Scheda n. 248 - Agosto 2011 - Riferimento 1623

 


GYROPORUS CASTANEUS (Bull. ex Fr.) Quèlet

 

248. Gyroporus castaneusFoto G. Sperati

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Sinonimi

Suillus castaneus (Bull.) P. Karst. 1882, Suillus fulvidus (Fr.) Henn. 1898, Boletus castaneus Bull. ex Fr., Boletus vaccinus Fr., Boletus castaneus Bull., 1791, Boletus fulvidus Fr., 1818, Gyroporus castaneus var. fulvidus (Fries) Quél., 1886, Boletus testaceus Pers., 1825, Leucobolites castaneus (Bull.) Beck, Z. Pilzk., 1923, Leucobolites fulvidus (Fr.) Beck, Z. Pilzk., 1923, Boletus cyanescens var. fulvidus (Fr.) Fr. 1821.

Volg.: Boleto castano

Etimologia

Gyroporus = con pori rotondi (dal greco gyros = cerchio e poros = apertura, poro)
castaneus
= colore delle castagne (dal latino).

 

Sistematica

Regno: Fungi; Divisione: Eumycota; Sottodivisione: Basidiomycota; Classe: Hymenomycetes; Sottoclasse: Homobasidiomycetidae; Ordine: Boletales; Famiglia: Gyrodontaceae; Genere: Gyroporus, Specie: castaneus.


Commestibilità

Commestibile anche se a taluni provoca dei disturbi transitori, (diarrea, mal di pancia) probabilmente dovuti a risposte individuali; è bene in ogni caso trascurare il gambo in quanto di consistenza molto tenace.

 

Descrizione

È un funghetto molto simpatico e quando, da giovane, a volte si presenta col cappello finemente velluto viene spontaneo passarci sopra le dita perché si è sicuri di provare la stessa sensazione tattile di quando si accarezza una stoffa di velluto.

Il cappello misura 30-100 mm di diametro, emisferico all’inizio, poi convesso, irregolarmente ondulato ed appianato alla fine, sodo ma non carnoso con la cuticola finemente vellutata nel giovane, poi glabra ed inseparabile dalla carne sottostante; il colore è vario, può essere bruno-cannella o bruno scuro; il margine si mostra sempre regolare senza eccedenze.

I tubuli, immutabili al tocco, sono corti, liberi al gambo, di colore bianco persistente, in seguito giallo chiaro; i pori sono molto piccoli, tondi, di colore bianco, giallini a maturazione ed immutabili anch’essi alla pressione.

Il gambo misura 30-75x12-30 mm, quasi sempre cilindrico, appena rigonfio al centro ed attenuato alla base o leggermente clavato e ricurvo verso il basso; pieno nei primi stadi di crescita, poi subito spugnoso e cavernoso a tratti, la superficie è liscia o finemente pruinoso, con rare gibbosità sparse, corticato nella superficie esterna (è uno dei pochissimi casi in cui le ife della trama organizzano quasi un vero e proprio tessuto, come nelle piante e negli animali) e più o meno concolore al cappello, leggermente più chiaro all’apice e nella parte basale.

La carne è soda, tenera e delicata nel giovane, bianco-candida, immutabile al taglio e alla pressione con le dita, cassante nel gambo; l’odore è poco pronunciato ed il sapore, dolciastro, ricorda quello delle nocciole.

Le spore misurano 8-12 x 4,5-6 micron e sono strettamente ellittiche, lunghe il doppio della larghezza; gialle in massa.

Cresce solitario o a gruppetti, in estate-autunno, nei boschi di latifoglia, ma in particolare nei querceti, nelle faggete e nei castagneti, solo raramente sotto conifere, predilige spazi aperti, soleggiati e terreni acidi. È una specie molto comune

 

Possibilità di scambio

Una specie del tutto simile cresce nelle zone adiacenti il mare, si tratta di Gyroporus ammophilus, che si differenzia per i pori rosati, per un lieve viraggio all’azzurro della carne vicino ai tuboli, per la reazione della cuticola all’ammoniaca (bruno-rossastra in 5 minuti) e per le spore che sono fusiformi e rosate in massa.

Si può confondere anche con Boletus badius, anch’esso commestibile, che ha pori e carne viranti al blu e con Tylopilus felleus, che ha pori rosa, gambo reticolato e carne amarissima, pertanto immangiabile.

 

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(Gianfranco Sperati)