Scheda n. 017          -          Novembre 2008         - Riferimento mancante 

 

 



PORONIA PUNCTATA (L. : Fr.) Fries 1849



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foto di Sandro Ascarelli

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Sinonimi

Peziza punctata Linneo (1753), Sphaera truncata Bolton (1790), Sphaera punctata (L.) Curreli, Sphaera poronia Persoon (1797), Poronia truncata (Bolton) Fries (1818), Hypoxylon punctatum (L.) Greville (1829), Xylaria punctata (L.) J. Kickx (1835).

In volg. inglese Nail fungus trad. "fungo chiodo".


Etimologia

Poronia = che ha a che fare con i pori,
punctata = per i puntini neri che ricoprono la superficie del disco.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Ascomycota, Subdivisione: Ascomycota, Classe: Euascomycetes , Sottoclasse: Pyrenomycetideae, Ordine: Sphaeriales, Famiglia: Xylariaceae, Genere: Poronia, Specie: punctata.


Commestibilità

Fungo coriaceo, comunque non commestibile.


Descrizione

Considerato in Europa uno dei funghi più rari, Poronia punctata è un piccolo "pirenomicete" cioè uno di quegli ascomiceti le cui spore, racchiuse in astucci allungati detti "aschi", tappezzano delle cellette situate all'interno della carne del carpoforo e fuoriescono attraverso minuscoli pori che collegano le cellette alla superficie esterna. Poronia punctata è inoltre un fungo "fimicolo" cioè tale da nascere e svilupparsi su materia organica in decomposizione come lo sterco esausto di alcuni animali. Probabilmente era più conosciuto nel secolo scorso di quanto non lo sia al giorno d'oggi giacchè lo troviamo descritto già nel 1800 dal Fries e dal Saccardo che ne evidenziano la crescita su sterco di cavallo, di asino o di......elefante. Avverte tuttavia il micologo inglese Roger Phillips che questa specie sta diventando sempre più rara man mano che in agricoltura l'ausilio degli animali viene ad essere sostituito dalla utilizzazione delle macchine.

La Poronia punctata ha la forma di un cono rovesciato con la punta inserita nel substrato. Rimane visibile quindi solo la parte superiore che si presenta come la testa di un chiodo (in inglese è comunemente chiamato Nail fungus), o, se volete, come una specie di bottoncino della grandezza di una moneta da mezzo euro, con la superficie bianca e cosparsa di puntini neri. Lo stroma è sorretto da un peduncolo, che si inserisce nel substrato, di consistenza piuttosto dura e ricoperto da una feltrosità nerastra. Alla sezione, appena al di sotto del disco, si individuano minuscole cellette ("periteci") che, al microscopio, si presentano tappezzate dagli aschi. Da quest'ultimi, attraverso dei tubicini terminanti in pori nerastri (i famosi puntini che costellano la superficie del disco), fuoriescono le ascospore per depositarsi sulla vegetazione adiacente che verrà poi consumata dagli animali al pascolo e da questi restituita all'ambiente attraverso le loro deiezioni.

Le spore sono lisce, ovoidali, nerastre, 16/24 x 8/12 micron, contenute in aschi di forma allungata ma un po' irregolare (8 spore ogni asco) della lunghezza di circa 50 micron.

Si può trovare, dalla primavera all'autunno, su sterco in disfacimento, lì dove vi sia passaggio frequente di quadrupedi.

Nel Regno Unito sono state recentemente compiute ricerche per estrarre dalla Poronia punctata sostanze antibiotiche denominate punctaporonine, alcoli allilici isomeri con uno scheletro di atomi di carbonio triciclico non riscontrato precedentemente in natura.

Presentiamo l'immagine di alcuni esemplari trovati in un bosco a una ventina di chilometri da Roma, lungo un sentiero, alla fine di ottobre. Riproduciamo inoltre una immagine delle ascospore riunite in un asco che, essendo ialino, non è percepibile, e un disegno che mostra una sezione del fungo con i periteci appena al di sotto del disco.


Possibilità di scambio.

Non v'è alcuna possibilità di scambio. Esiste in Australia la Poronia erici che nasce sulle deiezioni dei canguri e dei conigli selvatici. E' un fungo che comunque compare nelle liste rosse di diversi Paesi e va quindi protetto.

Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 2, pag. 330;

Saccardo P.A. : Sylloge fungorum, Padova, 1888, vol. 1, pag. 348;

Moreau F. : Les champignons, Paul Lechevalier Ed., Paris, 1953, vol. 2, pag. 1480, fig. 840;

Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 523;

Heim R. : Champignons d'Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag.238, fig. 81B;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 44, fig. 47;

Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1985, pag. 281;

Societat Catalana de Micologia : Bolets de Catalunya, Barcellona, 1993, collez. 12, pl. 592;

Jordan M. : The Encyclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 77;

Zuccherelli A. : I funghi delle pinete, A. Longo Ed., Ravenna, vol. 2, 2006, pag. 354, foto 989.


(Sandro Ascarelli)