Scheda n.304       -         Aprile 2012         -       Riferimenti n. 1464
RUSSULA XERAMPELINA (Sch) Fries 1836
russula_xerampelina_gs1_20120427_1906052031.jpg






foto di G. Sperati
Clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi dello stesso genere
Sinonimi
Agaricus xerampelinus Schaeffer 1770, Agaricus rubellus Batsch 1783, Agaricus esculentus var. xerampelinus (Schaeff.) Persoon 1801, Russula xerampelina var, xerampelina (Schaeff.) Fries 1838, Russula alutacea var. erythropus Fries 1874, Russula atrorosea Schwalb1891, Russula erythropus Fries ex Peltereau 1908, Russula borealis Kauffman 1909, Russula xerampelina var. erythropus (Fr. : Pelt.) Konrad & J. Favre, Russula atrosanguinea Velenovsky 1920, Russula erythropus var. ochracea J. Blum 1961, Russula suberythropus Möenne-Loccoz 1996.
Etimologia
Russula deriva dal latino e significa "piccola rossa",
xerampelina = con il colore di una foglia di vite secca (dal greco xèros = secco, arido e ampèlinos = pianta della vite)

Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Russulales, Famiglia: Russulaceae, Genere: Russula, Sottogenere: Compacta, Sezione: Viridantes, Sottosezione: Viridantineae, Specie: xerampelina.
Commestibilita'
Commestibile ma da sconsigliare anche per l’odore non invitante.
Descrizione
Il Genere Russula è sicuramente uno di quelli che più mette in difficoltà il raccoglitore sia per l’elevato numero di specie che compongono il genere, sia perché l’esatta attri- buzione del carpoforo raccolto alla specie di appartenenza richiede molto spesso l’uti- lizzo di attente osservazioni microscopiche e di prolungati esami delle reazioni macro e microchimiche. Ancora più difficile risulta orientarsi tra le tante Russule con superfici pileiche a colori rossi o rossastri e/o con sfumature simili sullo stipite. Il raccoglitore che non abbia ambizioni scientifiche dovrà accontentarsi di riconoscere una trentina di specie, tra quelle che hanno caratteri costanti e sono con maggior frequenza reperibili nei nostri boschi. La Russula xerampelina che ci accingiamo a descrivere, si presenta con colori pileici molto variabili ma si riconosce per avere un odore caratteristico, forte e persistente di aringa o di crostacei cotti Di grandi dimensioni, presenta un cappello con un diametro che può raggiungere i 10 o 12 centimetri, carnoso e compatto, inizialmente subgloboso ma in seguito lentamente espanso ed alla fine appianato, talvolta con una lieve depressione al centro. Il margine è regolare, involuto, ottuso, lobato. La cuticola è semiadnata e può asportarsi fino a metà raggio. Asciutta, brillante all’inizio ma poi opaca, ha uno splendido colore fondamentalmente rosa-rosso, rosso vinoso più o meno intenso, a volte tendente a tonalità brunastre, di solito tendente al nerastro al centro. Lamelle arcuate, attenuate e libere in prossimità del gambo, mediamente