Scheda n.  260 -      Ottobre 2011       -      Riferimento n. 378

TRICHOLOMA EQUESTRE (L. : Fr.) P. Kummer 1871

 

260. Tricholoma equestre Foto S. Ascarelli

clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia

Sinonimi

Agaricus aureus Schaeffer, Agaricus auratus Fries, Agaricus arenarius Lèveillè, Agaricus equestris Linneo, Ticholoma auratum Gillet, Gyrophila equestris Quèlet, Tricholoma flavovirens S. Lundell.

Volg. : Tricoloma equestre, Fungo del cavaliere, Monachella gialla.

Etimologia

Tricholoma =  con l’orlo peloso (dal greco thrix, thrikhòs = pelo, capello e lòma = orlo);

equestre =equestre, dei cavalieri (dal latino).

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Tricholomatoideae, Tribù: Tricholomateae. Sezione: Tricholoma et Parafucata, Genere: Tricholoma, Specie: equestre.

 

Commestibilità

Per lungo tempo considerato un ottimo commestibile, è invece ritenuto ora altamente tossico da quando in Francia si sono verificati avvelenamenti collettivi molto gravi e tre decessi. Con ordinanza 20.08.2002 il Ministero della Sanità ne ha vietata la vendita in tutta Italia. Le ragioni dell’avvelenamento non sono ancora del tutto chiare: pare che l’intossicazione sia da attribuire alla rabdomiolisi (distruzione delle cellule dei muscoli striati dell’apparato scheletrico) seguita da insufficienza renale.

 

Descrizione

Denominato “Agarico dei cavalieri” perchè anticamente veniva considerato uno dei funghi di maggior pregio gastronomico tanto che veniva riservato alle mense dei cavalieri e dei nobili, è stato invece di recente incriminato perché sospettato di aver provocato alcuni avvelenamenti e dei decessi.

E’ un tricholoma carnoso e redditizio, piuttosto variabile nei suoi colori che vanno dal giallo cromo, al giallo verdastro al giallo oliva e che si dispongono su tutto il carpoforo.

Il cappello,  che varia dai  5 ai 10 cm. di diametro, dapprima convesso e campanulato, si distende ed è fornito di un basso umbone. Il margine è irregolarmente lobato. La superficie cuticolare è asciutta e leggermente vellutata col secco ma diviene un po’ viscosa e brillante col tempo umido. La colorazione di base ha tonalità giallastre con sfumature olivastre ma il centro del cappello appare percorso da fibrille costituite da fitte squamette brune o bruno rossicce che si diradano verso la periferia.

Le lamelle, anch’esse gialle, sono libere al gambo, mediamente larghe e fitte, fragili, con orlo ondulato.

Il gambo è robusto e pieno, cilindrico o con un leggero rigonfiamento alla base, qualche volta un po’ ricurva, liscio o con qualche fioccosità nella parte alta; bianco o bianco crema in prossimità delle lamelle poi con  colori simili a quelli del cappello con sfumature bruno rossastre, molto leggere, verso l’estremità inferiore.

Carne soda e compatta, fibrosetta nel gambo nell’esemplare maturo, bianca o giallina verso le zone periferiche. Odore lieve, gradevole; sapore aromatico, un po’ farinoso. Reazione rosa pallido alla soda.

Spore non amiloidi, ellissoidali, pluriguttulate, con superficie liscia, misuranti  6 / 7,5 x 4 / 5 μm., ialine al microscopio ma con sporata bianca.

Si produce, in maniera anche abbondante, nel tardo autunno (da ottobre a dicembre) sia nei boschi di latifoglie, sia in quelli di aghifoglie; predilige crescere nelle pinete costiere dove è difficile individuarlo perché nascosto nelle lettiere di aghi di pino.

 

Possibilità di scambio

T. sulphureum (Bull. : Fr.) Kummer e T. bufonium (Pers. : Fr.) Gillet, ambedue tossici, hanno colorazioni simili a quelle di T. equestre. Da quest’ultimo differiscono soprattutto per il caratteristico odore di zolfo (o di gas illuminante) che li distingue.

