LA VEGETAZIONE E I FUNGHI DEL BOSCO MEDITERRANEO

 

Penetrando nel bosco mediterraneo d’alto fusto, con gli alberi spesso avvolti dall’Edera (Edera elix L.) della famiglia delle Araliacee, in cui gli arbusti mediterranei resistono nel sottobosco, anche se sfinati in cerca della luce,  incontriamo altri funghi sia termofili che no, fra cui molte specie di Prataioli (Agaricus), funghi saprofiti o simbionti, quali: Agaricus augustus Fries (Prataiolo regale, cioè di grandi dimensioni, specie trovata in simbiosi sia dei lecci che dei pini), commestibile; Agaricus benesii (Pilát) Singer (Prataiolo di Benes, molto raro, trovato sotto leccio in ambiente aperto), commestibile; Agaricus bitorquis (Quél.) Saccardo (Prataiolo con doppio anello, trovato lungo sentieri su terreno molto compatto sotto pini e lecci), commestibile, vedi scheda nº 048; Agaricus fusco-fibrillosus (Möller) Pilát (Prataiolo dalle fibrille bruno scure), che cresce sotto leccio, commestibile; Agaricus impudicus (Rea) Pilát (Prataiolo che arrossisce, trovato in simbiosi sia con lecci che con pini), commestibile; Agaricus iodosmus Heinemann (Prataiolo che odora di iodio, trovato in simbiosi con alberi e arbusti mediterranei, ma anche saprofita nelle radure luminose), specie velenosa, provoca una sindrome gastroenterica; Agaricus langei (Möller) Möller, (Prataiolo di Lange, micologo danese, trovato sotto pini), commestibile; Agaricus lanipes (Möller et Schäffer) Singer (Prataiolo dal gambo lanoso, trovato in simbiosi con i lecci), non commestibile; Agaricus phaeolepidotus (Möller) Möller (Prataiolo a squame scure, trovato in simbiosi con i lecci), velenoso, responsabile di sindrome gastroenterica; Agaricus porphyrizon Orton (Prataiolo porpora, trovato in simbiosi con lecci e arbusti mediterranei), commestibile; Agaricus pseudopratensis (Bohus) Wasser (Prataiolo falso, trovato in simbiosi con lecci e pini), velenoso, responsabile di sindrome gastroenterica; Agaricus pseudopratensis var. niveus Bohus (Prataiolo falso candido, vedi specie precedente), velenoso come il precedente; Agaricus purpurellus (Möller) Möller (Prataiolo color ametista, trovato sotto pini), commestibile; Agaricus tenuivolvatus (Möller) Möller (Prataiolo con leggera volva, trovato sotto pini), commestibile; Agaricus  variegans Moeller (Prataiolo variabile, trovato sotto lecci), commestibile; Agaricus xanthoderma Genevier (Prataiolo ingiallente, trovato sotto lecci, ma anche in ambienti aperti presso arbusti e piante erbacee), velenoso, responsabile di sindrome gastroenterica. Incontriamo anche molte specie di Amanite (gen. Amanita), funghi simbionti, fra cui: Amanita citrina (Schaeffer) Persoon (Tignosa paglierina, trovata in simbiosi con lecci e con pini, non commestibile, vedi scheda 083; Amanita citrina var. alba (Price) Quélet, vedi specie precedente), non commestibile; Amanita gemmata (Paulet)  Bertillon (Amanita giunchiglia, trovata, anche in inverno, in simbiosi di lecci e pini), non commestibile, vedi scheda nº 154; Amanita pantherina (DC ex Fr.) Krombh. (Tignosa bruna, trovata sia sotto lecci che sotto pini), velenosa, provoca la grave sindrome micoatropinica, vedi scheda nº 052; Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link (Tignosa verdognola, trovata in simbiosi sia con lecci che con sugheri), velenosa mortale, responsabile della sindrome falloidea a lunga incubazione, vedi scheda nº 025; Amanita phalloides var. alba (Vitt.) Vesely (Tignosa malefica bianca, trovata in simbiosi con i lecci, ma più raramente), velenosa come la specie precedente; Amanita rubescens Pers. (Tignosa vinata, trovata in simbiosi con lecci, sugheri e pini), commestibile dopo lunga