Scheda n.296       -         Marzo 2012         -       Riferimenti n. 1520
LACTARIUS sCROBICULATUS (Scop. : Fr.) Fries 1836
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foto di G. Sperati
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Sinonimi
Agaricus scrobiculatus Scopoli 1772, Agaricus theiogalus Albertini & Schweinitz 1805, Agaricus intermedius Fries 1815.
Volg.: Lattario butterato.
Etimologia
Lactarius = attinente al latte, (per il latice che secerne dalle lamelle),
scrobiculatus
= con piccole erosioni (diminutivo del latino scrobis = fossa, erosione) per il gambo cosparso di fossette irregolari
Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Ho-mobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricoromycetideae, Ordine: Russulales, Famiglia: Russulaceae, Genere: Lactarius, Sottogenere: Lactarius, Sezione: Tricholomoidei, Sot-tosezione: Scrobiculini, Specie: scrobiculatus.
Commestibilita'
Non commestibile per l’acredine della carne.
Descrizione
Questo Lattario, di notevoli dimensioni, è abbastanza comune nei boschi di conifere (soprattutto Picea abies) in montagna e si riconosce facilmente per gli "scrobicoli" che decorano il suo gambo e che giustificano il nome della sua specie. Gli "scrobicoli" sono fossette irregolari di un colore che si evidenzia perché di tonalità più scura rispet-to alla colorazione di fondo, bianca o giallina, dello stipite.
Il cappello, dapprima convesso poi piano, più o meno depresso al centro, può giungere sino a 20 centimetri di diametro. E' sodo e carnoso. La sua cuticola (quasi completa-mente asportabile) è viscida e brillante col tempo umido, asciutta e feltrata con il secco e si presenta con leggere zonature concentriche determinate dall'essiccamento di goc-cioline di essudazione. Il colore dominante è giallo ocra o giallo dorato, talvolta con sfumature rosate, Il margine, regolare, è involuto per lungo tempo, leggermente villoso al margine soprattutto nel fungo giovane, poi glabro.
Le lamelle, adnate o lievemente decorrenti, sono piuttosto fitte e intercalate da lamellu-le; biancastre o giallognole tendono ad assumere colorazioni bruno ocracee se com-presse o lacerate. Dalle lamelle fuoriesce un latice abbondante, bianco ma che diviene giallo zolfo all'aria, inizialmente mite sulla punta della lingua, poi acre e piccante.
Gambo cilindrico o un po' ispessito e radicante alla base, tipicamente decorato da fossette irregolari (scrobicoli) di colore più marcato rispetto alle tonalità biancastre, giallastre o giallo-rosate di fondo. Lo stipite è all'inizio robusto e sodo per divenire successivamente farcito e infine cavo.
La carne è bianca ma ingiallente alla sezione, soda e compatta nel cappello, più fragile nello stipite. Odore debole, fruttato. Sapore mite ma poi acre e sgradevole. Reazione positiva ma lenta al guaiaco; si colora di giallo-arancio e poi di viola scuro con fenolo, giallo oro con idrossido di potassio che colora invece di giallo-arancio il latice
Spore amiloidi, ellittiche, verrucose, irregolarmente crestate, non reticolate; misurano 7,5 / 9 x 6 / 7,5 μm.
In autunno è comune nelle abetaie di montagna dove cresce in zone umide, tra il muschio.
Possibilita' di Scambio
Nella sottosezione dei Lactari scrobiculini (e quindi dall'avere degli scrobicoli sul gambo, anche se in maniera poco evidente) si comprendono anche: Lactarius resimus (Fr. : Fr.) Fries, quasi privo di scrobicoli, dai colori più tenui, quasi biancastri e reperibile in boschi misti con presenza di Pino silvestre e di Betulla, così come Lactarius citriolens Pouzar con il cappello debolmente ocraceo, quasi completamente privo di zonature ma con il margine lanoso come L. scrobiculatus e con marcato odore di citrosella, Lactarius intermedius (Fr.) Cooke di dimensioni modeste, che ha il cappello non zonato sul quale si evidenziano piccoli scrobicoli irregolarmente disposti verso il margine ma che ha quest'ultimo tutt'altro che involuto.
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(Sandro Ascarelli)