Scheda n.010            - Ottobre 2008 -            Riferimenti n. 9



DUMONTINIA TUBEROSA (Bull. : Fr.) Kohn 1979

 

 

dumontinia_tuberosa-7_20120312_1384210721.jpg

 

 



foto di Sandro Ascarelli

clicca sulla foto per ingrandirla e vedere altri funghi della stessa famiglia


Sinonimi

Octospora tuberosa Hedw  1789, Peziza tuberosa Bulliard 1790, Macroscyphus tuberosus (Hedw.) Gray 1821, Sclerotinia tuberosa (Hedw.) Fuckel 1869, Hymenoscyphus tuberosus (Bull.) Phillips 1887, Helvella tuberosa Dicks, Whelzelinia tuberosa (Hedw.) Korf & Dumont 1872.


Etimologia

Dumontinia = dedicato al micologo Dumont,
tuberosa =
legato a un tubero (di Anemone nemorosa)


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Sottodivisione: Ascomycota, Classe: Hymenoascomycetes, Sottoclasse: Pezizomycetideae, Ordine: Helotiales, Famiglia: Sclerotiniaceae, Genere: Dumontinia, Specie: tuberosa.


Commestibilità

Non commestibile.


Descrizione

E’ un fungo abbastanza raro costituito da un apotecio di circa 3 cm. di diametro, a forma di coppa con orlo regolare, sorretto da un peduncolo lungo e profondamente interrato terminante con uno “sclerozio” e cioè una specie di patatina nerastra e dura, visibile soltanto asportando con molta pazienza la terra nella quale è infisso. Lo sclerozio è associato alle radichette delle tuberose di cui è parassita specifico.

L’apotecio è costituito da una parte interna, con superficie liscia, uniformemente di colore brunastro più o meno intenso, la cui parete è tappezzata da aschi ciascuno dei quali porta 8 spore; la parte esterna è invece sterile ed è liscia o lievemente pruinosa, dello stesso colore dell’interno della coppa.

Le ascospore sono ialine, ellissoidali, lisce e misurano 12,5 /15 x 6 / 7,5 micron.

La Dumontinia nasce in primavera, nei boschi umidi e soleggiati, al momento della fioritura delle tuberose (Anemone nemorosa) ed in mezzo ad esse. In alcune stagioni è più frequente.


Possibilità di scambio

Numerosi sono i funghi a forma di coppa privi tuttavia di peduncolo e non associati allo sclerozio. Anche la particolare associazione alle tuberose fa sì che la possibilità di scambio sia da considerarsi remota.


Bibliografia

Saccardo P.A. : Silloge fungorum, Padova, 1888, vol. 8, pag. 195;

Michael E. $ Schulz R: : Fuhrer fur Pilzfreunde, Quelle & Meyer, Lipsia, 1933, pl. 377;

Moreau F. :Les Champignons ,Lechevalier. Paris, 1954, vol. 2, pag. 1599, fig. 913/A

Lonati G. : Guida alla determinazione macroscopica dei funghi, GEMA, Avezzano, 1966, pag. 310;

Heim R. : Champignons d’Europe, N. Boubèe, Paris, 1969, pag. 224, fig. 14/B;

Peyrot A. & Cortin B. : Funghi, Ed. SAIE, Torino, 1970, pag. 154, fig. 340;

Cetto B: : I funghi dal vero, Saturnia, Trento, 1970, vol. 2, pag. 671, foto n. 818;

Svrcek M, Kubicka J. & Erhart J. e M. : Impariamo a conoscere i funghi, Isttituto Geografico De Agostini Spa, Novara, 1981, pag. 66;

Phillips R. : Riconoscere i funghi, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1985, pag. 274;

Stecchi G. : Cercar funghi, RSC Libri Grandi Opere spa, Milano, 1994, pag. 435;

Courtecuisse R. & Duhem B. : Champignons de France et d’Europe, Paris, 1994, pag. 128, fig. 9;

Jordan M. : The Enciclopedia of Fungi of Britain and Europe, David & Charles, Devon, 1995, pag. 70;

Rambelli A. e Pasqualetti M. : Nuovi fondamenti di micologia, Ed. Jaca Book spa, Milano, 1996, tav. 6/A;

Fluck M. : Quel est donc ce champignon? Nathan Ed., Paris, 1997, pag. 427;

Laessoe T. : Funghi, Fabbri Editori. Milano, 1998, pag. 270;

Hagara L., Antonin V. & Baier J. : Les champignons, Ed. francese, Grund, Paris, 2000, pag. 23;

Breitenbach J. e Kranzlin F. : Champignons de Suisse, Mycologia Lucerne, 2000, vol. 1, foto 145;

Papetti C., & Consiglio G.. : Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, A.M.B., Trento, 2001, vol. 1, pag. 492;

Gerhardt E. : Guida ai funghi, Zanichelli, Bologna, 2005, pag. 648;

Polese J.M. : Guida ai funghi, Gribaudo / Konemann, ART Servizi Editoriali spa, Bologna 2005, pag. 36;

Brotzu R: e Colomo S. : I funghi della Sardegna, Ed. Archivio fotografico sardo, Nuoro, 2009, vol. 8, pag. 184, n. 886.

 

(Sandro Ascarelli)