cottura, vedi scheda nº 101; Amanita verna (Bull. ex Fr.) Lam. (Tignosa di primavera, trovata in simbiosi con lecci, sugheri e pini, velenosa mortale, responsabile della sindrome falloidea a lunga incubazione, vedi scheda nº 156. Nel genere Armillaria, incontriamo la Famigliola buona (Armillaria mellea (Vahl. : Fr. Kummer, trovata come parassita dei lecci e di annosi fusti di edera), commestibile se ben cotta; la Famigliola delle conifere, Armillaria ostoyae (Romagnesi) Herink, trovata come parassita dei pini, commestibile se ben cotta; infine la famigliola deperibile (Armillaria tabescens (Scop. ex Fries) Emeland), trovata come parassita dei lecci), anch’essa commestibile se ben cotta. Si incontrano:  alcuni funghi saprofiti lignicoli, come il Poliporo bruciato e il Poliporo fumoso, Bjerkandera adusta (Fr.) Karsten e Bjerkandera fumosa (Pers. ex Fr.) Karsten, trovati su legno morto di latifoglie e, a volte, sulle ferite di queste ultime che parassitizza, ambedue senza valore alimentare; molti Boleti simbionti (generi Boletus, Aureoboletus, Suillus, Xerocomus) ed un Boleto lignicolo (gen. Buchwaldoboletus). Fra i boleti simbionti:  il Porcino nero o Bronzino (Boletus aereus Bull. ex Fries), trovato sotto lecci e sotto sugheri, commestibile (vedi scheda nº 178); il Boleto profumato (Boletus fragrans Vitt., trovato sotto sugheri), commestibile; il Boleto a cappello granuloso (Boletus impolitus Fries, trovato sotto lecci e sugheri, commestibile; Il Boleto dei lupi (Boletus lupinus Fries, trovato sotto lecci), velenoso, responsabile di sindrome gastroenterica; il Boleto lurido (Boletus luridus Schaeff. ex Fries, trovato sotto lecci), commestibile dopo prolungata cottura, vedi scheda nº 068; il Boleto dalla bella tinta (Boletus pulchrotinctus Alessio, trovato sotto lecci), velenoso, responsabile di sindrome gastroenterica; il Boleto a gambo rosso, Boletus erythropus (Fr. ex Fr.) Pers., trovato sotto lecci, commesibile dopo prolungata cottura, vedi scheda nº142; il Boleto polverulento (Boletus pulverulentus Opatowski, trovato sotto lecci), commestibile; il Boleto di Quèlet (Boletus queletii Schulzer, trovato sotto lecci), commestibile dopo prolungata cottura, vedi scheda nº165; il Boleto radicante (Boletus radicans Pers. ex Fries, rinvenuto sotto lecci), non commestibile perché amaro; il Pinarolo di Bellini (Suillus bellini (Inzega) Watl, trovato sotto pini), commestibile; il Pinarello, Suillus collinitus (Fries) O. Kuntze, commestibile; il Boleto cremisi, Aureoboletus gentilis (Quélet) Pouzar, trovato sotto lecci, commestibile; il Boleto albicocca, Xerocomus armeniacus (Quél.) Quélet, trovato sotto lecci, commestibile; il Boleto amaranto, Xerocomus dryophilus (Thiers) Singer, trovato sotto lecci, commestibile; il Boleto dorato, Xerocomus chrysenteron (Bull.) Quélet, trovato sotto lecci e sugheri, commestibile; il Boleto sardo (Xerocomus ichnusanus Alessio, Galli R. et Littini, trovato sotto lecci e sugheri), commestibile; il Boleto color pesca (Xerocomus persicolor Engel, Klofac, H. et R. Grunert, trovato sotto lecci), commestibile; il Boleto a spore con poro germinativo  (Xerocomus porosporus Imler ex Imler, trovato sotto lecci, sugheri e pini), commestibile; il Boleto bianco-roseo (Xerocomus roseoalbidus Alessio et Littini, trovato sotto lecci e sugheri), commestibile; il Labbro di capra, Xerocomus subtomentosus (L. ex Fr.) Quél, trovato sotto lecci, sugheri e pini, commestibile; il Leccino, Leccinum lepidum (Bouchet) Quadraccia, trovato sotto lecci e sugheri, commestibile, vedi scheda nº175;  infine il Boleto lignicolo, Buchwaldoboletus hemichrysus (Berk. & Curt.) Pilát, trovato su tronco di pino tagliato, commestibile.

