Scheda n. 229 - Maggio 2011 - Riferimento n. 1588


LACTARIUS ATLANTICUS Bon

229. Lactarius atlanticusFoto G. Sperati

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Sinonimi

Lactarius atlanticus fo. strigipes Bon.

Volg. Lattario atlantico



Etimologia

Lactarius = attinente al latte, (per il latice che secerne dalle lamelle)
atlanticus = si riferisce all’oceano atlantico in quanto la diagnosi dell’autore si riferisce ad esemplari trovati presso le sue coste

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Agaricomycetideae, Ordine: Russulales, Famiglia: Russulaceae, Genere: Lactarius, Sezione: Olentes, Sottosezione: Serifluini, Specie: atlanticus.

Commestibilità

Lactarius atlanticus è da considerarsi non commestibile a causa del sapore sgradevole della carne.



Descrizione

Confesso che l’odore di cicoria torrefatta di questo fungo mi intrigava molto e mi è sempre venuta voglia di mangiarlo, anche crudo, ma, essendomi sempre attenuto ad un comportamento di estrema cautela nei riguardi dei funghi, mi sono sempre limitato a masticarne un pezzetto per sputarlo quasi subito.

È un fungo molto comune nei boschi costieri, di piccolo-medie dimensioni con il cappello di 25-75 mm di diametro, inizialmente convesso poi piano, sempre umbonato, con il margine involuto e più o meno ondulato; la cuticola è lucida, glabra e liscia, di colore arancione-rossastro a tempo umido, diviene rugosa e sbiadita a tempo secco ed è inseparabile dalla carne sottostante.

Le lamelle sono mediamente fitte e piuttosto strette, con profilo arcuato ed appena decorrenti sul gambo, di colore ocra-giallastro nel giovane poi ocraceo-aranciate e tardivamente viranti ruggine nei punti lesionati; sul fondo è possibile osservare delle deboli intervenature.

Il gambo di 50-75 x 7-16 mm, è farcito poi cavo, più o meno concolore al cappello e pruinoso soprattutto all’apice, dove appare più chiaro, più o meno cilindrico, slanciato, talvolta un po’ eccentrico e compresso verso il basso, ove sono presenti alcune piccole rugosità ed una fitta peluria ispida ocra-aranciata. Spesso è unito a gambi di altri individui.

La carne è scarsa, tenera, cassante, biancastra, tardivamente crema-ocracea con odore di cicoria torrefatta e sapore prima dolce poi amaro; lattice poco abbondante, sieroso, incolore, immutabile.

Spore 7-9 x 6,5-8,5 micron, subglobose o largamente ellittiche, reticolato-verrucose; sporata ocra chiaro in massa.

È specie che cresce tipicamente in zona mediterranea, con particolare predilezione per Quercus ilex, dall’estate all’autunno inoltrato.

Possibilità di scambio.

È possibile scambiarlo con Lactarius decipiens, che ha il lattice bianco che vira al giallo, se isolato, e possiede un caratteristico odore di pelargonio. È anche possibile confonderlo con Lactarius serifluus, che ha un cappello con depressione centrale e la cuticola opaca, colorata da rosso scuro a bruno nerastro.

Bibliografia

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(Gianfranco Sperati)