Leucopaxillus

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Scheda n. 123 - Febbraio 2010 - Riferimento n. 461



LEUCOPAXILLUS AMARUS
(Alb. & Schw. : Fr.) Kuhener

 

123. Leucopaxillus amarus

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Sinonimi

Leucopaxillus gentianeus, Clitocybe amara.
Volg.

Etimologia

Leucopaxillus = bastoncino bianco (dal greco leukos = bianco e paxillus = bastoncino),
amarus = amaro.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Agaricales,, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Leucopaxilloideae, Tribù: Leucopaxilleae, Genere: Leucopaxillus, Sottogenere: Leucopaxillus, Sezione: Mirabiles, Specie: amarus.

Commestibilità

Non commestibile perché amarissimo

Descrizione

E’ sicuramente molto facile identificare questo fungo: à sufficiente masticare qualche pezzetto della sua carne ed avvertirne subito il sapore amarissimo, tanto che dovremo trascorrere i dieci minuti successivi a sputacchiare per toglierci dalla bocca quello sgradevole gusto.

Il cappello bruno chiaro, marrone o bruno-fulvo è inizialmente convesso ma ben presto si distende fino a raggiungere un diametro di 8 o 10 centimetri. La cuticola è vellutata, tomentosa. L’orlo, sottile, tende ad essere più chiaro e ad avere delle linee scure, appena disegnate sulla cuticola (elemento che riteniamo costante ma non sempre messo in evidenza dagli Autori).

Le lamelle sono piuttosto fitte, adnate, uncinate e decorrenti lungo il gambo, biancastre ma tendenti ad un tenue color crema.

Gambo bianco e tendente ad imbrunire al tocco, sodo, cilindrico ma ingrossantesi alla base, verticalmente percorso da striature che sembrano la prosecuzione della decorrenza delle lamelle.

Carne bianca e soda. Odore lieve di farina. Sapore ingrato, molto amaro.

Spore da ellissoidali a sub sferiche (5 / 7 x 4,5 / 6 micron) ornamentale da verruche poco fitte, bianche in massa.

L. amarus si può trovare frequentemente, in colonie anche numerose, in autunno, sotto pini e sotto quercie.

Possibilità di scambio

Le specie più prossime sembrano essere Leucopaxillus mirabilis che ha colori pileici più marcati, stipite guarnito da una zona anulare e, soprattutto, sapore anisato, dolciastro, e Leucopaxillus phaeopus, riconoscibile per il colore brunastro del gambo

Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 87;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 149;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag.283;

Barla J.B. : Les champignons des Alpes maritimes, Nizza, 1988, ristampa ed. M. Candusso, Alassio, 1996, pag. 65, tav. 49,

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag.221;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 14, tav. 4, n. 96;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag.454, fig. 213;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 2, foto n. 605;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 1, tav. 135;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1971, vol. 9, pag. 52, tav. 823;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 272;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 145, fig. 206;

Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 2, pag. 124;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 146;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 150;

Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 768, foto 277;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 160;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 173;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 137;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1987, collez. 6, tav. 283;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 162;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 225;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 800, foto 1114;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 122, foto 147;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1, pag. 151, foto 83;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 296, n. 461;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 1, pag. 42, tav. 24;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 137, Iconografia n.180;

Sitta M. : Funghi epigei spontanei, CISNIAR, Modena, 1997, pag. ;

Gerhardt E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 455;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 76;

Thieme R. : I funghi di montagna, Ed. Grossi, Domodossola, 2000, pag. 71, pag. 197, foto 82;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 3, pag. 218 e in nota a foto 253;

A. Testi : Funghi d’Italia, Giunti Editore, Firenze, 2002, pag. 225;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 463;

Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 101;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 176, n. 447.

Monografie:

Bon. M. : Les Tricholomes, Mèmoire Hors Sèrie n. 2, C.R.D.P., Amiens, 1991, pag. 110, tav. 4E.

(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 223 - Aprile 2011 - Riferimento n. ---

LEUCOPAXILLUS MACROCEPHALUS (Schulzer) Bohus

Foto di Gianfranco Sperati
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Sinonimi

Porpoloma macrocephalum (Schulzer) Bon
Volg.

