Scheda n.292       -         Febbraio 2012         -       Riferimenti n. 741
AGARICUS AUGUSTUS Fries 1836
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foto di G. Sperati
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Sinonimi
Psalliota augusta Quèlet (1872), Pratella augusta (Fr.) Gillet (1878), Agaricus perrarus Schulzer, (1880), Agaricus augustus var. perrarus (Schulzer) Bon & Cappelli, (1983), Psalliota villatica Bresadola (1884), Psalliota peronata Massee, (1892), Agaricus peronatus Massae (!902), Psalliota subrufescens sensu J. Lange (2005).
Volg. Prataiola maestoso

Etimologia
Agaricus = campestre, prataiolo (dal greco agarikòn),
augustus = augusto, di grandi dimensioni (aggettivo latino)

Sistematica
Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe Homobasidiomycetes, Sottoclasse Agaricomycetideae, Ordine Tricholomatales, Famiglia Dermolomataceae, Sottofamiglia Agaricaceae, Tribù Agariceae, Genere Agaricus, Sezione Arvenses, Sottosezione: Augusti, specie: augustus.
Commestibilita'
Commestibile, ottimo e redditizio
Descrizione
Probabilmente è uno dei "prataioli" di maggiori dimensioni tanto da poter superare in altezza i funghi del genere Macrolepiota, con un cappello superiore ai 30 centimetri di diametro.
Secondo alcuni Autori dell' A. augustus esisterebbero due varietà (l'Agaricus augustus var, augustus (Fries) e l'Agaricus augustus var, perrarus (Schulzer) Bon), basate su lievi differenze cromatiche della cuticola del cappello; per M. Moser si tratterebbe addirittura di due taxon differenti ed autonomi. Preferiamo tuttavia condividere l'opinione di A. Cappelli e considerare le forme nelle quali può presentarsi l' A. augustus come semplici varietà di un'unica specie.

Il cappello inizialmente subsferico o trapezoidale perché compresso al centro, tende poi a spianarsi e ad appiattirsi raggiungendo le notevoli dimensioni alle quali abbiamo accennato. L'orlo è sottile, eccedente, festonato per i residui lembi del bianco velo parziale. La cuticola è separabile, un po' feltrosa, con un colore di fondo ocra con tonalità variabili (dal bruno chiaro giallino, al bruno scuro) dissociata in fibrille o squamette che, compatte al disco così da colorarlo in maniera uniforme, vanno poi diradandosi in cerchi concentrici procedendo verso la periferia..

Le lamelle sono fitte, non molto larghe, con le estremità arrotondate, libere al gambo; come le lamelle di tutti gli Agarici hanno una tinta bianco avorio all'inizio poi grigio rosata e infine, a piena maturità, bruno nerastra.

Gambo cilindrico, progressivamente rigonfio verso la base, midolloso poi cavo, liscio, cosparso di fioccosità biancastre sopra l'anello, brunastre al di sotto. Quest'ultimo è ampio, membranoso, supero e pendente, liscio e bianco o bianco crema nella faccia superiore, decorato da squamette dello stesso colore di quelle del cappello nella pagina inferiore.

Carne spessa ma poi morbida, bianca ma rossastra alla base del gambo, ingiallente alla frizione. Forte odore di mandarla amara soprattutto allo sfregamento, sapore dolce. Reazione di Schäffer positiva; la cuticola del cappello diviene sensibilmente rossa a contatto con l'acido solforico.

Basidiospore lisce, ovoidali o ellittiche, guttulate; misurano 7 / 9 x 4,5 / 5,5 μm.. opache o leggermente brune al microscopio; sporata bruna.

Isolato o cespitoso, cresce, in estate e in autunno, in luoghi aperti e soleggiati sotto latifoglie o sotto conifere, dalla pianura alla media montagna. Da un anno all'altro può fruttificare nello stesso luogo.

Possibilita' di Scambio
Facilmente identificabile per le notevoli dimensioni del carpoforo, per le squame brunastre che decorano la superficie pileica, per l'anello ampio, fioccoso nella faccia inferiore, per l'ingiallimento della carne al quale si accompagna l'intenso profumo di mandorla. Tra le specie morfologicamente prossime, ricordiamo Agaricus salicophilus Lange, simbionte esclusivo del Salice, e Agaricus heterocystis Heinemann et Goos., raro e presente solo nelle regioni meridionali mediterranee, che possiede cappello e carne giallastra, odore tenue di fenolo, cistidi di diverso tipo e spore minuscole.
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(Sandro Ascarelli)