fitte, inter-vallate da rare lamellule e occasionalmente forcate, bianco avorio o crema, talvolta con colorate di rosso in prossimità dell’orlo del cappello, imbrunenti con la maturità. Gambo pieno e duro, in seguito midolloso, un po’ rigonfio in alto e alla base, , sovente ricurvo, bianco verso la base ma spesso tinto irregolarmente di rosa o di rosso in prevalenza nelle parti centrali. La carne è dura e compatta e si frantuma spezzettandosi in ogni direzione come un cannello di gesso, bianca, rosata sotto la cuticola del cappello, tendente ad ingrigire in maturità o in presenza di umidità. Reagisce al verde livido, intenso, a contatto con solfato di ferro. Il sapore è dolciastro ma l’odore, tipico e caratteristico, ricorda quello dello’aringa o di crostacei bruciati, sgradevole in vecchiaia, urinoso. Spore 7 / 10 x 6,5 / 8,5 μ,m, amiloidi, subglobose e arrotondate, ricoperte da verruche ottuse unite a formare una specie di reticolo. Sporata color ocra. E’ una specie piuttosto comune che predilige le abetaie di montagna ma che può rinvenirsi, in autunno, anche nelle pinete delle aree mediterranee e, ancor più raramente, in boschi di latifoglie. Sempre su terreni sabbiosi, più o meno acidi.
Possibilita' di Scambio
Nel gruppo delle Viridantinae vengono comprese Russule aventi, per lo più, i seguenti caratteri morfologici: colorazioni pileiche rosso cupo oppure ocra e in qualche caso giallastre, con tonalità più scure, quasi nerastre, al centro, lamelle ocracee, habitat quasi sempre circoscritto a boschi di aghifoglie (in particolare abeti) su terreno siliceo, odore tipico di trimetilamina e cioè di aringa o di crostaceo bruciato, reazione con solfato di ferro al verde intenso (da cui la denominazione di Viridantinae). Il gruppo ruota intorno alla R, xerampelina, soprattutto nella sua varietà erythropoda di Peltereau ma in letteratura si conoscono molte altre varietà, successivamente assurte, non senza contrasti, ad entità autonome. Ricordiamo: la R. xerampelina var. ochracea, la R. xerampelina var. fuscoochracea, la R. xerampelina var. olivascens, la R. xerampelina var. elæodes, la R. xerampelina var. pseudomelliolens, la R. xerampelina var. du portii, la R. xerampelina var. pruinosa, la R. xerampelina var. marthae, che si differenziano per le loro differenti tonalità cromatiche. Tra le specie viciniori ricordiamo la R. faginea Romagnesi che cresce nelle faggete, la R. pascua (Møller & Schaeffer) Kühner, con netta tendenza a rivestirsi di colori giallo-bruni, la R. chamiteae Kühner, rosso scuro e con il gambo rosato alla base, la R. graveolens Romell, dai colori pileici variabili ma dall'odore nauseante e pronunciato, la R. favrei Moser con cappello bruno fosco e habitat tipicamente montano, R. clavipes Velenovsky crescente anch'esso nelle peccete di montagna e che si presenta con pileo tendente al verde e con il gambo un po' clavato.