Etimologia

Leucopaxillus = bastoncino bianco (dal greco leukos = bianco e paxillus = bastoncino),
macrocephalus =con la testa grossa (dal greco makròs = grande e kefalè = testa) per le grandi dimensioni del carpoforo.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Agaricales,, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Leucopaxilloideae, Tribù: Leucopaxilleae, Genere: Leucopaxillus, Sottogenere: Leucopaxillus, Specie: macrocephalus.

Commestibilità

La sua commestibilità non è accertata anche se, a quanto pare, in Ungheria viene consumato anche crudo. L’odore tuttavia non è gradevole. Data la sua rarità è in ogni caso un fungo da proteggere

Descrizione

Benchè sia considerata una specie molto rara, abbiamo avuto modo di incontrare e di raccogliere in più riprese magnifici esemplari di Leucopaxillus macrocephalus nel Lazio e, segnatamente, nella Cerreta di Manziana. Né pensiamo di aver errato nella sua determinazione trattandosi di carpofori di grandi dimensioni, affastellati, e provenienti da un’unica massa miceliare più o meno profondamente interrata.

Il cappello ha dimensioni notevoli, potendo arrivare a misurare 30 / 25 cm. di diametro una volta che da globoso si estende fino a divenire piano-convesso mentre il margine rimane a lungo involuto. La superficie pileica è liscia ma presto rugosa e, con la siccità, tende a frazionarsi in squame irregolari e vagamente concentriche. Il colore progredisce con l’età dal bianco ocra al brunastro con tonalità aranciate o rossastre soprattutto allo sfregamento.

Lamelle mediamente fitte, intervallate da lamellule e forcate in prossimità dell’orlo, adnate o di poco decorrenti sul gambo, biancastre ma che al tocco si tingono di una colorazione rosata o rossastra.

Il gambo è robusto, ventricoso, radicante e confluente in una massa carnosa insieme ai gambi di altri esemplari; biancastro all’inizio per tingersi poi di ocra con riflessi aranciati, verticalmente fibrilloso, scaglioso verso la base e prolungantesi in una appendice nerastra.

Carne dura, spessa, compatta, biancastra ma assumente tonalità gialline a contatto con l’aria. Odore forte e non gradevole ma non sempre ben definito; con componente terrosa in maturità; sapore dolciastro.

Spore lisce, amiloidi, pluriguttulate, ovoidi o largamente ellissoidi; misurano 4,5 / 6,5 x 3 / 4,5 μm: Sporata bianca o debolmente crema.

Specie rara e da proteggere, può occasionalmente rinvenirsi nella tarda estate o in autunno in boschi aperti e soleggiate di quercia. E’ necessario estirparlo dal suolo con tutta la massa carnosa semiinterrata.

Possibilità di scambio

Altre specie di grandi dimensioni sono il L. macrorhizus che forse non è altro che un sinonimo di L. macrocephalus e L. tricolor con il cappello dai colori brunastri e con lo stipite mai connato né radicante.

Bibliografia

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 372;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 225 n. 652;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 3, foto n. 1009;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpigan, 1971, vol. 9, pag. 64, tav. 829;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 149;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 146;

Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 157;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 149;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 341;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 225;

Rambelli A. e Pasqualetti M. : Nuovi fondamenti di micologia, Ed. Jaca Book spa, Milano, 1996, foto 28e;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 138, Iconografia n. 181;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 3, pag. 1080;

Nonis U: : 500 funghi d’Italia e d’Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag.208;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 482;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 178;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 324.

Monografie:

Riva A. : Tricholoma, Ed. Biella G., Saronno, 1988, pag. 64 (in nota);

Bon. M. : Les Tricholomes, Mèmoire Hors Sèrie n. 2, C.R.D.P., Amiens, 1991, pag. 99, tav. 3E.

(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 359         -        Dicembre 2012        -         Riferimento 455





LEUCOPAXILLUS CANDIDUS (Bresadola) Singer 1939



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Foto Gianfranco Sperati


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Sinonimi


Clitocybe candida Bresadola (1881), Omphalia lepista var. candida Quèlet (1886), Clitocybe gigantea Gillet (ill. non descr. nec auct.), Aspropaxillus candidus (Bres.) Raithelhuber 1970.
Volg. : Ordinello bianco


Etimologia

Leucopaxillus =  bastoncino bianco (dal greco leukos = bianco e paxillus = bastoncino), quindi fungo pelato, cioè senza particolari ornamenti
candidus = bianco, candido.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Agaricales,, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Leucopaxilloideae, Tribù: Leucopaxilleae, Genere: Leucopaxillus, Sottogenere: Aspropaxillus, Specie: candidus.


