Lentinus

Scheda n. 110 - Dicembre 2009 - Riferimento n. 137

 


LENTINUS TIGRINUS
Bull. : Fries


Lentinus tigrinus
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Sinonimi

Agaricus tigrinus Bulliard, Panus tigrinus Singer.


Etimologia

Lentinus = alquanto tenace e pieghevole (dal latino lentus = flessibile, persistente, tenace)
tigrinus = tigrato (dal latino: maculato come la pelle di una tigre)


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Pleurotaceae, Ge- nere: Lentinus, Specie: tigrinus.


Commestibilità.

Commestibile di scarso merito finchè immaturo, poi diviene coriaceo.


Descrizione

E’ un fungo, gregario e spesso cespitoso, che cresce in colonie numerose su tronchi ammalorati o ceppaie di latifoglie tra le quali sembra prediligere salici, pioppi o faggi.

Il cappello da convesso diviene ben presto piano, poi depresso e in varie forme ombelicato. Poco carnoso, elastico e coriaceo, con cuticola bianca o bianco-crema ricoperta da squamette brune che dal centro si diradano verso la periferia. Il diametro del cappello può variare dai 3 ai 10 centimetri. L’orlo è sottile e spesso fessurato.

Lamelle bianche (crema in maturità), fitte, strette. Lievemente decorrenti e con il tagliente un poco seghettato.

Il gambo, biancastro ma talora ricoperto come il cappello da fioccosità brunastre, tende ad incurvarsi; ha una consistenza elastica e alla base tende ad unirsi ai gambi di altri basidiomi, formando fasci di numerosi esemplari.

Carne sottile, coriacea, elastica e di color bianco. In maturità essicca senza marcire. Odore di burro o di panna. Sapore leggermente acre.

Spore (7 / 8 x 3 / 3,5 micron) ellissoidali, allungate, ialine e non amiloidi. Sporata bianca o crema.

Dalla primavera all’autunno, forma gruppi cespitosi su tronchi o ceppaie di latifoglie, nei terreni molto umidi; ad esempio è comune ed abbondante nelle “piscine” prosciugate del Parco Nazionale del Circeo.


Possibilità di scambio

Una specie analoga è il Lentinus lepideus che cresce su ceppi di aghifoglie (larice) ed emana un gradevole odore di anice. Lentinus cyatiformis (o degener) ha colorazioni pileiche fulvo-rugginose, lamelle che somigliano alle nervature dei Cantharellus e sapore astringente e acidulo.


Bibliografia

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Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol. 4, tav. 509;

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Boccardo F., Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli Editore, Bologna, 2008, pag. 198.

 

(Sandro Ascarelli)

 

Scheda n. 276       -       Dicembre 2011       -       Riferimento 135

 

LENTINUS CONCHATUS (Bull. : Fr.) Schroeter 1889

 

276. Lentinus conchatusFoto S. Ascarelli
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Sinonimi

Agaricus flabelliformis Schroeter 1762,  Agaricus carneo-tomentosus Batsch 1783,  Agaricus conchatus Bulliard 1786, Agaricus dimidiatus Bulliard 1790, Agaricus torulosus Persoon 1801,  Agaricus incostans Persoon 1801,  Agaricus pulvinatus Persoon 1801,  Panus conchatus Fries 1836, Panus flabelliformis Quèlet 1888, Lentinus carneo-tomentosus Schroeter 1889,  Panus carneo-tomentosus Ricken 1911, Pleurotus pulvinatus Lange 1930,  Pleurotuc concjatus Pilat 1935.

 

Etimologia

Lentinus = un po’ tenace, poco pieghevole (dal latino lentus = tenace, pieghevole),

conchatus = a forma di conchiglia (dal latino concha = conchiglia)

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Pleurotaceae, Tribù: Lentineae, Genere: Lentinus, Specie: comchatus.

 

Commestibilità

Non commestibile perché coriaceo.

 

Descrizione

Se, come già altre volte abbiamo avuto modo di dire, la denominazione di specie serve a mettere in luce una delle caratteristiche del fungo, nel caso in esame (conchatus = a forma di conchiglia) il termine usato evidenzia la particolare forma di questo Lentinus.

I singoli carpofori, lignicoli e sessili, si protendono infatti dai rami o dai tronchi di alcune latifoglie come le valve di una conchiglia: convessi nella parte superiore e convessi nella parte sottostante. Quando tuttavia si producono sopra una ceppaia assumono spesso la forma di un grosso cono.

Il cappello, 8 / 12 centimetri di diametro, ha una superficie asciutta (tomentosa nell’esemplare giovane), all’inizio è di colore biancastro o lilacino, poi progres-sivamente più scuro fino a diventare bruno-ocra con qualche sfumatura violetta più evidente al margine.

Anche le lamelle, fitte ed arcuate,  sono bianche con tonalità lilacine o rosate e decor-rono lungo il gambo.

Lo stipite è molto corto (o addirittura mancante), laterale, un po’ vellutato, dello stesso colore del cappello ma tendente ad impallidire con l’età.

Carne elastica che diviene via via coriacea, biancastra. Odore gradevole, sapore acidu-lo. Le spore sono ialine, ellittiche o ovoidali, 5 / 6,5 x 2,5 / 3,% micron. In massa pre-sentano una sporata biancastra.

Fungo cespitoso, rinvenibile dall’estate all’autunno, su ceppaie di latifoglie e soprat-tutto di betulle e di faggio; frequente nelle stazioni di crescuta.

Possibilità di scambio

Difficilmente confondibile con altri Lentinus o con alcuni Pleurotus soprattutto per le particolari sfumature cromatiche del cappello.

 

Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag.181;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 615;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag.325;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol.  517;

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 80 n. 297;

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Moreau F. : Les champignons, Paul Lechevalier Ed., Paris, 1953, pag. 1845 , fig. 1150;

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Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 4, tav. 258A;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n. 255;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 139;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 2, pag. 167, tav. 217;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 226;

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Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 137;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 3, pag. 210, foto  241;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 220;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 198 n. 516.

(Sandro Ascarelli)