su radici, ai piedi dei tronchi, sovente su legno morto e talvolta interrato. E’ specie a larga distribuzione, frequente soprattutto nelle regioni meridionali.


Possibilità di scambio.

A. biennis, anche se è una specie polimorfa. si identifica facilmente per il suo cappello inizialmente biancastro ma presto soffuso di colorazioni bruno rossastre, per i suoi pori angolosi e labirintiformi e per la sua duplice trama cellulare. Si citano tuttavia numerose forme e varietà come la forma capitata, la forma terrestris, la forma pulvinata, la forma thelephoroidea e la var. sowerbei.


Bibliografia

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Monografie:

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(Sandro Ascarelli)