Scheda n. 264 - Ottobre 2011 - Riferimento n. 71




HYDNELLUM FERRUGINEUM (Fr. : Fr.) Karsten 1821


264. Hydnellum ferrugineumFoto S. Ascarelli
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Sinonimi

Hydnum ferrugineum Fries 1815, Calodon ferrugineum P. Karsten 1821, Hydnum carbunculum Secretan 1833, Phellodon ferrugineum Schröt, Hydnellum sanguinarium Banker 1906, Calodon hybridus Lindau 1911, Hydnellum hybridum Banker 1913, Hydnellum pineticola Harrison 1964.

Volg. : Dentino ferruginoso

Etimologia

Hydnellum = piccolo Hydnum (dal greco hùdnon = tartufo)

ferrugineum = ferruginoso, color ferro.

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Subdivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Aphyllophoromycetideae, Ordine: Thelephorales, Famiglia: Thelephoraceae, Genere: Hydnellum, Specie: ferrugineum.

Commestibilità

Non commestibile.

 

Descrizione

Cresce isolato o in gruppetti a volte saldati tra loro alla base ed è un basidiomicete facilmente identifi-cabile da giovane perché la superficie superiore del carpoforo si può presentare ricoperta da essudazioni vermiglie simili a goccioline di sangue. La stessa caratteristica si può trovare anche in Hydnellum peckii Banker che tuttavia differisce da H. ferrugineum perché la carne ha un sapore acre e pungente.

H. ferrugineum ha la tipica forma turbinata, a cono, con la punta infissa nel terreno. La parte pileica superiore, inizialmente semi emisferica e bianca, trasuda, soprattutto col tempo umido, delle goccioline acquose di color rosso che successivamente, seccando, divengono brunastre mentre il margine rimane bianco o biancastro. Il diametro può raggiungere i 10 cm. Da adulto il c.d. cappello è irregolarmente gibboso, rugoso, solcato radialmente e feltrato-tomentoso.

La parete imeniale è costituita da una massa di corti aculei (idni), ineguali, fragili, decorrenti, prima bianchi, poi carnicini e infine della stessa tinta del cappello.

Come il resto del carpoforo, anche il gambo, durante la crescita, ingloba aghi di pino o residui vegetali. La sua consistenza, coriacea e un po’ elastica. è simile a quella del sughero (consistenza suberosa). E’ irregolare, tomentoso, spugnoso alla base, dello stesso colore del cappello o di poco più scuro.

La carne è suberosa, appena un po’ spugnosa quella del cappello, concentricamente zonata, bruno rossastra più o meno chiara. Odore debole, farinoso, sapore dolce. A contatto con la potassa la carne assume subito una colorazione violetta che diviene poi, poco a poco, verde olivacea.

Al microscopio le basidiospore appaiono arrotondate ma con grossolane protuberanze e quindi quasi angolose, di color bruno chiaro come la relativa sporata. Le dimensioni sono 4,5 / 6, 5 x 4 / 5,5 μm.

Nella tarda estate e in autunno si può trovare con facilità nei boschi montani di aghifoglie; è un po’ più raro nei boschi misti o di latifoglie.

 

Possibilità di scambio.

L’ Hydnellum peckii Banker, con il quale a lungo è stato confuso, differisce soltanto per avere un sapore piccante. Altre specie simili del ganere Hydnellum sono l’ H. concrescens (Pers. : Schw.) Banker, le cui fruttificazioni di color castano sono fortemente stipitate, l’ H. scrobiculatus (Fr.) Karsten di più modesta taglia e l’ H. spongiosipes (Peck) Pouzar dalla superficie pileica bruno cannella, gobbosa e con pieghe irregolari. La corretta determinazione delle 16 specie del genere Hydnellum richiede una approfondita indagine microscopica.

 

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(Sandro Ascarelli)