Scheda n. 252         -        Agosto  2011         -         Riferimento n. 1420

RUSSULA ILICIS Romagnesi, Chevassut & Privat  1972


252. Russula ilicisFoto G. Sperati
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Sinonimi

Volg. : Fungo di paglia o Colombetta

 

 


Etimologia

Russula  =  piccola rossa (dal latino, diminutivo di russus  = rosso),
ilicis = del leccio (specie del genere Quercus, di cui la specie è principalmente simbionte).

 

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Ag-aricomycetideae, Ordine: Russulales, Famiglia: Russulaceae, Genere: Russula, Sezione: Heterophyllae, Subsezione: Ilicinae, Specie: ilicis.

Commestibilità

Commestibile ottimo; si presta ad essere consumato anche crudo in insalata.

Descrizione

Mi imbattevo spesso in questa russula ed ero tentato di consumarla, tanto più che era abbastanza dolce all’assaggio, ma me ne astenevo perché non riuscivo a identificarla.  Fu in una rivista di micologia che la vidi descritta ed illustrata per la prima volta. Difatti il micologo francese Romagnesi l’aveva identificata nel 1972 e pubblicata sul Bollettino della Società Micologica di Francia. Ho impiegato ancora due anni per convincermi a consumarla, ma da quel momento, quando capita, con gli esemplari più giovani, dopo averli finemente affettati, ci preparo dei piccoli antipasti con il solo condimento di sale e di  olio.

Il cappello misura 50-130 mm di diametro, all’inizio globoso diviene convesso-depresso al centro, infine spianato con leggera depressione centrale o concavo-subimbutiforme a maturazione; il margine è prima involuto poi incurvato verso il basso, con la cuticola intera e liscia, debolmente scanalata al bordo nel vecchio, separabile fino ad un terzo del raggio, umida e lucente nel giovane poi asciutta ed opaca, biancastra o biancastro-crema, sfumata di tonalità pallide rosa-lilacine poi grigina-beige negli adulti  con macchie rossastre nei punti erosi.

Le lamelle sono, prima fitte poi più spaziate, attenuato-annesse o sublibere, forcate verso il gambo, con rare lamellule interposte, rigide ed inizialmente un po’ lardacee, bianche poi crema pallido con deboli riflessi ocracei e macchiate, a partire dal filo, di brunastro-ruggine a maturazione.

Il gambo misura 35-65x15-25(35) mm, cilindrico, tozzo, leggermente attenuato verso la base, pieno e sodo poi appena midolloso, cassante alla frattura, asciutto e pruinoso nel giovane poi rugosetto, bianco e macchiato di rossastro verso la base negli esemplari adulti.

La carne è alquanto soda e consistente, cassante alla frattura, bianca ovunque con odore debole e sapore mite nel giovane, moderatamente acre nelle lamelle dei vecchi esemplari. Viraggio grigio-rosa molto pallido con solfato ferroso, bruno porpora con fenolo, azzurro pallido con tintura di guaiaco.

Le spore misurano 6,5-9 x 5-8 micron e presentano verruche dense subreticolate, da largamente ellittiche a subglobose, crema in massa.

È una specie che cresce soprattutto nelle leccete; molto diffusa già in prima estate, a gruppi di numerosi esemplari, in luoghi aperti e soleggiati, ma eccezionalmente anche sotto Quercus pubescens e Ostrya carpinifolia.

 

Possibilità di scambio

Si può confondere con R. werneri, che cresce nello stesso ambiente ma sotto querce da sughero, presenta una sporata ocra carico e una reticolatura sporale più sottile. Anche R. medullata presenta una sporata dello stesso colore ed è di sapore completamente dolce, ma vive sotto latifoglie e conifere di montagna. Ambedue sono commestibili.

 

Bibliografia

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Monografie:

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(Gianfranco Sperati)