Agrocybe

Scheda n. 072      -      Luglio 2009       -       Riferimento n. 1296


AGROCYBE AEGERITA (Brig.) Fayod

 



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Sinonimi

Pholiota aegerita, Pholiota cylindracea
Volg.
Pioppino, Piopparello


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Cortinariales,, Famiglia: Bolbitiaceae, Tribù: Bolbitieae, Genere: Agrocybe, Specie: aegerita.

Etimologia

Agrocybe =   testa del campo (dal greco agròs = campo e kùbe = testa)
aegerita o aegirita = del pioppo (dal latino aigeiros = pioppo).

Commestibilità

Ottimo commestibile.

Descrizione

Trattasi del ben noto "Pioppino" o "piopparello", che cresce, in natura, su tronchi di pioppo ma anche di altre latifoglie e che è ampiamente coltivato e commercializzato.

All'inizio il cappello è globuloso, emisferico, di color bruno più o meno scuro; successivamente tende a divenire convesso e infine piano mentre la colorazione pileica si fa via via più chiara a partire dall'orlo divenendo nocciola, beige e addirittura biancastra ma conservando tuttavia tonalità più scure nella zona discale. Può raggiungere un diametro di 10 / 12 centimetri. La cuticola è asciutta, vellutata negli esemplari giovani ma poi glabra e secca, spesso screpolata. Il margine è sottile, irregolare, lobato, involuto, facilmente fessurato.

Le lamelle, dapprima biancastre poi tendenti al color nocciola o al bruno tabacco, sono minute, mediamente fitte, adnate o unite al gambo con un dentino, intervallate da lamellule.

Il gambo (5 / 15 x  1 / 2 cm.) è slanciato, fibrilloso, sodo, duro. Cilindrico, appena un po' attenuato alla base. Bianco, biancastro, volgente al color ocra.

L'anello è ampio, carnoso e persistente; inizialmente bianco si colora di bruno ocra nella pagina superiore a causa della caduta delle spore.

La carne, bianca o leggermente bruna, è tenera nel cappello, più dura e compatta nel gambo. Odore gradevole non sempre ben definito (di farina, di formaggio, di vinaccia). Sapore gustoso, di nocciola, talvolta un po' acidulo.

Le spore sono ellittiche (8 / 11 x 4,5 / 5,5 micron), bruno ocracee. Sporata color bruno tabacco.

Cresce dalla primavera all'autunno, cespitoso, in pianura e in montagna, su legno di pioppo, di salice, di querce, di noccioli, di olmi, ecc.). Probabilmente è stato uno dei primi funghi ad essere coltivato su tronchetti di legno interrati; viene oggi prodotto in sacchi contenenti truciolato di legno.

Possibilità di scambio

E' un fungo difficilmente confondibile con altre specie se soltanto si presti attenzione al color tabacco delle lamelle (in maturità) e al sapore gradevole della carne. Specie simili, peraltro ugualmente commestibili, sono l'Agrocybe molesta e l' Agrocybe praecox che sono tuttavia funghi terricoli ed hanno carne di consistenza molto più tenera.

Tra le specie lignicole e cespitose ricordiamo anche Kuehneromyces mutabilis che si differenzia per avere un cappello traslucido ed igrofano, diviso in bande di diverso colore che si ampliano o si rstringono a seconda del grado di umidità, e per il gambo che al di sotto dell'anello (talora effimero) presenta colorazioni molto scure, quasi nerastre.

Hypholoma fasciculare e Hypholoma sublateritium, specie tossiche, hanno lamelle con toni olivastri, verdognoli e violacei, carne giallognola e sapore amaro.

Bibliografia

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Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 743;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 164;

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Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 173;

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Romagnesi H: : Nouvelle Atlas des champignons, Bordas, France, 1970, vol. 1, tav. 52;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n. 60;

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Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 247;

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Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 268;

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Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 207;

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Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 279;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 430, scheda 151.