Inoltre, sempre su legno di pino morto e degradato, incontriamo la Collibia a lamelle gialle, Callistosporium xanthophyllum (Mal. & Bert.) Bon, senza valore alimentare; la saprofita Vescia a sacco, Calvatia excipuliformis (Schaeff. ex Pers.) Perdeck, commestibile; il simbionte Galletto (Cantharellus cibarius Fries), commestibile, vedi scheda nº22; la ugualmente simbionte Finferla, Cantharellus lutescens (Pers. ex Fr.) Fr., commestibile, vedi scheda nº92; il saprofita Piccolo fungo fradicio, Chamaemyces fracidus (Fries) Donk, senza valore alimentare, vedi scheda nº194; il Chiodetto, Chroogomphus rutilus (Sch. ex Fr.) O.K. Miller, simbionte dei pini, commestibile; il saprofita Cuore di strega (Clathrus ruber Mich. ex Pers.), non commestibile, vedi scheda nº19; la saprofita Mazza d’Ercole, Clavariadelphus pistillaris (Fries) Donk, commestibile; la Clavaria crestata, Clavulina cristata (Fr.) Schroet., simbionte di lecci e pini, commestibile, vedi scheda nº152; le saprofite: Clitocibe di Alessandro, Clitocybe alexandri (Gill.) Konrad, commestibile; Clitocibe sbiancata, Clitocybe cerussata (Fr. ex Fr.) Kummer; l’Imbutino costato, Clitocybe costata Küh. & Rom., commestibile; la Clitocibe bianco avorio, Clitocybe dealbata (Sow. ex Fr.) Karst, velenosa; la Clitocibe ad imbuto, Clitocybe ditopa (Fr. ex Fr. ) Gillet, non commestibile; l’Imbutino, Clitocybe gibba (Pers. ex Fr.) Kummer, commestibile, vedi scheda nº013; l’Ordinale, Clitocybe nebularis (Fries) Hamaja, velenoso, vedi scheda nº118; la Clitocibe bianca, (Clitocybe nivea Vel.), velenosa; l’Anicino, Clitocybe odora (Bull. ex Fr.) Kummer, commestibile; la Clitocibe a odore di pollaio,Clitocybe phaeophtalma (Pers.)  Kuyper, velenosa;  la Clitocibe rosso sinopia, Clitocybe sinopica (Fr. ex Fr.) Kummer, commestibile; l’Imbutino squamoso, Clitocybe squamulosa (Pers. ex Fr.) Quélet, sotto pini, commestibile; la Piccola Clitocibe gregaria, Clitocybula abundans (Peck) Singer, lignicola, senza valore; la Collibia burrosa, Collybia butyracea (Bull. ex Fr.) Kummer, commestibile (vedi scheda nº151); la Collibia a lamelle gialle (Collybia luteifolia Gillet), commestibile; la Collibia ambrata, Collibia ocior (Pers.) Vilgalys & O.K. Miller, commestibile; la Collibia pepata, Collybia peronata (Bolt. ex Fr.) Singer, non commestibile; la Coltricia, Coltricia perennis (L. ex Fr.) Murrill, lignicola, non commestibile; il Clatro rosso deforme, Colus hirodinosus Cavalier & Sèchier, non commestibile, (vedi scheda nº214); il Coprino che perde il pelo (Coprinus alopecia Lasch ex Fries), lignicolo negli incavi dei lecci, senza valore alimentare; il Coprino disseminato, Coprinus disseminatus (Pers. ex Fr.) S.F. Gray, saprofita senza valore; il Coprino domestico, Coprinus domesticus (Bolt. ex Fr.) S.F. Gray, senza valore; il Coprino quasi effimero, Coprinus ephemeroides (Bull. ex Fr.) Fr., senza valore; il Coprino gazza, Coprinus picaceus (Bull. ex Fr.) S.F. Gray, senza valore, vedi scheda nº99; il Coprino dei tronchi, Coprinus truncorum (Scop. ex Fr.) Fries, lignicolo, senza valore; il Cortinarius calzato Cortinarius caligatus Malençon, cresce in simbiosi con i lecci, commestibile, vedi scheda nº126; il Cortinarius dei Cedri (Cortinarius cedretorum Maire), anch’esso sinbionte dei lecci, specie sospetta; il Cortinario rotto, Cortinarius infractus (Pers. ex Fries) Fries, simbionte di lecci e pini, non commestibile, vedi scheda nº212; il Cortinario color acqua di mare, Cortinarius salor Fries, simbionte di latifoglie e i aghifoglie, non commestibile, vedi scheda nº153; il Cortinario comune, Cortinarius trivialis Lange, simbionte di latifoglie, non commestibile; i cosiddetti Nidi d’uccello lisci, Crucibulum laeve (Bulliard) Kambly, saprofita su legnetti molto degradati, senza valore alimentare; il Parasole color zafferano, Cystoderma amianthinum, specie saprofita, cresce sotto pini, non commestibile, vedi scheda º183; il Poliporo umbellato, Dendropolyporus umbellatus (Pers. ex Fr.) Jülich, specie sapro-parassita alla base dei tronchi, commestibile da giovane, vedi scheda nº109; il Fungo alveare, Dichomitus campestris (Quél.) Dom. & Orl., lignicolo senza valore; l’Entoloma del lino, Entoloma byssisedum (Pers. ex Fr.) Donk, saprofita del legno marcio, non commestibile; l’Entoloma munito di scudo, Entoloma clypeatum (L. ex Fr.) Kumm., fungo simbionte trovato ai piedi di Malus sylvestris, in primavera, commestibile; l’Entoloma col gambo lungo,Entoloma hirtipes (Schum. ex Fr.) Moser, simbionte dei pini, velenoso; l’Entoloma verde, Entoloma incanum (Fr. ex Fr.) Hesler, simbionte, vedi scheda nº16, non commestibile; lo Stracciarolo Entoloma lividoalbum (Kühn.  et Rom.) Kubicka, trovato sotto lecci, velenoso; l’Entoloma odoroso, Entoloma nidorosum (Fr.) Quél., anch’esso simbionte di latifoglie, velenoso; l’Entoloma livido Entoloma lividum (Bull,-) Quélet, simbionte di latifoglie, velenoso, anche mortale, vedi scheda nº179; la Collibia dal gambo vellutato, Flammulina velutipes(Curt. ex Fr.) Karsten, sapro-parassita di molte piante, commestibile; il Fungo Reishi, Ganoderma lucidum (Leyss. ex Fr.) Karsten, fungo sapro-parassita crescente alla base dei tronchi dei lecci, non commestibile, ma usato in farmacopea, vedi scheda nº131; infine: l’Astro di terra ad arco, Geastrum fornicatum (Huds. ) Hook; l’Astro di terra senza gambo, Geastrum sessile (Sow.) Pouzar, vedi scheda nº112; l’Astro di terra con tre involucri, Geastrum triplex Jungh., vedi scheda nº139; l’Astro di terra rosseggiante, Geastrum vulgatum Vitt., tutti e quattro sono funghi saprofiti, semiipogei, non commestibili.

