Scheda n.290       -         Febbraio 2012         -       Riferimenti n. 1701
leccinum Aurantiacum (Bull.) S. F. Gray , 1821
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foto di G. Sperati
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Sinonimi
Boletus aurantiacus Bulliard 1792, Boletus rufus Schaeffer 1792, Boletus aurantiacus var. rufus (Schaeff.) Mérat 1821, Boletus scaber var. aurantiacus (Bull.) Opatowski 1836, Boletopsis rufa (Schaeff.) Hennings 1900, Krombholzia aurantiaca (Roques ex Bull.) Gilbert{?), Krombholziella aurantiaca (Bull.) Maire 1937, Trachypus aurantiacus (Bull.) Romagnesi, (1939), Boletus versipellisvar. aurantiacus (Bull.) Vassilkov, (1948), Leccinum rufum (Schaeff.) Kreisel 1983, Leccinum rufum (Schaeff.) Kreisel 1984, Krombholziella rufa Schaeff. ex Alessio, 1985, Leccinum populinum M. Korhonen, 1995, Leccinum quercinum sensu auct.2005.

Volg.: Leccino, Porcinello rosso
Etimologia
Leccinum = attinente al leccio (Quercus ilex)
aurantiacum
= arancione (dall'aggettivo latino)
Sistematica
Regno: Fungi; Divisione: Eumycota, Sottodivisione: Basidiomycota, Classe: Hymenomycetes, Sottoclasse: Homobasidiomycetidae, Ordine: Boletales, Famiglia: Boletaceae, Genere: Leccinum, Sezione: Leccinum, Sottosezione: Leccinum, Specie: aurantiacum.
Commestibilita'
Commestibile mediocre; si consiglia di consumare il solo cappello del fungo giovane e con i tubuli non ancora molto sviluppati. Diviene nerastro in cottura.
Descrizione
Genericamente è denominato "porcinello rosso" , non sempre è agevole, all'interno di questo gruppo, distinguere le diverse specie che ne fanno parte, come ad es. Leccinum vulpinum Watling, Leccinum piceinum Pilàt & Dermek, Leccinum quercinum Pilàt ex Pilàt, Leccinum versipelle (Fries) Snell che differiscono sia per le varie tonalità cromatiche del cappello, sia per le colorazioni delle squamettature che decorano il gambo, sia infine per il diverso habitat di produzione.
Anche L. aurantiacum, come gli altri "porcinelli rossi", nel primo stadio di sviluppo ha un cappello subsferico e aderente al gambo così da assomigliare ad una sorta di fiammifero conficcato nel terreno. In seguito il cappello si distende assumendo una forma convessa, guancialiforme, La cuticola, sottile, separabile, asciutta o finemente feltrata ha una colorazione rosso-arancio, rosso fulvo ed alla fine rosso mattone con squamettature molto fini, brunastre,e tende a debordare oltre l'orlo del cappello, festonandolo o ripiegandosi verso l'interno aderendo alla sottostante parete imeniale.
Tubuli molto lunghi nell'esemplare adulto (alti otre i 30 mm.), sottili, liberi, separabili, bianco-crema all'inizio poi grigiastri. Pori concolori, piccoli, fitti, rotondi: si macchiano di grigio-bruno al tocco.
Gambo alto fino a circa 20 cm., massiccio e sodo, cilindrico o ingrossato in basso e svasato leggermente all'apice. Biancastro ma rivestito di granulosità più o meno fitte di colore grigiastro ma poi bruno-rossastre e infine bruno-nerastre. Alla base dello stipite appaiano talvolta lievi macchie smeraldine.
Carne soda, compatta e fibrosa quella del gambo, più morbida, spugnosa e molliccia quella del cappello. Bianca ma al taglio si colora abbastanza rapidamente di bluastro e in seguito di grigio ardesia e alla fine di nerastro. Reazione al grigio-verde con solfato di ferro, al rosso scuro poi color cioccolata con formolo, al grigio azzurro con tintura di guaiaco. Odore debole, sapore dolce e gradevole.
Spore lisce, fusiformi, guttulate, gialline al microscopio, bruno-avana in massa. Hanno le seguenti dimensioni: 14 / 17,5 x 4 / 6 μm.
L. aurantiacus
è specie abbastanza comune nei boschi di latifoglie (legato specialmen-te al pioppo tremulo Populus tremula) e cresce isolato o in piccoli gruppi in estate e in autunno, in luoghi sufficientemente aperti e soleggiati.
Possibilita' di Scambio
Il L. vulpinum e il L. piceinus sono tipici delle abetaie di montagna dove si producono sovente tra i piccoli arbusti di mirtillo nero (Vaccinum myrtillum). L. quercinum si rinviene invece preferibilmente sotto querce, ma anche in prossimità di altre latifoglie: si distingue dal L. aurantiacus per avere la cuticola molto feltrata, areolata, rosso-arancio-fulva e la carne virante, alla sezione, al grigio-ardesia senza passaggi intermedi. L. versipelle infine ha infine una taglia più robusta, cuticola giallo-aranciata, gambo cosparso di fitte squamette nerastre fin dall'inizio e cresce in simbiosi esclusiva con le Betulle.
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(Sandro Ascarelli)