(Sandro Ascarelli)

 

Scheda n. 239      -      Luglio 2011      -       Riferimento n. 1305

AGROCYBE  SEMIORBICULARIS (Bull.) Fayod

 

239. Agrocybe semiorbicularisFoto G. Sperati

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Sinonimi

Agaricus pediades Fries 1821, Agaricus subcoriaceus Batsch 1783, Agaricus semiorbicularis Bulliard 1789, Agaricus pusillus Schaeffer 1774, Agaricus pumilus var.semiorbicularis (Bull.) Persoon, Simocybe pediades (Fr.) P. Karsten. 1879, Simocybe semiorbicularis (Boll.) P. Karsten. 1879, Nolanea pediades (Fr.) Saccardo, 1887, Naucoria semiorbicularis (Boll.) Quélet. 1872, Naucoria arenaria Peck 1912, Naucoria arenicola (Berk.) Saccardo 1887, Naucoria pediades (Fr.) P. Kummer 1871, Naucoria pediades var. obscuripes Fayod 1889, Agrocybe arenaria (Pek) Singer 1978,  Agaricus arenicola Berk. 1843,  Agrocybe arenicola (Berk.) Singer 1936, Agrocybe pediades (Fr.) Fayod 1889, Agrocybe subpediades (Murrill) Watling 1977, Agrocybe splendida Clémençon 1977, Agrocybe pusilla (Schaeff.) Watling 1981, Hylophila semiorbicularis (Boll.) Quel. 1888,  Pseudodeconica semiorbicularis (Boll.) Overeem 1927, Agaricus pumilus var. semiorbicularis Bulliard, Agaricus temulentus Fries 1821,  Agrocybe arenaria Singer 1978,  Agrocybe semiorbicularis (Boll.) Fayod 1889, Agrocybe temulenta (Rick) Singer 1936, Naucoria subpediades Murrill 1942, Naucoria temulenta (Fr.) P. Kummer, Naucoria vervacti Ricken (1915).

Volg.: Agrocibe emisferica

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Cortinariales,, Famiglia: Bolbitiaceae, Tribù: Bolbitieae, Genere: Agrocybe, Specie: pediades.

Etimologia

Agrocybe =   testa del campo (dal greco agròs = campo e kùbe = testa)

semiorbicularis = semiemisferico, semicircolare (dal latino).

Commestibilità

Evitare di consumarlo perché fungo sospetto.

Descrizione

Sono dei bei funghetti, che crescono solitari o in gruppetti ravvicinati con i cappelli gialli, spesso contrastati e rigati dalla polvere sporale, color cannella caduta dai cappelli sovrastanti.

Il cappello è abbastanza piccolo e misura 1-4 cm di diametro. È dapprima emisferico poi diviene convesso spianato con il margine sempre intero e regolare, poco carnoso, in giovane età mostra residui cotonoso-fibrillosi, biancastri del velo. La cuticola, da giallastra ad ocraceo brunastra è più chiara e sericea a tempo secco, leggermente viscida con l’ umidità.

Le lamelle sono adnate, con dentino decorrente, molto spaziate, larghe, inizialmente ocraceo-pallide, poi gradualmente cannella scuro con l’età, con il filo lamellare biancastro.

Gambo 30-60 x 2-3 mm, slanciato, cilindrico, pieno, cavo col tempo, da crema a giallastro oppure ocraceo, leggermente pruinoso, poi liscio e lucente.

Carne esigua, biancastra, un po’ ocracea, con odore e sapore farinoso.

Spore ellissoidali di 10-14 x 7- 10 micron, di colore bruno ruggine in massa.

Cresce a gruppi tra erba su prati, prati umidi, strade e dune di sabbia, in primavera-estate.

Possibilità di scambio

È molto simile a Agrocybe elatella (=Agrocybe paludosa) che ha le stesse dimensioni, i colori appena più chiari, ma è provvista di un piccolo anello ascendente e cresce su prati inondati e terreni paludosi. Non è commestibile.

 

Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 290;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 844;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 88;

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol.  4, tav.  798;

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 188 n. 635;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 356 n. 1126;

Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 630;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 112, tav. 34 n. 963;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 532, fig. 267;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 4, pag. 99 foto n. 1326;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 116;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 368;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 341, figg. 442 e 443;

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Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 291;

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Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag.  577,  foto 47;

Roger Phillips: Mushrooms of Great Britain & Europe, Londra, 1981, pag. 168;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 188;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, vol. 1, tav. 163;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 168;

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Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. 6, pag.  197, tav. 175/1;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 262;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 72;

Buczacki S. & Wilkinson J. : Funghi d’Italia e d’Europa, Guide della Natura De Agostini – Collins – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 142;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 600, foto 843;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, 1993, vol. 1, pag. 244, foto  329;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 360 n. 1305;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 2, pag. 448 , tav. 126;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 249;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 184;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 165;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag.  106;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 730 in nota;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 418 foto 489;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 2, pag.  773;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 4, pag. 294 , foto  369;

G. Monti, M. Marchetti, L. Gorreri, P. Franchi: Funghi di ambienti dunali, Univ. Di Pisa, Parco Migliarino, S. Rossore, Massaciuccoli, Pisa, 2001, pag. 66.