Su legno bruciato di pino crescono in grande quantità le piccole coppe di un ascomicete saprofita,  Geopyxis carbonaria (Alb. & Schw. in Fr.) Saccardo, non commestibile; il Boleto castano, Gyroporus castaneus (Bull. ex Fr.) Quél), simbionte di pini e lecci, in ambiente sabbioso e no, specie considerata commestibile. Da non confondere con il velenoso Gyroporus ammophilus (M.L. Castro & L. Freire) M.L. Castro, che vive in ambiente esclusivamente sabbioso, ma presenta un leggero viraggio all’azzurro della carne vicino ai tubuli; invece il Boleto blu, Gyroporus cyanescens (Bull. ex Fr.) Quél è fungo decisamente commestibile e simbionte soprattutto di latifoglie. Incontriamo un altro fungo, anch’esso simbionte di latifoglie, l’Ebeloma dei luoghi bruciati, Hebeloma anthracophilum R. M.re, fungo non commestibile. Non commestibile è anche l’Ebeloma a lamelle violette, Hebeloma porphyrosporum Maire, che vive in simbiosi con lecci e pini. Si incontrano anche alcune Elvelle, Ascomiceti saprofiti, come l’Elvella crespa, Helvella crispa (Scop.) Fries; l’Elvella dei pini, vedi scheda nº 63, Helvella pithyophila Boudier e l’Elvella solcata, Helvella sulcata Afz., tutte specie velenose e, a primavera, Ascomiceti simbionti, soprattutto dei pini, come le Spugnole, fra cui la Spugnola deliziosa, Morchella conica var. deliciosa Fr.; la Spugnola slanciata,Morchella elata Fries; la Spugnola grigia, Morchella esculenta var. vulgaris Pers. ed infine la Spugnola rigida, Morchella esculenta var. rigida Krombh. che, trovata più volte in autunno. Ne mancano le piccolissime e fragilissime Emimicene bianche, quali Hemimycena cucullata (Pers. ex Fr.) Singer, Hemimycena delicatella (Peck) Singer, Hemimycena lactea (Pers. ex Fr.) Singer, Hemimycena mairei (Gilbert) Singer, funghi saprofiti, senza valore alimentare. Purtroppo è presente anche il pericolosissimo fungo parassita Heterobasidion annosum (Fr.) Bref., che attacca i pini a partire dalle  radici con un marciume bianco che gradualmente si estende a tutta la pianta provocandone la morte. Ci si può imbattere in numerosi esemplari saprofiti di Hygrocybe e di Hygrophorus, come il Fungo gallinaccio di cera,Hygrocybe cantharellus (Schw.) Murr., senza valore; il Fungo di cera gialloverde, Hygrocybe citrinovirens (Lge) Schff., senza valore; il Fungo di cera rossa, Hygrocybe conica (Scop. ex Fr.) Kummer, velenoso, vedi scheda nº 9; il Fungo di cera olivaceo, Hygrocybe olivaceonigra (P.D. Orton) Mos., velenoso anch’esso; il Falso fungo di cera rossa; il Fungo pappagallo, Hygrocybe psittacina (Schaeff. ex Fr.) Karst., vedi scheda nº 91, commestibile, ma sconsigliabile perché troppo viscido; l’Igroforo bianco, Hygrophorus niveus (Scop. ex Fr.) Karst., commestibile; l’Igroforo di Persoon, Hygrophorus personii Arnolds, crescente in cerchi delle streghe sotto lecci, specie commestibile, ma da non raccogliere perché sempre più rara; il Lardaiolo, Hygrophorus russula (Schaeff. ex Fr.) Quél., sotto lecci, commestibile. Anche