Geastrum

Scheda n. 112       -       Dicembre 2009      -       Riferimento 1719


GEASTRUM SESSILE
(Sow.) Pouzar


Geastrum sessile
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Sinonimi

Geastrum fimbriatum Fries

Etimologia

Geastrum = stella della terra  (dal greco = terra e astèr = stella, astro),
sessile = privo di base, senza gambo.

Sistematica

Regno : Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Basidiomycetes, Sottoclasse: Gasteromycetidae Ordine: Lycoperdales, Famiglia: Geastraceae, Genere: Geastrum, Specie: sessile.

Commestibilità

Non commestibile.

Descrizione

Abbiamo già avuto modo di accennare (v. scheda n. 1: Astraeus hygrometricus) a quei curiosi Gasteromiceti la cui parete esterna (esoperidio) si apre e, lacerandosi e rovesciandosi su sé stessa, forma delle “lacinie” che al carpoforo conferiscono la straordinaria forma di una stella. Questo carattere è messo bene in evidenza dalla denominazione di genere: geastrum, infatti, significa letteralmente “stella del terreno”.

Quando affiora dal substrato, G. sessile si presenta in forma rotonda, molto simile ad una comune “vescia”, ma ben presto l’esoperidio si lacera in diverse lacinie (da 6 a 10) somiglianti a raggi di una stella, tendenti ad arricciarsi e a ripiegarsi su sé stesse in modo da distaccare facilmente il basidiocarpo dal micelio. Al centro del carpoforo è presente l’endoperidio, globoso ed aperto all’ apice, dal quale viene espulsa la polvere essiccata della gleba, contenente le spore. Aperto ed a maturità, il fungo può raggiungere un diametro di 4 o 5 centimetri. Le lacinie hanno, nella parte superiore,  un colore bianco-rosato tendente a divenire color crema e poi brunastra con l’invecchiamento mentre, nella parete sottostante a contatto con il terreno, hanno sempre un colore più scuro. L’endoperidio sferico ha anch’esso una consistenza papiracea, liscia, ed è ocraceo poi color tabacco. Dall’opercolo apicale (detto stoma) esce la polvere sporale costituita dalla gleba inizialmente bianca e compatta ma poi brunastra e pulverulenta, una volta essiccata.

La carne delle lacinie è tenace ed elastica, quella dell’endoperidio più tenera, carnosa e tendente a divenire pulverulenta. Non si distinguono odori e sapori particolari.

Spore sferiche, con diametro 3 / 4 micron, finemente verrucose, color nocciola chiaro. Polvere sporale brunastra.

Piuttosto comune, cresce in autunno, in colonie a volte numerose, nei terreni asciutti di boschi di aghifoglie, di latifoglie o misti, qualche volta anche nei frutteti.


Possibilità di scambio.

Astreus hygrometricus ha il medesimo aspetto stellato del G. sessile ma ne differisce per avere le lacinie che risentono fortemente del grado di umidità dell’aria (sono cioè igroscopiche) e perché la loro superficie interna appare solcata o aureolata. Le spore di A. hygrometricus hanno inoltre dimensioni maggiori.

Tra gli altri Geastrum , sono da menzionare il G. pectinatum nel quale l’endoperidio è sorretto da uno stelo (collo) molto lungo ed il cui peristoma apicale appare notevolmente striato, il G. nanum che ha anch’esso un peristoma striato ma il cui endoperidio appare sorretto da un basso collare carnoso interposto tra l’esoperidio e l’endoperidio, il G. triplex nel quale si evidenzia un mesoperidio a forma di piattino interposto tra l’endoperidio e l’esoperidio, e il G. rufescens che ha lacinie rosa carnicino che tendono a rimanere aderenti al terreno.


Bibliografia

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Boccardo F., Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli Editore, Bologna, 2008, pag. 542, n. 1517.


Monografie:

Hennig M. e Pilat A. : Gastromiceti, traduzione a cura del Gruppo Micologico parmense “G. Passerini”, Parma, 1980, pag. 73.

 

(Sandro Ascarelli)

Scheda n. 139       -       Aprile 2010      -       Riferimento 1718






GEASTRUM TRIPLEX  
Junghuhn

 

Geastrum triplex 
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Sinonimi: -----


Etimologia


Geastrum
= stella della terra  (dal greco = terra e astèr = stella, astro),
triplex = triplice.


Sistematica


Regno : Fungi,  Divisione: BasidiomycotaClasse: Basidiomycetes, Sottoclasse: Gasteromycetidae Ordine: Lycoperdales,  Famiglia: GeastraceaeGenere: GeastrumSpecie: triplex.



Commestibilità

Non commestibile.


Descrizione

Abbiamo già avuto modo di accennare, in via generale, alle peculiarità di quei curiosi Gasteromiceti  che si aprono in forma di stella (v. scheda n. 1 “Astraeus hygrometricus” e scheda n. 112 “Geastrum sessile”). Converrà tuttavia ricordare  che le spore, frammiste alla carne del carpoforo (gleba), sono contenute in un ricettacolo globoso, molto simile ad una vescia, e da questa fuoriescono attraverso un forellino apicale detto ostiolo. La membrana che racchiude la gleba viene comunemente definita endoperidio, mentre con il termine esoperiodo indichiamo di norma la membrana esterna che si dissocia in lacinie e che conferisce al carpoforo il suo singolare aspetto di stella terrestre.

Il fungo che questa volta sottoponiamo alla vostra attenzione è caratterizzato dall’avere un terzo tessuto, il mesoperidio, che si frappone tra l’endoperidio e l’esoperidio come se tra le due membrane vi fosse una specie di piattino.

G. triplex si presenta inizialmente con una forma sferica, a volte leggermente allungata. Ben presto la membrana esterna si lacera in 4 – 8 lembi (lacinie) che si rovesciano su sé stesse e sollevano il carpoforo dal terreno  provocandone il distacco dalle ife miceliari. Disponendosi a raggiera mettono a nudo il corpo centrale simile ad una vescia dal cui ostiolo apicale alla minima pressione fuoriescono, con la gleba ormai essiccata, le spore mature. Tra il corpo globoso e la membrana esterna, stellata, risulta evidente il terzo strato (mesoperidio) che si dispone a collare tra le due superfici membranose.

L’intero  carpoforo può raggiungere un diametro di 12 – 15 centimetri ed ha un colore bianco ocraceo tendente ad imbrunire. L’endoperidio, sessile, ha di norma colorazioni bruno nocciola.

Le spore sono rotonde  (4,5 x 5 micron), ricoperte da verruche cilindriche, brune in massa.

Fungo raro, cresce in colonie più o meno numerose, su terreni sabbiosi, nei prati o nei boschi ombreggiati ma caldi, in prevalenza durante l’estate.


Possibilità di scambio.

Difficilmente G. triplex  può essere confuso con altri Gasteromiceti. La circostanza di essere suddiviso in tre strati nettamente differenziati (da cui il nome di specie) lo distingue  dagli altri Geastrum e lo rende inconfondibile.


Bibliografia

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Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 355;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 580;

Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag.  234.

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 542;

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Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 8, pag.  24 n.  772.


Monografie:

Hennig M. e Pilat A. : Gastromiceti, traduzione a cura del Gruppo Micologico parmense “G. Passerini”, Parma, 1980, parte I, pag. 27, parte II pag. 106.

 

(Sandro Ascarelli)