Commestibilità

Buon commestibile dopo cottura; di buona resa, bisogna utilizzare i carpofori giovani e freschi.


Descrizione


Quando mi imbatto in cerchi delle streghe con una enorme quantità di funghi, come accade spesso per questa specie, mi limito a raccoglierne pochissimi esemplari, scelti fra i più freschi, i più sani e i più belli, perché altrimenti, riempiendo il cesto, raggiungo subito il limite di peso che la legge sui funghi mi impone. Preferisco portarmi a casa un misto di funghi con cui preparare piatti senz'altro più gradevoli in cucina.

Il cappello di questa specie misura da 10 a 25 cm di diametro, inizialmente emisferico poi convesso, infine piano-depresso ed alla fine imbutiforme, con margine a lungo involuto poi disteso e leggermente costolato; la cuticola è liscia, glabra e sericea, per lungo tempo bianco-candida, volgente all'ocraceo pallido nei carpofori vecchi o comunque crema chiaro nell'adulto soprattutto al centro.

Le lamelle sono piuttosto fitte, strette, adnate poi decorrenti per un breve tratto, biforcate e raccordate nella inserzione con lo stipite; facilmente separabili dalla carne del cappello, inizialmente bianco-candide poi biancastre negli esemplari maturi.

Il gambo è di 4-10 x 2-4,5 cm, cilindrico o leggermente svasato verso l'alto e costantemente più corto del diametro del cappello; pieno e compatto, di consistenza massiccia, soda; di colore bianco-candido, pruinoso verso l'apice.

La carne è soda e compatta, bianca ed immutabile, con sapore dolce e un odore forte di farina rancida.

Le spore sono ovoidali-pruniformi e misurano 6-8 x 4-5 micron e sono biancastre in massa.

Fruttifica nel primo autunno, dalle zone collinari a quelle del piano montano, in zone prative ricche di humus, ma anche all'interno dei boschi misti sulla lettiera di foglie, in gruppi di numerosi individui, formanti ampi cerchi delle streghe.


Possibilità di scambio

È molto simile a Leucopaxillus giganteus (vedi scheda n. 249), anch'esso commestibile, ma molto scadente e non da tutti ben tollerato; con quest'ultimo condivide anche l'habitat, ma con una tendenza meno spiccata all'imbrunimento sul cappello e le dimensioni, seppure ragguardevoli, sono mediamente inferiori.



Bibliografia


Barla J.B. : Les champignons des Alpes maritimes, Nizza, 1988, ristampa ed. M. Candusso, Alassio, 1896, pag. 73, tav. 58,
Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, tav. 172;
Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 324 n. 1080;
Michael E. e Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, vol. 2, pag. 137;
Zeitlmayr L. : I Funghi, Ediz. Mediterranee, Roma, 1955, pag. 109;
Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 448;
Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 102;
Bauer C.A. : Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 42;
Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpignan, 1971, vol. 2, pag. 48, tav. 130;
Balletto C. - Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 259;
Rinaldi A., Tyndalo V., Pace G. e G. : L'Atlante dei funghi, Ed. A. Mondadori, Milano, 1972, pag. 112 in nota;
Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 143 in nota (1);

Arietti N. & Tomasi R: : I funghi velenosi, Edagricole, Bologna, 1975, pag. 84;
Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 2, pag. 131;
G. Bresadola: Funghi tridentini Novi vel nondum delineati, Ed. Agricole, Bologna, 1976, Tav. XIX, pag. 16;
Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 145;
Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 145;
Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 148;
Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 748 in nota;
Blatto L. : Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 176, foto 150 in nota;
Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 132
A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 46;
Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. pag. 335;
Bon M. : Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 176;
Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 165 in nota;
Romano Bozak : Gljve, nasich krajeva, Graficki zavod Hrvatske, Zagreb 1989, fig. 143; pag. 223;
Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag. 132;
Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 115;
Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 73;
Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1993, collez. 12, tav. 578;
Sitta M. : Funghi epigei spontanei, CISNIAR, Modena, 1997, pag. 57 in nota;
Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 87 in nota;
Courtecuisse R, : Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 207 n. 455 ;
Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 3 n. 1082;
Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 3, foto 251;
Mazza R. : Funghi commestibili e velenosi a confronto, RCS Libri s.p.a., Milano, 2002, pag. 115 n. 57;
A. Testi : Funghi d'Italia, Giunti Editore, Firenze, 2002, pag. 228;
Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 464;
La Chiusa L. : Il grande libro dei funghi d'Italia e d'Europa. DVE Italia s.p.a., Milano, 2007, pag. 119;
Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 176 n. 449;
Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 325;
Essartier G. & Roux P. : Le guide des champignons Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 498 in nota.


