Scheda n. 237      -      Giugno 2011      -      Riferimento n. 1105

 



CORTINARIUS ALBOVIOLACEUS (Pers. ex Fr.) Fries

Cortinarius alboviolaceus 2_002.jpgFoto S. Ascarelli









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Sinonimi

Agaricus alboviolaceus Persoon, Inoloma alboviolaceus Ricken, Phlegmacium alboviolaceum Moser.

Volg.: Cortinario bianco-violaceo

 

Etimologia

Cortinarius = per la cortina che, a protezione delle lamelle, le copre con un velo che si estende dall’orlo del cappello al gambo; 
alboviolaceus = bianco e violetto (dal latino albus e violaceus) per i colori dominanti del carpoforo.

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Cortinarialess, Famiglia: Cortinariaceae, Tribù: Corti-narieae, Genere: Cortinarius, Subgenere : Phlegmacium, Sezione : Sericeocybes , Specie: alboviolaceus.

Commestibilità

Commestibile molto mediocre perché sa di terra.

Descrizione

I ricettacoli di questa simpatica specie hanno colori all’inizio uniformemente azzurro-lilacini molto tenui; poi con l’età, tali colorazioni tendono a sbiadire e a divenire quasi biancastre. Siffatta particolarità viene bene evidenziata dalla denominazione specifica "alboviolaceus".

Il Cortinario che stiamo esaminando presenta un cappello carnoso, dapprima semi-globoso e in seguito appianato e campanulato provvisto di un largo umbone ottuso. Il margine da involuto diviene dritto ed il diametro del cappello completamente disteso può arrivare ad essere di circa 7 o 8 centimetri. Il rivestimento pileico è costituito da una cuticola separabile, non igrofana, asciutta e percorsa da fibrille radiali, sericee argento-violacee.

Le lamelle sono protette da una cortina biancastra che, al momento della sporulazione, si stacca dall’orlo del cappello e permane sul gambo sotto forma di anello argenteo, fugace. Mediamente serrate e spaziate, intercalate da lamellule, aderiscono al gambo direttamente o con un dentino. Hanno un colore debolmente grigio-viola ma precocemente si tingono di bruno ruggine per sovrapposizione del colore delle spore.

Gambo diritto o un po’ incurvato, clavato per un tipico rigonfiamento verso la base ma privo di una vera e propria bulbosità, concolore al cappello ma spesso decorato da bande fioccose più intensamente colorate soprattutto nella parte alta dello stipite mentre l’estremità inferiore è di solito biancastra.

Carne spessa ma tenera soprattutto nel cappello dove presenta tonalità bianco-lilacine più intense di quelle che colorano lo stipite nella sua parte alta. Odore poco percettivi-le; sapore dolciastro ma con componente terrosa. Reazione brunastra con idrossido di potassio.

Basidiospore ellissoidali, amigdaliformi, decorate da una fina punteggiatura, 8,5 / 10 x 5 / 6 μm. Sporata ocracea-rugginosa

Cresce in autunno, gregario, in boschi di latifoglie particolarmente sotto betulle, faggi e querce, raramente sotto aghifoglie.

 

Possibilità di scambio

Nella stessa sottosezione Sericeocybe (che annovera cortinari con cappello asciutto o un po’ viscido col tempo umido con toni violetti anche nelle lamelle) troviamo C. malachius che ha lo stipite bulboso, colori più marcatamente violetti e cresce soprattutto in boschi di aghifoglie,  C. camphoratus le cui colorazioni  pileiche variano dal violetto dal giallo ocraceo ed ha un forte, disgustoso odore di acetilene o di patate marcite,  C. traganus che ha il cappello coperto da fibrille squamulose, odore disgustoso ma diverso da quello della specie precedente e la carne giallastra o ocracea.

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(Sandro Ascarelli)