Scheda n. 242       -       Luglio 2011        -       Riferimento : -----

 

DISCINA FASTIGIATA Krombholz 1834

 

Discina fastigiata 2GS_001.jpgFoto G. Sperati











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Sinonimi

Helvella fastigiata Krombholtz, 1834; Gyromitra fastigiata (Krombh.) Rehm. 1951; Physomitra infula var. fastigiata (Krombh.) Boudier, 1907; Neogyromitra fastigiata (Krombh.) McKnight 1968; Psysomitra infula var. fastigiata (Krombh.) Boudier, 1907, Discina fastigiata (Krombh.) Svrček & J. Moravec 1972; Neogyromitra fastigiata (Krombh.) Mc Knigght 1968; Maublancomyces fastigiatus (Krombh..) Herter 1951; Gyromitra krombholzii Bezdĕk; Gyromitra pratensis Velenosky 1934; Gyromitra brunnea Underw., sensu Auct., Maublancomyces fastigiatus (Krombh.) Herter 1951

Volg.: Giromitra fastigiata.


Etimologia

Discina = piccola scodella; 
fastigiata = provvista di ornamenti sul cappello.


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Ascomycota, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Discinaceae, Genere: Discina, Specie: fastigiata.


Commestibilità

Nonostante questo fungo sia stato mangiato, senza danno e da tanto tempo, da migliaia di persone è bene astenersi dal suo consumo per la sicura presenza di derivati idrazinici (giromitrina come in G. esculenta), elementi tossici e mortali, ma che sparirebbero dopo attenta cottura e con l’essiccazione. In un articolo pubblicato sulla rivista Mycologia 77 (2), pp. 259-264, pubblicato nel1985 sul The New York Botanical Garden, il Prof Claude Andary e i suoi collaboratori della Facoltà di Farmacia dell’Università di Montpellier (Francia), parlando di G. esculenta, hanno messo in evidenza la variabilità delle concentrazione dei composti derivati dalle  idrozine secondo l’origine geografica delle raccolte, secondo l’altitudine e secondo il metodo di essicazione usato. Per cui sia con l’attenta cottura che con l’essiccazione non sempre scomparirebbero completamente le sostanze venefiche di cui sopra, oppure l’accumulo ad ogni consumazione, di piccolissime quantità di dette sostanze potrebbe scatenare nel tempo una sindrome da shock anafilattico in grado di provocare anche la morte.  Insomma per me un fungo si può mangiare solo quando è a rischio mortale 0.

 

Descrizione

Quando l’ho trovato per la prima volta lo scambiai subito per un esemplare di Gyromitra esculenta, finché poi con attento studio dell’habitat, del periodo di crescita e della morfologia, con l’aiuto della letteratura micologica e del microscopio, sono riuscito a determinarlo, ma non mi sono azzardato a mangiarlo (vedi le osservazioni del punto precedente).

Il suo cappello (o mitra) misura 4-10 x 3-8 cm ed è formato da 3 lobi, spesso saldati fra loro, con la parte pendente attaccati o staccati dal gambo. La superficie su cui è disteso lo strato imeniale è, in alcuni punti liscia, ma altrove increspata da venature circonvoluto-cerebriformi, di colore bruno-rossastro marrone. Il gambo di 5-6 x 3-4 cm ha una base che si allarga fino a 6-7 cm, è percorso da larghe costolature di colore bianco gesso ed ingloba una certa quantità di substrato.

La carne è cassante, elastica e piuttosto fragile,  biancastra, di sapore dolce con odore fungino con componente.

Spore ovali di 28-30 x 14-15 micron, finemente verrucose, con grosse guttule, tubercolate alle estremità.

È una specie primaverile e cresce nei boschi di latifoglie, soprattutto faggi.

Possibilità di scambio

Può essere scambiata con Gyromitra esculenta, che ha la mitra più tondeggiante e cerebriforme e cresce preferibilmente sotto conifere.

Sotto le abetaie di montagna può rinvenirsi Gyromitra gigas, di proporzioni maggiori della specie tipo, dal cappello color nocciola chiaro e quasi completamente priva di gambo. Infine G. (o Helvella) infula somiglia moltissimo, per colorazioni e forma, a G. esculenta, ma la mitra è costituita da lembi meno circunvoluti, carnosi ed appressati ed assumenti un aspetto quasi selliforme, come quello della maggior parte delle Elvelle; cresce  inoltre in periodo autunnale e non in primavera.


Bibliografia

Michael E. e Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Verlag von Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, vol. 3, pag. 370;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 4, foto n. 1648;

A. Dermek: Atlas Našich húb, Bratislava 1977, fig. 17, pag. 92.

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 72;

Azzarelli G., Galli R., Bernini A. & Polani F. Funghi velenosi, Ed. La Tipotecnica, S. Vittore Olona (MI), 1983, pag. 80 in nota;

Gerhardt  E., Vila J. e Limona X. : Hongos de Espana y de Europa, Ed. Omega, Barcelona, 2000, pag. 93 in nota;

Hagara L., Antonin V. &  Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag.  37.

 

(Gianfranco Sperati)