Scheda n. 279      -      Dicembre 2011      -      Riferimento 1012

 


INOCYBE PATOUILLARDI Bresadola 1905

 

279. Inocybe patouillardiFoto S, Ascarelli

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Sinonimi

Agaricus repandus Secretan 1833, Inocybe repanda Quèlet 1872, Inocybe Trinii var. rubescens Patouillard 1883, Inocybe erubescens Blytt 1904, Inocybe lateraria Ricken 1920.

Volg. Inocybe di Patouillard.

Etimologia

Inòcybe = testa fibrosa (dal greco is, inòs = fibra delle piante e kùbe = testa)
patouillardi = dedicato al botanico e micologo francese Narcisse Thèophile Patouillard. (1854 – 1926).

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinariales, Famiglia: Cortinariaceae, Tribù: Inocybeae, Genere: Inocybe, Sottogenere: Inosperma, Sezione: Rimosae, Sottosezione: Rimosinae, Specie: patouillardi,

Commestibilità

Velenoso, provoca sindrome muscarinica a breve incubazione; se ingerito da persone cardiopatiche, anziane o debilitate può avere effetti letali.

Descrizione

In varia misura tutte le Inocibi risultano tossiche o quanto meno sospette. Fortunatamente non dovrebbe essere eccessivamente difficile individuare un esemplare appar tenente a questo genere tenendo presente che i ricettacoli ad esso ascritti, terricoli salva qualche rara eccezione, hanno un cappello quasi sempre conico-campanulato, con cuticola asciutta e percorsa da fibrille radiali e con l’orlo presto fessurato. Il colore delle lamelle tende dal biancastro iniziale a divenire bruno ocra o bruno olivastro. Più difficile appare districarsi tra le oltre cento specie che fanno parte del genere Inocybe.

Una delle Inocibi più pericolose è senza dubbio l’ Inocybe patouillardi che, per l’alto contenuto di muscarina posseduto, provoca, poco dopo la sua ingestione, disturbi della vista, vomito, nausea, sudorazione, svenimento e, nei casi più gravi, anche il decesso.

Il suo cappello, carnoso,  è inizialmente conico convesso, poi campanulato o disteso (fino a raggiungere un diametro di circa 10 cm.) ma comunque dotato di un caratteri-stico umbone centrale. La cuticola, asciutta, è percorsa da fibrille radiali, con super-ficie che da biancastro diviene poi macchiata di rosso vinoso fino a farsi interamente colorata di rosso mattone. Il margine è sottile e sovente fessurato.

Le lamelle sottostanti sono adnate, arrotondate, mediamente fitte e serrate, biancastre ma che facilmente si chiazzano di rosso ed infine bruno olivastre.

Il gambo è robusto, cilindrico, talora incurvato, ispessito alla base, pruinoso in alto, poi fibrilloso, bianco da giovane ma tendente ad assumere colorazioni rosate o rossastre con l’età o laddove viene manipolato.

La carne è bianca ma tendente ad arrossare più o meno intensamente nelle fratture o nelle pèarti inferiori. Odore intenso, gradevole, fruttato; sapore dolciastro.

Spore 10 / 13 x 5 / 7 micron, ellissoidali o sub reniformi, lisce, leggermente apiculate, gialline al microscopio ma color tabacco in massa.

Specie terricola, abbastanza frequente, si rinviene in estate e in autunno, isolato o gregario, in prossimità di latifoglie, non soltanto nei boschi ma anche nei parchi cittadini o ai margini delle strade.

 

Possibilità di  scambio

Alla Inocybe patouillardi somiglia molto la Inocybe Godeyi (v. scheda n. 177), piccola specie appartenente ad un gruppo di Inocibi dagli iniziali colori molto chiari ma arros-santi con l’invecchiamento o al taglio o alla manipolazione. Specie simili sono la I. pu-dica dai colori chiari e che cresce prevalentemente sotto aghifoglie, e la I. pyriodora (scheda n. 140) var. incarnata, con colori rosati e poi rossastri e con forte odore di frutta.

Ci sembra improbabile la possibilità di scambiare l’ Inocybe patouillardi con Calocybe gambosa (scheda n. 070) i cui carpofori non sono mai arrossanti in maturità né sul cappello, né nelle lamelle, né nel gambo, né nella carne e per di più hanno odore diverso e differente forma delle spore.

 

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(Sandro Ascarelli)