Scheda n. 238         -       Giugno 2011       -       Riferimento n. 1720

 

 

MYRIOSTOMA COLIFORME  (Dicks. ex Pers.) Corda



  238. Myriostoma coliformeFoto G. Sperati
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Sinonimi

Geaster coliformis Pers., Geastrum coliformis (Dicks.) Pers.,  Lycoperdon coliforme Dicks., Myriostoma anglicum Desv.,  Polystoma coliforme (Pers.) Gray. 

Volg. : Miriostoma

 

Etimologia

Myriostoma  = con molti forellini (dal greco myriòs che significa molti e stoma che significa orifizio);
coliforme  = simile al colino, per i fori del suo endoperidio (dal latino coliformis)

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Basidiomycetes, Ordine: Sclerodermatales, Famiglia: Geastraceae, Genere: Myriostoma, Specie: coliforme.

 

Commestibilità

Senza valore.

 

Descrizione

Pensavo che non mi sarebbe mai capitato fra le mani, sia perché nei vari congressi molti micologi, anche stranieri, confessavano di non averlo mai visto, sia perché la letteratura micologica lo indicava come molto raro. Invece un giorno del tardo autunno 2000, mi imbattei proprio in questo fungo e, per di più, vicino a casa, al margine di un bosco fra  Castelfusano e Castelporziano. Ve ne do la descrizione qui si seguito:

Carpoforo di 40-70 mm negli stadi iniziali di crescita, in seguito fino a 150-200 mm, di forma subglobosa poi l’esoperidio si dissocia in 4-14 lacinie (mediamente 8), che si piegano verso l’esterno evidenziando al centro l’endoperidio, contenente la gleba e corti cordoni miceliari alla base; il peridio stesso è formato da un esoperidio composto di tre strati, nell’adulto si fende in lobi appuntiti bruni con riflessi argentei poi marroncino-cacao per la sovrapposizione delle spore cadute, la superficie esterna è inizialmente decorata da effimere squamette brunastre appressate su un fondo più chiaro e macchiato di bruno-rugginoso; al centro si colloca un endoperidio subgloboso, largo da 20 a 80 mm, con la superficie esterna brunastro-argentea, decorata da rugosità o tubercolature e più volte forato da numerosi ostioli (da 20 a 50) posizionati sulla parte sommitale che lo fanno somigliare ad un colino, mentre alla base può congiungersi con l’esoperidio per mezzo di numerosi peduncoli pieni, tenaci e costoluti.

La gleba è poco distinta per la presenza di diverse pseudocolumelle, lacinie nettamente fibroso-tenaci poi coriacee, infine papiracee per disidratazione o a maturazione.

Le spore di 4-4,5 micron, sono papilloso-crestate, globoso-sferiche e sono brune in massa.

Cresce esclusivamente su terreni secchi e sabbiosi, sulle dune costiere, fra i cespugli e nei frutteti.

 

Possibilità di scambio

Si tratta di una specie veramente unica, pertanto non confondibile con altre.

 

Bibliografia

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Monografie:

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(Gianfranco Sperati)