(Gianfranco Sperati)

Scheda n. 249 - Agosto 2011 - Riferimento pag. 40

 

LEUCOPAXILLUS GIGANTEUS (Leyss. : Fr.) Singer

 

249. Leucopaxillus giganteus Foto S. Ascarelli
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Sinonimi

Agaricus giganteus Sowerby, Fries, Clitocybe gigantea (Fr. : Sowerby) Quèlet, Pa-xillus giganteus Fries, Omphalia geotropa var, gigantea Quèlet, Aspropaxillus giganteus Kühner e Maire, Clitocybe candida Bresadola.

Volg. Leucopaxillo gigante.

 

Etimologia

Leucopaxillus = bastoncino bianco (dal greco leukos = bianco e paxillus = bastoncino),
giganteus = gigante, gigantesco..

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Agaricales,, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Leucopaxilloideae, Tribù: Leuco-paxilleae, Genere: Leucopaxillus, Sottogenere: Aspropaxillus, Specie: giganteus.

 

Commestibilità

Commestibile scadente e non da tutti tollerato. Inoltre pare che contenga elevati quantitativi di radioattività rilevabili con un contatore Geiger. Il micelio produrrebbe altresì una sostanza antibiotica, detta Clitocybina, che in passato ha indotto alcuni ricercatori a sperimentarla contro la tubercolosi.

Descrizione

I carpofori di questa specie raggiungono notevoli dimensioni (il cappello può avere un diametro anche di 30 centimetri e più). Completamente bianchi, si nascondono tra l’er-ba alta dei pascoli di montagna dove forma ampi “cerchi delle streghe”. E’ tuttavia facile identificare la loro zona di crescita perché la vegetazione esterna al “cerchiko” appare più rigogliosa mentre quella interna appare come bruciata per effetto di un cianuro contenuto nel micelio.

E’ un fungo molto simile, e a volte sinonimizzato, a Leucopaxillus candidus avendo più o meno la stessa forma, lo stesso colore e lo stesso habitat di produzione e differendo da quest’ultimo solo per avere le lamelle meno serrate che acquistano, in maturità, delle tonalità bianco-ocracee, e spore di minori dimensioni.

All’inizio il cappello è convesso ma diviene ben presto piano per arrivare alla fine ad essere fortemente depresso ed imbutiforme. Il margine è a lungo involuto e sottile, in- tero o di poco scanalato. La superficie pileica è liscia, opaca, dapprima un po’ vellutata poi completamente glabra, talvolta screpolata. Ha un colore bianco che tende a macchiarsi con l’umidità e ad assumere sfumature bianco-crena o ocracee in maturità.

Le lamelle, concolori, sono mediamente fitte, strette, forcate in prossimità dell’orlo, facilmente separabili dalla carne del cappello, nettamente decorrenti.

In proporzione all’estensione del cappello, il gambo appare piuttosto tozzo e breve

(difficilmente supera i 7 o 8 cm. in altezza). Cilindrico, sodo e compatto, ha una superficie liscia, biancastra o leggermente imbrunente alla base.

Carne bianca o color crema, un po’ elastica o fibrosa nel gambo. Odore gradevole, farinoso. Sapore dolciastro.

Spore ellissoidali, lisce, amiloidi, con poro germinativo poco evidente, 6,5 / 7,5 x 3,5 / 4,5 μm.. Si colorano di grigio bluastro a contatto con soluzioni iodate. Sporata bianca.

In estate e in autunno, nei pascoli o al margine dei boschi, in gruppi di numerosi individui prevalentemente in ampi cerchi delle streghe.

 

Possibilità di scambio.