A. Testi : Funghi d’Italia, Giunti Editore, Firenze, 2002, pag. 72;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 324;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 280;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 274 n. 744;

Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 176;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 5, pag. 70,  n. 557.

 

(Gianfranco Sperati)

 

Scheda n. 444       -        Dicembre 2013        -         Riferimento pag. 1299




AGROCYBE PRAECOX (Pers. ex Fr.) Fayod 1889





agrocybe praecox gs2 20140211 1661640766Foto di Gianfranco Sperati
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Sinonimi

Agaricus toqularis Bulliard (1793), Agaricus praecox Persoon (1800), Agaricus praecox var. sphaleromorpha (Bull. : Pers.) Fries (1821), Agaricus gibberosus Fries (1838), Pholiota praecox (Pers.) P. Kummer (1871), Pholiota toqularis (Bull.) P.Kummer (1871), Pholiota sphaleromorpha (Bull.) Quèlet (1874), Pholiota togularis sensu Gillet (1874), Agaricus toqularis var. dunensis J. Kickx (1876), Agaricus britzelmayrii Schulzer (1882), Pholiota gibberosa (Fr.) Saccardo (1887), Hylophila toqularis (Bull.) Quèlet (1894), Pholiotina toqularis (Bull.) Fayod (1889), Agrocybe sphaleromorpha (Bull.) Fayod (1889), Agrocybe gibberosa (Fr.) Fayod (1889), Agrocybe praecox var, praecox (Pers.) Fayod (1889), Pholiota praecox var. silvestris Peck (1897), Toqaria praecox (Pers.) W.G.Smith (1908), Toqaria toqularis (Bull.) W.G.Smith (1908), Toqaria sphaleromorpha (Bull.) W.G.Smith (1908), Pholiota praecox var. cutefracta J.E.Lange (1921), Conocybe toqularis (Bull.) Kühner (1935), Pholiotella gibberosa (Fr.) Ricken (1938), Agrocybe praecox var, cutefracta (J.E.Lange) Singer (1953), Agrocybe praecox var. britzelmayrii (Schutzer) Watling (1985), Agrocybe praecox f. sphaleromormpha (Bull.) Migliozzi & Coccia (1993).
Volg.: Foliota primaverile


Etimologia

Agrocybe = testa del campo o cappello del campo (dal greco agròs = campo e cybe = testa, nel senso di cappello);
praecox = precoce (dall'aggettivo latino) perché si trova sin dall'inizio della primavera.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales,, Famiglia: Bolbitiaceae, Tribù: Bolbitieae, Genere: Agrocybe, Specie: praecox.


Commestibilità

Commestibile ma non da tutti gradita a causa del sapore un po' amarognolo.


Descrizione

È una specie che, a prima vista, fa pensare ad Agrocybe aegerita, (vedi scheda n. 72), perché le è abbastanza simile come colore e dimensioni; tuttavia ad un esame più attento ci si accorge che, oltre a vivere abbastanza isolata, non è cespitosa e, soprattutto non è una specie lignicola ma terricola.
Il cappello misura da 30 a 75 mm di diametro ed è prima emisferico poi convesso, infine anche piano con accenno ad un leggero umbone; la superficie è liscia, viscida a tempo umido, screpolata con il secco. Il colore è grigiastro, bruno-ocra, sempre più scuro al centro, nell'adulto tende a decolorarsi al beige-giallognolo.
Le lamelle sono mediamente fitte, intercalate da lamellule, larghe e smarginate al gambo, di un colore crema-chiaro, per divenire bruno-ocra a maturità; il filo lamellare rimane più chiaro ed è fioccoso.
Il gambo 40-80x 60-100 mm, di forma cilindrica abbastanza regolare, pieno, poi farcito è percorso esternamente da fibrille longitudinali; il colore è bianco-crema, ma tende ad imbrunire a partire dalla base. L'anello è supero, bianco e caduco.
La carne è abbastanza dura, specialmente quella del cappello, fibrosetta quella del gambo, di colore biancastro, con odore farinoso e sapore analogo ma un po' amarognolo.
Le spore sono di forma ellissoidale od ovale, misurano 8,2-9,6 x 5,0-6,5 micron e sono di colore bruno-tabacco in massa.
Si tratta di funghi terricoli molto comuni sia all'interno dei boschi che nei prati già dalla primavera.