Si può confondere anche con alcuni esemplari gialli del Genere Cortinarius (in particolare con il velenoso Cortinarius splendens R. Henry). Ricordiamo tuttavia che i Cortinari sono caratterizzati da una “cortina” (simile alla ragnatela) che si estende, a protezione delle lamelle, tra l’orlo del cappello e il gambo e che, staccandosi dal margine pileico e ricadendo sul gambo, lo tinge di ruggine per sovrapposizione delle spore.

 

Bibliografia

Fries E. : Sistema mycologicum, Gryphiswaldae, Lund, Svezia, 1821, vol. 1, pag. 42;

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 5, pag. 87;

Quèlet L. Flore Mycologique de la France, Paris, 1888, pag. 286;

Barla J.B. : Les champignons des Alpes maritimes, Nizza, 1988, ristampa ed. M. Candusso, Alassio, 1996, pag. 41, tav. 24,

Bresadola J. : Iconographia mycologica, 1927/1931, Comitato Onoranze Bresadoliane, Trento, 1982, vol.  3, tav.  53;

Ricken A. : Die Blaetterpilze (Agaricaceae), Ed. T.O.Weigel, Lipsia, 1915, ristampato da M. Candusso, Saronno, 1980, pag. 299 n. 994, tav. 90/3;

Rea C. : British Basidiomyceteae, Cambridge, 1922, pag. 215 n. 610;

Michael E. e Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933,vol. 1, pag. 24;

Pilat A. : Atlas Hub, Statni Pedagogiche Nakladatelstvi, Praga, 1952, pag. 31 tav. 58;

Zeitlmayr L. : I Funghi, Ediz. Mediterranee, Roma, 1955, pag. 133, tav. 10;

Jacottet J. : Les champignons dans la Nature, Delachaux et Niestlè, Neuchatel, 1961, pag. 89;

Von Frieden L. : I funghi di tutti i Paesi, Rizzoli, Milano, 1964, tav. 52;

Vignoli L. : Sistematica delle piante inferiori, Calderini, Bologna, 1964, pag. 627, tav. 13/2;

Pilat A. & Usak O. : Champignons, atlas illustrè, Grund, Paris, 1966, pag.92, tav. 58;

Costantin M.J. e Dufour M.L. : Nouvelle flore des champignons, Librairie Gènèrale de l’Enseignement, Paris, 1967, pag. 11, tav. 3 n. 69;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 470, tav. 32;

Lange J.E. et M., Duperrex A., Hansen L. : Guide des champignons, Delachaux et Niestlè, Neuchatel (Svizzera), 1969, pag. 84 n. 168;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 1, foto n. 142;

Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 34;

Maublanc A. & Viennot-Bourgin G. :Champignons comestibles et vènèneux, Lechevalier, Paris, 1971, Atlas vol. 2, tav. 87;

Marchand A : Champignons du Nord et du Midi, Perpignan, 1971, vol. 9, pag. 134, tav. 864;

Romagnesi H. : Petit atlas des champignons, Bordas, Paris, 1971, vol. 2, tav.171;

Balletto C. Flora micologica analitica, Genova, 1972, pag. 286;

Schlitter J. : Funghi, Ed. Silva, Zurigo, 1972, vol  1, pag. 33;

Kuhner R. e Romagnesi H. : Flore analytique des champignons supèrieurs, Masson & C. Ed., Paris, 1974, pag. 155;

Malencon G. & Bertault R. : Flore des champignons superieurs du Maroc, Inst. Scientifique Cherifien et Facultè des Sciences, Rabat, 1975, vol. 1, pag. 100;

Moser M. : Keys to Agarics and Boleti, Roger Phillips, Londra, 1978, pag. 125;

Garau M., Merlo E.G., Rosso M. & Traverso M. : I nostri funghi, SAGEP, Genova, 1980, pag. 165;

Moser M. : Guida alla determinazione dei funghi, Saturnia, Trento, 1980, pag. 128;

Lincoff G.H. & Nehring C. : Field Guide to North American Mushrooms, A.A.Kropf, New York, 1981, pag. 800,  foto 323;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 136;

Galli M. : Nuovo trattato di micologia, Ed. G. Mazzotta, Milano, 1982, tav. 64;

Goidanich G. & Govi G. Funghi e Ambiente, Edagricole, Bologna, 1982, pag. 192;

Jamoni PG. : I funghi, Musumeci Ed., Quart (Aosta), 1984, pag, 140;

A. Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1985, pag. 35;

