Scheda n. 224           -          Aprile  2011          -           Riferimento pag. 61

GLOEOPHYLLUM ODORATUM (Wulf. ex Fr.) Imaz.

Gloeophyllum odoratum 1 GS.jpgFoto di Gianfranco Sperati









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Sinonimi

Boletus odoratus Wulfen, Trametes odorata (Wulfen) Fries. Daedaleopsis odorata (Wulfen) P. Karsten, Ceratophora odorata (Wulfen) Bondartsev & Singer, Polyporus odoratus (Wulfen) Fries, Fomes odoratus (Wulfen ) P. Karsten, Ochroporus odoratus (Wulfen) J. Schrot, Anisomyces odoratus (Wulfen) Pilàt, Osmoporus odoratus Singer.

Volg.: Poliporo odoroso

Etimologia

Gloeophyllum, termine composto da Gloeo = glutine e phyllum = parte fertile che, in giovane età,  secerne come delle gocce d’ambra glutinose;

odoratus = per l’odore di anice.


Sistematica

 

 

Regno : Fungi, Divisione : Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidio-mycetes, Sottoclasse: Aphyllo-phoromycetideae, Ordine: Polyporales, Famiglia: Gloeophyllaceae, Genere: Gloeophyllum, Specie: odoratum.


Commestibilità

 

 

Non commestibile.


Descrizione

 

 

Capita spesso, in montagna, di vedere sui tronchi tagliati delle conifere, una sorta di cuscinetti vellutati, gialli o aranciati o bruno-aranciati:  sono le fruttificazioni di questo fungo legnoso e odoroso. Viene voglia di accarezzare lo strato di corto velluto dei suoi cappelli per esaltare il gradevole odore di anice che emana e ricercare i giovani esemplari dai cui pori fuoriescono sostanze glutinose che, attraversate dalla luce, si trasformano in gocciole d’ambra.

I cappelli, a volte vicini fra loro, altre volta disposti l’uno sull’altro misurano da 6 a 15 cm di diametro e da 2 a 8 cm di spessore, sono sessili, a cuscinetti semicircolari o ungulati. La corteccia è costituita da una crosta dura e lucente, nodosa, rugosa e vellutata soprattutto nelle parti di più recente crescita. Il colore va dal bruno fulvo delle zone più vecchie al giallo cromo o arancio-fulvo cannella di quelle più recenti.

La parte imeniale è costituita da tubuli lunghi 8-14 mm, mal stratificati, con pareti spesse di 0,3-0,6 mm, giallastri, bianchi e molto pruinosi all’interno. Pori di 0,3-0,5 mm di diametro, circa 2 per ogni mm, arrotondati o angolosi, ocra cannella o fulvo cannella.

Carne coriacea, di colore fulvo o bruno-aranciato con odore forte di anice.

Spore ellittiche di 6-7,5 x 3-4 micron, dapprima incolori, poi brune.

Questo fungo vive da saprofita dalla primavera all’autunno inoltrato su ceppaie e legno morto  di conifere di montagna (abeti, larici, pini) determinando una carie bruna cubica che colpisce in massima parte la cellulosa e le emicellulose, lasciando parzialmente intatta la lignina, la quale diventa rigida ma friabile: il legno perde la resistenza, imbrunisce e si rompe su tre piani di sfaldatura perpendicolari.

Possibilità di scambio

Può essere confuso con Phaeolus schweinitzii che presenta colori simili e cresce negli stessi ambienti, ma è  spugnosa e molle, soprattutto negli esemplari giovani; la superficie del cappello è tomentosa e non vellutata;  i pori sono irregolarmente labirintiformi; ma il carattere che lo differenzia di più è l’odore nullo della carne.

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Monografie:

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(Gianfranco Sperati)