Scheda n.303       -         Aprile 2012         -       Riferimenti n. 1739
RHIZOPOGON OBTEXTUS (Spreng.) S. Rauschert 1984 span>
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foto di G. Sperati
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Sinonimi
Rhizopogon luteolus Fries (1817-1818), 1823, Tuber obtextum Spreng. 1815, Rhizopogon affinis Velen. 1931, Splanchnomyces cauvinianus Corda 1854, Hysteromyces graveolens Vittad. 1844, Rhizopogon graveolens (Vittad.) Tul. & C. Tul. 1851, Rhizopogon induratus Cooke 1879, Splanchnomyces rabenhorstii Corda 1854, Rhizopogon reticarpus Velen. 1922, Rhizopogon rhizophorus Velen. 1931, Tuber virens Alb. & Schwein. 1805, Rhizopogon virens (Alb. & Schwein.) Fr. 1823, Melanogaster wilsonii Lloyd 1923, Melanogaster wilsonii (Lloyd) Zeller & CW Dodge 1936.

Volg. : Falso tartufo giallo.
Etimologia
Rhizopogon = radice con barba (dal greco rhiza = radice e pògon = barba) per la presenza di ife rizomorfe che ricoprono la superficie del peridio;
obtextus = ricoperto (
dal latino ob = sopra e textus = tessuto, cioè tessuto sopra ).
Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Suddivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Gasteromycetideae, Ordine: Hymenogasterales, Famiglia: Rhizopogonaceae, Genere: Rhizopogon, Specie: obtextus.
Commestibilita'
Si può consumare solo quando la carne è biancastra.
Descrizione
Quando nelle pinete scavavo alcuni di questi funghi dalla sabbia e li prendevo in mano mi facevano senso perché avevo la sensazione di toccare dei rognoncini di animali o delle uova di gallina non mature, cioè senza involucro calcareo e contornate da sottili venuzze rossastre. Poi, per curiosità ho cominciato a mangiarli ed invece del sapore forte dei tartufi, a cui morfologicamente si potevano avvicinare, sentivo il sapore insipido di certi boleti del genere Xerocomus.
È una specie molto comune ovunque ci siano pini, purché vi sia terreno sabbioso, dal quale affiora in diversi esemplari spesso ravvicinati.
Il carpoforo di 3-7 cm di diametro e 2-3,5 cm di spessore è reniforme, subgloboso o ellissoide, non sempre regolare; inizialmente ipogeo poi semiipogeo è provvisto alla base di una evidente rizomorfa bianca. Il peridio varia da giallo ad ocra-giallastro ed è spesso ricoperto da una rete di filamenti miceliari bruno-rossi.
La gleba è costituita da numerose cellette, di consistenza spugnoso-elastica e cedevole alla pressione delle dita; inizialmente bianca poi giallastra, infine olivastra e brunastro-nera. La superficie imeniale, deliquescente a maturazione, è alloggiata nella parete interna delle singole cellette; il sapore è alquanto banale, insipido; l'odore è marcato, simile a quello del muschio o all'erba stropicciata.
Spore 8-12 x 3-5 micron, subcilindriche o strettamente ellissoidali, bruno-oliva in massa.
Cresce associato ai pini, gregario su terreni sabbiosi, dalla tarda primavera all'autunno.

Possibilita' di Scambio
Si potrebbe confondere con Rhizopogon roseolus, anch’esso associato ai pini e com-mestibile, ma il peridio è di colore rosato.
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(Gianfranco Sperati)