il genere Inocybe, cui appartengono specie simbionti, è ben rappresentato. Fra di esse incontriamo: l’Inocibe che odora di Benzoino (Styrax officinalis),  Inocybe bongardii (Weinm.) Quél., crescente sotto pino, velenosa; l’Inocibe riccioluta, Inocybe cincinnata (Fr.) Quélet, velenosa; l’Inocibe dolceamara, Inocybe dulcamara (Alb. et Schw.) Kummer e la sua var. acantha Kühner, sotto lecci e pini, ambedue velenose; l’Inocibe feltrata, Inocybe gausapata Kühner, rinvenibile sotto lecci e pini, velenosa; le due Inocibi a lamelle terrose,Inocybe geophylla (Fr. ex Fr.) Kummer e Inocybe geophylla var. lilacina (Pk.) Gillet, anch’esse sotto lecci e pini, anch’esse velenose; l’Inocibe arrossente, Inocybe godeyi Gillet, crescente sotto lecci, velenosa, vedi scheda nº 177; l’Inocibe a odore di mandorla amara, sotto lecci e pini, Inocybe hirtella Bresadola, velenosa; l’Inocibe baia, Inocybe hypophaea Furrer, sotto pini, velenosa; l’Inocibe dall’aspetto piacevole, Inocybe oblectabilis (Britz.) Saccardo, cresce sotto lecci ed è velenosa; l’Inocibe a bulbo di rapa, Inocybe napipes Lange, velenoso; l’Inocibe a centro scuro, Inocybe phaeodisca Kühner, cresce soprattutto sotto lecci, ma anche sotto pini ed è velenosa; l’Inocibe con odore di pere, Inocybe pyriodora (Pers. ex Fr.) Kummer, cresce sia sotto lecci che sotto pini ed è velenosa, vedi scheda nº 140; l’Inocibe striata, Inocybe rimosa (Bull. ex Fr.) Kummer e la sua var. argentata Kühner vivono sotto lecci soprattutto e sono ambedue velenose, vedi scheda nº 86; l’Inocibe col gambo nero, Inocybe tenebrosa Quélet, crescente sotto lecci, velenosa; l’Inocibe sciafila (= che vive in ambienti ombrosi), Inocybe umbratica Quélet, vive sotto pini ed è velenosa. Vi sono poi alcune specie di funghi simbionti del genere Laccaria, come  la Laccaria simile alla Laccaria verniciata, Laccaria affinis (Singer) Bon, senza valore, crescente sia sotto latifoglie che aghifoglie; la Laccaria verniciata, Laccaria laccata, che preferisce i pini, specie commestibile; la Laccaria color ametista, Laccaria amethystina (Hds.) Cooke, preferisce la simbiosi delle latifoglie e deve essere considerata velenosa perché, quando lo trova, assorbe arsenico dal terreno.

Nei luoghi umidi del bosco, provvisti di sostanze azotate, incontriamo gruppetti di funghi dall’odore di cocomero, Macroystidia cucumis (Pers. ex Fr.) Heim, non commestibili; nei luoghi più aperti ed ariosi, invece, si incontrano diverse specie di Melanoleuche, funghi saprofiti e commestibili, come la Malanoleuca dal piede corto, Melanoleuca brevipes (Bull. ex Fr.) Pat., (scheda n. 227); la Melanoleuca dalle lamelle biancastre, Melanoleuca leucophylloides (Bon) Bon; la Melanoleuca comune, Melanoleuca melaleuca (Pers. ex Fr.) Murril; la Melanoleuca dal cappello piccolo, Melanoleuca microcephala (Karts.) Metr.; la Melanoleuca bianco-grigia, Melanoleuca polioleuca (Fr.) Kühn. & Maire; la Melanoleuca difficile, Melanoleuca stridula (Fr.) Singer.