Possibilità di scambio.

Si può scambiare, oltre che con Agrocybe aegerita, di cui si è già detto all'inizio della descrizione, anche con Agrocybe molesta, di colore molto più chiaro e che si riconosce perché il velo parziale non sempre si stacca in modo netto dal bordo del cappello che, fra l'altro, risulta molto più screpolato. È anch'essa commestibile (vedi scheda n. 387).


Bibliografia

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(Gianfranco Sperati)

Scheda n. 387     -       Aprile 2013      -      Riferimento pag. 1298





AGROCYBE MOLESTA (Lasch) Singer 1978




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Foto G. Sperati
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Sinonimi


Agaricus durus
Bolton (1788),, Agaricus molestus Lasch (1828), Pholiota dura (Bolt. : Fr.) P. Kummer (1871), Pholiota dura var. xanthophylla Bresadola (1892), Agrocybe dura (Bolt.: Fr.) Singer (1936), Agrocybe dura var. xanthophtlla (Bres.) P.D.Orton (1960), Agrocybe molesta var. xanthophylla (Bres.) Bon & Courtecuisse (1987).
Volg.:


Etimologia


Agrocybe = testa del campo (dal greco agròs = campo e kùbe = testa)
molesta =molesta, difficile (dal latino molestus) per la difficoltà di distinguerlo da specie analoghe.


Sistematica


Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Cortinariales,, Famiglia: Bolbitiaceae, Tribù: Bolbitieae, Genere: Agrocybe, Specie: molesta.


Commestibilità


Considerato commestibile come Agrocybe praecox. ma di scarso pregio.


Descrizione


Il taxon iniziale di questa specie (Agaricus durus), dovuta al Bolton (1788) evidenziava la particolarità che, a tempo asciutto, la carne del cappello si presentava di una certa consistenza fino ad avere una superficie profondamente screpolata. Solo in un secondo tempo, il micologo Lasch (1828) preferì adottare la denominazione di Agaricus molestus per sottolineare la difficoltà di separare correttamente questo fungo da analoghi carpofori, morfologicamente molto vicini (vedi sotto "possibilità di scambio)
Il cappello, emisferico nei primi stadi, poi convesso ed infine appianato, può raggiungere un diametro di circa 10 centimetri. La consistenza della sua carne è abbastanza dura e tende a screpolarsi durante un periodo di siccità. Il margine permane a lungo involuto e festonato da residui di velo. La colorazione pileica è sempre biancastra, a volte con tonalità ocra-grigiastre molto deboli.
Le lamelle, mediamente fitte, sono adnate, smarginate al gambo, larghe, intervallate da lamellule, colore argille poi via via brunastre e infine scure con riflessi violacei. Il tagliente, fioccoso, si mantiene bianco.
Il gambo è, nel complesso cilindrico, talvolta incurvato in basso; fibrilloso, pruinoso, fornito di un anello fragile e fugace situato nella parte alta dello stipite. Ha un colore biancastro nella parte superiore, poi brunastro nella parte inferiore e sulla pagina dell'anello per sovrapposizione delle spore.
Carne soda e consistente nel cappello, fibrosa nel gambo, bianca. Odore un po' farinoso, sapore farinoso ma con retrogusto amarognolo.
Spore ovoidali o ellittiche, lisce, con netto poro germinativo. Misurano 11,5 / 14,5 x 7 / 8,5 micron. Brunastre al microscopio; sporata bruno tabacco.
Dalla primavera all'autunno, cresce anche gregaria, tra l'erba dei prati, dei campi, dei parchi e dei giardini.


Possibilità di scambio


E molto facile poter scambiare A. molesta con specie simili. Agrocybe praecox (Pers. : Fr.) Fayod è più piccola, meno carnosa, con la superficie del cappello che normalmente non si screpola ed ha colorazioni bruno ocracee; cresce in prevalenza nei boschi, Agrocybe erebia (Fr.) Kühner, con il cappello fornito di un modesto umbone e di colore bruno-rossiccio, Agrocybe aegerita (Briganti) Fayod (v. scheda n, 72), specie lignicola e cespi tosa, con le lamelle color tabacco ed il sapore tanto gradevole da venire coltivata e commercializzata con il nome di "piopparello"


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(Sandro Ascarelli)