Bibliografia
Schaeffer J.C. Fungorum Bavaria Icones Regensburg, 1770, vol. III, tav. 214;
Fries E.
: Epicrisis Systematis Mycologici Upsala e Lund, Svezia, 1838, pag. 356;
Saccardo P.A.
: Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 463 n. 31;
Quèlet L.
Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 307;
Bresadola J. :
Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, tav. 419;
Ricken A.
: Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 45 n. 164, tav. 17/3;
Rea C.
: British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 471;
Pilat A.
: Atlas Hub, Statni Pedagogiche Nakladatelstvi, Praga, 1952, pag. 25 tav. 44;
Jacottet J.
: Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. 129, fig. a pag. 131;
Pilat A. & Usak O.
: Champignons, atlas illustrè, Grund, Paris, 1966, pag. 78, tav.44;
Costantin M.J. e Dufour M.L.
: Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l'Enseignement, Paris, 1967, pag. 60 n. 499, tav. 19;
Heim R.
: Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 374, ;
Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L.
: Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 198 n. 505;
Cetto B:
: I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n. 206;
Peyrot A. & Cortin B.
: Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 141, figg. 233 e 234;
Maublanc A. & Viennot-Bourgin G.
:Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlaspag. 139;
Bauer C.A.
: Funghi vivi, funghi che parlano, G.B. Monauni, Trento, 1971, pag. 208;
Marchand A
: Champignons du Nord et du Midi, Perpignan, 1971, vol. 5, pag. 166 n. 478;
Romagnesi H.
: Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, pag. 65, vol. 1, tav. 45;
Balletto C.
- Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 202;
Kuhner R. e Romagnesi H.
: Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 449;
Mayr C.
: Funghi dei boschi alpini, Casa Editrice Athesia, Bolzano, 1975, pag. 319 n. 143;
Moser M.
: Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 440;
Moser M.
: Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 470;
Lincoff G.H. & Nehring C.
: Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 707, tav. 330;
Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M.
: Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 266;
Togni N. : Funghi buoni e cattivi di collina e di pianura, Ed. Mundici & Zanetti, Modena, 1982, pag. ;
Blatto L.
: Atlante fotografico dei funghi, U. Hoepli Ed., Milano 1982, pag. 324 e segg., foto 280, 281, 282, 283;
Societat Catalana de Micologia
: Bolets de Catalunya, Barcellona, 1985, collez. 4, tav. 193;
A. Phillips R.
: Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 104;
Konrad P. & Maublanc A.
: Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. pag. 415;
Reid D.
: I funghi, Ed. Vallardi, Lainate (Mi), 1986, pagg. 34 e 35 in nota;
Pandolfi M. e Ubaldi D.
: Guida ai funghi d'Italia e d'Europa, F. Muzio Ed., Padova, 1987, pag. 278;
Bon M.
: Champignons d'Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 64;
Chaumeton H:
: I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag. 347;
Lemay D. e M.
: Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag. 157;
Togni N.
: I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 299 ;
Buczacki S. & Wilkinson J. :
Funghi d'Italia e d'Europa, Guide della Natura De Agostini - Collins - Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1990, pag. 106 ;
Montegut J.
: L'Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 1, pag, 345 n. 489;
Brotzu R.
Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 2, pag. 538 n. 404;
Courtecuisse R. & Duhem B.
: Champignons de France et d'Europe, Paris, 1994, pag. 390 n. 1464;
Lange J.E.
: Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, pag. 560, tav. 190D;
Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pagg. 404 e 405 in nota;
Jordan M.
: The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 329;
Becker G.
: Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag. 90;
Lonati G.
: Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 247;
Dickinson C.
e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 253;
Pace G.:
Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag. 150, tav. 13/5;
Fluck M.
: Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 176;
Pacioni G.
: Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 149;
Laessoe T.
: Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 127;
Epinat C. et Starosta P.
: Funghi, B. Taschen Verlag, Colonia, 1999, pag. 124;
Milagro Mata Hidalgo
: Macrohongos de Costarica, Instituto Nacional de Biodiversidad, Santo Domingo, 1999, pag. 212;
Gerhardt E., Vila J. e Limona X.
: Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 766;
Courtecuisse R,
: Champignons d'Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 755, foto 785;
Papetti C., & Consiglio G..
: Atlante fotografico dei Funghi d'Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1 , pag. 313;
Thiene R.
: I funghi di montagna, Ed. Grossi, Domodossola, 2000, pag. 319 foto 143;
Hagara L., Antonin V. & Baier J.
: Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 317;
Breitenbach J. e Kranzlin F.
: Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 6, pag. 258, foto 217;
Polese J.M.
: Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pag. 111;
Phillips R:
: Les champignons du Quèbec, Ed. Broquet, Ottawa, 2002, pag. 123;
Mazza R.
: Funghi commestibili e velenosi a confronto, RCS Libri s.p.a., Milano, 2A. Testi : Funghi d'Italia, Giunti Editore, Firenze, 2002, pag002, pag.270;
Gerhardt E.
: Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 452;
Gennari A.
: Funghi, Arezzo, 2005, pag. 412;
Polese J.M.
: Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 294;
AMINT
: Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 460;
Gerhardt E. & Rossi C.
: Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 163;
Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M.
: Funghi d'Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag.454 n. 1278;
Bielli E.
: Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 137.
Eyssartier G. & Roux P.
: Le guide des champignons, Ed. Belin, Paris Cedex, 2011, pag. 192.

Monografie:
Blum J. : Les Russules, P. Lechevalier, Paris, 1962, pag. 99;
Romagnesi H.
: Les Russules d'Europe et d'Afrique du Nord, Bordas, France, 1967, pag. 685, fig 760 / 762;
Foiera F., Lazzarini E:, Snabl M., Tani O.
: Fumghi Russule, Edagricole, Bologna, 1993, pag. 168 n. 56;
Galli R.
: Le Russule, Edinatura s.r.l., Milano, 1996, pag. 364;
Sarnari M.
: Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Ed. Gruppo Micologico Bresadola, Trento, 1998, vol. 2, pag. 875.

(Sandro Ascarelli)