Resupinato su tronchi di leccio morto incontriamo il Poliporo di cuoio, Meruliopsis corium (Fr.) Ginns, non commestibile, mentre un forte odore sgradevole ci fa individuare il Marasmio che puzza di cavolo marcio, Micromphale brassicolens (Rom.) Orton, saprofita di residui legnosi sia di aghifoglie che di latifoglie, non commestibile; ancora più putrido, direi cadaverico, quello del Piccolo fallo canino, Mutinus caninus (Huds. ex Pers.) Fr., saprofita, naturalmente non commestibile. Si possono incontrare una serie di micene, quali: la Micena vestita,Mycena amicta (Fr.) Quélet, che cresce su pigne e residui legnosi di pino, non commestibile; la bella Micena Arcangeliana, Mycena arcangeliana Bres., anch’essa crescente su residui legnosi di numerose essenze e non commestibile; la Micena con il piede peloso, Mycena capillaripes Peck, rinvenibile a volte in gran quantità sugli aghi di pino, non commestibile; la Micena del latte, Mycena galopus (Pers. ex Fr.) P. Kumm. che cresce alla base dei tronchi e su residui legnosi, non commestibile; la Micena graminicola, Mycena graminicola Robic, che vegeta gregaria fra residui di graminacee in decomposizione, ai bordi delle radure del bosco, non commestibile; la Micena dal piede sanguinante, Mycena haematopus (Pers. ex Fr.) Kummer, rinvenibile in cespi numerosi su legno in decomposizione al suolo, non commestibile; la Micena a lamelle larghe, Mycena latifolia (Peck) A.H. Smith, che cresce solitaria o gregaria, in luoghi umidi, nel bosco, non commestibile; la Micena dal piccolo cappello, Mycena leptocephala (Pers. ex Fr.) Gillet, che cresce su aghi di pino e legno in decomposizione, non commestibile. Infine la Micena pura, la Micena pura bianca e la Micena rosea, Mycena pura (Pers. ex Fr.) Kummer, (scheda n. 155), Mycena pura (Pers. ex Fr.) Kummer fo. alba e Mycena rosea (Bull.) Gramberg, crescono saprofiti su rametti, frustuli, aghi, foglie in decomposizione e sono specie velenose mentre la Micena di M. de Seynes, Mycena seynesii Quél., che vive su pigne, legni e tronchi di pino, risulta soltanto non commestibile. Poi, se siamo veramente fortunati, possiamo  incontrare, il rarissimo Fungo colino,Myriostoma coliforme (Dicks. ex Pers.) Corda, saprofita senza valore alimentare, (scheda n. 238). Su terreno bruciato, saprofita gregario, fra gli aghi di pino, cresce l’Onfalia scura, Myxomphalia maura (Fr. ex Fr.) Hora, anch’essa senza valore alimentare. Su legno morto di pino, formando numerose mensole, cresce il Poliporo fragile, Oligoporus fragilis (Fr.) Gilbertson & Ryv., non commestibile; sui tronchi di latifoglie vivi o marcescenti vive il Fungo dell’olivo, Omphalotus olearius (DC. ex Fr.) Singer, specie molto velenosa, (scheda n. 65), mentre su tronchi di latifoglia molto degradati, vive la Clitocibe del legno, Ossicaulis lignatilis (Pers. ex Fr.) Redh. & Ginns, fungo non commestibile. Una serie di Paneoli, tutti velenosi vivono da saprofiti: su sterco di cavallo, il Paneolo campanulato, Panaeolus campanulatus (L. ex Pers.) Quélet, (scheda n. 174); sui luoghi bruciati il Paneolo con goccioline, Panaeolus guttulatus Bresadola, mentre il Paneolo marezzato, Panaeolus papilionaceus (Bull. ex Fr.) Quélet, cresce su sterco di animali vari; il Paneolo di Ricken, Panaeolus rickenii Hora, vive fra l’erba delle radure e anche su sterco; anche il Paneolo orlato, Panaeolus sphinctrinus (Fr.) Quél. risulta fimicolo, (scheda n. 102).

Il Panello astrigente, Panellus stipticus (Bull. ex Fr.) Karsten, cresce a gruppi su ceppi e tronchi di lecci e non è commestibile, perche amaro; il Paxillo peloso, Paxillus atrotomentosus (Batsch ex Fr.) Fries, si trova sui ceppi e sulle radici dei pini ed  è velenoso, (scheda n.  41); il Paxillo involuto, Paxillus involutus (Batsch ex Fr.) Fries, è un saprofita sia terricolo che lignicolo, sia di latifoglie che di aghifoglie ed è velenoso, (scheda n. 163); su legno di pino in decomposizione vive il Paxillo corrugato, Paxillus panuoides (Fr. ex Fr.) Fries, velenoso; la Tazza di aceto, Helvella acetabulum (L. ex Fr.) Quélet, vegeta come saprofita, ma a volte anche simbionte sia di latifoglie che di aghifoglie ed è velenosa; l’Elvella bianco-nera, Helvella leucomelaena (Pers.) Nannfeldt, saprofita o simbione soprattutto di pini, velenosa, (scheda n.  234); la Peziza bruna, Peziza badia Pers. ex Mérat, saprofita di latifoglie e di aghifoglie, senza valore alimentare; la Peziza bruno-violacea, Peziza badioconfusa Korf., specie saprofita, vegeta soprattutto sotto latifoglie ed è senza valore alimentare; la Peziza vescicolosa, Peziza vesiculosa Bull. ex St. Amans, saprofita su residui legnosi, paglia e sterco è anch’essa senza valore alimentare, (scheda n. 75). Il Satirone, Phallus impudicus L. ex Pers., specie saprofita terricola, cresce in ogni ambiente del bosco ed è una specie non commestibile per l’odore fetido; il Fungo sugheroso guancialiforme, Phellinus torulosus (Pers. ex Pers.) Bourd. & Galz, lignicolo, cresce soprattutto alla base di tronchi di lecci, ma anche di altri arbusti mediterranei e non è commestibile perché legnoso; il Dentino nero, Phellodon niger (Fr. ex Fr.) Karsten, cresce da saprofita sia sotto latifoglie che aghifoglie e non è non commestibile; la Flammula delle carbonaie, Pholiota highlandensis (Peck) Smith, si rinviene da saprofita su terrene bruciato del bosco, anch’esso non commestibile perché amaro.

