COME SI NUTRONO I FUNGHI

La nutrizione è quel particolare procedimento, tipico di tutti gli esseri viventi, inteso a immagazzinare l'energia necessaria per lo sviluppo, la crescita e la conservazione dell'organismo. Tale energia viene fornita normalmente da sostanze minerali che, tuttavia, per poter essere assimilate, hanno la necessità di essere rese organiche.

Nel ciclo biologico della vita, il primo anello è costituito dai vegetali. Le piante sono infatti organismi autotrofi, cioè capaci di trasformare elementi inorganici in sostanze organiche. In ciascuna cellula vegetale, fornita di clorofilla (pigmento fotosintetico di colore verde) avviene un processo metabolico complesso (fotosintesi clorofilliana) attraverso il quale l'energia solare trasforma l'acqua e l'anidride carbonica in glucosio, un carboidrato semplice essenziale per la formazione di macromolecole come l' amido ed il glicogeno (come prodotto di scarto si forma ossigeno).

Il procedimento di fotosintesi clorofilliana può sintetizzarsi nel seguente modo:

6 CO   +  6 H O  + energia solare = C H  O   + 6 O

Il secondo anello del ciclo è costituito dai componenti del regno animale (erbivori, carnivori od onnivori), organismi eterotrofi, che hanno la necessità di alimentarsi di sostanze già organicate come idrocarburi, composti alcolici, proteine, carboidrati semplici e composti, lipidi...ecc.

Il ciclo si chiude, infine, con la decomposizione della sostanza organica e quindi con la restituzione all'ambiente naturale delle sostanze inorganiche necessarie a produrre nuova vita.

Sotto questo profilo, il regno dei funghi, alla luce di quanto abbiamo cercato di spiegare, si avvicina più al mondo animale che a quello vegetale. Anche i funghi sono organismi autotrofi ed hanno quindi la necessità di rifornirsi di materia resa organica (v. articolo precedente in settembre 2008).

Prima di procedere oltre è necessario tuttavia ricordare che con la parola fungo intendiamo non tanto quello che il cercatore raccoglie e mette nel cestino (tale è piuttosto la fruttificazione di una specie di "pianta" sotterranea che in determinate condizioni produce carpofori essenziali per la riproduzione), quanto piuttosto la germinazione di una spora che provoca una serie di elementi cellulari detti ife che si prolungano nel substrato formando sottili filamenti costituenti il micelio. Le idonee condizioni di temperatura e di umidità fanno sì che il micelio produca il carpoforo, a sua volta portatore di cellule terminali riproduttive, recanti nuove spore. Aggiungiamo ancora che la maggior parte dei funghi non sono visibili ad occhio nudo essendo molti di loro organismi microscopici, a volte addirittura unicellulari e tuttavia necessari allo sviluppo, tra l'altro, di un armonioso sviluppo ecologico.

Avendo bisogno, così come abbiamo detto, di assimilare sostanze già rese organiche, i funghi hanno necessità di legarsi ad altre strutture sia vegetali che animali, viventi o in stato di decomposizione. Dal punto di vista del sistema nutrizionale genericamente adottato, possiamo distinguere i funghi in tre categorie (a volte non completamente definite): 1) funghi simbionti, 2) funghi parassiti, 3) funghi saprotrofi.

La simbiosi è il procedimento attraverso il quale il micelio avvolge i peli radicali di alcune piante, cedendo loro acqua e sali minerali e ricevendo in cambio i carboidrati (zuccheri) e l'amido necessari allo sviluppo del fungo. Questo reciproco processo mutualistico è talmente importante che oggi si pensa, probabilmente a ragione, che non possa esistere albero, pianta o filo d'erba se non vi fossero anche i funghi; il fenomeno è ben conosciuto dalle imprese vivaistiche che nel mettere a dimora nuove essenze arboree hanno cura di micorrizarne le radici. Il procedimento simbiotico è caratterizzato dalla micorriza: fenomeno attraverso il quale i peli radicali delle piante sono in grado di attirare il micelio che o penetra direttamente nella struttura radicale (endomicorriza) o avvolge a mo' di manicotto la radichetta della pianta (ectomicorriza).

Si distingue una simbiosi generica (se una determinata specie di fungo è in grado di micorrizare varie specie di essenze vegetali) ed una simbiosi specifica (se una determinata specie fungina è in grado di "legarsi" soltanto ad una sola specie arborea, ad es. larice, leccio, eucaliptus, rododendro, tuberosa, ecc.).

Recenti studi hanno permesso di mettere in evidenza un altro importantissimo carattere del fenomeno micorrizico: pare accertato che il manicotto fungino che avvolge le radichette delle piante assolva anche alla funzione di fare da filtro ed impedire quindi che sostanze nocive, come il cesio o il piombo, possano essere assorbite dalla pianta micorrizata.

Il parassitismo è il fenomeno mediante il quale il fungo si nutre a spese di un altro organismo (ospite) ingenerando una micosi (anch'essa obbligata o specifica). Il fungo parassita può attaccare le piante legnose (Heterobasidion annosum, Inonotus, Phellinus, Armillaria), le piante erbacee (Puccinia graminis, Ustilago maydis parassita del granturco, Claviceps purpurea che ingenera la malattia della segale cornuta), altri funghi (Xerocomus parasiticus, Asterophora licoperdoides), gli animali (Cordyceps, Nectria) e persino l'uomo (Candida, Tinea). La lotta tra il fungo parassita ed l'organismo ospite può concludersi con la vittoria dell'organismo ospite che produce sostanze in grado di debellare il parassita o con la vittoria del fungo parassita che in tal caso uccide l'organismo attaccato; quest'ultimo caso potrebbe apparire come un fenomeno nocivo o quanto meno negativo se non tenessimo in doverosa considerazione la circostanza che in natura prevale il concetto del rafforzamento della specie: poiché i funghi parassiti aggrediscono prevalentemente organismi già lesi o malati, la loro eliminazione ha come effetto quello di consentire agli altri organismi sani di poter vivere meglio e rafforzarsi.

Con il saprotrofismo infine, i funghi si nutrono di sostanze organiche  prelevandole da materiali ormai deperiti o morti, decomponendo le strutture vegetali o animali ormai inutilizzati e restituendo al terreno le sostanze necessarie allo sviluppo di nuovi organismi. Anche questa è una funzione essenziale nel ciclo della vita perché se non esistessero i funghi (ed anche le alghe e i batteri) le foglie, i rami, gli alberi, i prodotti di scarto ecc. rimarrebbero per sempre sul suolo rendendo assolutamente impraticabili i boschi e soffocando altre forme di vita. I funghi saprotrofi sono quindi in grado di "far pulizia", attaccando e distruggendo perfino gli scheletri degli insetti e le ossa degli animali.

Una considerazione finale. Chi ama e rispetta la Natura dovrebbe usare la massima attenzione e proteggere tutti i funghi, anche quelli mortali o comunque nocivi alla salute dell'uomo, poiché essi svolgono una delicata funzione ecologica. E' sempre con sgomento che  osserviamo nei boschi  funghi gettati via o calpestati, indice dell'ignoranza e spesso della presunzione dell'uomo che si crede superiore alle razionali leggi del Creato.

(Sandro Ascarelli)