Scheda n. 257      -      Settembre 2011      -      Riferimento ---

HELVELLA QUELETII Bresadola 1883

 

Helvella Queletii GS1.jpgFoto G. Sperati










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Sinonimi

Helvella solitaria (P. Karst.) P. Karst. 1871, Acetabula  queletii (Bres.) Benedix 1962.

Volg.: Elvella di Quèlet

Etimologia

Helvella = erbetta, ortaggio;

queletii: nome di specie data dal micologo trentino Bresadola in onore del suo amico micologo francese Quélet.

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Ascomycota, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Helvellaceae, Genere: Helvella, Sottogenere: Helvella, Specie: queletii.

Commestibilità.

È  stato sempre considerato un fungo senza valore o, da taluni, commestibile. Come tutte le elvelle, contenendo dosi più o meno elevate di “gyromitrina”, anche questa specie è da considerarsi invece velenosa.

 

Descrizione

Questi funghi, dapprima compressi lateralmente, a maturità si allargano a conca e fanno pensare ad una piccola coppa da vino.

L’ascocarpo è pileato-stipitato, alto da 30 a 90 mm e largo da 15 a 50 mm.

L’apotecio è alto 20-30 mm e largo 30-50 mm, a forma di coppa oblunga o cupuliforme, con il bordo sottile, lobato, revoluto ed inciso o leggermente fessurato negli esemplari adulti;  la superficie interna, in cui è disteso l’imenio, è inizialmente liscia poi rugolosa ed ondulata a maturità, brunastro chiaro o brunastro-grigio con tenui riflessi lilacini; esternamente è più chiara, da grigio-giallastra a grigiastro-ocra, granulosa per una coltre bianca forforacea evidente soprattutto in prossimità del margine.

Il gambo misura 30-60x3-15 mm, bianco alla base poi bianco-crema sfumato di grigio alla sommità, cavo e  ottusamente costolato-solcato, dalla base sino all’inserzione con la coppa, ma con le costolature tra loro separate, prive di congiunzioni sul fondo.

La carne si riduce allo spessore dell’intero ascocarpo, elastico-gommosa, brunastra nella trama pileare e biancastra e di consistenza più tenace nello stipite, con odore e sapore non particolari.

Le spore misurano 17-21x11-13 micron e sono ellissoidali, bianche in massa.

Cresce dalla primavera al primo autunno, associata a Populus sp., Salix sp. ed Alnus sp., talora sotto Quercus ilex e più frequentemente sotto Corylus avellana, dal piano alla media montagna.

 

Possibilità di scambio

Può somigliare a H. acetabulum, ma quest’ultima ha uno stipite più corto e le costolature continuano anche sotto la coppa che è ampia sin dall’inizio. Anch’essa è da considerarsi velenosa.

Bibliografia

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Selezione dal READER DIGEST: Guida pratica ai FUNGHI IN ITALIA, Milano, 1983, pag. 270.

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Monografie:

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Medardi G. : Ascomiceti d’Italia, A.M.B. Centro Studi Micologici, Vicenza 2006, pag. 84.

(Gianfranco Sperati)