Su terreno erboso, su legno interrato o su ceppaie marcescenti del bosco cresce la Foliota spumosa, Pholiota spumosa (Fr.) Singer, non commestibile; è presente ed anche abbondante il Tartufo boemico, Pisolithus arhizus (Pers.) Rauschert, specie saprofita crescente sotto pini e lecci, commestibile da giovane; su legno di latifoglie cresce il Corno dell’abbondanza, Pleurotus cornucopiae (Paulet ex Pers.) Rolland, commestibile. Fra i Plutei sono presenti: il Pluteo cervino, Pluteus cervinus (Sch. ex Fr.) Kummer, lignicolo, commestibile scadente; il Pluteo grigio-scuro, Pluteus cinereo-fuscus Lange, che cresce saprofita su foglie e altri detriti vegetali oppure su legni caduti o tronchi, non commestibile; il Pluteo nano, Pluteus nanus (Pers. ex Fr.) Kummer, su legno di latifoglia, senza valore alimentare; il Pluteo bianco,Pluteus petasatus (Fr.) Gillet, trovato su ceppaie marcescenti di latifoglia, commestibile mediocre; il Pluteo di Romell, Pluteus romellii (Britz.) Saccardo, su residui di legno interrati, non commestibile; il Pluteo semibulboso, Pluteus semibulbosus (Lasch. apud Fr.) Gillet, crescente su legno marcescente di latifoglie, senza valore alimentare. Sui rametti secchi di latifoglie cresce il Poliporo a pori esagonali, Polyporus mori (Poll. ex Fr.) Fr., senza valore alimentare; la Psatirella  a lamelle rosse, Psathyrella bipellis Quelét, sotto latifoglie, conifere, in boschi chiari e sabbiosi, senza valore alimentare; la Psatirella di De Candolle, Psathyrella candolleana (Fr. ex Fr.) Maire, crescente vicino ai tronchi e su radici interrate, anch’esso senza valore alimentare, vedi scheda nº136; la Psatirella marcescente, Psathyrella marcescibilis(Britz.) Singer, saprofita terricola sotto piante e in luoghi erbosi, senza valore alimentare; la Psatirella fascicolata, Psathyrella multipedata Peck, saprofita terricola, senza valore alimentare, vedi scheda nº176; la Psatirella carnosa, Psathyrella sarcocephala (Fr.) Singer, vegetante in cespi ai piedi o sui tronchi di latifoglie, specie sospetta da non consumare; la Psatirella grigio-bruna, Psathyrella spadiceogrisea (Sch.) Maire,  con le stesse caratteristiche di crescita e di commestibilità della specie precedente; la Psatirella lacrimante, Psathyrella lacrimabunda (Bull. ex Fr.) Moser, anch’essa cespitosa su residui legnosi o su vecchie radici in disfacimento sia lungo i sentieri boschivi che all’interno del bosco, è specie commestibile, vedi scheda nº 196; la Psatirella di Kits van Waveren, Psathyrella wavereniana M. Marchetti che si trova gregaria o subcespitosa sotto pini mediterranei. Inoltre incontriamo il Falso galletto sinuoso, Pseudocraterellus undulatus (Pers. ex Fr.) Rauschert, simbionte di latifoglie, commestibile; la Crosta di cobalto, Pulcherricium caeruleum (Schrad. ex Fr.) Parm., fungo lignicolo, disteso su tronchi a terra di latifoglie, senza valore alimentare; la Ramaria violetta, Ramaria fumigata (Peck) Corner, saprofita sotto latifoglie, non commestibile; la Ramaria a rami stretti, Ramaria stricta (Pers. ex Fr.) Quélet, saprofita sotto pini, non commestibiòe; la Falsa vescia reticolata, Reticularia lycoperdon Bull., che compare su legno fatiscente dopo abbondanti piogge, mixomicete senza valore commestibile. In simbiosi specifica con i pini prolificano:  il Falso tartufo giallo, Rhizopogon luteolus Fries, il Falso tartufo rosa,Rhizopogon roseolus (Corda in Sturm) Th. M. Fries, il Falso tartufo comune, Rhizopogon vulgaris (Vitt.) M. Lange; tutti commestibili. Si incontra ancora la Rodocibe troncata, Rhodocybe gemina (Fr.) Arnolds saprofita di latifoglie e aghifoglie, commestibile. Numerose sono le specie del genere Russula che si incontrano nel bosco mediterraneo, in simbiosi con le varie essenze vegetali. Citiamo: la Russola che odora di aceto, Russula acetolens S. Rauschert, che si trova soprattutto sotto latifoglie, specie commestibile; la Russola a lamelle piccanti,Russula acrifolia Romagnesi, che cresce anch’essa sotto latifoglie e non è commestibile; la Russola simile a R. amoena, Russula amoenicolor Rom, crescente sia con latifoglie