Scheda n. 249 - Agosto 2011 - Riferimento pag. 40

 

LEUCOPAXILLUS GIGANTEUS (Leyss. : Fr.) Singer

 

249. Leucopaxillus giganteus Foto S. Ascarelli
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Sinonimi

Agaricus giganteus Sowerby, Fries, Clitocybe gigantea (Fr. : Sowerby) Quèlet, Pa-xillus giganteus Fries, Omphalia geotropa var, gigantea Quèlet, Aspropaxillus giganteus Kühner e Maire, Clitocybe candida Bresadola.

Volg. Leucopaxillo gigante.

 

Etimologia

Leucopaxillus = bastoncino bianco (dal greco leukos = bianco e paxillus = bastoncino),
giganteus = gigante, gigantesco..

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Agaricales,, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Leucopaxilloideae, Tribù: Leuco-paxilleae, Genere: Leucopaxillus, Sottogenere: Aspropaxillus, Specie: giganteus.

 

Commestibilità

Commestibile scadente e non da tutti tollerato. Inoltre pare che contenga elevati quantitativi di radioattività rilevabili con un contatore Geiger. Il micelio produrrebbe altresì una sostanza antibiotica, detta Clitocybina, che in passato ha indotto alcuni ricercatori a sperimentarla contro la tubercolosi.

Descrizione

I carpofori di questa specie raggiungono notevoli dimensioni (il cappello può avere un diametro anche di 30 centimetri e più). Completamente bianchi, si nascondono tra l’er-ba alta dei pascoli di montagna dove forma ampi “cerchi delle streghe”. E’ tuttavia facile identificare la loro zona di crescita perché la vegetazione esterna al “cerchiko” appare più rigogliosa mentre quella interna appare come bruciata per effetto di un cianuro contenuto nel micelio.

E’ un fungo molto simile, e a volte sinonimizzato, a Leucopaxillus candidus avendo più o meno la stessa forma, lo stesso colore e lo stesso habitat di produzione e differendo da quest’ultimo solo per avere le lamelle meno serrate che acquistano, in maturità, delle tonalità bianco-ocracee, e spore di minori dimensioni.

All’inizio il cappello è convesso ma diviene ben presto piano per arrivare alla fine ad essere fortemente depresso ed imbutiforme. Il margine è a lungo involuto e sottile, in- tero o di poco scanalato. La superficie pileica è liscia, opaca, dapprima un po’ vellutata poi completamente glabra, talvolta screpolata. Ha un colore bianco che tende a macchiarsi con l’umidità e ad assumere sfumature bianco-crena o ocracee in maturità.

Le lamelle, concolori, sono mediamente fitte, strette, forcate in prossimità dell’orlo, facilmente separabili dalla carne del cappello, nettamente decorrenti.

In proporzione all’estensione del cappello, il gambo appare piuttosto tozzo e breve

(difficilmente supera i 7 o 8 cm. in altezza). Cilindrico, sodo e compatto, ha una superficie liscia, biancastra o leggermente imbrunente alla base.

Carne bianca o color crema, un po’ elastica o fibrosa nel gambo. Odore gradevole, farinoso. Sapore dolciastro.

Spore ellissoidali, lisce, amiloidi, con poro germinativo poco evidente, 6,5 / 7,5 x 3,5 / 4,5 μm.. Si colorano di grigio bluastro a contatto con soluzioni iodate. Sporata bianca.

In estate e in autunno, nei pascoli o al margine dei boschi, in gruppi di numerosi individui prevalentemente in ampi cerchi delle streghe.

 

Possibilità di scambio.

A parte le differenze già indicate tra L. giganteus e L. candidus, la forma, le dimensioni, il colore e l’odore del fungo in esame dovrebbero essere sufficienti ad escludere qualsiasi possibilità di scambio. Si tenga tuttavia presente che la Clitocybe geotropa (scheda n. 173) ha un gambo più alto in rapporto alle dimensioni del cappello e che le altre Clitocybi bianche, velenose, hanno sempre dimensioni ridotte.

 

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Monografie:

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(Sandro Ascarelli)