Scheda n. 234        -        Giugno 2011      -      Riferimento n.  24

HELVELLA LEUCOMELAENA (Pers.) Nannfeldt

 

Helvella leucomelaena GS2.jpgFoto G. Sperati










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Sinonimi

Paxina leucomelas (Persoon) O. Kutze, Acetabula leucomelas (Pers.) Sacc., Acetabula leucomelas var. percevalii (Berk. & Cooke) Boud.,  Acetabula percevalii (Berk. & Cooke) Massee, Geopyxis cookei var. percevalii (Berk. & Cooke) W. Phillips,  Geopyxis percevalii (Berk. & Cooke) Sacc., Helvella leucomelas (Pers.) Nannf.,  Paxina leucomelas , Peziza leucomelas Pers.,  Peziza percevali Berk. & Cooke,  Pseudo-tis radiculata var. percevalii (Berk. & Cooke) Cooke.

Volg.: Elvella bianco-nera

Etimologia

Helvella = erbetta, ortaggio;

Leucomelaena: dal greco leukós = bianco e dal greco mélas = nero. Per la concomitanza dei due colori.

 

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Ascomycota, Classe: Hymenoascomycetes, Subclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Pezizales, Famiglia: Helvellaceae, Genere: Helvella, Sottogenere: Helvella, Specie: leocomelaena.

Commestibilità.

È  stato sempre considerato un fungo  senza valore ma, come tutte le elvelle, contenendo dosi più o meno elevate di “gyromitrina” anche questa specie è da considerarsi velenosa.

Descrizione

Questo fungo è caratteristico per avere uno stipite che appare come un prolungamento dell’apotecio che va a restringersi esternamente, evidenziando delle costolature in rilievo, che poi si protraggono fino alla base dello stipite. Io l’ho sempre rinvenuto a cominciare da febbraio in suolo sabbioso, fra l’umidità del muschio, in luogo aperto, ma in vicinanza di pini.

L’apotecio misura 30-50 mm di altezza e 40-65 mm di larghezza, inizialmente subgloboso poi simile ad una coppa ampiamente spianata al centro, ondulato-lobata e talora incisa al margine delle lobature; la superficie interna è liscia, di colore grigiastro-bruno o grigio-fuligginoso, quella esterna con toni grigiastro-bruni in prossimità del margine dei lobi, pallidescente fino a tonalità biancastre man mano che si scende verso lo stipite.

La parte fertile è spalmata su tutta la superficie interna dell’apotecio.

Il gambo di 15-40 x 8-18 mm, bianco, lacunoso, spesso poco differenziato, allargato a guisa di supporto che può invadere una parte dell’apotecio con alcune costolature rilevate partenti dalla base, che è inoltre interessata da deboli  e corte solcature bianche.

La carne è di consistenza elastica e nello stesso tempo di una certa fragilità, più cassante negli individui vecchi, interamente bianca con odore debole e sapore mite-dolciastro.

Le spore di 19-23 x 10,5-13,5 micron, strettamente ellissoidali, sono bianche in massa.

Cresce nei boschi di conifere, con predilezione per Pinus pinea, da fine inverno alla primavera ed inizio estate, in zone umide sabbiose, ricche di humus.

 

Possibilità di scambio

Si potrebbe confondere con  H. helvellula, che ha un apotecio più scuro, spesso nero, generalmente più ondulato all’interno ed uno stipite più evidente e più costoluto.  Oppure con H. acetabulum, con apotecio decisamente più chiaro e stipite corto, ma grosso che prosegue con evidenti venature fino ad abbracciare quasi completamente l’esterno della coppa. Infine con Helvella queletii, che ha uno stipite costoluto, ritto ed elevato, portante un apotecio più chiaro rispetto a quello di H. leucomelaena e un po’ ristretto a sella.

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(Gianfranco Sperati)