che con pini mediterranei, commestibile; la Russola odorosa, Russula amoenolens Rom., sotto latifoglie ed aghifoglie, non commestibile; la Russola color anatra,  Russula anatina Rom., che vive sotto latifoglie ed è commestibile; la Russola tardiva, Russula cessans Pearson, sotto pini, commestibile mediocre; la Russola a riflessi verdastri, Russula chloroides (Krombh.) Bresadola, sotto latifoglie e pini, commestibile mediocre; la Russola con cicatrici, Russula cicatricata Romagnesi, sotto latifoglie, senza valore alimentare; la Russola ingannevole, Russula decipiens (Sing.) Svreck, crescente sotto latifoglie e non è commestibile; la Colombina bianca, Russula delica Fries, che cresce sotto latifoglie ed è commestibile; la Colombina rossa, Russula emetica var. sylvestris Singer, che vive sotto latifoglie ed aghifoglie, specie velenosa; la Russola di Ferrer, Russula ferreri Singer, crescente sotto latifoglie ed è commestibile; la Russola a spore gialle, Russula flavispora (Blum) ex Rom., trovata sotto lecci, non commestibile perché acre; la Colombina fetida, Russula foetens Persoon ex Fries, che cresce sia sotto latifoglie che sotto conifere ed è velenosa; la Russola fragile, Russula fragilis (Pers. ex Fr.) Fr., che vegeta sia sotto latifoglie che sotto conifere e non è commestibile perché piccante; la Russola rosso scuro, Russula fuscorubra (Bres.) Singer, specie crescente sotto i pini e non commestibile; la Russola a cuticola bianca mediterranea, Russula galochroides Sarnari, sotto latifoglie e arbusti mediterranei, commestibile; la Russola a lamelle irregolari giallo-verde, Russula heterophylla var. chlora (Gill.), sotto latifoglie, commestibile; la Russola del leccio, Russula ilicis Rom., Chevassut & Privat, simbionte del leccio, commestibile, vedi scheda nº252; la Russola di Krombholz, Russula krombholzii R. Shaffer, che cresce sotto conifere e latifoglie e  non è commestibile perché acre; la Russola lilacea policroma, Russula lilacea var. carnicolor Bres., crescente sotto latifoglie ed è commestibile; la Russola macchiata,  Russula maculata Quél. et Roze, crescente sotto latifoglie, non commestibile perché acre; la Russola che odora di miele, Russula melliolens Quél., che preferisce le latifoglie, specie commestibile; Russola nobile, Russula nobilis Velenovsky, che vive sotto latifoglie, non commestibile perché acre; la Russola pallidospora, Russula pallidospora (Blum) ex Rom., anch’essa di latifoglie, commestibile mediocre; la Russola quasi azzurra, Russula parazurea J. Schaeff., specie di latifoglie e la Russola quasi azzurra di due colori, Russula parazurea fo dibapha Rom., specie di conifere: ambedue commestibili; la Russola falsa pettinata, Russula pectinadoides Peck, che cresce comunemente sia sotto latifoglie che sotto conifere, ma non è commestibile perché disgustosa; la Russola pettinata, Russula pectinataFries, specie di latifoglie non commestibile perché acre; la Russola color della pesca, Russula persicina Krombh., che cresce sotto latifoglie, non commestibile per l’acredine; la Russola grigio-verde falsa, Russula pseudoaeruginea (Rom.) Kuyper & Van Vuure, di latifoglie, commestibile; la Russula camaleontina,  Russula risigallina (Batsch) Sacc., che vive sotto latifoglie e conifere, commestibile; la Russola di Romell, Russula romellii R. Maire, di latifoglie, commestibile; la Russola azzurra mediterranea, Russula subazurea Bon, di pini e lecci, commestibile; la Russola col gambo blu, Russula torulosa Bres., che vive sotto pini e non è commestibile perché acre; la Russula di Velenovsky, Russula velenovskyi Melzer & Zvára, che vive soprattutto sotto latifoglie, commestibile; la Russola commestibile, Russula vescaFries, cresce sotto latifoglie ed è commestibile; la Russola col gambo viola, Russula violeipes Quél., crescente soprattutto sotto latifoglie ed è commestibile mediocre; la Colombina verde, Russula virescens Schaeffer ex Fries, sotto latifoglie, commestibile; la Russola color vite secca, Russula xerampelina Schaeff. ex Fr., crescente sotto conifere, commestibile.




 

(Gianfranco Sperati)