Konrad P. & Maublanc A. : Icones selectae fungorum, Lechevalier, Paris, 1985, vol. pag.  300;

Pandolfi M. e Ubaldi D. : Guida ai funghi d’Italia e d’Europa, F. Muzio Ed., Padova, 1987, pag. 16 in nota;

Aguardi A., Lucchini G., Riva A e Testa E. : Funghi e boschi del Canton Ticino, Ed. Credito Svizzero, 1987, vol. 4, pag. 172, Tav. pag. 247 n.208;

Bon M. : Champignons d’Europe occidentale, Arthaud, France, 1988, pag. 156;

Chaumeton H: : I Funghi, Ed. G. Mondadori, Milano, 1988, pag.  181;

Lemay D. e M. : Guida al riconoscimento dei funghi, Zanichelli, Bologna, 1989, pag.  160;

Togni N. : I funghi italiani, APS Divisione Editoriale, Modena, 1989, pag. 326;

Montegut J. : L’Enciclopèdie analitique des champignons, SECN, Orgeval, 1992, vol. 2, pag, 759, foto 1056;

Brotzu R. Guida ai funghi della Sardegna, Archivio fotografico sardo, Nuoro, 1993, vol. 1,  pag. 105, foto 39;

Courtecuisse R. & Duhem B. Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 190 n. 378;

Lange J.E. : Flora agaricina danica, Ed. G. Bella, Saronno, 1994, vol. 1, pag. 34, tav.  19;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 469;

Di Bella F: : Funghi di casa nostra, Editrice romana s.r.l., 1994, pag. 45;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 188;

Becker G. : Champignons, Grundt, Paris, 1996, pag.  165;

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1996, pag. 144, Iconografia n. 201;

Sitta M. : Funghi epigei spontanei, CISNIAR, Modena, 1997, pag. 86;

Dickinson C. e Lucas J. : Conoscere i funghi, Il Mosaico, Novara, 1997, pag. 259;

Pace G.: Il libro completo dei funghi, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1997, pag.  140,  tav.  8/4;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 219;

Pacioni G. : Funghi, Orsa Maggiore Ed., Torriana (RN), 1998, pag. 57;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 62;

Epinat C. et  Starosta P. : Funghi, B. Taschen Verlag, Colonia, 1999, foto  pagg. 119 e 125;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 423 in nota;

Courtecuisse R, : Champignons d’Europe, Delachaud et Niestlè, Losanna 2000, pag. 610;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2000, vol. 1, pag. 55;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 165;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 3, pag. 322, foto  418;

Gruppo Micologico Bresadola : Parliamo di funghi, Provincia di Trento, 2001, vol. 1°, pag. 123;

Nonis U: : 500 funghi d’Italia e d’Europa, Ed. Priuli & Verlucca, Ivrea, 2001, pag. 174;

Polese J.M. : Cueillir les champignons, Ed. Proxima, France, 2001, pagg. 168 e 171;

Phillips R: : Les champignons du Quèbec, Ed. Broquet, Ottawa, 2002, pag. 49;

Mazza R. : Funghi commestibili e velenosi a confronto, RCS Libri s.p.a., Milano, 2002, pag.64 n. 7, 66 n. 9 e 68 n.11;

A. Testi : Funghi d’Italia, Giunti Editore, Firenze, 2002, pag. 326;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag, 74;

Gennari A. : Funghi, Arezzo, 2005, pag. 437;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 145;

AMINT : Tutto funghi, Giunti ED., Firenze, 2007, pag. 236;

Gerhardt E. & Rossi C. : Funghi, Tappeiner spa, Lana (BZ), 2007, pag. 109;

Boccardo F,, Traverso M., Vizzini A., Zotti M. : Funghi d’Italia, Zanichelli, Bologna, 2008, pag. 136 n. 310;;

Bielli E. : Funghi, Guidecompact, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 2009, pag. 73;

Tiberi G. e Sperati G. : I funghi nel Lazio, GAMEL, Roma, 2009, pag. 438;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 2, pag. 42,  n. 119.

Monografie:

Riva A. : Tricholoma, Ed. Biella G., Saronno, 1988, pag. 311, tavv. 45, 45b e 45c.

Bon M: Les Tricholomes, Documents mycologiques mèmoire hors sèrie n. 2. CRDP, Amiens, 1991, pag. 74.

 

(Sandro Ascarelli)