A parte le differenze già indicate tra L. giganteus e L. candidus, la forma, le dimensioni, il colore e l’odore del fungo in esame dovrebbero essere sufficienti ad escludere qualsiasi possibilità di scambio. Si tenga tuttavia presente che la Clitocybe geotropa (scheda n. 173) ha un gambo più alto in rapporto alle dimensioni del cappello e che le altre Clitocybi bianche, velenose, hanno sempre dimensioni ridotte.

 

Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 80;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 983;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 242;

Barla J.B. : Les champignons des Alpes maritimes, Nizza, 1988, ristampa ed. M. Candusso, Alassio, 1996, pag. 70, tav. 56,

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 85 n. 302;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 280 n.851;

Jacottet J. : Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. 103;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 94 n. 192;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n.157;

Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 53;

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Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 258;

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(Sandro Ascarelli)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scheda n. 476         -        Maggio 2014        -         Riferimento 458




LEUCOPAXILLUS PARADOXUS (Cost. & Dufour) Boursier1925




leucopaxillus paradoxus gs2 edited 20141002 1685377330 Foto G. Sperati
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Sinonimi

Clitocybe paradoxa Costantin & L,M. Dufour 1896, Lepista paradoxa (Costantin & L.M. Dufour) Maire1925, Leucopaxillus albissimus var. paradoxus (Costantin & L.M. Dufour) Singer & A.H. Sm 1943, Clitocybe albiformis Murrill 1913.
Volg. : Clitocibe insolita

Etimologia

Il nome del genere Leucopaxillus deriva dal greco leukòs = bianco a dal latino paxillus =, col significato di gambo senza particolari ornamenti; il nomedella specie paradoxus deriva dal greco e significa pará = contro e dóxa = opinione, cioè contro ogni aspettativa.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Leucopaxilloideae, Tribù: Leucopaxilleae, Genere: Leucopaxillus, Subgenere: Leucopaxillus, Specie: paradoxus.


Commestibilità

Buon commestibile, abbastanza ricercato per la compattezza e la buona resa della carne.
 
Descrizione

Si tratta di un fungo dalla forma insolita perché, nella maggior parte dei casi, si fa un po' fatica ad interpretarlo, attraverso le sue parti principali, cappello, gambo e lamelle, come appartenente al gruppo dei funghi ad accrescimento definito. Inoltre presenta una forte omogeneità della carne in tutte le sue parti.
Il cappello misura 50-80 (120) mm di diametro, inizialmente convesso poi piano-convesso, con un umbone ottuso al centro ed il margine lungamente involuto poi disteso; la superficie si presenta con aspetto opaco e finemente pruinosa nei giovani carpofori poi glabra e disordinatamente screpolato-areolata segnatamente nella zona discale; cuticola secca, colorata di bianco all'inizio poi bianco-crema con tendenza al colore crosta di pane od ocra chiaro.
Le lamelle sono bianche nel giovane, poi bianco-crema, frammiste a numerose lamellule, decorrenti per un tratto molto breve ed anastomosate nell'inserzione con lo stipite, mediamente spaziate e spesse.
Il gambo misura 50-80 x 10-20 mm ed è cilindroide, con tendenza a dilatarsi verso il basso nei giovani esemplari, sodo e compatto, finemente squamuloso-pruinoso o percorso da deboli rugosità sparse, pieno e consistente, midolloso solo a maturità.
La carne è bianca, soda e compatta, tardivamente più cedevole, appena fibroso-elastica nel gambo degli esemplari adulti; odore gradevole ed abbastanza pronunciato, aromatico, con retrogusto farinoso, il sapore è mite o moderatamente dolciastro.
Le spore sono di forma ellissoidali, misurano 6,8-8,5 x 4-4,5 micron e sono bianche in massa.
È un fungo autunnale, nei boschi misti, con fruttificazione gregaria e carpofori disposti più o meno a cerchio.


Possibilità di scambio

Si può confondere con Leucopaxillus candidus (Bres.) Singer, che è di taglia maggiore e di conformazione più regolare. Inoltre da non confondere con le clitocibi bianche tossiche (come Clitocybe cerussata (Fr. ex Fr.) Kummer , dealbata (Sow. ex Fr.) Karst., ecc.), che hanno dimensioni minori, con la cuticola del cappello cosparsa di una sostanza cerosa, con presenza di zone acquose più scure e con odori di farina rancida.


Bibliografia




Gianfranco Sperati